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NBA Freestyle | Cooper Flagg nella storia a 19 anni, Embiid versione Mvp è una buona notizia per tutti
COOPER FLAGG NELLA STORIA La partenza stessa mano stesso piede fatta vedere nei primi minuti del secondo quarto della gara contro gli Hornets, riassume benissimo l’essenza di Cooper Flagg. Jaden Hardy guida il contropiede sulla corsia centrale, dopo aver preso un rimbalzo difensivo. Si ferma sul vertice alto della linea da tre, mentre Flagg riempie in modo rapido e silenzioso la corsia laterale. Hardy lo serve sulla corsa, il rookie dei Mavericks si trova davanti Tidjane Salaun di Charlotte. Non ferma la corsa dopo aver ricevuto il passaggio, mette palla a terra immediatamente, attacca l’angolo difensivo di Salaun che – in quella situazione – non avrebbe mai potuto essere perfetto. C’è tutto qui. C’è il motivo del clamore. Il motivo della prima scelta al Draft. Una interpretazione del basket da chi è nato proprio per giocarci. Feeling innato con il gioco. Una fluidità che scorre (non semplicemente “corre”) per il campo in modo naturale, quasi in simbiosi col parquet. Tempismo. Velocità di esecuzione. Mezzi atletici. Capacità di essere un giaguaro anche off the ball. E non parliamo del primo passo fatto vedere a Brandon Miller qualche azione dopo, concluso con una schiacciata raccogliendo la palla a una mano, che se avesse avuto “Doctor J” scritto sulla maglia nessuno si sarebbe meravigliato. Per il resto, tiri da tre, tiri su una gamba dalla media, penetrazioni con appoggio di tabella in traffico. Nulla è stato lasciato al caso. Anche un canestro da tre per pareggiare la partita nei minuti finali, anche se poi Dallas perderà la gara. Poco importa. Le vittorie arriveranno. I punti sono 49. Mai un adolescente aveva osato tanto nella storia della NBA. Si, adolescente. Ha 19 anni, Flagg. Per lui 20 su 29 dal campo, 3 su 5 dall’arco, 6 su 6 ai liberi. Magma pirandelliano. KON KNUEPPEL, TIRATORE SENZA LIMITI Nella stessa gara in cui Cooper Flagg ha messo a referto 49 punti, si è messo in evidenza anche l’ex compagno di stanza al College Kon Knueppel, che peraltro ha anche portato a casa la vittoria. Non è che nella prima parte di stagione fosse rimasto nell’ombra, anzi. Però contro Dallas ha davvero incantato. Deve avere un mirino laser al posto della mano destra. Tiratore come se ne sono visti pochi nella stagione d’esordio. Quale Dennis Scott, quale Damian Lillard, quale Lauri Markkanen. È Knueppel attualmente il più veloce di sempre a realizzare 100 triple in carriera. Roba da non crederci. Contro i Mavericks ha fatto una gara alla “Steph Curry” per capacità di terrorizzare i difensori tutte le volte che caricava un tiro dal perimetro. Ha messo a referto 34 punti con 8 su 12 da tre. Tutto chiaro? In stagione, Knueppel sta tenendo una media di quasi 19 punti a partita con il 43% da fuori. Micidiale. Ha un movimento perfetto, una velocità di rilascio incredibile, i piedi sono sempre perpendicolari al canestro anche in uscita dai blocchi. Sa anche mettere palla a terra e fare passo laterale per mandare a vuoto i close-out. Se tutto fila per il verso giusto, un giocatore così non passerà certo inosservato nei prossimi dieci anni. Statene certi. JOEL EMBIID: DA 8 GARE IN FORMATO MVP È una buona notizia per i Sixers, ma anche per la NBA. Se Embiid sta bene, gioca, magari vince anche, ci guadagnano tutti. Spettatori inclusi, perché quella combinazione di mani levigate con polvere di diamante su uno specimen fisico da vero colosso ha davvero pochi eguali nella storia. Nelle ultime otto gare giocate, il centro di Philadelphia sta tenendo una media di 30,8 punti, con il 53,5% dal campo e il 41,4% da tre. Sono cifre da MVP (lo vinse nella stagione 2022-2023). Certo, lo vedi in campo e ti chiedi se le sue ginocchia reggeranno a ogni atterraggio dopo un rimbalzo difensivo. E l’esplosività dei tempi migliori è andata, non si sa se per sempre, ma in ogni caso al momento non è pervenuta. Rimane la versione più pura dell’evoluzione dei grandi centri degli anni ’90 (epoca d’oro per il ruolo), con una morbidezza di tiro dal gomito della lunetta paragonabile a quella di veri e propri alti rappresentanti della disciplina, come Patrick Ewing o David Robinson. I Philadelphia 76ers non volano, ma non sono neanche gli ultimi della classe (sesti a Est). That’s all Folks! Alla prossima settimana. L'articolo NBA Freestyle | Cooper Flagg nella storia a 19 anni, Embiid versione Mvp è una buona notizia per tutti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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NBA Freestyle | Da Jokic a Jaylen Brown: il commento ai dieci giocatori più votati per l’All Star Game
Pillole in freestyle sui dieci giocatori più votati per l’All Star Game. QUINTETTO DELL’OVEST Nikola Jokic (Denver Nuggets). Steve Kerr è considerato uno dei migliori tiratori di sempre. In carriera, ha una media del 45% da tre. Era un playmaker, uno specialista, entrava in campo per quello. Jokic, ruolo centro, sta tirando da fuori con il 43,5%. John Stockton potete invece vederlo come uno dei migliori passatori della storia. Ha chiuso con 10,5 assist di media in maglia Utah Jazz. Jokic, ruolo centro, sta facendo felici i propri compagni ben 11 volte a partita. Sì, la NBA sarà pure cambiata, ma tutto ciò va oltre. Va oltre le epoche, va oltre i ruoli, va oltre le convenzioni. Stiamo assistendo a qualcosa che è rivoluzionario tanto quanto (se non di più) era negli anni ’70 vedere Magic Johnson (alto 2.05) fare dietro schiena in contropiede a tutta velocità. Non è evoluzione, è rivoluzione. Luka Doncic (LA Lakers). Allora, qui bisogna fare due discorsi separati. In quanto a tecnica individuale, talento, feeling per il canestro, perfezione dei fondamentali, visione di gioco, se non siamo al top della storia poco ci manca. Di contro, in quanto ad attitudine difensiva imbarazzante, tendenza a lamentarsi con gli arbitri anche se in mensa gli hanno servito pollo invece che tacchino, capacità di sparare un tiro da nove metri senza raziocinio o forzare una conclusione nel momento sbagliato di una gara, anche qui se non siamo al top della storia poco ci manca. Bel dilemma? Shai Gilgeous-Alexander (OKC Thunder). Un ninja silenzioso e letale. Non lo vedi nemmeno arrivare, ha già messo 30 punti e indirizzato una partita. Pensare che lo scelsero i Clippers, noti “talent scout”… Immarcabile, perché non ti fa mai capire a che velocità vuole andare. Varia i ritmi in palleggio e con l’uomo addosso: parte forte, butta un’esca rallentando, la difesa abbocca e lui riaccelera in una frazione di secondo. Non si vedeva un tiratore dalla media distanza così bravo dai tempi di Allan Houston e Rip Hamilton. Prima opzione offensiva di una squadra, Oklahoma City, che sarà ricordata nella storia. Victor Wembanyama (San Antonio Spurs). Ormai si è detto e scritto tutto su di lui. Non solo merita l’All Star Game, ma se gli Spurs continuano a fare così bene anche nella seconda parte della stagione, può mirare anche a qualcosa di più. Di certo, è già probabilmente il miglior difensore della lega. Ma non per il numero delle stoppate che fa. Bensì perché entra nella testa degli attaccanti e li costringe a cambiare decisione pria ancora di agire come facevano Bill Russell, Dikembe Mutombo o Alonzo Mourning. Vi pare poco? Stephen Curry (Golden State Warriors). Con l’infortunio di Butler, un ulteriore ciclo di rilancio si è concluso. Si è concluso male. I tempi degli Splash Brothers sono ormai storia, a San Fransisco è da un po’ che non si respira quell’aria frizzante del secondo decennio degli anni 2000. Steph Curry? È l’unico che non molla mai. Nonostante gli anni passino pure per lui (anche se non sembra). Di punti ne segna 27,4 di media. Da tre tira col 40%. È più facile assistere a una nevicata sul Gran Canyon che vedergli sbagliare un libero (92,8%). Dopo 17 stagioni di NBA, non è semplicemente umano. E infatti è ancora un All Star. Lunga vita al miglior tiratore di sempre. QUINTETTO DELL’EST Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks). Probabile abbia fatto il suo tempo a Milwaukee. Un anello NBA è in ogni caso in bacheca. Poco non è. Forse la sua cessione conviene un po’ a tutti? Sta di fatto che i Bucks affondano all’undicesima posizione a Est. Non sono competitivi per il Titolo. Difficilmente lo saranno. Per il resto, la stella greca rimane il terzo tempo con la falcata più estesa da quando Wilt Chamberlain ha appeso al chiodo le proprie Converse. Ha tutte le carte in regola per poter essere di nuovo MVP. Manca solo il roster giusto. Jalen Brunson (New York Knicks). Quando Tim Hardway (circa 1.80 m) dribblava gli avversari con lo “UTEP two-steps” (il palleggio incrociato brevettato all’Università di Texas El Paso) e concludeva in appoggio al tabellone guancia a guancia con gente di 2.10, si gridava quasi al miracolo. Qui, bisognerebbe fare di più, perché rispetto agli anni ’90, quelli che ha contro Brunson sono ancora più grossi ed esplosivi. E la stella dei Knicks non si accontenta di concludere solamente nei pressi del canestro. Fa di più: tira in faccia a chiunque da ogni posizione. Ma il dubbio è: al giorno d’oggi, può un giocatore franchigia della sua taglia portare fino in fondo una squadra NBA? Tyrese Maxey (Philadelphia 76ers). Lo scorso anno era un gran giocatore. Quest’anno è una stella. Fate conto una palla da flipper lanciata per il campo, in grado di creare una transizione partendo dalla rimessa dal fondo in stile Beep-Beep. Primo passo a velocità del suono, caviglie esplosive, gran palleggio con entrambe le mani, spettacolare rapidità di piedi. È diventato anche un tiratore da tre niente male (39%). Molto sciolto e spettacolare. È l’Iverson della Generazione Z. Cade Cunningham (Detroit Pistons). Palla in mano, sembra Grant Hill. Se provi a mettergli pressione quando agisce da portatore primario, ti ha già schiacciato in testa un paio di volte. Si, perché la guardia di Detroit, pur non essendo una gazzella come velocità di base, ha dei fondamentali in palleggio come se ne vedono pochi. Gran tocco in avvicinamento, dopo essersi liberato del difensore. Molto efficace quando guida la transizione, può andare fino in fondo, magari dopo una virata, ma anche trovare il compagno sulla corsia giusta. Il tiro da tre è una delle sue pecche (appena 32%). Ci può lavorare, perché il movimento non è affatto male. Ah, Detroit è prima a Est. Jaylen Brown (Boston Celtics). Senza Tatum, è alla miglior stagione in carriera. E i Celtics, nonostante le partenze estive, sono secondi a Est. Inaspettato. Parte del merito va sicuramente a Brown, che è sostanzialmente uno slasher con tanti punti nelle mani, che però in difesa non si risparmia mai ed è in grado di marcare l’attaccante più pericoloso della squadra avversaria. Sta migliorando anche da fuori (36%), anche se per scambiarlo per un tiratore puro servirebbe una grande immaginazione. Giocatore serio, che fa il suo dovere, per quanto lautamente pagato (nel 2023 divenne il giocatore più pagato della storia). That’s all Folks! Alla prossima settimana. L'articolo NBA Freestyle | Da Jokic a Jaylen Brown: il commento ai dieci giocatori più votati per l’All Star Game proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Si può rivoluzionare qualunque disciplina, penso ai tiri da 10 nel basket e a una Kings League nel tennis”: le nuove idee di Pique
“Si può rivoluzionare qualunque disciplina e intervenire sulle regole più antiche, direi medievali”: Gerard Pique vuole cambiare tutto. Probabilmente trascinato dal momento che sta vivendo la sua Kings League, con un Mondiale da record in Brasile, l’ex difensore del Barcellona – ideatore del torneo calcistico che oggi appassiona tantissimi giovani – vuole adesso riformare diverse discipline. A partire dal tennis, sport in cui Pique è già entrato con la Coppa Davis (organizzata fino al 2023): il nuovo format è stato però un fallimento e ora si sta cercando di tornare indietro. L’ex difensore ha già proposto pure altri cambiamenti, come eliminare la seconda di servizio. E ora pensa a un torneo tutto suo: “Perché non creare una Kings League di tennis?”. Un format con regole più “veloci” (per esempio quelle viste durante le Next Gen Finals), diverse dal classico tennis, con creator e youtuber protagonisti, come nel calcio. Ma il tennis è solo uno degli sport che Pique vorrebbe cambiare. “Ci sono altri sport, come il calcio, la boxe, l’MMA, anche le freccette. Si possono aggiungere creatori di contenuti, nuove regole, usare piattaforme di streaming, Twitch, TikTok o YouTube, in modo da raggiungere un nuovo pubblico. Tutto il mondo è connesso al cellulare e ai social“. Tante idee, tra cui una nel basket, tra gli sport precursori del divertimento e dello spettacolo grazie all’Nba. “Anche lì si divertono, ma le cose possono cambiare. Si potrebbe giocare 3 contro 3, inserire i tiri da 10 punti, oltre a quelli da 2 e 3. Ma non solo”. Pique provoca, molti storceranno il naso. Parla senza conoscere bene le altre discipline. Sul calcio invece è più cauto: “È uno sport con più di 100 anni di storia, resta lo sport più bello del mondo. È come una religione. Se entrassi nel pallone, non cambierei le regole. Piccole cose. Perché funziona ancora. Ma una fetta di pubblico vuole altro”. Velocità, pochi tempi morti, show pre e post match, tra un tempo e l’altro, coinvolgimenti di artisti e personaggi del mondo dello spettacolo. È questo in sostanza ciò che chiede Pique: “Io propongo un prodotto per una generazione che chiede velocità, interazione. Dicono che i giovani siano la generazione ‘tutto e ora’, ma forse vogliono solo essere ascoltati. Vogliono interagire”. E alla base dei cambiamenti c’è la volontà di far decidere il pubblico, proprio come accade in Kings League: “Fifa e Uefa non ascoltano il pubblico, non gli si chiede cosa vuole. Noi lo facciamo: abbiamo fatto scegliere i colori del campo, hanno preferito il nero al verde, scegliere l’evento, il tempo di gioco, i giorni. Chiediamo e facciamo decidere. Perché alla fine dei conti siamo ciò che siamo grazie a quelli che ci seguono”. L'articolo “Si può rivoluzionare qualunque disciplina, penso ai tiri da 10 nel basket e a una Kings League nel tennis”: le nuove idee di Pique proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Storia di una farsa: dalla fuga di coach e giocatori ai comunicati di Antonini, le tappe della fine sportiva del Trapani basket
La stagione era iniziata con una “semplice” penalizzazione. Ora la Trapani Shark non esiste più. La farsa è giunta ufficialmente al capolinea. Il club di Valerio Antonini escluso dal campionato di Serie A con effetto immediato per “mancanza di uguaglianza competitiva”. E adesso il girone di ritorno diventa un grande punto interrogativo. Le “non partite” e le sceneggiate delle ultime settimane lasciano spazio a una classifica rimodulata a 15 squadre (in cui è prevista una sola retrocessione, e non più due come da regolamento). Le promozioni, la corsa ai playoff e il PalaShark sold out sono già un lontano ricordo. Trapani finisce nel dimenticatoio, ma la pallacanestro italiana si macchia dell’ennesima figuraccia sportiva. Ma come siamo arrivati a questo punto? LA STAGIONE INIZIA CON UNA PENALIZZAZIONE Per seguire tutte le tappe bisogna fare un passo indietro al mese di maggio. Perché il vero campanello d’allarme arriva con la prima penalizzazione di –4 punti (da scontare durante la stagione 2025-26) per irregolarità nei pagamenti previdenziali e fiscali. Da lì in poi è l’inizio di un effetto cascata senza fine. Perché a novembre Trapani riceve un ulteriore punto di penalizzazione. E anche sul campo qualcosa inizia a muoversi. REPESA SALUTA, ALIBEGOVIC CHIEDE LA CESSIONE: INIZIA L’ESODO Il caos scoppia definitivamente a dicembre. Terminata la pausa per le nazionali, l’allenatore Jasmin Repesa – dopo alcuni malumori manifestati per non essere stato regolarmente pagato come da contratto – non si presenta agli allenamenti e rassegna le proprie dimissioni inizialmente rifiutate dal patron Antonini. Il coach croato e il suo staff abbandonano l’Italia, lasciando di fatto la panchina al collaboratore Alex Latini. La squadra non si allena e anche il capitano Amar Alibegović, dopo aver manifestato la volontà di andarsene, viene messo fuori rosa. Poi trova il modo di liberarsi: “Quello che ho vissuto non si può definire in nessun modo professionismo”. Da qui, il club inizia a pubblicare una serie di comunicati deliranti. È l’inizio delle minacce e di alcune ricostruzioni fantasiose. Questo un breve passaggio: “Trapani Shark ha sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi contrattuali e pertanto ha rispedito al mittente la sua ricostruzione dei fatti. Repesa ha ad oggi scelto di abbandonare la squadra a stagione in corso, scappando, senza salutare nessuno, tantomeno quello che definiva il suo popolo”. La verità inizia a venire a galla. E in casa Shark i pezzi più pregiati scappano: dopo il capitano, anche Timothy Allen si trasferisce all’estero. PRIMA LA DEROGA, POI LA GARA SENZA ALLENATORE Come se nulla fosse, però, la stagione prosegue. E Trapani continua a giocare sia in Italia che in Europa. Grazie a una deroga temporanea l’assistente Alex Latini allena la squadra contro Treviso e Tenerife. La Shark vince entrambe le gare, ma quella che viene fatta passare come un’impresa sul campo è l’ennesimo tassello allarmante. Terminati i permessi, Trapani è costretta a giocare senza un head coach. Contro Udine, in un PalaShark che contesta pesantemente il presidente, il nuovo capitano John Petrucelli fa da player-manager. Il caso Trapani diventa di interesse nazionale. UN’AMMENDA A PARTITA, POI LA NUOVA PENALIZZAZIONE Non solo i punti di penalizzazione e il rischio di finire nel dimenticatoio. Con l’addio di Allen, la società subisce un’ammenda di 50mila euro a partita. Il motivo? Secondo le DOA (Disposizioni Organizzative Annuali) per i professionisti, l’Articolo 13.4 comma 3 sottolinea che: “Il numero minimo di contratti da depositare è 12, di cui minimo 6 devono essere stipulati con atleti di formazione italiana”. Con un roster di 11 giocatori regolarmente tesserati, e non avendo trovato alcun sostituto, scatta automaticamente la multa. Antonini non molla e attacca tutto il sistema sui social. Ma i debiti e il malcontento dei tifosi aumentano. Dopo la gara contro Varese, il ds Valeriano D’Orta annuncia la volontà del club di non prendere parte alla trasferta di Bologna. Il campionato italiano inizia a prendere una piega spiacevole. E come se non bastasse, a causa di “irregolarità amministrative nell’iscrizione al campionato 2025/26”, Trapani viene penalizzata di altri 3 punti. Arrivata a -8 (per l’esclusione automatica ne servono almeno 12), il Consiglio Federale pone le basi per una radiazione che ormai è diventata una questione di giorni. UNA SETTIMANA DI FIGURACCE Il nuovo anno segna la fine della corsa. In una settimana, con tre partite “farsa”, Trapani crea tutti i presupposti per farsi cacciare. Intanto il roster si dimezza: oltre ai già citati Alibegovic e Allen, Hurt si trasferisce al Tofas Bursa, Ford al Bahcesehir, Petrucelli al Galatasaray ed Eboua all’ASVEL Villeurbanne. Il 4 gennaio, la squadra non si presenta a Bologna e perde a tavolino (0-20). Due giorni più tardi, per evitare una maxi multa dalla FIBA, la squadra di Antonini “gioca” i play-in di BCL in Bulgaria – contro l’Hapoel Holon – con cinque giocatori (di cui due provenienti dalle giovanili). Tre di loro escono per “infortunio”, il giovane Patti commette il quinto fallo e dopo circa 7’ – con un solo un giocatore in campo – l’arbitro decreta la fine del match sul punteggio di 38-5 (con relativa esclusione di Trapani dalla competizione europea). Dopo l’ennesima penalizzazione di altri 2 punti (accompagnata dall’inibizione di due anni al presidente Antonini), nel weekend si verificano le stesse scene anche in LBA. Contro Trento la partita dura solo 4’. I giocatori escono dal campo tra le lacrime e i cori di una tifoseria che oggi non esiste più. LA DECISIONE UFFICIALE: TRAPANI VIENE ESCLUSA Il 12 gennaio, al termine di una riunione congiunta tra i vertici di FIP e Lega Basket, Trapani viene esclusa dal campionato. L’ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019. Annullate tutte le partite sin qui disputate dalla Trapani Shark (come previsto dall’art. 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare), al club è stata applicata la sanzione dell’ammenda di 600mila euro, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi (come previsto dall’art. 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia). IL BRACCIO DI FERRO DI ANTONINI Ha sempre parlato “di una verità che prima o poi sarebbe venuta a galla”. Ha minacciato per mesi la Federazione. “Mi hanno abbandonato tutti, qualcuno prenda queste due squadre e le porti avanti. Io mi sono rotto il c***o, ora devono ridarci i punti subito. Cara FIP, cara Lega Basket dovete ridarci tutto altrimenti ritiro la squadra dal campionato con effetto immediato”. Ha cercato lo scontro mediatico senza filtri. Ha rotto il rapporto con i tifosi che l’hanno sempre sostenuto. Il risultato è quello pronosticato per mesi: Antonini “perde” la causa. E ora la FIP avvia azioni legali nei suoi confronti. E IL CALCIO? Il grande caos nel mondo del basket si riflette anche sulla squadra di calcio. Le penalizzazioni e i malcontenti, infatti, stanno colpendo il club di Serie C. Dopo aver iniziato la stagione con 8 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative, nei giorni scorsi il Tribunale federale ha sanzionato Trapani con altri 7 punti di penalizzazione da scontare nell’attuale stagione sportiva per violazioni di natura amministrativa. Il club era stato deferito lo scorso 6 novembre a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Deferimento che era arrivato “per non aver provveduto, entro il termine del 16 ottobre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo”. L'articolo Storia di una farsa: dalla fuga di coach e giocatori ai comunicati di Antonini, le tappe della fine sportiva del Trapani basket proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trapani Shark escluso dal campionato: è ufficiale. La farsa del club di basket di Antonini finisce qui
Era nell’aria e adesso è arrivata l’ufficialità: il Trapani Shark è stato escluso dal campionato di Serie A di basket. Lo hanno deciso (e comunicato con una nota ufficiale) i vertici di FIP e Lega Basket al termine della riunione congiunta, dove dopo una serie di valutazioni, si è deciso di escludere il club trapanese con effetto immediato. La decisione è arrivata per il criterio di “mancanza di uguaglianza competitiva” generata da quanto accaduto nelle ultime settimane all’interno del club siciliano. L’ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019. Un’esclusione figlia delle ultime pietose sceneggiate della società trapanese tra campionato e Champions League. Il Trapani Shark infatti nel giro di una settimana ha prima rinunciato a giocare a Bologna in campionato contro la Virtus, poi la farsa in Champions League contro l’Hapoel Holon durata sette minuti (con tanto di figuraccia in mondovisione) e infine quella nella gara casalinga di domenica contro Trento, dove Trapani si è presentato con 7 uomini (quattro ragazzini) e dopo quattro minuti ha lasciato il campo. TRAPANI ESCLUSO DAL CAMPIONATO: COSA SUCCEDE ADESSO Con l’esclusione di Trapani Shark dal campionato, inevitabilmente adesso cambieranno diverse cose nel campionato di Serie A di basket e nella classifica. La società trapanese viene immediatamente cancellata dalla stagione di Lega Basket, che quindi passa da 16 a 15 squadre. Tutti i risultati precedenti delle partite giocate dal club siciliano sono di fatto cancellati (quindi è come se quelle partite non si fossero mai giocate) e d’ora in poi non verranno conteggiati nella classifica generale, che quindi ovviamente vedrà modifiche importanti anche in vista della prossima Final Eight di Coppa Italia. Di conseguenza, anziché le due retrocessioni previste dal regolamento, ce ne sarà soltanto una. L'articolo Trapani Shark escluso dal campionato: è ufficiale. La farsa del club di basket di Antonini finisce qui proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La farsa Trapani Shark al capolinea? Ipotesi esclusione dalla Serie A: lunedì incontro Fip-Lega
Dopo l’ultimo match farsa con Trento e l’ulteriore penalizzazione di 2 punti in classifica arrivata venerdì, il Trapani Shark di Valerio Antonini adesso rischia l’esclusione dal campionato di Serie A di basket. Domani – lunedì 12 gennaio – è infatti previsto un incontro decisivo tra Fip e Lega Basket in cui, secondo quanto si apprende, sono allo studio decisioni importanti e non si escludono nemmeno provvedimenti definitivi come appunto quello dell’estromissione dal campionato. Sabato sera infatti, dopo aver giocato solo 7 minuti in Champions League contro l’Hapoel Holon il martedì precedente – in una figuraccia in mondovisione ripresa da tantissimi quotidiani sportivi internazionali – la società trapanese ne ha giocati soltanto quattro in campionato contro Trento al Pala Shark. La società granata si è presentata a referto con solo sette giocatori a disposizione, di cui appena tre professionisti – Rossato, Pugliatti e Sanogo – e quattro ragazzi delle giovanili: due già purtroppo protagonisti della farsa in Bulgaria (Patti e Martinelli) e altri due esordienti, Giacalone e Alberti. Trapani ha sulle spalle una penalizzazione di 10 punti in classifica, arrivati da quattro diversi provvedimenti da parte della giustizia sportiva. La formazione del patron Antonini non era già scesa in campo una settimana fa, sul campo della Virtus Bologna, prendendo anche una multa di 50mila euro. In ogni partita, per ogni giocatore in meno rispetto ai dodici contratti professionistici obbligatori, Trapani viene sanzionata con 50mila euro di multa: contro Trento il totale è dunque di 250mila euro totali. Una delle più oscene situazioni mai viste nel basket italiano continua, ma questa volta forse soltanto per qualche altra ora. L'articolo La farsa Trapani Shark al capolinea? Ipotesi esclusione dalla Serie A: lunedì incontro Fip-Lega proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trapani Shark, una vergogna senza fine: anche contro Trento la partita dura 4 minuti, umiliati ancora dei ragazzini
Chiamatela farsa, vergogna, imbarazzo, pagliacciata. Come volete. Sono tutti termini adatti per definire quanto sta continuando a portare avanti il Trapani Shark di Valerio Antonini nel corso delle ultime settimane. Dopo aver giocato solo 7 minuti in Champions League contro l’Hapoel Holon – in una figuraccia in mondovisione ripresa da tantissimi quotidiani sportivi internazionali – la società trapanese ne ha giocati soltanto quattro in campionato contro Trento al Pala Shark. Solo sette giocatori a disposizione, di cui solo tre professionisti – Rossato, Pugliatti e Sanogo – e quattro ragazzi delle giovanili: due già purtroppo protagonisti della farsa in Bulgaria (Patti e Martinelli) e altri due esordienti, Giacalone e Alberti. Tre 18enni e un 16enne – tutti con lo scotch sulle maglie a coprire il nome del precedente compagno che l’ha indossata – che forse in un triste sabato sera per il basket italiano avrebbero preferito fare altro anziché farsi umiliare da una società che ora ha sulle spalle una penalizzazione di 10 punti in classifica, arrivati da quattro diversi provvedimenti da parte della giustizia sportiva (ieri l’ultimo). Riguardo i pochi giocatori che risultano ancora sotto contratto, erano assenti Cappelletti (squalificato), Notae (infortunato), Arcidiacono e Petrucelli. Il copione è sempre lo stesso: prima si rimane in quattro, poi in tre, poi in due. Poi la sospensione. Trapani non era già scesa in campo una settimana fa, sul campo della Virtus Bologna, prendendo anche una multa di 50mila euro. Alla prossima rinuncia sarà esclusione dal campionato. Intanto in ogni partita, per ogni giocatore in meno rispetto ai dodici contratti professionistici obbligatori, Trapani viene sanzionata con 50mila euro di multa: contro Trento saranno dunque 250mila euro totali. E la farsa continua. L'articolo Trapani Shark, una vergogna senza fine: anche contro Trento la partita dura 4 minuti, umiliati ancora dei ragazzini proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trapani basket, la farsa è al capolinea: attesa la decisione finale sul club di Antonini. La situazione
Ora non c’è davvero più tempo. La farsa Trapani Shark è ormai giunta al capolinea. Rifiutato l’ennesimo ricorso del club del presidente Antonini perché giudicato “inammissibile”, il Tribunale Federale è pronto a prendere una decisione definitiva sul caso di pallacanestro più discusso degli ultimi mesi. Venerdì 9 gennaio o al massimo lunedì 12, sarà il giorno della verità. Radiazione dal mondo del basket o ulteriore (e pesantissima) penalizzazione? Mettiamo un po’ di ordine. I FATTI: TUTTO IL MONDO PARLA DELLA “FARSA” SHARK Nelle ultime 72 ore, o poco meno, la pallacanestro italiana è stata al centro di polemiche che hanno messo in cattiva luce l’intero movimento. La farsa in Bulgaria – per la gara di play-in di Basketball Champions League contro l’Hapoel Holon – organizzata e voluta da Trapani per evitare una maxi sanzione ha fatto il giro del mondo: la figuraccia è stata vista e ripresa anche in America. Ne hanno scritto i principali siti europei e addirittura ESPN. La GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati) aveva preannunciato il pericolo: “Per favore, evitiamo questa farsa”. “Partita” disputata e figuraccia completata. Per completare il caos, il giorno successivo (7 gennaio) il club siciliano si è giocato l’ultima carta a sua disposizione presentando formalmente al Tribunale Federale la richiesta di ricusazione del collegio. Ovvero, l’istituto giuridico processuale che permette alle parti di un processo di chiedere la sostituzione di un giudice, un perito o un arbitro, quando sussistono motivi di grave dubbio sulla sua imparzialità, stabiliti dalla legge. “La Federazione comunica che in data odierna, pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza convocata presso il Tribunale federale, la società Trapani Shark ha presentato formale richiesta di ricusazione del Collegio chiamato a decidere. La Corte federale, organo competente a valutare l’istanza, si pronuncerà quanto prima”. Una corsa contro il tempo che ha portato a una risposta immediata. “La FIP comunica che la Corte Federale d’Appello, riunitasi oggi alle ore 12, in ordine all’istanza di ricusazione proposta nella giornata di ieri da Trapani Shark avverso la composizione del Collegio Giudicante del Tribunale federale, circostanziata, in un secondo momento, a soli due dei tre componenti, ha dichiarato la ricusazione inammissibile in riferimento ad uno dei due componenti in quanto non facente parte ab origine del Collegio stesso e il non luogo a provvedere per il secondo componente, in ragione della dichiarazione di astensione pervenuta dal medesimo componente”. Ricorso respinto, dunque. E situazione che ora assume dei risvolti insoliti. E ORA? COSA PUÒ SUCCEDERE Gli scenari percorribili (e ipotizzabili) dal Tribunale Federale sono due: infliggere altri punti di penalizzazione – che si andrebbero a sommare agli 8 già assegnati nel corso della stagione – oppure passare alla definitiva esclusione dal campionato. Tornando alla prima strada, quella dei punti di penalizzazione, bisogna puntualizzare: se la nuova sanzione porterà a una pena – sommata alle altre – di almeno 12 punti la squadra verrà automaticamente squalificata. In caso contrario (quindi si resterebbe sul -11 massimo), Trapani scenderà ancora in campo – sabato 10 gennaio contro Trento – ancora con 4 o 5 giocatori a referto. La conferma, che tanto somiglia a una minaccia, arriva dai social di Antonini: “Ho letto sfoghi vergognosi, molti senza neanche conoscere i regolamenti e capire il perché siamo stati obbligati ad andare in Bulgaria, provo un disgusto che mi fa venire la pelle d’oca. Così come saremo costretti a scendere anche in 4/5 domenica, per evitare la radiazione. Ma essere costretti a spiegare queste cose elementari mi lascia interdetto”. I GIOCATORI SCAPPANO, ANTONINI NON MOLLA E in campo? In poche settimane tutti i “big” – Ford, Eboua, Petrucelli, Sanogo, Arcidiacono, Hurt oltre ai già noti Allen e Alibegovic – hanno salutato nel silenzio, lasciando un roster composto da qualche italiano e da ragazzini prelevati dal settore giovanile. Intanto, per il presidente Antonini, la colpa continua a essere solo del sistema. “Grazie alla FIP e alla Lega per averci ridotto in queste condizioni bloccando i tesseramenti, non permettendo il 5+5 ne il tesseramento del Coach Latini, e tutta quella serie clamorosa di ingiustizie di cui ringrazio l’ex Presidente Garaffa di aver fatto menzione nel suo comunicato di oggi, una vergogna assoluta a cui neanche la FIP Sicilia ha minimamente cercato di porre freno!”. E il suo profilo Facebook si trasforma in una battaglia personale contro i poteri forti. “Soli e abbandonati, anche da una parte di quelli che dovevano tifare per noi e che ci hanno anzi boicottato in ogni modo, per di più insultandomi in maniera indecorosa. Il tempo della verità arriverà dopo i passi che sono stati compiuti in queste ore ed i danni che ci avete fatto sono incalcolabili. Stay tuned”. Commenti sui social limitati, post che scarseggiano e aggiornamenti che mancano dallo scorso 2 gennaio. Anche la comunicazione di Trapani non segue più alcuna logica. L’ultima interazione è il saluto a Ford. Poi il vuoto. Segno di un progetto naufragato: Trapani, ora questa farsa pare davvero al capolinea. L'articolo Trapani basket, la farsa è al capolinea: attesa la decisione finale sul club di Antonini. La situazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ennesima farsa per il Trapani basket di Antonini: la partita finisce dopo 7 minuti con un giocatore in campo. Umiliati due giovani
Al peggio non c’è mai fine. E se si pensava che la rinuncia contro la Virtus Bologna potesse essere il punto più basso della stagione di Trapani Shark, è arrivata un’altra figuraccia. E per di più in Europa. La partita tra la formazione trapanese del patron Valerio Antonini – che da diverse settimane ha 8 punti di penalizzazione in campionato a causa di irregolarità amministrative nei pagamenti di ritenute e contributi – e gli israeliani dell’Hapoel Holon – giocata in Bulgaria – è terminata 38-5 ed è durata solo sette minuti, con Trapani Shark che ha finito con un solo giocatore in campo. Una farsa. La squadra siciliana si è presentata con soli cinque giocatori (di cui due giovani) per il play-in di Champions League. E lo ha fatto perché in tanti continuano a scappare: Hurt al Tofas Bursa, Allen al Paok, Ford al Bahcesehir e Alibegovic al Granada. E ancora: l’addio di qualche settimana fa di coach Repesa, oltre a Eboua, Petrucelli e altri con la valigia in mano. E così gli americani sono rimasti in Italia, mentre Cappelletti, Rossato e Pugliatti si sono immolati in questa trasferta farsa, insieme ai giovani Patti e Martinelli, al loro esordio in Europa. Esordio che non dimenticheranno mai e non sicuramente per qualcosa di positivo. Comincia il match: alcuni giocano con canotte di altri compagni, con il nome coperto dallo scotch. Pugliatti non salta nemmeno nella palla a due e dopo due minuti Cappelletti chiama time-out per chiedere agli altri cosa volessero fare. Nel giro di pochissimo tempo in tre (Pugliatti, Cappelletti e Rossato) escono per “infortunio”. Una volta rimasti in due, il giovane Patti commette cinque falli: partita a persa a tavolino. Non si può giocare con un solo cestista in campo. Il tutto in un play-in di Basketball Champions League, ossia la coppa più importante della FIBA. Figuraccia in mondovisione, con diversi giornalisti esteri che l’hanno definita la “cosa più brutta mai accaduta in Europa”. In questo modo però il patron Valerio Antonini ha evitato una multa di 600mila euro. Non ci sarà il ritorno perché da regolamento chi perde a tavolino perde automaticamente la serie di play in o play off. “Ringrazio i giocatori che sono andati in Bulgaria a fare questa comparsa, chiaramente indecorosa, che evita però al Club una multa di 600mila euro che la BCL ci aveva comunicato in caso di forfait; Grazie alla FIP e alla Lega per averci ridotto in queste condizioni bloccando i tesseramenti, non permettendo il 5+5 ne il tesseramento del coach Latini, e tutta quella serie clamorosa di ingiustizie di cui ringrazio l’ex Presidente Garaffa di aver fatto menzione nel suo comunicato di oggi, una vergogna assoluta a cui neanche la Fip Sicilia ha MINIMAMENTE cercato di porre freno!”, ha scritto su Facebook il patron Antonini dopo la “partita”. Peccato che sia stata una farsa in diretta internazionale. E per Patti e Martinelli, 18 e 17 anni, di certo non è stato “l’esordio che sognavano da bambini”. L'articolo Ennesima farsa per il Trapani basket di Antonini: la partita finisce dopo 7 minuti con un giocatore in campo. Umiliati due giovani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Caos Trapani Shark, multa e sconfitta a tavolino dopo la rinuncia contro la Virtus Bologna. Antonini: “In coppa giocheremo”
“Perdita della gara e omologazione della stessa con il risultato di 20-0 con obbligo del Trapani Shark S.S.D. A R.L. di pagamento dell’ammenda di euro 50mila prevista per la prima rinuncia alle gare”. Così in una nota il giudice sportivo ha decretato la scontata sconfitta a tavolino al club di basket trapanese dopo la mancata presentazione per il match contro la Virtus Bologna previsto per domenica 4 gennaio. Il club siciliano aveva comunicato via mail “l’impossibilità di partecipare alla gara” “per asseriti motivi di forza maggiore ritenuti dalla LBA non idonei a giustificare il rinvio di gare già calendarizzate”, si legge ancora nella nota del giudice sportivo. Il Tribunale Federale ha inflitto negli scorsi mesi al club un totale di 8 punti di penalizzazione a causa di irregolarità amministrative nei pagamenti di ritenute e contributi, fortemente contestate dal presidente Valerio Antonini, inibito fino al 2027. Alla seconda gara saltata arriverebbe l’esclusione dal campionato, ma ieri il patron Valerio Antonini ha escluso categoricamente questa possibilità: “Se qualcuno pensa che non andare a Bologna significa ritirare gli Shark non ha capito assolutamente nulla. La squadra giocherà regolarmente in coppa e in casa con Trento“. Domani, 6 gennaio, ci sarà infatti infatti il play-in di Champions League contro l’Hapoel Holon: per l’andata in Israele il club ha già prenotato volo e hotel, mentre giovedì ci sarà poi il ritorno in Sicilia. Salutati Allen, Ford e Alibegovic, sono in uscita anche Eboua, Petrucelli e Rossato. Al momento sono sette i “superstiti”. Pochi, pochissimi per affrontare tre partite in sei giorni. “Per quanti giocatori ci saranno, scenderemo in campo. Non daremo alla Federazione l’opportunità di togliersi la soddisfazione di farci radiare per nostre inadempienze”, ha dichiarato successivamente Antonini alla Rai, chiedendo ancora “richieste di risarcimento danni senza precedenti” e con un occhio poi anche al futuro: “Bisogna cercare in qualche modo di arrivare a giugno per poter ricominciare in maniera diversa, probabilmente con un nuovo proprietario”. Lo show continua. L'articolo Caos Trapani Shark, multa e sconfitta a tavolino dopo la rinuncia contro la Virtus Bologna. Antonini: “In coppa giocheremo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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