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MAZDA CX 6E
Malgrado i dazi imposti a livello comunitario, Mazda è riuscita a confezionare
su misura per la CX-6e (prodotta dalla cinese Changan nella Repubblica Popolare
nell’ambito di una cooperazione che va avanti da tempo) un prezzo decisamente
interessante, che parte da meno di 47.000 euro (46.750). Il modello è ben
equipaggiato, con dotazioni come l’head up display (che sostituisce il cruscotto
digitale), lo schermo centrale da 26” o il tetto panoramico (1,05 mq di
superficie) il cui vetro stratificato termoriflettente isola al 99,7% dai raggi
ultravioletti.
Sulla variante top di gamma, la Takumi Plus (3.000 euro aggiuntivi) sono di
serie anche i retrovisori digitali, sia quelli laterali esterni (solo guidando
si capirà poi quanto siano realmente funzionali, soprattutto quando si guarda a
sinistra), sia quello centrale interno (che però può venire impiegato anche in
modo tradizionale), i cerchi da 21”, il divano posteriore riscaldabile e con
ventilazione, i rivestimenti in pelle sintetica bicolore e le finiture interne
High Grade.
La Mazda CX-6e è un suv che non passa inosservato con le sue linee sempre
filanti e aerodinamiche, il suo cofano sempre vistoso e i suoi 4,85 metri di
lunghezza. I posti sono cinque, ricavati da un passo di 2,9 metri, con tanto
spazio a bordo. Con la macchina in movimento (ossia dopo l’anteprima ufficiale
al Salone di Bruxelles) si capirà anche quanto sia confortevole. Perché presso
il centro di ricerca e sviluppo europeo che si trova in Germania, vicino a
Francoforte, dove il Fatto aveva visionato il modello con un mese di anticipo,
gli ingegneri hanno lavorato per adeguare l’assetto alle esigenze del mercato
europeo.
E il risultato, come ben sanno i costruttori asiatici, non è sempre garantito.
“I nostri ingegneri hanno lavorato con grande impegno, calibrando ogni dettaglio
per garantire una guida sicura e coinvolgente, rispettando gli standard europei
e rispondendo alle esigenze dei clienti”, garantisce Kunihiro Shishima, general
manager del centro europeo R&D di Mazda. Che sottolinea come “le funzionalità
dell’interfaccia uomo-macchina (HMI), le funzioni di assitenza alla guida e i
sistemi di sicurezza attiva sono stati ottmizzati, facendo in modo che la
tecnologia risulti naturale, reattva e su misura per la cultura di guida
europea”.
Il bianco Crystal Pearl è il colore del lancio e quello per il quale non è
necessario alcun sovrapprezzo, ma la novità è il violetto Nightfall (1.300 euro,
nelle foto), che costa meno dello spettacolare rosso che ha accompagnato la
crescita di Mazda: 1.550 per il Soul Crystal.
La seconda Mazda elettrica della fase intermedia di elettrificazione (fra un
paio di anni arrivano i modelli di nuova concezione) è a sola trazione
posteriore. È spinta da un’unità da 258 Cv e 290 Nm di coppia che garantisce
prestazioni di tutto rispetto per un Suv da 2.200 kg di peso: fino a 185 all’ora
di velocità massima con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9”. La chimica al
litio ferro fosfato della batteria da 78 kWh garantisce un’autonomia fino a 484
chilometri (qualcosa in meno per la Takumi Plus). I consumi dichiarati nel ciclo
di omologazione Wltp sono compresi tra i 18,9 e i 19,4 kWh/100 km. Infine il
bagagliaio: la capacità di quello posteriore oscilla tra 468 e 1.434 litri, ma
ce ne sono altri 80 in quello anteriore, il cosiddetto “frunk”. Gli ordini si
aprono il 9 gennaio, le prime consegne sono previste per giugno.
L'articolo Salone di Bruxelles, anteprima per l’elettrica Mazda CX-6e. Il
prezzo? Una sorpresa – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.