“Le AirPods sono esplose nel mio orecchio. Sto sanguinando, non sento nulla
eccetto un ronzio”. Una ragazza ha pubblicato un video su Tiktok raccontando la
disavventura capitata con le sue cuffiette wireless. Nel contenuto pubblicato
sul social network si vede la protagonista della vicenda, Bethy, con un
fazzoletto nell’orecchio e gli occhi lucidi. Il racconto della giovane ha fatto
il giro del web, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei dispositivi
indossabili.
Stando alla versione fornita dalla ragazza, l’incidente si sarebbe verificato
nella mattinata dello scorso 5 dicembre. Bethy ha riferito di non sentire più
alcun rumore eccetto un ronzio costante, causato dall’esplosione. “Sono
letteralmente esplose nelle mie orecchie”, ha spiegato la giovane.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che si verifica un’esplosione di cuffiette wireless. Nel
2018 un cittadino della Florida raccontò di aver visto uscire del fumo dai suoi
auricolari poco prima che la plastica si sciogliesse. Come si possono prevenire
questi incidenti? Innanzitutto, serve un’ispezione visiva. Se il contenitore
delle cuffiette è danneggiato o presenta segni di bruciatura è bene non
utilizzarlo. Durante l’ascolto è importante monitorare la temperatura degli
auricolari. Se nell’orecchio si sente un calore sospetto o rumori come sibili e
ronzii è bene interrompere immediatamente l’ascolto. Lo stesso discorso vale nel
momento in cui ricarichiamo le cuffiette. Nel caso in cui “l’ovetto” che
contiene le AirPods fosse eccessivamente caldo allora è bene acquistare un altro
paio di auricolari.
> @bethy.mp3 has anyone else’s airpod done this?? #apple #airpods #music #crisis
> #fml @apple ♬ original sound – ..
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sento solo un ronzio”: il video virale di una ragazza su Tiktok proviene da Il
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Tag - Apple
Sono 98.6 i milioni di multa che Apple dovrà pagare all’Antitrust. L’accusa per
la multinazionale è quella di abuso di posizione dominante, scaturita a seguito
di un’indagine che ha messo al centro diverse criticità per quanto riguarda il
mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione
online di app per utenti del sistema operativo iOS. “In tale mercato – si legge
in una nota – Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App
Store“.
L’istruttoria è stata condotta dall’autorità garante della concorrenza e del
mercato insieme alla Commissione europea, al garante per la protezione dei Dati
personali e altre autorità nazionali. Per l’antitrust, Apple ha violato
l’articolo 102 del Tfue che fa riferimento alla fornitura di piattaforme utili
alla distribuzione di app online per gli sviluppatori. Il fatto riguarda nello
specifico l’App Tracking Transparency Policy, ossia delle regole sulla privacy
imposte da Apple, a partire da aprile 2021. In particolare, “gli sviluppatori
terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il
collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da
Apple, il cosiddetto ATT prompt che, tuttavia, non risulta sufficiente a
soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy,
costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo
stesso fine”, scrive l’Antitrust.
L’Antitrust ha accertato che “le condizioni dell’ATT policy sono imposte
unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e
non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come
asserito dalla società”. Infatti, viene sottolineato, “dal momento che i dati
degli utenti sono un elemento fondamentale su cui si basa la capacità di fare
pubblicità online personalizzata, l’inevitabile duplicazione delle richieste di
consenso indotta dalle modalità di implementazione dell’ATT policy – che
restringe le possibilità di raccolta, collegamento e utilizzo di tali dati –
causa un pregiudizio all’attività degli sviluppatori, che basano il proprio
modello di business sulla vendita di spazi pubblicitari, e anche a quella degli
inserzionisti e delle piattaforme di intermediazione pubblicitaria”. Questa
duplicazione produce un’assenza di proporzionalità delle regole dell’ATT policy,
considerato che Apple avrebbe dovuto garantire lo stesso livello di privacy
degli utenti prevedendo la possibilità, per gli sviluppatori, di ottenere il
consenso alla profilazione in un’unica soluzione.
La sanzione è stata irrogata a Apple Inc., Apple Distribution International Ltd
e Apple Italia S.r.l.
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