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Referendum, Salvatore Borsellino: “I mafiosi voteranno sì, Gratteri dice la pura verità. Riforma Nordio? Un golpe, un attentato alla Costituzione”
“Ha fatto benissimo Gratteri a dire che mafiosi e massoni deviati voteranno Sì al referendum sulla giustizia perché è la pura verità. Sicuramente i mafiosi sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura”. Sono le parole pronunciate a Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, da Salvatore Borsellino, fondatore del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Salvatore Borsellino apre il suo intervento, disapprovando coloro che tirano fuori il nome del fratello e di Giovanni Falcone per propagandare il Sì alla riforma Nordio: “Sulla separazione delle carriere il timore di mio fratello Paolo è che venisse alterata l’indipendenza dalla magistratura, a cui Paolo teneva moltissimo. Pensava infatti che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i pm sotto l’influenza del potere politico e questo per Paolo era un pericolo che voleva assolutamente scongiurare già a quei tempi, quando ancora di separazione delle carriere non si parlava”. E aggiunge: “Citano le parole di Giovanni Falcone dicendo che favorevole alla separazione delle carriere, ma è una falsità. Giovanni Falcone si riferiva a un contesto completamente diverso da quello di oggi, quando, peraltro, era in atto la riforma del codice penale. Lui parlava non di separazione delle carriere, ma di separazione delle funzioni: lui stesso era passato più volte dalla magistratura inquirente alla magistratura giudicante”. Borsellino definisce la riforma Nordio “un golpe” e “un attentato alla Costituzione”. E rincara: “Si continua a chiamare in causa in causa due magistrati che hanno ucciso perché non potessero più parlare e addirittura si arriva a definire oggi quei magistrati come un plotone di esecuzione, come ha fatto la capo gabinetto del ministro della Giustizia: è veramente un’oscenità, una cosa da fare rivoltare le viscere. Sono i magistrati a essere finiti sotto il plotone di esecuzione: ben 27 magistrati sono stati uccisi dalla mafia nel nostro paese nell’esercizio delle loro funzioni, questa è la verità”. Salvatore Borsellino spiega poi le ragioni per cui si è schierato per il No: “Questo è un referendum non su una riforma, ma su un vero e proprio golpe istituzionale, perché si è arrivati a questa proposta di modifica della Costituzione in modo assolutamente innaturale e completamente diverso da quello che avevano stabilito i padri costituenti. Si è arrivati, cioè, con quattro passaggi in un Parlamento che è assolutamente privato delle sue funzioni, visto che ormai si va avanti soltanto a forza di decreti legge e di voti di fiducia. E in questo Parlamento che ha perso il suo potere – continua – la modifica costituzionale è stata fatta passare con quattro letture, però senza permettere un emendamento né da parte dell’opposizione né da parte dello stesso sistema di potere, non lo chiamo neanche governo, che l’aveva presentato. Tutto questo non è ammissibile“. E conclude: “Si fa passare questo referendum come se fosse un voto sulla separazione delle carriere, ma le carriere sono già ampiamente separate dalla riforma Cartabia che ha fatto sì che un magistrato per passare da una funzione all’altra lo può fare solo una volta nell’ambito della sua professione e deve pure cambiare regione, tanto è vero che i magistrati che cambiano sono pochissimi, meno dell’1%. Questa cosiddetta Alta corte disciplinare, poi, è un vero e proprio tribunale speciale che è espressamente proibito dalla Costituzione“. L'articolo Referendum, Salvatore Borsellino: “I mafiosi voteranno sì, Gratteri dice la pura verità. Riforma Nordio? Un golpe, un attentato alla Costituzione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Diritto alla verità sulle stragi, il convegno delle Agende rosse con Azzariti, Oliva, Ranucci, Scarpinato e Tescaroli
Giuristi, politici, storici e giornalisti radunati attorno a un tavolo per discutere di diritto alla verità. Ed è proprio questo il titolo scelto dal movimento delle Agende rosse di Salvatore Borsellino per il congresso nazionale organizzato a Bologna il 29 e 30 novembre. “La ricerca della verità ha rappresentato in questi anni la ragione fondamentale dell’impegno pubblico di Salvatore Borsellino e delle Agende Rosse, insieme ad associazioni e a decine di familiari di vittime, per rendere giustizia alle vittime di stragi e attentati. È arrivato il momento di valutare la necessità di un esplicito riconoscimento del diritto alla verità nel nostro ordinamento giuridico”, si legge nella nota di presentazione del congresso “Il Diritto alla Verità”. Ospitato dall’auditorium Biagi della Sala Borsa, l’evento è organizzato dal movimento fondato da Salvatore Borsellino con il patrocinio del Comune di Bologna e con la collaborazione della testata AntimafiaDuemila, che trasmetterà i lavori in diretta streaming. Saranno visibili anche sul sito del Fatto Quotidiano. “Nel corso del congresso, docenti universitari, magistrati, avvocati, storici, intellettuali, giornalisti, politici e familiari delle vittime di stragi e attentati si confronteranno in distinti tavoli di lavoro. Al termine dei lavori congressuali e sulla scorta di essi, potrà essere formulata una proposta normativa che sarà consegnata al Parlamento per il riconoscimento del diritto alla verità nel nostro ordinamento”, si legge ancora nel comunicato, diffuso dall’associazione fondata dal fratello del giudice ucciso nella strage di via d’Amelio. Il programma prevede otto tavoli tematici con giuristi come Gaetano Azzariti, storici come Angelo Ventrone, politici come i senatori Ilaria Cucchi (Avs), Enza Rando (Pd), Roberto Scarpinato (M5s) e l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, giornalisti come la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva, Fabrizio Gatti di Today, Sigfrido Ranucci di Report, magistrati come Luca Tescaroli, penalisti come Fabio Repici, Ettore Zanoni e Fabio Anselmo. E poi alcuni familiari di vittime di mafia e terrorismo come Sergio Amato, figlio del giudice Mario Amato, ucciso da Gilberto Cavallini dei Nuclei armati rivoluzionari, Daniele Gabbrielli, vice presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Sonia Zanotti, sopravvissuta alla bomba del 2 agosto 1980. Qui il programma completo. SABATO 29 NOVEMBRE 2025 ore 9.00: Matteo Lepore (Sindaco della Città di Bologna) – Saluto di benvenuto Salvatore Borsellino (Fondatore del Movimento Agende Rosse) – Filosofia del congresso ed impegno di Salvatore per la istituzionalizzazione del diritto alla verità Fabio Repici (Avvocato) – Obiettivo tecnico specifico del congresso all’esito dei lavori ore 9.30 – Giuristi – Coordinatore Alessandro Francescangeli (Assegnista di ricerca in diritto pubblico comparato presso l’Università di Firenze): * Gaetano Azzariti – Professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Roma “La Sapienza”; * Francesco Caprioli – Professore ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università di Roma “La Sapienza”; * Renzo Orlandi – Professore ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università di Bologna; * Laura Ronchetti – Professoressa associata di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi del Molise. ore 11.30 – Parlamentari – Coordinatrice Giulia Sarti (Delegata alla legalità democratica e lotta alle mafie e agli Affari Istituzionali per Bologna e Città metropolitana): * Ilaria Cucchi – Senatrice della Repubblica (Alleanza Verdi e Sinistra); * Luigi de Magistris – ex Sindaco della Città di Napoli; * Enza Rando – Senatrice della Repubblica (Partito Democratico); * Roberto Scarpinato – Senatore della Repubblica (Movimento Cinque Stelle). ore 13.30 – pausa pranzo ore 15.30 – Storici delle idee – Coordinatore Ernesto De Cristofaro (Professore di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Catania): * Franca D’Agostini – Professoressa ordinaria di Filosofia teoretica, ha insegnato Filosofia della Scienza presso il Politecnico di Torino e Logica e argomentazione presso l’Università Statale di Milano; * Marco Fioravanti – Professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Roma-Tor Vergata; * Luigi Perissinotto – Professore emerito di Filosofia del linguaggio presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia; * Maurizio Viroli – Professore emerito di Politics presso la Princeton University, insegna Government presso l’Università di Austin e Comunicazione politica presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. ore 17.30 – Giornalisti – Coordinatore Paolo Borrometi (Presidente della Scuola di formazione politica Piersanti Mattarella): * Fabrizio Gatti – Direttore editoriale per gli approfondimenti del quotidiano online today.it; * Stefania Limiti – Giornalista free-lance e Scrittrice; * Maddalena Oliva – Vicedirettrice della testata giornalistica “Il Fatto Quotidiano”; * Sigfrido Ranucci – Conduttore della trasmissione televisiva ‘Report’ (RAI3). DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025 ore 9.30 – Avvocati – Coordinatore Fabio Repici (Avvocato): * Fabio Anselmo – Avvocato; * Giancarlo Maniga – Avvocato; * Ettore Zanoni – Avvocato. ore 11.30 – Magistrati – Coordinatrice Elena Marchili (Magistrato Ordinario in Tirocinio): * Roberto Giovanni Conti – Consigliere presso la Corte di Cassazione; * Giuseppe Gennari – Giudice presso il Tribunale di Milano; * Raffaello Magi – Consigliere presso la Corte di Cassazione; * Luca Tescaroli – Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Prato. ore 13.30 – pausa pranzo ore 15.30 – Storici – Coordinatrice Antonella Beccaria (Giornalista e Storica): * Davide Conti – Storico e consulente della procura di Bologna e di Brescia; * Antonella Salomoni – Professoressa ordinaria di Storia della Shoah e dei genocidi presso l’Università di Bologna; * Angelo Ventrone – Professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Macerata; * Cinzia Venturoli – Professoressa a contratto di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna. ore 17.30: intervento di Daniela Marcone – Vicepresidente di Libera ore 17.40 – Familiari delle vittime – Coordinatore Nino Morana (nipote di Nino Agostino): * Sergio Amato – Figlio del Magistrato Mario Amato; * Salvatore Borsellino – Fratello del Giudice Paolo Borsellino e Fondatore del Movimento Agende Rosse; * Daniele Gabbrielli – Vice-presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili; * Sonia Zanotti – Sopravvissuta alla strage di Bologna. Fabio Repici – Proposte conclusive e progetto normativo all’esito del confronto e delle idee raccolte Salvatore Borsellino – Conclusioni del convegno e messaggio alla società e alle istituzioni L'articolo Diritto alla verità sulle stragi, il convegno delle Agende rosse con Azzariti, Oliva, Ranucci, Scarpinato e Tescaroli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Dipende da Noi”, aperte le iscrizioni al progetto di Wikimafia per le scuole: focus su legalità ed etica dello sport
Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione di Dipende da Noi, il progetto di educazione alla legalità e all’etica dello sport organizzato dall’associazione WikiMafia e rivolto alle scuole superiori di Milano. Il percorso prevede quattro incontri/eventi da febbraio ad aprile 2026 per un totale di 15 ore di formazione: lo scopo, spiega l’associazione, è di “diffondere conoscenza e maggiore consapevolezza sul fenomeno mafioso, declinando l’etica dello sport a un più specifico impegno contro la cultura mafiosa”. È possibile iscrivere la propria scuola fino al 16 novembre: il modulo di adesione per i docenti è disponibile sul sito di Wikimafia a questa pagina. Il progetto comprende: una lezione di educazione alla legalità, cui seguirà un incontro sull’etica dello sport con Matteo Piano, ex pallavolista della nazionale italiana; la partecipazione dei ragazzi alla lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, preceduta da una testimonianza di Salvatore Borsellino e Stefano Matacchini Ambrosoli; un torneo di pallavolo a squadre presso la palestra dell’Allianz Stadium di Milano; la partecipazione agli incontri della quarta edizione de “L’impegno di tutti – Festival internazionale dell’antimafia”, che si terrà ad aprile 2026. L'articolo “Dipende da Noi”, aperte le iscrizioni al progetto di Wikimafia per le scuole: focus su legalità ed etica dello sport proviene da Il Fatto Quotidiano.
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