Penny è la regina del Westminster Kennel Club Dog Show 2026. Il Dobermann
Pinscher ha vinto il titolo “Best in Show” nella 150esima edizione della
competizione che consacra l’animale come cane più bello del mondo. La vittoria
di Penny alla manifestazione di New York segna il quinto successo per la razza
Dobermann.
A guidare la vincitrice c’era Andy Linton, veterano delle esposizioni canine.
Con il successo del 2026, l’uomo è tornato a vincere dopo 36 anni. L’ultimo
trofeo alzato, infatti, risaliva al 1989. Ai giornalisti lì presenti Linton ha
dichiarato: “Penny è uno dei migliori esemplari che abbia mai visto”. L’uomo ha
accompagnato il cane nonostante alcuni problemi di salute. Al secondoo posto si
è classificata Cota, un Chesapeake Bay retriever. Il proprietario di Penny ha
raccontato ai media presenti alla competizione che la cagnolina è un esemplare
“intelligente, esigente e desiderosa di compiacere”.
Ma che cos’è il Westminster Kennel Club Dog Show? Si tratta del più antico e
prestigioso concorso cinofilo del mondo. La kermesse, a cui partecipano
esclusivamente cani di razza già campioni, va in scena ogni anno al Madison
Squadre Garden di New York.
La prima edizione risale al 1877, quando un gruppo di appassionati fondò il Club
per promuovere l’allevamento selettivo. Negli anni, la manifestazione è
diventata un’istituzione cinofila. Nella competizione non viene giudicato
l’addestramento ma la perfezione estetica del cane.
L'articolo Il Dobermann Pinscher Penny trionfa al Westminster Kennel Club Dog
Show 2026: le immagini della premiazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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In Brasile, un cucciolo di Golden retriever è stato scartato da un allevamento
perché la sua coda non rispettava gli standard estetici per la vendita. A
raccontare la storia è la Ong Novo Lar Pets, che ha accolto il cagnolino
giudicato come “sbagliato”. Il cucciolo è entrato a far parte del rifugio quando
aveva otto settimane.
Secondo quanto spiegato sui social dalla fondatrice Rachel Ramos, il cagnolino è
stato subito visitato da un veterinario, il quale ha confermato che la
malformazione della coda non compromette la salute del tenero animale. La donna
ha raccontato sui social che il Golden retriever è arrivato nel rifugio in
condizioni igieniche precarie.
La Ong Novo Lar Pets ha pubblicato su Instagram le immagini del cucciolo, con
gli utenti che si sono scagliati contro chi lo ha abbandonato. L’ente ha
sottolineato: “È un cucciolo sano. L’unico problema è che qualcuno ha deciso di
guardarlo come un prodotto, non come un essere vivente”.
Oggi il cagnolino è al sicuro e sta ricevendo cure e coccole dallo staff del
rifugio brasiliano. La Ong ha aperto all’adozione del tenero cane e l’ente è in
attesa di una famiglia che si faccia avanti per accogliere nella propria casa il
cucciolo ritenuto “sbagliato”.
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L'articolo Ha una malformazione e non è vendibile: cucciolo di Golden retriever
scartato dall’allevamento. Il rifugio che lo ha accolto: “Non è stato trattato
da essere vivente” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pesa 66 chili, quando si alza sulle zampe posteriori supera il metro e ottanta
d’altezza e mangia fino a un chilo di crocchette al giorno: la storia del cane
Brody ha fatto il giro del web. A dicembre 2025, una coppia ha affidato il
proprio cucciolo – un Cane da montagna dei Pirenei – al centro di recupero
Animal Concern Cumbria, nel nord dell’Inghilterra. Come racconta la Bbc, i due
hanno dichiarato di non poter più dare al loro animale domestico l’attenzione
che meritava. Lauren Pickthall, la responsabile dei ricollocamenti del rifugio,
ha dichiarato che il grande cucciolo ha ricevuto centinaia di richieste di
adozione da ogni parte del mondo. La donna ha raccontato la situazione alla Bbc:
“Ci ha reso la vita facile ma anche difficile, perché avevamo tantissime
candidature davvero valide. Avevamo persone da tutta Europa e perfino
dall’America che si offrivano di dargli una casa”. Prima di affidare Brody a una
nuova famiglia, l’Animal Concern Cumbria ha fatto una selezione accurata delle
richieste. L’ente, infatti, cercava persone con esperienza nella razza e che
possedessero una casa ampia e un grande giardino dove poter far correre
liberamente il cucciolone.
La scelta del rifugio è ricaduta su Steve ed Helen White, residenti a St
Austell, in Cornovaglia. La coppia ha soddisfatto i requisiti richiesti dalla
struttura. I due, infatti, vivono in una grande villa con un giardino di mezzo
ettaro e hanno già avuto un Cane dei Pirenei in precedenza. Helen ha raccontato
alla Bbc la storia del suo precedente amico a quattro zampe: “Il nostro
precedente Pireneo, Wilson, è morto a 13 anni. Ha lasciato un vuoto difficile da
colmare”. E ancora: “Quando Wilson è morto stavamo cercando un altro Cane dei
Pirenei come lui”. La coppia ha contattato un’amica che lavora all’Animal
Concern Cumbria, scoprendo la storia di Brody. I due hanno raccontato che,
inizialmente, non pensavano di riuscire ad adottare il cucciolo per via della
sua fama sui social. Helen ha detto: “All’inizio pensavamo di non avere nessuna
possibilità, vedendo tutto il clamore che c’era sui social”.
LA TELEFONATA
Due settimane dopo l’invio della domanda di adozione, Steve ed Helen hanno
ricevuto una telefonata dal centro: erano stati scelti per adottare Brody. L’1
gennaio 2026, la coppia ha percorso oltre 800 chilometri all’andata e
altrettanti al ritorno per raggiungere la regione della Cumbria. I due hanno
trascorso alcuni giorni con Brody. Helen ha ricordato: “Ci siamo innamorati
subito. La prima volta che lo abbiamo incontrato al rifugio ci è saltato addosso
per salutarci, è incredibilmente amichevole“. Il 3 gennaio marito e moglie hanno
firmato i documenti e hanno accolto ufficialmente nella loro vita il piccolo
grande Brody.
La Bbc ha contattato Steve ed Helen a 3 settimane dall’adozione. L’uomo ha
dichiarato: “Gli piace curiosare in giardino e adora i grattini sul collo. Il
giorno stesso in cui lo abbiamo portato a casa si è tuffato direttamente nello
stagno delle anatre ed è uscito verde, coperto di alghe”. E infine:
“Sorprendentemente odia anche la pioggia. Puoi provare in tutti i modi a farlo
uscire, ma lui resta fermo sulla soglia”. Lauren Pickthall ha commentato così la
storia di Brody: “Sta iniziando l’anno dove dovrebbe essere”.
> Giant 10-stone dog ‘as big as polar bear’ eats 1kg of biscuits a day and
> stands 6ft tallhttps://t.co/QFy3iI1ydn pic.twitter.com/kMbMmcrEYN
>
> — Daily Star (@dailystar) January 25, 2026
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66 chili, è alto più di 1,80 metri e mangia un chilo di crocchette al giorno
proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Los Angeles, negli Usa, un cane è stato immerso in una vernice viola tossica.
Lo sfortunato protagonista della storia si chiama Benny ed è un incrocio tra un
Bassotto e un Chihuahua. Il cane è stato ritrovato da una famiglia che, non
potendolo tenere, lo ha portato al Deity Animal Rescue.
Lì, la co-fondatrice e amministratrice dell’ente animalista Ellen Ballon Dante
ha curato il cucciolo. La donna ha raccontato a The Dodo che la situazione di
Benny è apparsa subito grave. Ha aggiunto che il cagnolino era spaventato ma
molto docile. Non appena la ragazza lo ha preso in braccio, l’animale ha
appoggiato il muso sulla sua guancia.
La donna ha raccontato: “Era un po’ spaventato, ma era anche tranquillo. È
fondamentalmente il suo carattere. È tipo il cucciolo più dolce, più coccolone e
più gentile del mondo”.
Osservando le condizioni di Benny, l’amministratrice del rifugio ha fatto alcune
supposizioni su ciò che potrebbe essere successo al cucciolo: “Forse la tinta è
entrata nell’occhio e lui si grattava. A parte queste cose, per fortuna è un
tipo piuttosto sano”.
Lo staff del canile ha somministrato al cane un collirio e ha preparato per lui
un bagno accurato. Tuttavia, il colore non se ne andava. Dopo i momenti di paura
e difficoltà, Benny è tornato a vivere. Il cagnolino è stato adottato da una
donna che ha già adottato altri cuccioli dal rifugio di Los Angeles.
L'articolo Un cane viene immerso in una vernice tossica. La ragazza che lo ha
salvato: “Era spaventato, è il cucciolo più dolce del mondo” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
In Brasile una donna si è lanciata in mezzo a uno sciame di api per salvare la
sua cagnolina. La signora, Juliana Litran, ha sentito Maria, il suo cucciolo,
abbaiare e piangere in giardino. L’animale era ricoperto di api africanizzate
che lo stavano pungendo. Gli insetti si sono accaniti contro il cane che ha
urtato un alveare non lontano da casa.
La signora ha assistito alla scena e, avvolta in una coperta, si è lanciata
contro le api per mettere in salvo la cagnolina.
Lo sciame si è immediatamente accanito su Juliana, che è riuscita a telefonare
al marito Salomao che in quel momento si trovava al lavoro. Una volta rincasato,
l’uomo ha provato a scacciare le api che stavano pungendo il cane e la coniuge,
subendo le punture degli insetti. Le due persone e l’animale sono stati
trasportati d’urgenza in ospedale e in una clinica veterinaria. Il quadro
clinico è apparso subito complicatissimo. I tre sono sopravvissuti, ma non senza
conseguenze.
La cagnolina Maria ha un passato difficile. Juliana e Salomao hanno adottato la
cucciola dopo che quest’ultima era stata abbandonata per strada. I coniugi hanno
portato a casa l’animale e si sono occupati di cure veterinarie, sterilizzazione
e microchip. Juliana ha pubblicato su Tiktok il video dell’aggressione delle
api.
La donna ha voluto lanciare un messaggio: non ignorate la presenza di alveari
vicino alle abitazioni, specie in questo periodo in cui la specie africanizzata
sta aggredendo la popolazione in diverse aree del Brasile.
> @julianalitran Sofremos um ataque de abelhas, aqui é somente uma parte do
> vídeo. Fica um alerta, se tem enxame em casa, procure alguém para remover
> #viral #abelha #abelhaafricana #ataquedeabelhas ♬ som original – julianalitran
L'articolo Uno sciame di api aggredisce il cane in giardino: una donna si lancia
in mezzo agli insetti per salvare la sua cucciola. Il video è virale proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Immerso nella neve, un cane Pitbull ha vegliato i corpi di due adolescenti morti
durante una bufera di neve sull’Himalaya. La storia del cane e la morte tragica
dei due giovani è stata riporata dai media indiani. I ragazzi, Viksit Rana e il
cugino Piyush Kumar, erano partiti lo scorso 22 gennaio per un’escursione in
alta quota sull’Himalaya, con l’obiettivo di girare video estremi da condividere
sui loro profili social. Come riportato dalle autorità, le vittime avevano
attrezzatura da trekking, una tenda, sacchi a pelo e viveri. Viksit, uno dei due
ragazzi, aveva portato con sé Sherru, il Pitbull che ha vegliato sul suo padrone
e sul ragazzo tra la neve.
Gli scalatori sono stati sorpresi da una violenta tempesta di neve, abbattutasi
sull’area di Bharmour, nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh. Le temperature
sono precipitate fino a meno nove gradi. A causa delle condizioni meteo estreme,
i soccorritori non sono riusciti a intervenire tempestivamente. Il 26 gennaio, 4
giorni dopo la scomparsa dei ragazzi e del loro cane, le squadre di emergenza e
alcuni abitanti locali sono riusciti a raggiungere l’accampamento. Una volta
giunte sul luogo, le persone hanno trovato il cane accanto al corpo di Piyush.
Circa 100 metri più in basso è stato ritrovato il corpo di Viksit.
Dinesh Kumar Sharma, vice sovrintendente di polizia del distretto di Chamba, ha
spiegato ai media locali: “Per tutti e quattro i giorni, nonostante la bufera e
il freddo intenso, il cane non ha lasciato i corpi dei suoi proprietari. Non ha
mangiato nulla e non si è nemmeno spostato dal posto”.
L’uomo ha aggiunto: “Quando i soccorritori hanno tentato di portare via il corpo
del ragazzo, il cane si è lanciato contro di loro. Solo dopo è stato possibile
convincerlo a permettere il recupero”. Secondo quanto riferito dalla polizia,
durante la bufera Viksit ha contattato un amico chiedendo aiuto. Poco dopo, il
telefono del ragazzo si è spento. Il deputato locale Dr Janak Raj ha dichiarato:
“L’animale è stato portato in salvo e consegnato alla famiglia. Il cane
apparteneva a Viksit Rana, ma è stato trovato a fare la guardia accanto al corpo
di Piyush”.
> ❤️????In Himachal Pradesh’s Chamba, a pet dog guarded its owner’s body for 4
> days—braving hunger and cold.
>
> The owner was among 2 boys (19 & 13) who went missing while trekking near
> Bharmani Mata Temple on Jan 23. When rescuers arrived, the exhausted dog was
> still keeping watch. ???????? pic.twitter.com/AkiN8LVHJO
>
> — Subodh Srivastava (@SuboSrivastava) January 27, 2026
L'articolo “Non ha mai lasciato i corpi, non ha mangiato e non si è mai spostato
da lì nonostante la bufera”: il cane Sherru ha vegliato su due ragazzi morti
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Era un cane randagio amatissimo dall’intera comunità di Praia Brava, a
Florianopolis, in Brasile. Ma l’anziano Orelha, questo il suo nome, purtroppo
non ce l’ha fatta. Secondo le ricostruzioni della polizia brasiliana, il povero
animale sarebbe stato torturato da quattro adolescenti, descritti come
appartenenti a famiglie benestanti. A causa delle condizioni disperate in cui
riversava dopo l’aggressione, Orelha è stato sottoposto ad eutanasia.
Il caso ha suscitato l’indignazione non solo della città capitale di Santa
Catarina, ma di tutta la Nazione. Anche la politica, con un inedito consenso tra
esponenti di destra e di sinistra, si è stretta attorno al dolore degli abitanti
di Praia Brava, che accudivano affettuosamente il randagio da circa dieci anni,
riporta CNN Brazil. Ora, la polizia civile di Santa Catarina sta indagando sul
gruppo di adolescenti, che secondo gli investigatori avrebbero maltrattato
l’animale, causandone così la morte.
La presunta violenza ai danni del cane sarebbe avvenuta agli inizi di gennaio,
più precisamente il 5, quando sarebbe stato trovato ferito a Praia Brava. Solo
dieci giorni più tardi, il 16 gennaio, la Polizia Civil comincia a sospettare il
coinvolgimento di ignoti e annuncia quindi l’inizio delle indagini, riporta CBN
Total. Dopo due giornate di proteste da parte dei residenti di Praia Brava, che
chiedevano giustizia per Orelha, gli investigatori sequestrano i telefoni dei
sospettati e il 27 gennaio li indicano formalmente come responsabili.
Gli esami condotti sul cane avrebbero rivelato gravi lesioni alla testa, con le
orbite degli occhi strappate, insieme a un copioso sanguinamento da bocca e
naso. L’inchiesta, inoltre, ipotizzerebbe anche un tentativo di annegamento ai
danni di un altro cane, chiamato Caramelo, che però sarebbe riuscito a fuggire.
Oltre al maltrattamento sugli animali, gli inquirenti starebbero indagando anche
su atti assimilabili al danneggiamento di beni e su reati contro l’onore.
Secondo la Policia Civil, i quattro adolescenti avrebbero un’età compresa tra i
12 e i 17 anni, e per questo motivo non saranno giudicati dal Codice Penale
ordinario, bensì dallo Statuto del Bambino e dell’Adolscente (ECA). I ragazzi,
dunque, sarebbero i principali sospettati per l’ipotizzata aggressione ai danni
del povero quadrupede. Secondo quanto scrive CNN Brazil, però, quello che vede
coinvolti i giovani sarebbe solo il primo di due filoni di indagine. Il secondo,
invece, vedrebbe tre adulti, presumibilmente parenti degli indagati, accusati
“di aver usato violenza o gravi minacce per favorire gli interessi dei giovani
durante l’inchiesta”, scrivono i media locali. Al momento, due dei quattro
adolescenti sospettati si troverebbero negli Stati Uniti per un viaggio già
programmato a Disneyland e dovrebbero rientrare in Brasile la prossima
settimana. La legislazione brasiliana, scrive ancora CNN Brazil, prevede
l’internamento di tre anni in una struttura socio-educativa per reati di questo
tipo.
#JUSTICIAPORORELHA, IL CASO DIVENTA VIRALE SUI SOCIAL: “CRUDELTÀ SENZA PARI”
Nel frattempo, la morte dell’amatissimo amico a quattro zampe ha scatenato
proteste in numerose città brasiliane, dove i residenti hanno chiesto a gran
voce che i responsabili vengano puniti. Ed è proprio dalle piazze dello Stato
sudamericano che il caso ha superato i confini nazionali, diventando virale sui
social con l’hashtag #JusticiaPorOrelha. Sono migliaia i post che hanno riempito
i feed di X e affini negli ultimi giorni, con cittadini e cittadine di tutte le
età che hanno voluto commemorare l’animale dopo la sua morte.
Persino la first lady Janja Luis da Silva si è espressa sull’argomento con un
lungo post pubblicato sui suoi canali social. “Non ho mai capito cosa passi
nella testa e nel cuore di chi ha il coraggio di maltrattare un altro essere
vivente. Soprattutto un essere indifeso, come un cane”, ha scritto la moglie del
presidente brasiliano in carica. Poi ha aggiunto: “Quando la brutalità diventa
una sfida, quando l’altro essere smette di essere visto come qualcuno che sente,
allora c’è qualcosa che non va! La perversità non nasce dal nulla: viene
coltivata nell’omissione, nella mancanza di limiti, di cura, di presenza, e
anche nell’impunità”. Sul caso è intervenuto anche il senatore e candidato
presidenziale Flavio Bolsonare, figlio dell’ex premier Jair, che ha reagito
pubblicamente alla notizia con un post pubblicato su X: “La mia solidarietà alle
persone che, per tanti anni, hanno accudito con affetto il cagnolino conosciuto
a Santa Catarina come Orelha. Quello che gli hanno fatto è stata una crudeltà
senza pari. Nulla giustifica un gesto del genere”.
L'articolo “Crudeltà senza fine”: torturano e uccidono l’anziano cane randagio
Orelha, quattro adolescenti accusati di maltrattamenti. Il caso diventa virale
sui social proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo anni di incuria e di solitudine, la cagnolina Dolly è rinata. La storia
arriva da Kansas City, nel Missouri, dove un uomo ha raccolto dalla strada il
cane con il pelo arruffato e le zampe storte. Il signore ha portato l’animale al
Kc Pet Project, il rifugio cittadino specializzato nel recupero di animali in
difficoltà. I volontari sono rimasti colpiti dallo stato di Dolly e hanno
compreso subito la gravità della situazione. Abigail, un membro dello staff, ha
raccontato sui social la scena. La donna ha detto: “Quando l’abbiamo vista, era
esausta e quasi incapace di camminare. Era incredibile pensare che un piccolo
corpo potesse sopportare tanto peso senza cedere”.
Il Kc Pet Project ha condiviso la storia di Dolly su Tiktok, ripercorrendo tappa
dopo tappa la rinascita della cagnolina. Innanzitutto, il cucciolo è stato
sottoposto a una toelettatura di circa due ore. Lo staff ha dovuto operare con
estrema cautela visto il pelo arruffato, le zecche e le unghie delle zampe
lunghissime.
I volontari hanno liberato l’animale da circa un chilo di peso che portava
addosso. Lo staff ha poi accompagnato Dolly in giardino, dove la cagnolina ha
corso e saltato liberamente. Abigail ha dichiarato: “Deve essersi sentita
incredibilmente sollevata, come se finalmente potesse respirare, muoversi e
tornare a essere sé stessa”. E ancora: “Oggi è felice, spensierata, e sembra
sapere di essere al sicuro. È incredibile vedere come un piccolo gesto, come una
toelettatura, possa cambiare completamente la vita di un cane”.
> @kcpetproject Dolly didn’t just get a makeover. She got a second chance. ❤️
> #shelterdog #adoptdontshop #rescuedog #dogsoftiktok #beforeandafter ♬ Beanie
> Waltz – Seb Wery
L'articolo “Quando l’abbiamo vista era esausta e incapace di camminare, aveva un
chilo di pelo addosso”: la storia di Dolly, una cagnolina salvata dall’incuria e
dalla solitudine proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un cane randagio è stato avvistato in un cimitero del nord del Kentucky, negli
Usa, mentre vagava tra le tombe. L’animale ha attirato l’attenzione dello staff
dato che, ogni giorno, si sedeva accanto alla stessa lapide, quella di Kenneth
G. Bramel. Inizialmente, le persone hanno ipotizzato che il cane si sedesse
proprio accanto a quella tomba perché il defunto era il suo proprietario.
Di fronte all’insolita situazione, qualcuno ha deciso di contattare Rick
Buttery, direttore del rifugio e agente di controllo del Mason County Animal
Shelter. L’ente ha scritto su Facebook: “L’animale si reca alla stessa tomba
ogni giorno, vorremmo sapere se qualcuno lo conosce”.
Il rifugio ha aggiunto che l’agente Buttery ha tentato di avvicinarsi
all’animale che, però, ha ringhiato e abbaiato. L’uomo ha riferito ai media
locali che il cagnolino non aveva alcuna medaglietta al collo. Nelle settimane
successive lo staff del rifugio si è recato al cimitero per riempire la ciotola
del cane con cibo e acqua.
Col passare del tempo gli addetti hanno ottenuto la fiducia del cucciolo, che si
è avvicinato a loro. La domanda rimaneva la stessa: il cane apparteneva al
signor Bramel? A risolvere il mistero ci ha pensato la nipote del defunto,
Carrie Silvey Watson. La donna ha commentato il post scrivendo che lo zio non
aveva mai avuto un cane. Dato che nessuna persona si è fatta avanti per
reclamare l’animale, il canile ha reso Peanut – questo il nome datogli dallo
staff del rifugio – disponibile per l’adozione.
L'articolo Un cane randagio fa visita ogni giorno ad una tomba: ma è un mistero
perché il defunto non era il suo padrone proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Trieste un uomo è stato denunciato dalla polizia per aver chiuso due cani e un
gatto all’interno del bagno del suo appartamento per due settimane. Secondo
quanto riportato da Trieste News, l’episodio si è verificato lo scorso 14
gennaio. A lanciare l’allarme sono stati i vicini di casa del giovane
proprietario, che hanno avvisato la polizia dopo aver udito per giorni i lamenti
degli animali domestici.
Gli agenti hanno segnalato di aver trovato all’interno dell’appartamento,
situato in viale Campi Elisi, una situazione di degrado e di scarse condizioni
igienico sanitarie.
La polizia ha aperto la porta del bagno e ha liberato i cuccioli, apparsi
denutriti e disidratati. L’inquilino è stato identificato dagli agenti. L’uomo
ha dichiarato alla polizia di aver ricevuto gli animali da una coppia di amici e
di aver chiuso i due cani e il gatto nel bagno a causa di un impegno fuori
città.
I cuccioli sono stati trasferiti al canile sanitario del Comune di Trieste, dove
hanno ricevuto cure.
L'articolo Chiude gli animali domestici nel bagno di casa sua: la polizia
denuncia l’uomo e salva i cuccioli dal degrado proviene da Il Fatto Quotidiano.