Il Trono del lupo di Gea Petrini ha vinto Amazon Storyteller. Un’edizione
record, con oltre 4mila titoli in concorso. E, ciliegina sulla torta, è arrivata
anche l’opzione audiovisiva: una casa di produzione ha acquisito i diritti per
la trasposizione sullo schermo. L’autrice non se lo aspettava. È stata
un’emozione enorme: gioia e gratitudine verso i suoi lettori, decisivi nel
portarla in finale, e verso la giuria di esperti che, in una rosa di romanzi di
altissimo livello, ha scelto proprio il suo. Gea non dubbi: per chi pubblica in
modo indipendente, vincere un premio così importante è un motivo di orgoglio, ma
anche una responsabilità a impegnarsi ancora di più per proporre libri curati.
Il rapporto di Petrini con la scrittura è nato quando aveva venticinque anni.
Aveva iniziato a collaborare con un quotidiano locale come giornalista e, in
quel momento, è scoppiata una vera passione per il suo lavoro: un modo per
raccontare la società. È diventata giornalista professionista e, dopo dieci
anni, è arrivato il primo romanzo. La narrativa è entrata nella sua vita senza
un progetto preciso: è stata un’esigenza, in un periodo personale molto
difficile. In quella fase ha fatto anche il suo primo viaggio da sola: un mese
dalla Norvegia alla Finlandia. Al ritorno, piena di suggestioni ed emozioni, ha
scritto il suo primo fantasy.
Dal suo esordio in self-publishing sono passati quattro anni e oggi è una
scrittrice a tempo pieno. Il fantasy le ha dato la possibilità di esprimere fino
in fondo la sua identità creativa e i lettori percepiscono l’ardore che mette
nelle sue storie. Con tanto sacrificio e impegno, infatti scrive ogni giorno, in
fase di stesura anche per dieci ore, le opportunità sono arrivate in un genere
che non è certo tra i più semplici. Nel frattempo, anche grazie ai social, il
fantasy romance ha ampliato moltissimo il suo pubblico e lei ha vinto il Premio
Letterario dedicato agli autori indie.
I suoi romanzi non sono solo fantasy. Ad esempio, la sua saga d’esordio era un
dark fantasy new adult: sottogenere che fonde ambientazioni fantasy cupe,
magiche e spesso gotiche o horror con tematiche tipiche del New Adult, con
protagonisti giovani (18-25 anni) che affrontano le prime esperienze di vita
indipendenti, intrighi amorosi complessi, relazioni intense e spesso
conflittuali. Una persona esperta di editoria le consigliò di affidarsi al self
publishing perché era il modo migliore per trovare i suoi lettori. Seguì il
suggerimento e pubblicò con Amazon Kdp mettendosi in gioco con serietà, cercando
di imparare dai più bravi, studiando i libri dei self americani.
Per Gea l’autopubblicazione non è una scorciatoia: è lavoro vero, con
competenze, investimenti e responsabilità. E non è “editoria di serie B” o il
parcheggio dei rifiutati: è un mercato maturo, con lettori, numeri e standard
che in Italia ormai sono impossibili da ignorare.
Lei è convinta che, come
avviene all’estero, in futuro ci saranno molto autori “ibridi” che pubblicano
con case editrici ma tengono comunque un filone in self, per libertà di tempi e
di progetto e per il rapporto diretto con i lettori.
Il 29 gennaio è uscito, sempre in autopubblicazione con Amazon KDP, Il Principe
dei Corvi: un fantasy romance che fonde elementi magici, mondi immaginari e
creature soprannaturali con una storia d’amore centrale e intensa, risolvendo
tutte le trame in un unico volume. Anche la costruzione del mondo in cui è
ambientato è stata complessa. Lei è una paladina al servizio della regina. Lui è
il principe perduto, diventato capo dei bassifondi, deciso a rovesciare il
trono. In mezzo c’è una battaglia per la libertà che riguarda tutti e che mette
i protagonisti davanti a scelte impossibili.
In pochi giorni è diventato il fantasy più venduto su Amazon ed è entrato nella
Top 50 generale del Kindle Store. Un altro successo; la conferma che i suoi
lettori l’aspettano e l’accolgono sempre con tanto calore. Per Gea è un’emozione
incredibile.
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l’autopubblicazione non è una scorciatoia proviene da Il Fatto Quotidiano.