Il 9 gennaio il Brussels Auto Show apre ufficialmente le porte con uno dei
momenti più attesi dell’intero calendario automobilistico europeo: la
proclamazione della European Car of the Year. Un riconoscimento che accende i
riflettori sull’innovazione e anticipa le tendenze del mercato. Le sette
finaliste di quest’anno raccontano bene la direzione intrapresa dall’industria:
Citroën C5 Aircross, Dacia Bigster, Fiat Grande Panda, Kia EV4, Mercedes-Benz
CLA, Renault 4 e Skoda Elroq, modelli che spaziano dall’elettrico accessibile
agli sport utility di nuova generazione.
Non è un caso che questo annuncio avvenga da qualche tempo proprio a Bruxelles,
dopo la cancellazione di quello che per decenni è stato il più importante salone
dell’auto continentale, ovvero Ginevra. L’edizione numero 102 del salone belga
si presenta infatti come una delle più ambiziose di sempre, con spazi espositivi
esauriti in largo anticipo e una domanda superiore all’offerta.
Complessivamente sono 64 i marchi presenti, tra auto e veicoli commerciali.
Tutti i costruttori tedeschi e francesi hanno confermato la partecipazione,
affiancati da una presenza sempre più consistente dei brand cinesi. La
collocazione “neutrale” di Bruxelles (com’era un tempo quella d Ginevra)
favorisce il confronto diretto tra i costruttori storici e i nuovi protagonisti
asiatici, oggi sempre più centrali nel mercato continentale.
In prima linea tra i protagonisti c’è Toyota, con il debutto europeo della nuova
generazione di Hilux, proposta per la prima volta anche in versione
completamente elettrica, accanto alla variante mild hybrid diesel da 2,8 litri.
Una scelta che conferma l’approccio multi-tecnologico del costruttore giapponese
in una fase di transizione complessa per il settore.
Tra le anteprime più attese spicca il debutto mondiale della Kia EV2, piccolo
suv elettrico destinato a diventare il modello a batteria più economico del
marchio in Europa e rivale diretto di Renault 4 e Citroën ë-C3. Kia prevede
l’avvio della produzione nel 2027 nello stabilimento slovacco di Žilina. Sul
fronte elettrico, Hyundai presenta la versione a batteria del grande van Staria,
mentre Mazda amplia la propria gamma full electric con un nuovo modello
destinato all’Europa.
Grande attenzione anche per Renault, che porta al debutto pubblico la nuova
Twingo elettrica, caratterizzata da un design retrò, autonomia fino a 263
chilometri e una batteria LFP da 27,5 kWh pensata per contenere i costi. Sugli
scudi anche Dacia, che propone in anteprima per il pubblico la Hipster concept
per una mobilità urbana essenziale e 100% elettrica. Citroën risponde con
un’altra concept, la ELO, veicolo elettrico compatto e modulare che anticipa una
possibile evoluzione nel segmento delle piccole monovolume.
Nel segmento premium, Mercedes‑Benz espone i nuovi GLB EQ, GLC EQ, CLA Shooting
Brake EQ e il concept Vision Iconic. BYD arriva con nove modelli, tra cui l’Atto
2 DM-i, mentre Leapmotor, sostenuta da Stellantis, sceglie il Belgio per il
debutto europeo del crossover elettrico B03X e per presentare il B10 con range
extender. Presente anche Tesla, con le versioni Standard, più accessibili, di
Model 3 e Model Y.
Non manca poi BMW, con una delle sue principali novità elettriche per il 2026:
la iX3, il suv elettrico compatto che inaugura la sua piattaforma “Neue Klasse”
con un’autonomia estesa, ricarica ultrarapida e tecnologie digitali avanzate,
tra cui sistemi di guida assistita e interfacce di ultima generazione.
A distinguere il Brussels Auto Show, nondimeno, è anche il suo taglio concreto.
Qui le auto non sono soltanto esposte, ma possono essere acquistate, con stand
concepiti come vere aree commerciali e modelli pronti per l’ordine.
Un’impostazione che risponde alle esigenze attuali del mercato e rafforza il
ruolo di un salone dove il business conta. Almeno quanto lo spettacolo.
L'articolo Salone di Bruxelles, al centro dell’auto europea e non solo. Debutti,
premi e sfide globali proviene da Il Fatto Quotidiano.