Il Tar del Lazio ha sospeso le sperimentazioni sui beagle presenti nei
laboratori Aptuit di Verona. Sugli oltre mille cani rinchiusi da anni nella
struttura alle porte della città scaligera la multinazionale farmaceutica non
potrà effettuare ulteriori esperimenti farmacologici e tossicologici fino al 26
settembre 2026. “Rilevato che nel bilanciamento degli interessi, il dolore, la
sofferenza, il distress e più in generale i danni alla salute degli animali
impiegati nella sperimentazione, in quanto ontologicamente irreparabili,
risultano prevalere sulla continuità di un’attività di ricerca che si protrae da
anni”, recita la sentenza del giudice del Tar del Lazio. L’ordinanza sospende il
provvedimento di rinnovo dell’autorizzazione del marzo 2025 avente oggetto l’
“uso della telemetria nel cane beagle per la valutazione cardiovascolare della
sicurezza farmacologica”.
Esultano quindi tutte le associazioni animaliste che dal 2021 fronteggiano con
manifestazioni, sit-in e lunghe vertenze legali, la multinazionale statunitense.
In particolare LAV (Lega AntiVivisezione) da tempo contesta gli esperimenti
all’interno degli stabulari della tortura veronesi, che prevedono “procedure
altamente invasive che si aggiungono alle asettiche e artificiali gabbie in cui
i cani sono costretti a vivere”. Si parla di “sonde con elettrodi e cateteri che
vengono impiantate nei corpi dei beagle per monitorare parametri fisiologici
come attività cardiaca e pressione sanguigna durante la somministrazione di
sostanze”. Da LAV spiegano ancora che numerosi cani sottoposti a sperimentazioni
analoghe “sono stati maltrattati e uccisi senza alcuna reale necessità, come
documentato da indagini e procedimenti giudiziari che hanno coinvolto proprio i
laboratori Aptuit portando al sequestro e liberazione, grazie a LAV, di oltre 50
animali (nel 2022 ndr)”.
Nel novembre 2025, secondo un altro filone d’indagine, l’amministratore delegato
dell’azienda aveva patteggiato sei mesi di reclusione per maltrattamento e
uccisione non necessaria, mentre la veterinaria del benessere animale aziendale
aveva chiesto la “messa alla prova”. Rispetto all’ultima sentenza del Tar,
Aptuit ha spiegato come la sospensiva “rischia di compromettere i progetti di
ricerca in atto per trovare nuove cure per migliaia di persone affette da gravi
patologie, tra cui malattie neurodegenerative, oncologiche e diverse malattie
note”. È dal 2013 che in Italia per legge non si possono allevare cani, gatti e
primati per la sperimentazione (Aptuit importa beagle dalla Francia ndr). Mentre
LAV, Oipa e Animalisti Italiani spiegano da tempo che è giunto il momento di
utilizzare sistemi di metodi alternativi che non prevedano la sofferenza
animale. Nelle stesse ore in cui il Tar del Lazio sospendeva l’attività della
Aptuit, a Blue Mounds nel Wisconsin, un centinaio di attivisti ha fatto
irruzione nell’azienda Ridglan Farms liberando 23 beagle utilizzati per testare
nuovi farmaci, dispositivi medici e sostanze chimiche. Anche a Ridglan Farms è
in corso da anni una battaglia legale tra associazioni animaliste e azienda.
A gennaio scorso un giudice della contea di Dane aveva ascoltato le
testimonianze di ex dipendenti della struttura, ritenendole attendibili, in cui
si raccontava come ai cani detenuti all’interno “venivano asportate le ghiandole
oculari e le corde vocali senza anestesia, che venivano tenuti in piccole gabbie
di filo metallico senza accesso all’esterno e che sviluppavano piaghe e vesciche
sulle zampe”. Dopo che le indagini di un procuratore speciale avevano accertato
torture aberranti come gli “interventi chirurgici agli occhi sui cani compiuto
da personale non veterinario”, il Consiglio veterinario statale aveva decretato
che Ridglam Farms non rispetta gli standard di cura veterinaria del Wisconsin.
Nell’autunno 2025 l’azienda aveva accettato di rinunciare alla propria licenza
di allevamento statale entro luglio 2026, ponendo fine alla pratica di vendere
beagle a ricercatori esterni; anche se la struttura rimarrà aperta e potrà
continuare ad allevare cani per le proprie ricerche interne.
A seguito di questa mezza sconfitta, gli attivisti capitanati Wayne Hsiung,
hanno organizzato un blitz dove si sono intrufolati nello stabilimento e
utilizzando piedi di porco hanno aperto porte e sfondato finestre per poi
liberare dalle gabbie i beagle. Le immagini dei cagnolini impauriti tenuti in
braccio dagli attivisti americani, immagini simili a quelle viste nel 2011 a
Green Hill in provincia di Brescia, hanno fatto il giro del mondo, commuovendo
milioni di persone. Una trentina di attivisti, compreso, lo stesso Hsiung sono
stati arrestati, mentre molti sceriffi della contea (proprio come accadde a
Montichiari nel 2011 con l’arrivo della polizia municipale) sono intervenuti
agguantando diversi cani liberati che poi sono stati riportati nella struttura
della morte. Tra gli arrestati a Ridgland Farms c’è l’attrice di Baywatch, la
62enne Alexandra Paul.
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Aptuit e nel Wisconsin gli attivisti liberano 23 cani proviene da Il Fatto
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