Pokémon Pokopia è il nuovo, particolare, spin-off videoludico nella serie
Pokémon, sviluppato da KoeiTemco, in arrivo, esclusivamente per Nintendo Switch2
il 5 marzo. Abbiamo avuto grazie a Nintendo la possibilità di provarlo prima
dell’uscita
Su Pokopia, come vi abbiamo raccontato alcune settimane fa nella nostra
anteprima, i giocatori verranno proiettati in una nuova esperienza di gioco che
li vedrà, nei panni di un Ditto che ama trasformarsi nel suo allenatore, essere
impegnati a “ricostruire” un mondo in rovina dove sia gli uomini che gli altri
Pokémon sembrano essere spariti, supportato dall’aiuto di un altro Pokémon
particolare, il professore Tangrowth.
Partendo da queste basi una trama semplice e lineare, in grado comunque di
stuzzicare la curiosità e mantenere un buon grado di interesse verso la storia,
vi porterà man mano a trovare nuovi amici Pokémon, svelando man mano il mistero
grazie a varie lettere e messaggi nascosti che si potranno trovare esplorando in
modo approfondito le 4 aree di gioco ognuna rappresentante un “bioma” diverso
dalle desolate Lande Rinsecchite, all’ambientazione urban delle Isole
Brillantine, passando per le spiagge della Costa Uggiolina e le miniere e
montagne dei Monti Spigoloni.
Ognuna delle aree ha dei suoi obiettivi principali ed un sua sottotrama – che
non approfondiremo per rispetto di quei lettori che vogliono gustarsi il gioco
senza troppi spoiler – che porterà man mano il Ditto/giocatore ad acquisire
nuove abilità che gli saranno utili man mano nel corso del gioco, con varie
“quest secondarie” che potenzialmente estenderanno la vostra permanenza nella
zona stessa, o vi porteranno a tornarci, anche dopo aver completato quella
principale, dandovi in alcuni casi qualche chicca di trama in più. Inoltre per
ogni zona avrete a delle sfide, sfide che una volta completate vi daranno una
moneta spendibile nello shop di gioco.
Nelle meccaniche effettive di gioco, il team che ha sviluppato Pokémon Pokopia è
riuscito a fare un buon mix tra quelle “sociali” di giochi come Animal Crossing
e quelle di esplorazione, crafting e building di giochi come Minecraft,
quest’ultimo rappresentato anche da un familiare, per chi ha giocato al titolo
di Mojang, mondo realizzato a blocchi.
Quindi da una parte vi troverete a conoscere nuovi amici, con cui potrete
interagire per ottenere aiuto o aiutarli a vostra volta nelle loro richieste,
dall’altra avrete una libertà quasi completa di modificare il mondo a vostro
piacimento, ma senza piccone, ascia, vanga e -visto che non ci sono
combattimenti- spada.
Al posto degli strumenti tipici di Minecraft e giochi simili infatti, come sopra
anticipato, il Ditto/giocatore acquisirà nel corso del gioco delle abilità, nel
dettaglio imparando da alcuni dei Pokémon che incontrerà alcune loro mosse,
potendo dunque “annaffiare” zone aride, spaccare i blocchi di terra e roccia,
tagliare legna ed arare il terreno per coltivarlo, oltre a potersi trasformare
in alcuni Pokémon per sfruttare abilità speciali come il “Surf” per attraversare
gli specchi d’acqua.
In modo simile al titolo di Mojang avrete accesso ad un banchetto da usare per
creare strumenti, elementi decorativi, mobili e blocchi costruttivi in base ai
progetti che avrete scoperto fino a quel punto, mentre gli oggetti di cucina
(forno, fornelli, pentole e padelle) vi permetteranno di preparare vari piatti
(combinando gli ingredienti tra ortaggi e bacche) con cui potenziare le abilità
del Ditto, permettendo ad esempio di spaccare i blocchi più duri o di tagliare
oggetti metallici; altre funzionalità -in genere quelle per trasformare i
materiali- vi porteranno invece a dover interagire con gli altri Pokémon
sfruttando le loro skill: quelli di fuoco ad esempio vi aiuteranno nel creare
lingotti dai minerali, operando per voi le fornaci (sostituendo un po’ il
carbone), alcuni d’erba avranno la skill coltivazione che permette di accelerare
la crescita di fiori e ortaggi, altri Pokémon ancora saranno in grado di
tagliare i tronchi che raccoglierete nel legno che vi serve per realizzare altri
oggetti, etc.
Come si trovano nuovi Pokémon? Dimenticatevi l’andare su e giù nell’erba alta,
nelle grotte o in mare, per poi lottare contro il mostriciattolo selvatico del
filone principale di giochi Pokémon, il focus di Pokopia è l’amicizia e la
collaborazione tra le varie creature, quindi dovrete invece costruire loro una
“casa”.
Ogni Pokémon avrà uno o più habitat ideali, così come ogni habitat potrebbe
essere quello giusto per più di un Pokémon, dunque con l’assistenza
dell’Habitatex, una particolare funzione del Pokédex in possesso del vostro
Ditto, potrete nel corso del gioco scoprire in vari modi nuovi habitat (non sono
pochi), a volte sapendo più o meno già il Pokémon che potrà apparirvi (grazie ad
una sagoma nell’apposita schermata) altre lo scoprirete solo una volta apparso.
Il vostro compito sarà dunque assemblare la composizione di oggetti/terreni
mostrati dall’Habitatex – anche disposti diversamente, a patto di essere in
caselle contigue – per ricreare gli habitat; a seconda della rarità del Pokémone
potrebbe bastare qualche secondo o minuto, prima di vedere qualcosa muoversi
nell’erba (se non ve ne accorgerete, saranno i Pokémon già presenti a richiamare
la vostra attenzione), per arrivare a qualche ora, o addirittura dover aspettare
il giorno dopo, per quelli più rari. Anche se nell’habitat ideale i Pokémon
potrebbero chiedervi di aggiungere qualche decorazione, qualche gioco o un
giaciglio nei dintorni della loro “tana” per renderla più gradevole ai loro
gusti (alcuni potrebbero anche chiedervi uno stile particolare di oggetti).
Il passo successivo, per migliorare ancora di più la vivibilità della zona, è
costruire delle vere e proprie case per gli altri Pokémon. Partendo da tane in
grado di ospitare un singolo Pokémon per arrivare ad alloggi in grado di
ospitarne 4, avrete accesso tramite lo store in-game a vari progetti, che
rispetteranno la tematica dell’area, potrete piazzarli in un’area libera con una
superficie adeguata, dovrete a quel punto fornire i materiali necessari e
scegliere una squadra di Pokémon che si occuperà della costruzione effettiva;
generalmente sarà richiesto almeno un Pokémon con l’apposita abilità per la
costruzione, ma in alcuni casi potrebbero essere anche richiesti altri
“specialisti” dal coltivatore all’elettrico. Completata la costruzione non vi
resterà che posizionare mobili e decorazioni ed invitare i Pokémon a
trasferirsi. Ma i progetti non sono l’unico modo di realizzare una nuova casa
per gli altri Pokémon: se avete tempo, e pazienza, potrete -non da subito-
realizzare voi blocco per blocco una casa secondo il vostro gusto, requisiti
minimo quattro muri ed una porta.
Conclusa una prima parte della storia avrete accesso ad una quinta area, dove
non sarete vincolati ad alcuna trama, ma potrete sviluppare l’area con ancora
più libertà dandole voi un nome. Questa nuova zona è quella in cui, giocando
online, potrete invitare i vostri amici e collaborare. Purtroppo la nostra
esperienza in merito al gioco collaborativo si ferma a quanto avevamo già avuto
modo di vedere a gennaio in un anteprima, e di cui vi abbiamo parlato alcune
settimane fa, non essendo riusciti per calendari divergenti a partecipare alla
sessione online organizzata da Nintendo per i recensori.
Dal punto di vista grafico Pokopia fa quello che deve fare, nessun eccesso o
effetto “wow”, il mondo è generalmente altamente colorato, adattando per alcuni
elementi uno stile cartoon che ben si adatta al titolo, vedendo la Switch 2 di
Nintendo non mostrare segni di fatica o incertezze, sia con l’uso portatile che
collegata alla tv. I motivetti di sottofondo ricordano quelli dei titoli
originali, nessun vezzo orchestrale, ma potreste finire per canticchiarli o
fischiettarlo senza rendervene conto.
Riassumendo, la nostra esperienza con Pokémon Pokopia è stata altamente
positiva, abbiamo trovato ben fatto e funzionale il mix di meccaniche da generi
diversi, la trama semplice ma coinvolgente e la selezione di Pokémon tra le
varie generazioni fatta in modo da non scontentare ne chi gioca dalla prima
generazione ne chi ha scoperto i Pokémon con i titoli più recenti. Se siete fan
dei Pokémon, di Animal Crossing o di giochi simili a Minecraft, Pokémon Pokopia,
a nostro parere, si candida fortemente come un “must-have”.
L'articolo Pokémon Pokopia: un’esperienza nuova per Nintendo Switch2.
Ricostruire all’insegna dell’amicizia un mondo in rovina proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Nintendo
Il 27 febbraio si celebrerà il trentesimo anniversario dal lancio in Giappone di
Pocket Monsters, nelle due versioni Rosso e Verde, su GameBoy vedendo nascere
quello che – dopo un rebranding- oggi è uno dei franchise più conosciuti al
mondo: Pokémon.
In vista di questo importante anniversario, Nintendo ha annunciato l’arrivo su
entrambe le generazioni di Nintendo Switch di Pokémon versione Rosso Fuoco e
Pokémon versione Verde Foglia, i remake del duo originale che furono lanciati 22
anni fa su Game Boy Advance, permettendo ai giocatori di tornare nel Kanto e
rivivere l’avventura che ha dato vita a tutto (con gli aggiornamenti del 2024).
Entrambi saranno disponibili dal 27 febbraio, nella sola versione digitale, e
acquistabile dal Nintendo eStore a 19,99€.
Restando nel perimetro delle celebrazioni del 30° anniversario dei Pokémon, The
Pokémon Company International ha lanciato la campagna “Qual è il tuo
preferito?“, permettendo ai fan di condividere il proprio mostriciattolo
preferito sfruttando un’apposità funzionalità di realtà aumentata integrata in
Pokémon GO, il titolo mobile sviluppato in collaborazione con Niantic che
quest’anno celebra il suo decimo anniversario. Quest’iniziativa ha anche visto
la collaborazione di varie celebrity e sportivi tra cui Lady Gaga e Charles
Leclerc.
Il “Pokémon Day 2026”, inoltre, sarà l’occasione per un nuovo Pokémon Presents,
live stream in cui saranno annunciate tutte le novità in arrivo nei prossimi
mesi sui vari fronti dell’universo Pokémon. In questo caso l’appuntamento è per
il 27 settembre alle ore 15:00 sui canali Youtube e Twitch ufficiali del brand
L'articolo Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia arrivano su Switch e Switch2 per
il trentesimo anniversario del brand proviene da Il Fatto Quotidiano.