Manovra, la Lega sconfessa se stessa: abolito l’anticipo di pensione con i fondi complementari (introdotto l’anno scorso)

Il Fatto Quotidiano - Saturday, December 20, 2025

Salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipata cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra, depositato nelle scorse ore in Commissione Bilancio al Senato dal ministero dell’Economia, guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. La proposta sopprime una norma introdotta con l’ultima legge di bilancio e fortemente voluta da un altro leghista, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, con l’obiettivo di rendere più flessibile l’uscita: consentiva ai lavoratori in regime contributivo di sommare anche la rendita dei fondi complementari per poter andare in pensione di vecchiaia a 64 anni, con vent’anni di contributi, raggiungendo l’importo minimo pensionistico previsto. La proposta era stata presentata come un primo passo per considerare cumulabili gli importi della pensione principale con quella attivata con i fondi complementari, e aprire poi un varco per consentire anche nel futuro l’estensione ai lavoratori pre-1996. La cancellazione consente ora di ottenere un risparmio sulla spesa pensionistica crescente nel tempo: 12,6 milioni di risparmi nel prossimo anno, 36 nel 2027, 51,7 milioni nel 2028, 70 milioni nel 2029, 71,9 milioni nel 2030, 74,8 milioni nel 2031, 85,3 milioni nel 2032, 101,6 milioni nel 2033, 119,2 milioni nel 2034 e 130,8 milioni nel 2035.

Nell’emendamento ci sono anche le misure per le imprese chieste da Confindustria, con lo stanziamento delle risorse per i crediti d’imposta Transizione 5.0 e Zes (Zona economica speciale); le misure sul Tfr, tra cui l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti; il contributo da 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa e il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, dopo lo stop al progetto arrivato dalla Corte dei conti. In particolare, la proposta del governo conferma lo stanziamento di 1,3 miliardi per incrementare le risorse destinate al credito d’imposta Transizione 4.0, i cui fondi sono andati esauriti. Confermate anche le risorse aggiuntive, fino a 532,64 milioni di euro, per le aziende che hanno fatto domanda per il credito d’imposta per la Zes unica. Per quanto riguarda il contributo a carico delle assicurazioni, si stabilisce che entri il 16 novembre di ogni anno gli assicuratori versino a titolo di acconto una somma pari all’85% del contributo dovuto per l’anno precedente. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è arrivato in Commissione a palazzo Madama: il termine per la presentazione di subemendamenti all’emendamento del governo è fissato alle 12.

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