La notizia, per gli appassionati di high tech e non, se verificata avrebbe
dell’incredibile. Il misterioso virus “Coruna” che colpisce gli iPhone sarebbe
“sfuggito da un laboratorio dei servizi americani”. Realtà o suggestione? La
notizia è stata riportata da Il Corriere della Sera, citando il sito di iVerify
(un’app iOS che può aiutare i proprietari di iPhone a rilevare se hanno subito
tentativi di hacking, ndr).
Si tratterebbe del “primo caso osservato di sfruttamento di massa di telefoni
cellulari, inclusi quelli iOS di Apple, da parte di un gruppo criminale che
utilizza strumenti, probabilmente creati da uno stato nazionale”. Si parla di
una sofisticata catena di exploit sviluppata da un fornitore di spyware, che
sempre secondo iVerify “presenta analogie con framework (impalcatura software,
ndr) precedenti sviluppati da affiliati al governo degli Stati Uniti. Lo stesso
framework è stato osservato anche dai russi che prendevano di mira gli ucraini”.
Nonostante le rassicurazioni degli sviluppatori di spyware commerciali e dei
governi che “li acquistano ma con un uso – in teoria – limitato alla lotta al
terrorismo, solo contro i criminali e da parte di amministrazioni non
autoritarie”, qualcosa è andato storto perché “una volta venduto uno spyware, si
perde il controllo sul cliente finale. Non ci si può fidare dei broker con
queste funzionalità e le transazioni business-to-business sul mercato dello
spyware sono scarsamente regolamentate”.
Dunque questa mancanza di controllo ha contribuito ad avviare verifiche interne
sull’uso responsabile dello spyware e a definire un quadro formale e volontario
per il suo utilizzo, denominato “Processo Pall Mall”. Mentre queste discussioni
sono in corso, le pressioni economiche che spingono le aziende produttrici di
spyware a generare profitti fanno sì che “questi strumenti vengano venduti a una
gamma più ampia di organizzazioni”.
“Numerosi rapporti pubblicati lo scorso anno hanno dimostrato che lo spyware si
è esteso oltre i bersagli previsti nella società civile, come giornalisti e
dissidenti, oltre agli operatori criminali, – si legge su iVerify – per colpire
dirigenti del settore tecnologico e finanziario, campagne politiche e altre
persone influenti o con accesso privilegiato. Più diffuso è l’uso, più probabile
è che si verifichi una fuga di dati”.
Sebbene iVerify sostiene di avere “prove che questo strumento sia un framework
governativo statunitense sfuggito al laboratorio, c’è la reale possibilità che
questi strumenti finiscano per diffondersi e saranno utilizzati senza scrupoli
dalla criminalità”.
L'articolo Il misterioso virus “Coruna” che colpisce gli iPhone “è sfuggito da
un laboratorio dei servizi americani”. Realtà o suggestione? L’indagine di
iVerify proviene da Il Fatto Quotidiano.