È un’attesa difficile, fatta di monitoraggi continui e decisioni rinviate giorno
per giorno, i destini dei feriti più gravi dell’incendio scoppiato nel bar Le
Costellation di Crans-Montana. Alcuni di loro, a causa dell’instabilità clinica,
non possono essere trasferiti e restano ricoverati nei centri specializzati
svizzeri dove sono stati presi in carico fin dalle prime ore dopo il rogo.
A Zurigo è ancora ricoverato uno studente milanese di 16 anni della classe 3D
del liceo Virgilio. Le sue condizioni vengono definite serie e non ancora
stabilizzate dall’équipe medica che lo ha valutato nelle ultime ore. Il quadro
clinico, segnato da ustioni importanti e da complicazioni che richiedono un
monitoraggio costante, rende al momento impossibile qualsiasi trasferimento in
elicottero verso l’Italia, diversamente da quanto avvenuto per altri compagni di
classe. Accanto a lui ci sono i genitori, supportati da psicologi, mentre a
Milano amici e compagni continuano a manifestare vicinanza con messaggi e
iniziative di solidarietà.
Nello stesso ospedale resta ricoverata anche una 15enne, originaria di Biella.
La ragazza, studentessa di un liceo linguistico, presenta ustioni estese su
circa il 70 per cento del corpo ed è in coma farmacologico nel reparto di
terapia intensiva. Nei giorni scorsi è stata sottoposta a un intervento
chirurgico particolarmente complesso, considerato dai medici un passaggio
necessario ma solo iniziale nel lungo percorso di cura. Le sue condizioni
restano gravi ma stabili; la prognosi è ancora riservata e serviranno settimane
prima di poter valutare l’efficacia dell’operazione e l’evoluzione clinica.
I sanitari escludono per ora qualsiasi ipotesi di trasferimento: Elsa non è
considerata trasportabile e, secondo quanto riferito dalla famiglia, lo resterà
probabilmente ancora a lungo. I genitori e i familiari più stretti hanno scelto
di affidarsi alla continuità delle cure nella struttura svizzera, ritenuta
adeguata alla complessità del caso, rinviando ogni decisione futura a quando le
condizioni saranno realmente stabili. Nel frattempo, la Protezione civile
italiana mantiene un contatto costante con la famiglia, garantendo supporto
logistico e assistenziale.
Diversa, ma comunque delicata, la situazione degli altri studenti coinvolti. Tre
coetanei del 16enne sono stati trasferiti nei giorni scorsi all’ospedale
Niguarda di Milano, dove restano in prognosi riservata. Nel capoluogo lombardo
sono complessivamente undici i feriti seguiti tra terapia intensiva,
subintensiva e Centro grandi ustionati: la maggior parte sono minorenni, con
l’eccezione di due donne adulte.
Negli ultimi giorni alcuni pazienti sono stati sottoposti a interventi
chirurgici per la copertura delle ustioni con tessuti provenienti dalla Banca
della cute: complessivamente sono stati utilizzati circa 13 mila centimetri
quadrati di pelle. In alcuni casi si registrano segnali iniziali di
miglioramento, ma per tre persone le condizioni restano critiche, soprattutto a
causa dei gravi danni polmonari provocati dall’inalazione dei fumi. Per loro è
ancora necessario il supporto della ventilazione meccanica. Per i feriti non
trasportabili, la priorità rimane la stabilizzazione clinica, senza forzare
tempi o spostamenti che potrebbero compromettere ulteriormente una percorso che,
per molti di loro, è solo all’inizio.
L'articolo Ancora in Svizzera due giovanissimi feriti italiani non
trasportabili: impossibile qualsiasi trasferimento proviene da Il Fatto
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