“Mi aspetto che il ministro si scusi perché ha detto una cosa sbagliata. Se non
lo farà è malafede”. Così Francesca Albanese ha replicato alle accuse arrivate
dal ministro per gli Affari esteri francesi Barrot che ieri ha chiesto le
dimissioni della relatrice speciale Onu per la Palestina. Collegata con
l’eurodeputata Cecilia Strada con il cinema Anteo di Milano dopo la proiezione
del documentario Disunited Nations, Albanese ha voluto fare chiarezza sulle
affermazioni che le vengono attribuite e che, come verificato anche dal Fatto
Quotidiano, non trovano riscontro nel video integrale dell’intervento al forum
di Al Jazeera . “C’è un’organizzazione il cui compito è quello di difendere
l’apartheid israeliana, che fa circolare un video manomesso, che è stato
corretto. Non posso credere che il ministro degli Affari Esteri abbia visto
quello invece della mia risposta. Mi ha accusato di antisemitismo e ha chiesto
le mie dimissioni per aver detto una cosa che non ho detto, cioè che Israele è
un nemico dell’umanità. Cioè è una roba folle. Siamo in una fase – ha concluso
la relatrice – in cui la menzogna è verità e la verità menzogna“. Sul tema è
intervenuta subito dopo anche l’europarlamentare Cecilia Strada, collegata da
Bruxelles, esprimendo sostegno alla relatrice Onu. “Sono molto stanca di questa
ricorrente, strumentale e falsa accusa di antisemitismo che ci viene rivolta, e
non solo da destra, quando facciamo una cosa molto molto semplice: proteggere il
diritto internazionale e i valori e le cose in cui crediamo, e per quanto mi
riguarda anche un po’ la dignità di questa casa europea”.
L'articolo Francesca Albanese sulla richiesta francese di dimissioni: “Mi si
accusa di antisemitismo per un video manipolato. Ora il ministro chieda scusa”
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