L’uscita didattica al centro islamico di Mezzago (Milano) programmata
dall’istituto comprensivo “Ai nostri caduti” di Trezzo D’Adda il 24 e 26 marzo
sarà annullata e ora rischia di diventare un caso. “Non per volontà della
scuola”, precisa Patrizia la preside Manuela Santini a ilfattoquotidino.it, ma
per scelta dell’associazione culturale Assalam che gestisce lo spazio brianzolo,
adibito a luogo di preghiera, come in molti altri centri islamici in Italia. Il
gruppo musulmano, secondo la dirigente scolastica, ha ingranato la retromarcia
“per via delle pressioni mediatiche“, travolti dalle polemiche sollevate dalla
Lega e Fratelli d’Italia sui rischi di “islamizzazione“. Anche il sindaco di
Mezzago Massimiliano Rivabeni è critico sulla testata online ilgiorno.it: “La
scuola pubblica deve mantenere equilibrio e neutralità, evitando che l’attività
didattica si trasformi in percorsi orientati verso una singola religione”. Così,
per la prima volta, verrebbe rifiutata una scuola che vuol conoscere la
religione islamica.
A far insorgere le destre è stata la circolare della preside, con i temi dei 5
laboratori previsti per gli studenti di terza media, durante la visita
all’associazione culturale: “La vita di Maometto; il rapporto tra fede e
scienza; i ‘cinque pilastri’ dell’Islam, i diritti delle donne e la scrittura
araba”. Obiettivi didattici e culturali della visita: “Approfondire la
conoscenza dell’Islam in alcuni aspetti e tematiche particolarmente importanti;
conoscere il radicamento e le manifestazioni dell’Islam sul nostro territorio;
rispettare il luogo di culto islamico con comportamenti adeguati; considerare le
diverse culture e religioni come una ricchezza da rispettare”. E’ tutto scritto
nella circolare – scaricabile dal sito della scuola – firmata dalla dirigente
Patrizia Manuela Santini.
Dunque la “gita” ha scatenato le reazioni politiche di Lega e Fratelli d’Italia,
che accusano di islamizzazione l’istituto. L’europarlamentare leghista Silvia
Sardone e il consigliere regionale Alessandro Corbetta hanno definito la scelta
della preside “preoccupante”. E hanno aggiunto: “La scuola non deve essere un
laboratorio di islamizzazione. Non è una semplice visita culturale ma una gita
con un percorso che sembra promuovere la religione islamica. Non esiste alcuna
intesa tra lo Stato italiano e le comunità musulmane; quindi non si capisce
l’utilità e lo scopo di questa iniziativa. Non è la prima volta che succede, è
un cortocircuito che lascia perplessi”. Immediata la risposta della preside alle
parole di Sardone: “La nostra scuola – ha precisato Santini – non indottrina
nessuno. Non spinge nessun alunno verso determinate idee politiche o religiose.
Educa al rispetto di tutti. Non ignora l’esistenza di religioni diverse, ma
tutte le presenta nella loro valenza culturale e nel contributo positivo che
hanno dato all’Umanità, condannando senza se e senza ma i fanatismi, le
intolleranze e gli oscurantismi da qualsiasi religione provengano”.
Sulla circolare, in realtà, Santini aveva già illustrato con precisione ogni
finalità chiedendo anche di “indossare calze pulite perché all’interno della
moschea si starà sui tappeti e senza scarpe”. Un’uscita – secondo quanto scritto
in una nota della preside – organizzata per “sviluppare un atteggiamento di
apertura e curiosità verso “l’altro”, imparando a rispettare le norme
comportamentali di un luogo di culto diverso dal proprio (togliersi le scarpe,
mantenere il silenzio, avere un abbigliamento consono) e per decostruire i
pregiudizi e gli stereotipi: favorire il superamento di visioni semplificate o
distorte della religione islamica attraverso l’incontro diretto con la comunità
locale, promuovendo una cultura della convivenza basata sulla conoscenza reale e
non mediata”.
E’ il secondo anno che l’istituto “Ai nostri caduti” promuove questa iniziativa
approvata dagli organi collegiali senza alcun problema. “Si esce da scuola – ha
detto ancora la preside – e ci si reca in un luogo di culto non per pregare ma
per conoscerlo sotto il profilo culturale, nel contesto della programmazione
annuale della disciplina di insegnamento della religione cattolica e del
Consiglio di Classe. La religione, infatti, non è solo culto, ma anche cultura:
concezione della vita, suggerimenti sui modi di affrontarla, rapporto fra fede e
conoscenza, uno degli argomenti della visita. E’ in questo solco che la nostra
scuola si colloca”. A schierarsi con Santini è invece Paola Pizzighini,
consigliere regionale del M5s: “Esprimo pieno sostegno alla scuola di Trezzo
sull’Adda per la visita didattica alla moschea di Mezzago e condanno le
dichiarazioni della Lega, che ancora una volta trasforma un normale percorso
educativo in propaganda basata su paura e pregiudizi. Parlare di ‘laboratorio di
islamizzazione’ di fronte a una semplice uscita scolastica inserita nel
programma di studi è ridicolo e pericoloso. Gli studenti vanno in moschea
esattamente come vanno in chiesa, in sinagoga o nei musei: per conoscere, capire
e studiare. Il vero pericolo per la convivenza civile non è una visita in
moschea è chi, come la Lega, continua a usare la religione per dividere i
cittadini e costruire consenso sulla paura dell’altro, si occupasse di
sicurezza, di non far piovere nelle scuole e di diritti civili”.
L'articolo La scuola organizza una visita al centro musulmano, le polemiche
scandalizzate di Lega e FdI la fanno annullare proviene da Il Fatto Quotidiano.