Tag - Trapani

Padova, raccolte di firme degli “Avvocati per il No”. E fioccano dimissioni dalle Camere Penali favorevoli alla riforma Nordio
“Avvocati contro magistrati. Gli avvocati sono tutti per il Sì, i magistrati per il No. Fanno di tutto per presentarla così, muro contro muro, anche tra noi colleghi. Ma non è vero e si rischia di deteriorare i rapporti tra le due categorie. La realtà è che ci sono tanti avvocati per il No e che questa non è una battaglia di avvocati contro magistrati”, raccontano i firmatari. Insieme con altri colleghi degli ‘Avvocati per il NO’ sono state raccolte firme nell’ambiente forense della città veneta, nota per la sua prestigiosa università di diritto. E in breve già si sono contate duecento adesioni. Scrivono: “Siamo un gruppo di avvocati civilisti, amministrativisti, penalisti, esperti e impegnati professionalmente in vari ambiti; tutti accomunati dalla forte preoccupazione che la riforma costituzionale della magistratura possa indebolire il potere giudiziario, alterando gli equilibri costituzionali, a detrimento della tutela dei diritti fondamentali delle persone”, è il testo dell’appello. E ancora: “I quotidiani attacchi ai magistrati che assumono decisioni sgradite alla maggioranza politica, specie sulle questioni più delicate relative alla libertà personale, alla libertà di manifestare, ai diritti dei minorenni e delle persone straniere, ai temi della tutela dell’ambiente e del lavoro, si pongono in antitesi con il principio dell’indipendenza del potere giudiziario, sulla scia di una tendenza globale ad accentrare i poteri nelle mani di esecutivi forti”. Gli ‘Avvocati per il NO’ concludono: “La riforma costituzionale proposta, se approvata, apre pericolosamente la strada a questa prospettiva. Per queste ragioni ci esprimiamo con convinzione per il NO al referendum”. C’è un confronto molto serrato nel mondo dell’avvocatura padovana. E non solo. Il fronte si mostra molto più frammentato di come lo si voglia descrivere. Racconta un noto penalista della città: “Mi sono dimesso dalla Camera Penale perché sono contro la Riforma Nordio”. Qualcuno sosteneva che fosse stato espulso: “No, mi sono dimesso, visto che ho manifestato anche pubblicamente idee diverse da quelle di chi guida la Camera. Se fossi restato, sarebbe stata una ragione di disagio per me e l’associazione”. Non è il primo caso di dimissioni dalla Camera Penale padovana da parte di avvocati contrari alla riforma. Un mese fa proprio Il Fatto Quotidiano aveva raccontato un altro episodio. Protagonista una nota avvocata membro del comitato di gestione della Scuola della Camera Penale; si era dimessa dopo aver aderito al Comitato per il No. In tanti hanno sostenuto che le dimissioni fossero state sollecitate dalla Camera Penale, che si fosse addirittura ventilata l’ipotesi di sanzioni disciplinari. “Non c’è stato nessun procedimento disciplinare. Ho avuto io un colloquio con la collega e abbiamo esaminato insieme il conflitto che si era determinato rispetto allo statuto delle Camere penali”, spiega Paola Rubini, presidente della Camera di Padova, nonché ex collega di studio di Niccolò Ghedini e Piero Longo, già avvocati di Silvio Berlusconi e parlamentari del centrodestra. Aggiunge: “Siamo stati i primi sostenitori della separazione delle carriere tra giudici e pm, nonché del doppio Csm e dell’Alta corte. La collega ha dato le dimissioni volontariamente, ma potrà rivedere la sua decisione dopo il referendum”. Insomma, per schierarsi contro la Riforma Nordio bisogna dimettersi. Insomma, gli avvocati per il NO ci sono. E non sono così pochi come qualcuno vorrebbe far credere. Altre dimissioni si sono registrate a Trapani, anche se la Camera Penale assicura in totale libertà. A Genova, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, la presidente della Camera genovese, Fabiana Cilio, aveva riservato una critica non esattamente pacata ai sostenitori del NO: “Uno spettacolo di attori, cantanti, sindacalisti e professori di qualunque materia pronti a intonare la litania della svolta autoritaria”, aveva detto Cilio lasciando di stucco i magistrati presenti, ma anche tanti avvocati colpevoli di non pensarla come lei. Un intervento concluso con un attacco all’Anm: “È desolante che ad avvelenare i pozzi siano proprio quelli cui ogni giorno affidiamo il nostro destino”. Nei giorni successivi erano giunte le dimissioni dalla Camera di Stefano Bigliazzi, noto avvocato genovese e sostenitore del No: “Pensavo di poter restare e dissentire in un organismo di cui ho fatto parte per trent’anni. Prendo atto di non poterlo fare”. Non un caso isolato: a Genova gli avvocati sostenitori del No sono centinaia e hanno organizzato eventi con i magistrati. “Alimentare la contrapposizione tra magistrati e avvocati è un errore – racconta un noto avvocato genovese – Primo perché non corrisponde alla realtà, secondo perché altera la dialettica processuale, a danno dei nostri assistiti che noi dobbiamo tutelare”. L'articolo Padova, raccolte di firme degli “Avvocati per il No”. E fioccano dimissioni dalle Camere Penali favorevoli alla riforma Nordio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Genova
Padova
Unione Camere Penali
Trapani
Truffa all’Ue, rinviato a giudizio l’ex senatore Pd Nino Papania: al centro 8,7 milioni di euro per corsi di formazione
Il gup di Trapani ha rinviato a giudizio con l’accusa di truffa ai danni dell’Unione europea dieci persone, tra cui l’ex senatore ed ex deputato regionale siciliano del Pd Nino Papania. Il processo si aprirà davanti al tribunale di Trapani il prossimo 24 marzo. Nello stesso procedimento è stata chiesta la messa alla prova per Daniela Liotta, mentre Ignazio Chianetta, collaboratore dell’ente di formazione Cesifop, ha patteggiato una pena di otto mesi. Al centro dell’indagine – condotta dai pm della sezione siciliana della Procura europea Geri Ferrara e Amelia Luise – ci sono i centri di formazione Cesifop (Centro siciliano per la formazione professionale) e Ires (Istituto di studi e ricerche economiche e sociali). Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero utilizzato indebitamente oltre 8,7 milioni di euro del Fondo sociale europeo (Fse), risorse del Programma operativo 2014/2020 destinate a corsi di formazione professionale e progetti in ambito sociale, “molti dei quali mai tenuti”. Il denaro, stando all’impianto accusatorio, sarebbe stato in parte dirottato per spese personali e per sostenere attività politiche riconducibili a Papania. Circa 800mila euro sarebbero stati “incassati e impiegati per spese voluttuarie personali o connesse a iniziative di sostegno del suo movimento politico e a campagne elettorali”. L’inchiesta ha inoltre bloccato l’erogazione di ulteriori 2,5 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Papania – che aveva fondato qualche anno fa un proprio partito chiamato “Valore, Impegno e Azione” – avrebbe potuto contare sulla complicità di un dirigente del Mpa, poi passato al Via, di un esponente del movimento Via di Marsala e di un ex consigliere comunale di Cinisi (Palermo), “interessati a ricercare e acquisire crescenti consensi intorno al partito allargandone la composizione e l’area di influenza sul territorio trapanese e regionale”. Gli indagati si sarebbero serviti, oltre che di Cesifop e Ires, anche dell’associazione Tai per ottenere indebitamente i finanziamenti europei. Senatore per tre legislature con la Margherita prima e il Partito Democratico poi, ma anche deputato e assessore regionale, Papania era stato cancellato dalle liste del Pd per le politiche del 2013 dai probiviri del partito. Era poi passato con il Movimento per l’Autonomia (Mpa). Per l’ex parlamentare si tratta dell’ennesimo capitolo giudiziario. Nel settembre 2024 era stato arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Nel marzo 2019 il Tribunale di Trapani lo aveva condannato a un anno per voto di scambio: è stato poi assolto in appello. L'articolo Truffa all’Ue, rinviato a giudizio l’ex senatore Pd Nino Papania: al centro 8,7 milioni di euro per corsi di formazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Unione Europea
Truffa
PD
Rinvio a giudizio
Ha le cuffie e non sente l’arrivo del treno: 17enne investito e ucciso dal treno in arrivo
Un ragazzo di 17 anni residente a Campobello di Mazara (Trapani), è morto dopo essere stato investito dal treno sulla tratta Trapani-Castelvetrano, all’altezza di contrada San Nicola. Secondo la Polfer il giovane, di origine tunisina, stava camminando vicino ai binari e non si sarebbe accorto del convoglio che viaggiava in direzione Castelvetrano, perché indossava le cuffie. L’impatto è stato fatale. Il traffico ferroviario è rimasto interrotto per alcune ore ed è da poco ripreso. Non è la prima volta che la cronaca registra un investimento di questo genere. Nell’aprile del 2025 una ragazza, anche di 17 anni, era stata travolta alla stazione milanese di Greco-Pirelli da un treno regionale. FOTO DI ARCHIVIO L'articolo Ha le cuffie e non sente l’arrivo del treno: 17enne investito e ucciso dal treno in arrivo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Trapani
Maxi truffa ad anziani risparmiatori: tra gli indagati un’ex direttrice delle Poste. “Bottino totale di 800mila euro”
Scoperta una maxi truffa ai danni di anziani risparmiatori dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Trapani. Sotto accusa sono finiti un’ex direttrice di un ufficio postale di un Comune del Trapanese e un commerciante, ma oltre a loro sarebbero coinvolte altre persone. Sono indagati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo le prime indagini, il valore complessivo delle somme sottratte ammonterebbe a circa 800mila euro. Tutto è partito dopo la denuncia di un anziano risparmiatore che aveva rilevato un ammanco sul proprio libretto postale. Le indagini dei finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura di Trapani, hanno evidenziato dei consistenti e anomali prelievi di contante dai rapporti postali di cui era titolare la vittima. I prelievi erano avvenuti tutti in contemporanea con operazioni di disinvestimento di titoli e di reinvestimento effettuate presso l’ufficio. I sospetti degli inquirenti sono stati poi confermati da successivi e analoghi prelievi di contanti, rilevati anche sui conti correnti o i libretti di deposito di altri ignari risparmiatori, soprattutto persone anziane o in stato di difficoltà. La direttrice postale avrebbe convinto gli ignari risparmiatori a sottoscrivere nuovi buoni postali fruttiferi a tassi di interesse più vantaggiosi. Tuttavia quelli presentati dall’ormai ex direttrice sarebbero stati moduli di richiesta di emissione, debitamente compilati e sottoscritti ma in realtà non rappresentativi dei titoli in cui ritenevano di avere investito o reinvestito i propri risparmi. A confermare le ricostruzioni delle Fiamme gialle sono stati i flussi di denaro: infatti nelle date in cui si erano registrati i prelievi conseguenti allo smobilizzo degli investimenti in buoni fruttiferi postali, l’ex direttrice e altri indagati a lei molto vicini avrebbero effettuato sui propri conti operazioni di versamento in contanti di somme rilevanti. L'articolo Maxi truffa ad anziani risparmiatori: tra gli indagati un’ex direttrice delle Poste. “Bottino totale di 800mila euro” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Truffa
Trapani
Trapani, Antonini “chiude” Telesud: redazione senza elettricità e giornalisti senza stipendi
Addio al basket, il calcio in bilico e anche la televisione finisce il liquidazione. Il braccio mediatico dell’ormai decadente impero di Valerio Antonini a Trapani spegne la luce, anche letteralmente. L’imprenditore romano, proprietario del Trapani Calcio e del Trapani Shark escluso lunedì dalla Serie A di basket, mette in liquidazione Telesud e, al rientro dalle ferie forzate, giornalisti e tecnici hanno trovato la redazione senza corrente elettrica. Non solo perché – come ricostruito dall’Assostampa di Trapani – i dipendenti sono stati informati con un messaggio WhatsApp che “è in fase di definizione la messa in liquidazione della società”. I giornalisti, senza stipendio da mesi, avevano già scioperato a dicembre e l’8 gennaio il sindacato provinciale dei giornalisti era tornato a sollecitare la direzione generale dell’emittente tv chiedendo “chiarimenti” sui “ritardi degli emolumenti e sul futuro dei lavoratori”. La risposta? Nessuna. A muoversi era stato solo l’Ispettorato del lavoro che, attraverso il Centro per l’impiego di Trapani, si era mosso per “valutazioni proprie”. L’Assostampa ricorda che lo spegnimento di Telesud da parte di Antonini comporta la chiusura dell’unica televisione locale e ricorda che l’imprenditore “è stato insignito della cittadinanza onoraria”. Il sindacato resta vicino ai giornalisti di Telesud per tutte le tutele del caso, anche legali: “Questa vicenda sarà uno dei punti dell’ordine del giorno dell’assemblea provinciale del sindacato che si terrà sabato prossimo nella sede sociale”. L'articolo Trapani, Antonini “chiude” Telesud: redazione senza elettricità e giornalisti senza stipendi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Media
Giornalisti
Trapani
Storia di una farsa: dalla fuga di coach e giocatori ai comunicati di Antonini, le tappe della fine sportiva del Trapani basket
La stagione era iniziata con una “semplice” penalizzazione. Ora la Trapani Shark non esiste più. La farsa è giunta ufficialmente al capolinea. Il club di Valerio Antonini escluso dal campionato di Serie A con effetto immediato per “mancanza di uguaglianza competitiva”. E adesso il girone di ritorno diventa un grande punto interrogativo. Le “non partite” e le sceneggiate delle ultime settimane lasciano spazio a una classifica rimodulata a 15 squadre (in cui è prevista una sola retrocessione, e non più due come da regolamento). Le promozioni, la corsa ai playoff e il PalaShark sold out sono già un lontano ricordo. Trapani finisce nel dimenticatoio, ma la pallacanestro italiana si macchia dell’ennesima figuraccia sportiva. Ma come siamo arrivati a questo punto? LA STAGIONE INIZIA CON UNA PENALIZZAZIONE Per seguire tutte le tappe bisogna fare un passo indietro al mese di maggio. Perché il vero campanello d’allarme arriva con la prima penalizzazione di –4 punti (da scontare durante la stagione 2025-26) per irregolarità nei pagamenti previdenziali e fiscali. Da lì in poi è l’inizio di un effetto cascata senza fine. Perché a novembre Trapani riceve un ulteriore punto di penalizzazione. E anche sul campo qualcosa inizia a muoversi. REPESA SALUTA, ALIBEGOVIC CHIEDE LA CESSIONE: INIZIA L’ESODO Il caos scoppia definitivamente a dicembre. Terminata la pausa per le nazionali, l’allenatore Jasmin Repesa – dopo alcuni malumori manifestati per non essere stato regolarmente pagato come da contratto – non si presenta agli allenamenti e rassegna le proprie dimissioni inizialmente rifiutate dal patron Antonini. Il coach croato e il suo staff abbandonano l’Italia, lasciando di fatto la panchina al collaboratore Alex Latini. La squadra non si allena e anche il capitano Amar Alibegović, dopo aver manifestato la volontà di andarsene, viene messo fuori rosa. Poi trova il modo di liberarsi: “Quello che ho vissuto non si può definire in nessun modo professionismo”. Da qui, il club inizia a pubblicare una serie di comunicati deliranti. È l’inizio delle minacce e di alcune ricostruzioni fantasiose. Questo un breve passaggio: “Trapani Shark ha sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi contrattuali e pertanto ha rispedito al mittente la sua ricostruzione dei fatti. Repesa ha ad oggi scelto di abbandonare la squadra a stagione in corso, scappando, senza salutare nessuno, tantomeno quello che definiva il suo popolo”. La verità inizia a venire a galla. E in casa Shark i pezzi più pregiati scappano: dopo il capitano, anche Timothy Allen si trasferisce all’estero. PRIMA LA DEROGA, POI LA GARA SENZA ALLENATORE Come se nulla fosse, però, la stagione prosegue. E Trapani continua a giocare sia in Italia che in Europa. Grazie a una deroga temporanea l’assistente Alex Latini allena la squadra contro Treviso e Tenerife. La Shark vince entrambe le gare, ma quella che viene fatta passare come un’impresa sul campo è l’ennesimo tassello allarmante. Terminati i permessi, Trapani è costretta a giocare senza un head coach. Contro Udine, in un PalaShark che contesta pesantemente il presidente, il nuovo capitano John Petrucelli fa da player-manager. Il caso Trapani diventa di interesse nazionale. UN’AMMENDA A PARTITA, POI LA NUOVA PENALIZZAZIONE Non solo i punti di penalizzazione e il rischio di finire nel dimenticatoio. Con l’addio di Allen, la società subisce un’ammenda di 50mila euro a partita. Il motivo? Secondo le DOA (Disposizioni Organizzative Annuali) per i professionisti, l’Articolo 13.4 comma 3 sottolinea che: “Il numero minimo di contratti da depositare è 12, di cui minimo 6 devono essere stipulati con atleti di formazione italiana”. Con un roster di 11 giocatori regolarmente tesserati, e non avendo trovato alcun sostituto, scatta automaticamente la multa. Antonini non molla e attacca tutto il sistema sui social. Ma i debiti e il malcontento dei tifosi aumentano. Dopo la gara contro Varese, il ds Valeriano D’Orta annuncia la volontà del club di non prendere parte alla trasferta di Bologna. Il campionato italiano inizia a prendere una piega spiacevole. E come se non bastasse, a causa di “irregolarità amministrative nell’iscrizione al campionato 2025/26”, Trapani viene penalizzata di altri 3 punti. Arrivata a -8 (per l’esclusione automatica ne servono almeno 12), il Consiglio Federale pone le basi per una radiazione che ormai è diventata una questione di giorni. UNA SETTIMANA DI FIGURACCE Il nuovo anno segna la fine della corsa. In una settimana, con tre partite “farsa”, Trapani crea tutti i presupposti per farsi cacciare. Intanto il roster si dimezza: oltre ai già citati Alibegovic e Allen, Hurt si trasferisce al Tofas Bursa, Ford al Bahcesehir, Petrucelli al Galatasaray ed Eboua all’ASVEL Villeurbanne. Il 4 gennaio, la squadra non si presenta a Bologna e perde a tavolino (0-20). Due giorni più tardi, per evitare una maxi multa dalla FIBA, la squadra di Antonini “gioca” i play-in di BCL in Bulgaria – contro l’Hapoel Holon – con cinque giocatori (di cui due provenienti dalle giovanili). Tre di loro escono per “infortunio”, il giovane Patti commette il quinto fallo e dopo circa 7’ – con un solo un giocatore in campo – l’arbitro decreta la fine del match sul punteggio di 38-5 (con relativa esclusione di Trapani dalla competizione europea). Dopo l’ennesima penalizzazione di altri 2 punti (accompagnata dall’inibizione di due anni al presidente Antonini), nel weekend si verificano le stesse scene anche in LBA. Contro Trento la partita dura solo 4’. I giocatori escono dal campo tra le lacrime e i cori di una tifoseria che oggi non esiste più. LA DECISIONE UFFICIALE: TRAPANI VIENE ESCLUSA Il 12 gennaio, al termine di una riunione congiunta tra i vertici di FIP e Lega Basket, Trapani viene esclusa dal campionato. L’ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019. Annullate tutte le partite sin qui disputate dalla Trapani Shark (come previsto dall’art. 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare), al club è stata applicata la sanzione dell’ammenda di 600mila euro, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi (come previsto dall’art. 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia). IL BRACCIO DI FERRO DI ANTONINI Ha sempre parlato “di una verità che prima o poi sarebbe venuta a galla”. Ha minacciato per mesi la Federazione. “Mi hanno abbandonato tutti, qualcuno prenda queste due squadre e le porti avanti. Io mi sono rotto il c***o, ora devono ridarci i punti subito. Cara FIP, cara Lega Basket dovete ridarci tutto altrimenti ritiro la squadra dal campionato con effetto immediato”. Ha cercato lo scontro mediatico senza filtri. Ha rotto il rapporto con i tifosi che l’hanno sempre sostenuto. Il risultato è quello pronosticato per mesi: Antonini “perde” la causa. E ora la FIP avvia azioni legali nei suoi confronti. E IL CALCIO? Il grande caos nel mondo del basket si riflette anche sulla squadra di calcio. Le penalizzazioni e i malcontenti, infatti, stanno colpendo il club di Serie C. Dopo aver iniziato la stagione con 8 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative, nei giorni scorsi il Tribunale federale ha sanzionato Trapani con altri 7 punti di penalizzazione da scontare nell’attuale stagione sportiva per violazioni di natura amministrativa. Il club era stato deferito lo scorso 6 novembre a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Deferimento che era arrivato “per non aver provveduto, entro il termine del 16 ottobre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo”. L'articolo Storia di una farsa: dalla fuga di coach e giocatori ai comunicati di Antonini, le tappe della fine sportiva del Trapani basket proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sport News
Basket
Trapani
Trapani Shark escluso dal campionato: è ufficiale. La farsa del club di basket di Antonini finisce qui
Era nell’aria e adesso è arrivata l’ufficialità: il Trapani Shark è stato escluso dal campionato di Serie A di basket. Lo hanno deciso (e comunicato con una nota ufficiale) i vertici di FIP e Lega Basket al termine della riunione congiunta, dove dopo una serie di valutazioni, si è deciso di escludere il club trapanese con effetto immediato. La decisione è arrivata per il criterio di “mancanza di uguaglianza competitiva” generata da quanto accaduto nelle ultime settimane all’interno del club siciliano. L’ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019. Un’esclusione figlia delle ultime pietose sceneggiate della società trapanese tra campionato e Champions League. Il Trapani Shark infatti nel giro di una settimana ha prima rinunciato a giocare a Bologna in campionato contro la Virtus, poi la farsa in Champions League contro l’Hapoel Holon durata sette minuti (con tanto di figuraccia in mondovisione) e infine quella nella gara casalinga di domenica contro Trento, dove Trapani si è presentato con 7 uomini (quattro ragazzini) e dopo quattro minuti ha lasciato il campo. TRAPANI ESCLUSO DAL CAMPIONATO: COSA SUCCEDE ADESSO Con l’esclusione di Trapani Shark dal campionato, inevitabilmente adesso cambieranno diverse cose nel campionato di Serie A di basket e nella classifica. La società trapanese viene immediatamente cancellata dalla stagione di Lega Basket, che quindi passa da 16 a 15 squadre. Tutti i risultati precedenti delle partite giocate dal club siciliano sono di fatto cancellati (quindi è come se quelle partite non si fossero mai giocate) e d’ora in poi non verranno conteggiati nella classifica generale, che quindi ovviamente vedrà modifiche importanti anche in vista della prossima Final Eight di Coppa Italia. Di conseguenza, anziché le due retrocessioni previste dal regolamento, ce ne sarà soltanto una. L'articolo Trapani Shark escluso dal campionato: è ufficiale. La farsa del club di basket di Antonini finisce qui proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sport News
Basket
Trapani
La farsa Trapani Shark al capolinea? Ipotesi esclusione dalla Serie A: lunedì incontro Fip-Lega
Dopo l’ultimo match farsa con Trento e l’ulteriore penalizzazione di 2 punti in classifica arrivata venerdì, il Trapani Shark di Valerio Antonini adesso rischia l’esclusione dal campionato di Serie A di basket. Domani – lunedì 12 gennaio – è infatti previsto un incontro decisivo tra Fip e Lega Basket in cui, secondo quanto si apprende, sono allo studio decisioni importanti e non si escludono nemmeno provvedimenti definitivi come appunto quello dell’estromissione dal campionato. Sabato sera infatti, dopo aver giocato solo 7 minuti in Champions League contro l’Hapoel Holon il martedì precedente – in una figuraccia in mondovisione ripresa da tantissimi quotidiani sportivi internazionali – la società trapanese ne ha giocati soltanto quattro in campionato contro Trento al Pala Shark. La società granata si è presentata a referto con solo sette giocatori a disposizione, di cui appena tre professionisti – Rossato, Pugliatti e Sanogo – e quattro ragazzi delle giovanili: due già purtroppo protagonisti della farsa in Bulgaria (Patti e Martinelli) e altri due esordienti, Giacalone e Alberti. Trapani ha sulle spalle una penalizzazione di 10 punti in classifica, arrivati da quattro diversi provvedimenti da parte della giustizia sportiva. La formazione del patron Antonini non era già scesa in campo una settimana fa, sul campo della Virtus Bologna, prendendo anche una multa di 50mila euro. In ogni partita, per ogni giocatore in meno rispetto ai dodici contratti professionistici obbligatori, Trapani viene sanzionata con 50mila euro di multa: contro Trento il totale è dunque di 250mila euro totali. Una delle più oscene situazioni mai viste nel basket italiano continua, ma questa volta forse soltanto per qualche altra ora. L'articolo La farsa Trapani Shark al capolinea? Ipotesi esclusione dalla Serie A: lunedì incontro Fip-Lega proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sport News
Basket
Trapani
Trapani Shark, una vergogna senza fine: anche contro Trento la partita dura 4 minuti, umiliati ancora dei ragazzini
Chiamatela farsa, vergogna, imbarazzo, pagliacciata. Come volete. Sono tutti termini adatti per definire quanto sta continuando a portare avanti il Trapani Shark di Valerio Antonini nel corso delle ultime settimane. Dopo aver giocato solo 7 minuti in Champions League contro l’Hapoel Holon – in una figuraccia in mondovisione ripresa da tantissimi quotidiani sportivi internazionali – la società trapanese ne ha giocati soltanto quattro in campionato contro Trento al Pala Shark. Solo sette giocatori a disposizione, di cui solo tre professionisti – Rossato, Pugliatti e Sanogo – e quattro ragazzi delle giovanili: due già purtroppo protagonisti della farsa in Bulgaria (Patti e Martinelli) e altri due esordienti, Giacalone e Alberti. Tre 18enni e un 16enne – tutti con lo scotch sulle maglie a coprire il nome del precedente compagno che l’ha indossata – che forse in un triste sabato sera per il basket italiano avrebbero preferito fare altro anziché farsi umiliare da una società che ora ha sulle spalle una penalizzazione di 10 punti in classifica, arrivati da quattro diversi provvedimenti da parte della giustizia sportiva (ieri l’ultimo). Riguardo i pochi giocatori che risultano ancora sotto contratto, erano assenti Cappelletti (squalificato), Notae (infortunato), Arcidiacono e Petrucelli. Il copione è sempre lo stesso: prima si rimane in quattro, poi in tre, poi in due. Poi la sospensione. Trapani non era già scesa in campo una settimana fa, sul campo della Virtus Bologna, prendendo anche una multa di 50mila euro. Alla prossima rinuncia sarà esclusione dal campionato. Intanto in ogni partita, per ogni giocatore in meno rispetto ai dodici contratti professionistici obbligatori, Trapani viene sanzionata con 50mila euro di multa: contro Trento saranno dunque 250mila euro totali. E la farsa continua. L'articolo Trapani Shark, una vergogna senza fine: anche contro Trento la partita dura 4 minuti, umiliati ancora dei ragazzini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sport News
Basket
Trapani
Non solo basket: altri 7 punti di penalizzazione per il Trapani Calcio di Antonini. Futuro a rischio: gli scenari
Il Tribunale federale nazionale ha sanzionato il Trapani del patron Valerio Antonini – squadra del Girone C di Serie C – con altri 7 punti di penalizzazione in classifica da scontare nell’attuale stagione sportiva per violazioni di natura amministrativa. Il club era stato deferito lo scorso 6 novembre a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Inoltre il Tfn ha inflitto quattro mesi di inibizione e un’ammenda di 1500 euro al presidente Valerio Antonini. Stesse sanzioni per Vito Giacalone, 16 mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda per Andrea Oddo e, infine, 12 mesi di inibizione a Salvatore Castiglione. Deferimento che era arrivato “per non aver provveduto, entro il termine del 16 ottobre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo”. Il -7 si aggiunge agli 8 punti di penalizzazione che il club trapanese aveva ricevuto a maggio 2025 da scontare nella stagione 2025/26. La penalizzazione totale di 15 punti adesso porta il Trapani a 19 punti in classifica, in piena zona play-out. Il club trapanese – che in campo ha fin qui disputato una stagione più che dignitosa con giocatori di valore – non vive una situazione tranquilla. Una penalizzazione pesante per il Trapani, che adesso si ritrova dalla lotta play-off a quella play-out. I primi di gennaio intanto è arrivato un altro deferimento sia a titolo di responsabilità diretta per le condotte dei propri dirigenti, sia a titolo di responsabilità propria. Alla società è stata inoltre contestata la recidiva: adesso sarà il Tribunale federale a dover decidere ulteriori sanzioni. Una questione aperta e che in futuro potrebbe ancora arricchirsi di altri (tristi) capitoli. Il Trapani potrebbe infatti ulteriormente penalizzato dopo l’ultimo deferimento, nonostante il patron Valerio Antonini si sia mostrato tranquillo sia a novembre che adesso. La palla è in mano al Tribunale federale nazionale. E anche il Trapani Shark, società di basket dello stesso proprietario – soprattutto dopo la figuraccia in mondovisione in Champions League – non se la passa meglio. La società cestistica deve infatti fare i conti con un pesante -8, ma soprattutto la fuga di diversi giocatori e una decisione definitiva da parte del Tribunale federale che ormai è prossima. SERIE C GIRONE C, LA NUOVA CLASSIFICA La nuova classifica: * Benevento 44 * Catania 42 * Casertana 38 * Salernitana 38 * Cosenza 36 * Monopoli 30 * Crotone 28 * Casarano 28 * Potenza 26 * Audace Cerignola 25 * Atalanta Under 23 22 * Cavese 21 * Sorrento 21 * Siracusa 21 * Altamuta 20 * Trapani 19 * Latina 19 * Foggia 19 * Giugliano 16 * Picerno 15 L'articolo Non solo basket: altri 7 punti di penalizzazione per il Trapani Calcio di Antonini. Futuro a rischio: gli scenari proviene da Il Fatto Quotidiano.
Calcio
Lega Pro
Trapani