“Dovremmo vergognarci, ci siamo sempre vantati di non avere fascisti nel nostro
stadio”. Il gruppo ultras più numeroso dell’Olympique Marsiglia ha pubblicato un
comunicato in cui ha invitato i tifosi a organizzarsi e mobilitarsi per votare
contro l’estrema destra al secondo turno delle elezioni municipali, in programma
in questo fine settimana. A Marsiglia, infatti, si è svolto il primo turno delle
elezioni municipali, dove l’unione delle sinistre (tranne LFI) ha spinto in
testa l’uscente Benoit Payant (36,7%), ma con il candidato del Rassemblement
National Frank Alloisio che lo tallona al 35%.
Al 12 si classifica la destra di Martine Vassal e al 10 il candidato degli
Insoumis Sebastien Delogu. Anche qui, poche o nulle le speranze di trovare
un’intesa tra le sinistre e il partito di Jean–Luc Mélenchon e il rischio di
consegnare la città alla destra è molto più che concreto. “L’estrema destra è
alle porte del potere nella nostra città. Non possiamo permettere che il partito
della divisione, del razzismo e della xenofobia trionfi e vinca nella seconda
città di Francia“, si legge in un comunicato dei “Vincitori del Sud” di
Marsiglia. “Noi che ci vantavamo di non avere fascisti nel nostro stadio, a
differenza di Lione, Lille o Parigi – dove il Rassemblement National ha ottenuto
solo risultati marginali – dovremmo vergognarci“.
La nota dei tifosi poi continua: “Domenica 22 marzo 2026, la tolleranza e la
visione della convivenza devono prevalere sull’odio e sulla segregazione (…) I
nostri anziani hanno sempre difeso ciò che è giusto; dobbiamo continuare. È
nostro dovere bloccare questo partito politico, che non rappresenta altro che
odio per gli altri”, aggiungono. Le elezioni si terranno lo stesso giorno in cui
l’OM ospiterà il LOSC Lille allo Stade Vélodrome nel campionato di Ligue 1. La
partita è stata spostata alle 17:15 a causa di potenziali problemi di sicurezza
in seguito a quella che si preannuncia come una notte elettorale decisiva.
“Marsiglia, svegliati”, insistono.
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OM contro l’estrema destra in vista del ballottaggio delle Municipali proviene
da Il Fatto Quotidiano.
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Tanto tuonò che piovve. Si dice così, di solito. Su Marsiglia il clima è gelido
da diverso tempo. Si è raggelato dopo la sconfitta per 3-0 contro il Brugge che
ha compromesso definitivamente la qualificazione ai playoff di Champions League.
Poi dopo il 5-0 clamoroso subito in campionato contro il Psg. Tanto è tuonato,
che alla fine è piovuto: Roberto De Zerbi non è più l’allenatore del Marsiglia.
DELUSIONE CHAMPIONS
Per capire la scelta della separazione consensuale, bisogna tornare a quel 28
gennaio. Dove, nella notte, già si era discussa l’ipotesi di un addio
anticipato. Era pesato il mancato passaggio, certo, ma anche il risultato.
“Perché il Brugge è forte” aveva detto De Zerbi nel post partita, rauco, deluso.
“Ma è pur sempre il Brugge”. È solo un piccolo estratto di una conferenza stampa
durissima contro la squadra, la sua squadra, che non ha avuto la capacità di
prepararsi nel migliore dei modi per la partita tra le più importanti di tutta
la stagione. Ha parlato di “delusione”, De Zerbi. Di “vergogna”.
Il giorno dopo, non ha allenato la squadra, perché stava trattando con la
società una risoluzione anticipata del contratto. Poi, il clamoroso dietrofront.
“Resto, sento la squadra con me”, aveva detto. Contro il Paris FC un 2-2, quindi
la vittoria per 3-0 contro il Rennes in Coppa di Francia. Sembrava l’inizio di
una risalita, subito interrotta da quella sconfitta contro il Paris (non FC, ma
Saint-Germain) che non ha davvero più lasciato spazio alle interpretazioni. Era
troppo.
L’annuncio ufficiale è arrivato in piena notte tra martedì 10 e mercoledì 11
febbraio. Una risoluzione consensuale arrivata dopo, si legge, “un lungo momento
di riflessione”. In chiusura, i classici ringraziamenti di rito. Che sono anche
sinceri, visti i risultati raggiunti e quel secondo posto che ha permesso alla
squadra di ritrovare la qualificazione in Champions League anche grazie al suo
lavoro.
PERCORSO ACCIDENTATO
Ma se lo scorso anno a Marsiglia si viaggiava sulle ali dell’entusiasmo,
qualcosa di diverso è capitato in questa stagione. Prima, in piena estate, la
lite furibonda tra Rabiot e Rowe che portò entrambi sul mercato (ed entrambi in
Italia, da Milan e Bologna). Poi un primato in classifica che si è perso e che
ora dista ben 12 punti. Prestazioni buone, altre meno. Prove di squadra vera,
tracolli come quelli di Champions League o proprio in campionato. Che sono stati
fatali. L’avventura francese di De Zerbi si interrompe qui. Sapersi fermare, a
volte, è la scelta più saggia. L’allenatore ha deciso così. Per ripartire con
calma e con le idee più chiare la prossima stagione.
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