Alle 9 del mattino sono state depositate in Cassazione le oltre 550mila firme di
cittadini che hanno aderito alla sottoscrizione per il referendum sulla riforma
Nordio promossa da 15 giuristi. Il portavoce Carlo Guglielmi, insieme agli altri
promotori del nuovo quesito referendario, ha depositato all’Ufficio Centrale per
il Referendum in piazza Cavour le firme raccolte sul portale del ministero della
Giustizia a cui si aggiungono diverse decine in modalità cartacea. Tutto questo
mentre si attende, nelle prossime ore, la decisione del Tar del Lazio sul
ricorso dei promotori che chiedono la sospensione urgente e poi l’annullamento
della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato il voto al 22 e 23
marzo.
“Oggi è una giornata importante perché depositiamo le firme e intanto siamo in
attesa della decisione del Tar sul nostro ricorso”, ha detto Guglielmi entrando
in Cassazione: “Una decisione – spiega – che in ogni caso non cambierà il nostro
percorso. Ora la Cassazione dovrà verificare la regolarità delle nostra raccolta
e invitarci a dialogare sul quesito parzialmente differente, trovando un punto
di sintesi. Se il Tar non accogliesse la nostra domanda, ci si potrebbe trovare
nella situazione di dover unire due quesiti con le schede già stampate: questo
sarà un inedito della storia della Repubblica che rende molto interessante tutta
questa vicenda, che ha acceso l’attenzione delle persone. Quello che ci
interessa di più è che più le persone sono attente, più capiscono, più leggono e
più votano no”. Nell’ultimo sondaggio di Ixé il No ha raggiunto il Sì: il
distacco si riduce a soli 0,2 punti ed è ritenuto pertanto un “pareggio
tecnico”.
(video di Manolo Lanaro)
Le oltre 550mila firme sono state raccolte in soli 25 giorni, dal 22 dicembre
del 2025 al 15 gennaio del 2026. Ma il governo ha ignorato la mobilitazione e,
in piena raccolta firme, il 12 gennaio scorso (quando le adesioni erano oltre
350mila) ha fissato la data del voto per il referendum sulla separazione delle
carriere al 22 e 23 marzo, sfruttando la richiesta dei parlamentari già ammessa
dalla Cassazione, senza attendere il termine di tre mesi dalla pubblicazione
della legge in Gazzetta ufficiale (30 ottobre) entro cui è possibile promuovere
anche l’iniziativa popolare.
Occhi puntati adesso sulla decisione dei giudici amministrativi: per l’avvocato
Pietro Adami, che assiste i promotori della raccolta firme e che martedì ha
discusso il ricorso in udienza, “al Tar si può vincere, il governo rischia”. E
non è esclusa l’opzione che il Tar possa decidere di sollevare la questione alla
Corte costituzionale.
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raccolte. E si attende la decisione del Tar proviene da Il Fatto Quotidiano.