Steve Bannon alza il livello dello scontro con l’Europa e con l’Italia. In una
lunga intervista a la Repubblica, l’ex consigliere strategico di Donald Trump
usa toni durissimi contro il governo italiano, la Nato e in particolare contro
l’ipotesi di un ridimensionamento della presenza delle agenzie di sicurezza
statunitensi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Citami letteralmente:
fuck you”, dice Bannon, rivendicando senza attenuazioni la sua posizione.
Al centro delle dichiarazioni c’è la polemica sulla presenza dell’Ice
(Immigration and Customs Enforcement) in Italia. Per Bannon, il tema va ben
oltre una singola agenzia: “Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio
aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che
vi approfittate di noi”, afferma. E aggiunge: “Non dovremmo mandare l’Ice,
l’Fbi, il Dhs, così non avreste protezione da tutti i cattivi soggetti e i
terroristi che avete fatto entrare. Meglio così, risparmiamo soldi”. Nel mirino
finiscono anche le Olimpiadi invernali: “Anzi, ritiriamo la squadra dai Giochi.
Non potrebbe fregarmene di meno”. Per Bannon, questa è la dimostrazione di una
frattura più ampia: “Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della
Nato. Non avete infrastrutture, logistica, forza militare. Senza di noi non
avreste difese, ma non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi”.
Nell’intervista a Repubblica, Bannon prende di mira direttamente la presidente
del Consiglio italiana. Il giudizio è netto: “Lei era fantastica, ora è
diventata una globalista totale”. Secondo l’ex consigliere di Trump, Meloni
avrebbe scelto una linea opportunistica: “Ha giocato il gioco della Ue perché le
servivano i soldi, e quello della Nato”. E sull’Ucraina aggiunge: “Parla tanto,
ma quando si tratta di mandare finanziamenti e truppe cambia canzone.
Francamente, credo che nulla di quanto dice sia rilevante, perché non ha risorse
economiche e militari per sostenerlo. Non la prendo più seriamente e nessuno
negli Usa lo fa”.
Ampio spazio è dedicato anche alla politica interna americana. Bannon critica
quella che definisce un’esitazione di Trump nella gestione delle tensioni a
Minneapolis: “La gente intorno a lui parlava di de-escalation, ma Homan non è
tipo da farla”, dice riferendosi a Tom Homan. Accusa il sindaco e il governatore
di non voler applicare le leggi federali sull’immigrazione e di sostenere “gli
antifa, designati come gruppo terroristico, che conducono un’insurrezione”. Per
Bannon, il problema riguarda anche l’Europa e l’Italia: “Il loro modello di
business è uguale a quello dell’Italia: importare in massa immigrati, dando
sussidi pagati dai contribuenti, per cambiare società e cultura”. Alla domanda
su cosa dovrebbe fare Trump, la risposta è drastica: “Dovrebbero dare un
ultimatum: avete 72 ore per collaborare, se non lo fate inizieremo ad
arrestarvi”. Anche governatori e sindaci, secondo lui, sarebbero perseguibili
perché “violano la legge federale”.
Sul dossier iraniano, Bannon prende le distanze da un’azione militare diretta:
“Non dobbiamo bombardare perché ce lo chiedono gli israeliani per il loro
progetto imperiale”, afferma, sostenendo invece una strategia basata su sanzioni
e pressione economica. “Il cambio di regime deve essere una responsabilità dei
persiani”. Infine, Bannon conferma di non aver abbandonato il progetto italiano
più controverso: l’apertura di una scuola di formazione politica nell’ex
monastero di Trisulti. “Certo, e stiamo vincendo sul piano legale”, afferma.
“Apriremo la nostra Accademia dei Gladiatori, dove milioni di studenti
impareranno politica e comunicazione di destra”. Infine, pur criticando
duramente la classe dirigente italiana — “l’Italia ha la peggior classe politica
sulla Terra, perché ruba alla propria gente” — Bannon conclude con un messaggio
ambiguamente conciliatorio: “Amo gli italiani e Roma, siete uno dei grandi Paesi
del mondo”.
L'articolo “Non volete l’Ice per le Olimpiadi? Fa*****o, senza gli Usa non avete
difese. Non apprezzate nulla di quello che facciamo per voi”: Bannon accusa
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