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XIAOMI VISION GRAN TURISMO
Le auto cinesi sono tecnologicamente avanzate e hanno un ottimo rapporto
qualità/prezzo, e questo costituisce già un problema per i costruttori
occidentali. Ma se diventano anche belle… beh, allora la debacle rischia di
diventare totale. Già, perché se c’è un elemento su cui i costruttori asiatici
(e della Repubblica Popolare, in particolare) sono ancora indietro rispetto a
quelli occidentali, soprattutto europei, è proprio lo stile delle automobili, in
molti casi ancora acerbo o “incerto”. Vi pare poco? Non lo è affatto, perché il
design di un’auto è stabilmente ai primi posti delle motivazioni di acquisto di
un veicolo ed è pure quella più viscerale, che maggiormente gioca sul fattore
emotivo.
Ecco perché hypercar come la Xiaomi Vision Gran Turismo dovrebbero far
preoccupare i car maker occidentali. Sì, si tratta di un prototipo virtuale,
destinato a correre fra i cordoli immaginari di uno dei simulatori di guida più
conosciuti del mondo. E sì, complici le proporzioni dettate dall’aerodinamica, è
certamente più facile disegnare una bella hypercar (che presumibilmente avrebbe
un costo riservato a pochi eletti) che una bella utilitaria dal listino
competitivo. Però c’è un “però”: il travaso di contenuti dalle vetture di alta
gamma a quella di fascia più bassa non è solo tecnologico ma anche stilistico.
Ciò significa che se gli stilemi della Vision Gran Turismo fossero adattati agli
altri modelli della gamma Xiaomi, allora una vettura che nasce come esercizio di
stile potrebbe diventare, dal punto di vista del design, la stella polare della
futura produzione del costruttore. Con tutti i benefici del caso. Per ora,
comunque, la vettura è destinata a un’esistenza virtuale, scaturita dall’invito
fatto a Xiaomi da Kazunori Yamauchi, papà della serie videoludica Gran Turismo,
a unirsi al mondo delle corse virtuali.
Sicché la Vision Gran Turismo aspira a configurarsi come un nuovo punto di
riferimento del concetto di “hypercar elettrica” (da 1900 cavalli di potenza
massima). Il risultato è un veicolo disegnato letteralmente dal vento, privo di
appendici aerodinamiche superflue: è l’intero corpo vettura, con le sue forme,
ad addomesticare il vento al suo volere. All’interno, invece, l’atmosfera è “da
Enterprise”, fatta di digitalizzazione, schermi panoramici integrati, elementi
di gusto aeronautico e tessuti tecnici traspiranti derivati dal motorsport.
Niente male, davvero niente male.
L'articolo Xiaomi Vision Gran Turismo, quando la Cina sfida l’Europa sul terreno
del design proviene da Il Fatto Quotidiano.