Tag - Tokyo

Contro i troppi turisti il Giappone corre ai ripari: nel 2026 tasse più alte e alberghi più cari
La contraddizione emerge ormai in maniera significativa: è meglio contrastare il “troppo turismo” e l’immigrazione, o continuare a far entrare nelle tasche del Paese molto denaro grazie a chi qui arriva, proveniente dal resto del mondo? La maggioranza di governo, capeggiata dalla tanto amata quanto criticata Takaichi Sanae, si trova a dover risolvere una notevole quantità di interrogativi. E non solo rispetto alla gestione di turisti e turiste, ma anche per quanto riguarda la crescente ondata di diffidenza che sfiora l’avversità verso chi, non essendo giapponese, nel Paese vive e lavora. Dai dati disponibili sul turismo del 2025 si scopre che, mentre il settore dei viaggi e il governo godono dei benefici economici post-pandemia, il malcontento tra cittadine e cittadini continua a crescere a causa del gran numero di turisti concentrati nelle principali destinazioni. Quest’anno si sta rivelando davvero impegnativo per il Giappone, dal punto di vista della proverbiale accoglienza. Gran parte dell’impennata del turismo continua ad essere alimentata in maniera significativa dalla debolezza dello yen, e come risposta le autorità stanno intervenendo con misure severe. Da luglio verrà triplicata e portata a 3.000 yen la “Sayonara tax” (tassa di partenza dal Giappone), con ulteriori piani per il 2028 che prevedono l’aggiunta di spese di ispezione e un sistema di preselezione per i viaggiatori esenti da visto. Dal primo novembre invece entrerà in vigore la riforma di tax-free, per cui si pagherà sempre il 10% d’imposta sugli acquisti, in una sorta di anticipo, salvo poi venire rimborsati in aeroporto al momento della partenza, mostrando le relative ricevute. Questo per non permettere più di abusare casualmente dell’esenzione fiscale. Già dallo scorso anno era necessario avere con sé il passaporto per lo shopping, così da permettere ai negozi di scannerizzarlo e verificare l’idoneità della persona. Il sistema è ora più controllato e trasparente, così che esportare merci esenti da imposte potrà comportare sanzioni: da multe fino a 500.000 yen alla reclusione fino a un anno . Sarà sempre più importante avere una documentazione digitale, e ci saranno più controlli sull’immigrazione, anche se il governo assicura che “i turisti sono ancora i benvenuti, e non c’è alcun divieto di ingresso”. Pure i costi di hotel e ryokan stanno aumentando: a Kyoto, ad esempio, è stata approvata la tassa alberghiera più alta mai applicata in precedenza, e Tokyo potrebbe presto seguirne l’esempio, dato che il governo metropolitano sta valutando la possibilità di rivedere la tassa alberghiera e applicare un’imposta fissa del 3% sulle tariffe delle camere. Nel frattempo la presenza di turisti cinesi per il mese di gennaio è drasticamente diminuita, con un tonfo del 60% se paragonata a gennaio 2025. Questo a seguito delle affermazioni pro Taiwan della prima ministra Takaichi, e al conseguente avviso cinese che sconsiglia fortemente i viaggi in Giappone, riducendo tra l’altro la frequenza dei voli verso Tokyo. Per quanto riguarda il secondo punto, ovvero il sentimento di crescente “ostilità” verso chi non è “nihonjin”(giapponese), le ragioni potrebbero essere da addebitare alle poche interazioni diversificate e al cadere preda della disinformazione online, cavalcata dal partito conservatore al potere e dal nuovo partito “Sanseito” di estrema destra. Tutti elementi che contribuiscono a creare un contorto “melting pot”, alimentando i crescenti timori che alcuni giapponesi nutrono nei confronti dei cittadini stranieri. Korekawa Yu, direttore del Dipartimento di Ricerca e Cooperazione Internazionale presso l’Istituto Nazionale di Ricerca sulla Popolazione e la Previdenza Sociale, e specializzato in politiche della migrazione sostiene: “Molti giapponesi sviluppano tali preoccupazioni a causa della diffusione sui social media di post relativi a reati commessi da stranieri.” Tronchi dei bambù rovinati dai graffiti nel bosco Arashiyama di Kyoto, rifiuti gettati per terra lungo i bordi delle strade, foto non autorizzate, parlare ad alta voce, parlare al telefono e ascoltare musica ad alto volume sono “maniere” mal tollerate, seppure gli stessi giapponesi comincino a rientrare nel gruppo di “maleducati”. Secondo Korekawa, i notiziari e i post sui social media spesso enfatizzano tali azioni negative e questo, unito a speculazioni e affermazioni infondate, ha creato una spirale negativa in cui le paure si amplificano a dismisura. Certamente la nuova e popolarissima Takaichi non si dimostra né più, né meno conservatrice dei sui predecessori, sebbene dichiari molto decisa di voler rafforzare la “sicurezza nazionale”, il che includerebbe non solo importanti revisioni alla Costituzione pacifista del Giappone, ma anche più restrizioni all’immigrazione, e a chi non giapponese vive già nell’arcipelago. L'articolo Contro i troppi turisti il Giappone corre ai ripari: nel 2026 tasse più alte e alberghi più cari proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Giappone
Turismo
Tokyo
Giappone al voto per la Camera Bassa: ecco perché la premier Takaichi vincerà con l’appoggio anche dei più giovani
È quasi certo che la prima ministra giapponese Takaichi Sanae (prima donna leader del governo nipponico) riuscirà nello scopo che si è prefissa, ovvero ottenere la maggioranza dei consensi. Così il partito che lei guida, l’LDP e il recente coalizzatosi Nippon Ishin, potranno decidere indisturbati, almeno nella Camera Bassa, proprio grazie alle che si svolgeranno domenica 8 febbraio. I media sottolineano l’enorme appoggio che Takaichi sta ricevendo da cittadine e cittadini, specialmente per quanto riguarda la fascia under 35, e sarebbe interessante capire le ragioni di tale successo da parte dei più giovani. C’è sicuramente qualche aiuto al riguardo: alcuni quotidiani, come il Japan Times, hanno pubblicato articoli in cui si sottolinea in maniera entusiastica quanto Takaichi sia dotata di carisma, lavori senza sosta tenendo testa a tutti gli impegni che la riguardano, e soprattutto come non sia arrivata al ruolo che ricopre grazie all’avere alle spalle una famiglia di politici. Ed effettivamente in un sistema politico come quello giapponese, fatto di uomini che ereditano i seggi in Parlamento come se fossero proprietà di famiglia, lei si distingue per essere arrivata al vertice contando sulle sue qualità più la protezione del suo mentore, l’ex primo ministro Shinzo Abe ucciso a luglio del 2022. Che poi in quanto donna stia dalla parte del miglioramento dei diritti delle giapponesi o meno, sembra non importare più di tanto. Pare ci sarà tempo più avanti per approvare l’utilizzo da parte delle donne sposate del loro cognome di origine, aumentarne la presenza nei ruoli di dirigenza politica e professionale, raggiungere la parità salariale, e molto altro. Dell’indubbia capacità della prima ministra di coinvolgere media e social nelle sue imprese abbiamo già scritto in precedenza, ricordiamo in sintesi che ha suonato alla batteria brani K-Pop, postato immagini in stile manga della sua persona, sorride sempre e comunque, abbraccia colleghi e colleghe di altre nazioni in una sorta di innovativa sicurezza nella diplomazia, e non si cura delle severe reazioni cinesi a seguito delle sue affermazioni. Takaichi propone uno stile di leadership moderno, dal piglio spontaneo e assertivo, cosa del tutto sorprendente all’interno della politica nipponica, e queste nuove maniere della premier affascinano i più, facendola apparire come la persona giusta al momento giusto. Ma quali sono le stringenti preoccupazioni del popolo, giovani o meno che siano, e che chi la voterà si augura vengano fugate? Prima di tutto le persone si aspettano un miglioramento della situazione economica. A questo proposito una leader che promette una svolta al riguardo, sostiene sgravi fiscali compreso l’innalzamento della soglia dell’imposta sul reddito, e un aumento della retribuzione netta, trova consensi. In particolare, per chi è giovane e al momento vede aumentare le detrazioni mensili mentre il potere d’acquisto reale diminuisce, le promesse di avere più soldi in tasca fatte dalla prima ministra, attraggono. Eppure i dubbi esistono. Come sostiene la giornalista Karin Kaneko in un recente articolo sul Guardian: “Il finanziamento e l’attuazione delle sue promesse elettorali, come le agevolazioni fiscali temporanee sui beni di prima necessità, rimangono poco chiari. E l’immagine è negativa quando il partito da lei guidato ha volontariamente riaffermato la fiducia in personaggi precedentemente coinvolti nello scandalo dei fondi neri”. Solo tre anni fa infatti, diversi membri del Partito Liberal Democratico sono stati indagati per non avere dichiarato tutti i fondi raccolti e dunque evaso le tasse per ricavi pari a più di 600 milioni di yen (circa 3 milioni e mezzo di Euro). L’allora primo ministro Ishiba Shigeru aveva assicurato di fare “giustizia”, ma che ne è stato della faccenda adesso, con Takaichi? E ancora, che ne sarà di altre problematiche da affrontare, quali il crescente disagio in Giappone nei confronti dell’immigrazione, che la prima ministra cavalca sebbene posticipi reali prese di posizione? Tutta questa sbandierata popolarità tra le nuove generazioni non sarà solo fumo negli occhi da parte di una leader che in realtà cerca di far credere a ragazzi e ragazze che sia una loro consapevole scelta tornare a valori più tradizionali rispetto a quelli della nuova era Reiwa, iniziata nel 2019 con il nuovo imperatore Naruhito, e il cui significato sarebbe “Ordine nell’Armonia”? Come non capire che Takaichi fa parte integralmente della vecchia generazione su cui rimane concentrata, e che cerca il consenso degli under 35 attraverso accurate azioni di tendenza? Il che potrebbe anche essere un’acuta tattica politica per ottenere ciò che vuole, tuttavia rimane da vedere quello che davvero riuscirà ad attuare grazie al potere che sta per raggiungere. L'articolo Giappone al voto per la Camera Bassa: ecco perché la premier Takaichi vincerà con l’appoggio anche dei più giovani proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Giappone
Tokyo