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Restyling di sostanza per la Ioniq 6, che abbiamo guidato nella inedita versione
N Line. Alla grande berlina coreana destinata ai lunghi viaggi (peraltro con un
bagagliaio per spostamenti di raggio inferiore) sono stati conferiti non solo
7,5 centimetri di lunghezza in più (4,93 metri in totale), che peraltro non
incidono sul passo che resta di di 2,95, ma anche un’aerodinamica più raffinata
e accumulatori più capaci. L’autonomia è aumentata anche dell’11%, fino a
raggiungere i 680 chilometri, omologati nel ciclo Wltp con la batteria da 84 kWh
(prima erano 77) e con la sola trazione posteriore con cerchi da 18”.
Anche le dimensioni di quella più “piccola” crescono e passano da 57 a 63 per
complessivi 570 km di percorrenza massima. L’architettura è a 800 Volt con
pre-condizionamento della batteria, che significano tempi di rifornimento di 18
minuti tra il 10 e l’80%. E con la Charge Hyundai è possibile accedere a oltre
un milione di punti di ricarica i 30 paesi europei: insomma, “ansia da colonnina
addio”.
La Ioniq 6 per i trasferimenti importanti guadagna in efficienza grazie a
particolari cerchi dedicati e da 20”, perde uno dei due spoiler posteriori e ha
un inedito cofano che punta alla strada. Sempre per ridurre l’indice di
resistenza all’aria, gli ingegneri sono interventi sul sottoscocca, che adesso è
carenato, hanno adottato i i flap anteriori attivi, fatto ricorso alle maniglie
a scomparsa e, seppur a richiesta, reso disponibili gli specchietti digitali (la
domanda è quanto “resisteranno”, visto ad esempio il giro di vite della Cina sui
sistemi non manuali). Il risultato è un Cx pari a 0,21: “Tra i più bassi in
assoluto nel panorama automobilistico mondiale”, garantisce Hyundai.
Anche in versione N Line, la Ioniq 6 non è un’auto sportiva, anche se per
l’aspetto e quando si accelera (605 Nm si fanno sentire) qualche brivido è in
grado di concederlo. La berlinona coreana si distingue per il comfort: si sta
comodi davanti, ma anche dietro, con tanto spazio malgrado il profilo coupé. Gli
occupanti beneficiano di un piacevole isolamento acustico e di un ambiente molto
gradevole da abitare. Circa i comandi, ci sono sia quelli digitali, sia quelli
tattili, fra i quali la “leva” per la marcia nascosta (fin troppo) dietro il
volante. È, inoltre, equipaggiata con due schermi da 12.3”.
Alla funzionale rigenerazione dell’energia su più livelli è stata aggiunta anche
la soluzione one-pedal, ma sono stati sommati anche ulteriori servizi connessi,
inclusi gli aggiornamenti da remoto, il controllo del veicolo dal lontano e, tra
le altre cose, l’Ev Routing. Non è leggerissima e se si imboccano determinate
curve ad una certa velocità il peso lo si avverte, ma è molto ben manovrabile
grazie ad uno sterzo diretto.
È una vettura di nicchia della quale non si sa ancora il prezzo, che potrebbe
non discostarsi troppo da quello della versione cui subentra, ma che consente al
costruttore di esibire quanto di meglio si possa offrire. “Ioniq 6 è uno dei
modelli Hyundai più innovativi e distintivi oggi presenti in gamma – fa sapere
Francesco Calcara, presidente e Ceo della filiale nazionale – Con questa
evoluzione stilistica e tecnologica consolidiamo un progetto che ha saputo
distinguersi per efficienza, autonomia e velocità di ricarica, affiancate a uno
stile che permette di distinguersi dalla massa offrendo al cliente un prodotto
di elevata caratura”.
Con autonomie comprese fra 521 e, appunti 680 chilometri, oltre ai due tagli di
batteria, la Ioniq 6 offre anche tre motorizzazioni: da 170 Cv con 350 Nm a
trazione posteriore (accumulatore da 63 kWh), da 229 Cv e 350 Nm sempre a due
ruote motrici (batteria da 84 kWh) e da 325 Cv e 605 Nm a trazione integrale (84
kWh). A seconda delle versioni, i consumi dichiarati sono compresi fra i 13,4 e
i 15,9 kWh/100 km.
L'articolo Hyundai Ioniq 6 N Line, la prova de Il Fatto.it – Autonomia, ricarica
e comfort – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Hyundai
Hyundai rinnova uno dei suoi modelli più importanti per il mercato italiano:
arriva Hyundai i20 Model Year 2026, l’evoluzione della compatta di segmento B
che da oltre vent’anni è una presenza stabile nelle short list di chi cerca
un’auto pratica, per tutti i giorni.
Con quasi 140.000 unità vendute in Italia dal debutto della prima generazione,
i20 si aggiorna seguendo una ricetta semplice ma efficace: meno versioni, una
motorizzazione unica e contenuti più chiari. L’obiettivo è rendere la gamma più
facile da capire e allo stesso tempo più completa, senza rinunciare a tecnologia
e sicurezza.
La novità principale è sotto il cofano. Il MY2026 introduce il motore benzina
1.0 T-GDi da 90 CV, omologato Euro 6E-bis, che prende il posto delle precedenti
motorizzazioni. È un tre cilindri turbo pensato per offrire un buon equilibrio
tra prestazioni ed efficienza, adatto sia alla città sia ai percorsi
extraurbani. Si può scegliere tra cambio manuale a sei rapporti o automatico a
doppia frizione 7DCT, a seconda delle proprie abitudini di guida.
Anche la gamma viene semplificata. Gli allestimenti diventano due, Connectline e
Prime, entrambi abbinati al nuovo motore. Connectline è la versione di accesso,
ma già ben equipaggiata. Di serie troviamo cerchi in lega da 16”, luci diurne a
LED, strumentazione digitale e sistema di infotainment con schermo da 10,25”,
compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, oltre ai servizi connessi Bluelink
e agli aggiornamenti over-the-air.
Capitolo sicurezza: i20 MY2026 propone una dotazione completa di sistemi Hyundai
SmartSense, con assistenza alla frenata d’emergenza, mantenimento attivo della
corsia, riconoscimento dei limiti di velocità e monitoraggio della stanchezza
del conducente.
Per chi cerca qualcosa in più, l’allestimento Prime aggiunge contenuti orientati
a comfort e stile, come fari anteriori Full LED, cerchi da 17”, climatizzatore
automatico, interni più curati, luci ambiente, specchietto elettrocromico e
ricarica wireless per smartphone.
L'articolo Hyundai i20, meno versioni e più tecnologia per la compatta coreana
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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HYUNDAI TUCSON MY 26
Ci sono mattine in cui Milano sembra prendersi una pausa. L’aria è tersa, i
viali vibrano appena del rumore di chi va al lavoro, e “l’autunno è una seconda
primavera, quando ogni foglia è un fiore”, scriveva Albert Camus. È in una di
queste giornate nitide che incontriamo la nuova Hyundai Tucson full hybrid Model
Year 2026, alle porte della città.
Il nostro percorso è quello reale: Porta Romana, Peschiera Borromeo, poi su
verso Lainate, tra raccordi, rotonde e tratti veloci dove l’hinterland si ricama
attorno alla città. Uno scenario perfetto per capire quanto siano concreti gli
aggiornamenti della Tucson 2026, uno dei suv di taglia media più venduti in
Italia ed Europa.
Il cuore del progetto resta il sistema full hybrid, basato sul 1.6 T-GDI benzina
abbinato a un motore elettrico dalla spinta più corposa che in passato, per una
potenza complessiva di 239 cavalli. La novità più interessante è la versione
4WD, quella della nostra prova, con trazione integrale elettronica HTRAC. Non è
un sistema da off-road duro, ma nel quotidiano offre più motricità sul bagnato,
più stabilità nei curvoni veloci e un comportamento generale più pieno. Lo 0-100
km/h è coperto in 8,0 secondi, ma il dato più rilevante è la fluidità: molte
partenze in elettrico, passaggi termico-elettrico quasi impercettibili,
un’erogazione lineare che aiuta a guidare rilassati.
La gamma è ampia: oltre alla full hybrid 4WD ci sono la full hybrid 2WD, la
plug-in hybrid 4WD da 288 cavalli, il benzina 1.6 T-GDI da 150 cavalli (manuale
o doppia frizione) e il diesel 1.6 CRDi mild-hybrid 48V da 136 cavalli con
cambio a doppia frizione. Una proposta completa, che copre quasi tutte le
esigenze senza sovrapposizioni.
A bordo, la Tucson MY26 introduce un ambiente moderno e razionale. La plancia è
dominata dal nuovo doppio display curvo da 12,3 pollici affiancati,
strumentazione e infotainment nella stessa palpebra. Il selettore del cambio,
spostato dietro il volante, libera spazio sulla console, ora più ordinata.
Restano i comandi fisici per il clima e i tasti rapidi per le funzioni
principali: una rarità oggi, ma una benedizione nella guida quotidiana. Lo
spazio, poi, resta uno dei grandi argomenti della Tucson: cinque adulti stanno
comodi e il bagagliaio della full hybrid 4WD offre 616 litri netti, senza
penalizzazioni dovute alla batteria.
Sul fronte tecnologico arrivano connettività Bluelink, servizi Hyundai LIVE,
aggiornamenti software via rete e la Digital Key 2.0, che permette di aprire,
avviare e condividere l’auto tramite smartphone o card. Per la sicurezza c’è
l’ultima evoluzione del pacchetto SmartSense: frenata automatica d’emergenza,
cruise adattivo con funzione stop&go, mantenimento e centraggio di corsia,
riconoscimento dei limiti, monitoraggio della stanchezza, controllo del traffico
posteriore e il Blind Spot View Monitor, che mostra nel quadro strumenti
l’immagine delle telecamere laterali quando si inserisce la freccia.
Su strada la Tucson resta fedele a sé stessa: morbida senza essere cedevole,
silenziosa, intuitiva. Assorbe bene le asperità, gestisce con compostezza il
passaggio da elettrico a termico e mantiene consumi reali intorno ai 6,3 l/100
km, un valore ottimo per una 4WD di questa potenza.
Non avrà il blasone delle premium tedesche, ma la distanza percepita si è
ridotta: materiali curati, ergonomia superiore alla media, tanta sostanza e zero
effetti speciali inutili. È un SUV che parla alla parte razionale di famiglie e
professionisti, insomma.
Il listino di Hyundai Tucson Model Year 2026 parte da 33.400 euro per la 1.6
T-GDI benzina XTech. La full hybrid 4WD da 239 cavalli che abbiamo guidato parte
da 42.100 euro nell’allestimento XTech, con Business ed Excellence che arrivano
a 44.600 euro
L'articolo Hyundai Tucson, la prova de Il Fatto.it – Più potente ed efficiente
col full hybrid 4WD – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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HYUNDAI CRATER CONCEPT
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HYUNDAI CRATER CONCEPT
All’AutoMobility LA 2025 Hyundai ha alzato il sipario su CRATER Concept, un
adventure vehicle compatto e muscolare che interpreta in chiave futuristica lo
spirito più autentico dell’off-road. Nato nello Hyundai America Technical Center
di Irvine, in California, il nuovo concept rappresenta l’evoluzione del
linguaggio XRT del marchio: ancora più robusto, funzionale e vicino alle
aspettative dei clienti che vivono l’avventura ogni giorno.
“CRATER nasce da una domanda: che cos’è la libertà? Questa è la nostra
risposta”, ha dichiarato SangYup Lee, alla guida del design di Hyundai e
Genesis. Una dichiarazione d’intenti che trova riscontro nel lavoro del team
californiano, che ha plasmato una forma scultorea ispirata ai paesaggi più
selvaggi. Il risultato è un veicolo compatto ma estremamente capace,
caratterizzato da angoli di attacco generosi e protezioni massicce.
Il linguaggio “Art of Steel” esalta l’acciaio attraverso superfici fluide e
pulite. Il frontale adotta una firma luminosa tridimensionale, mentre i cerchi
da 18” evocano l’impatto di un meteorite, completati da pneumatici da 33” che
dichiarano senza esitazioni la vocazione fuoristradistica. Non mancano dettagli
pensati per l’avventura: robusti cavi che collegano tetto e cofano, piastre
inferiori estese, roof platform modulare e persino soluzioni divertenti come
ganci di recupero multitasking e telecamere che si trasformano in torce
rimovibili.
L’abitacolo segue la stessa filosofia: materiali resistenti ma gradevoli al
tatto, una struttura tubolare a vista che comunica protezione, un head-up
display a tutta larghezza e una configurazione digitale basata sul concetto
BYOD. I sedili con imbottitura tridimensionale e cinture a quattro punti
garantiscono stabilità anche sui percorsi più impegnativi, mentre i comandi
fisici, ispirati alle attrezzature tecniche, sono progettati per essere
intuitivi e immediati.
Sul fronte delle capacità off-road, CRATER Concept introduce differenziali
bloccabili, controller tattile multifunzione e modalità dedicate – Snow, Sand e
Mud – affiancate da controllo della frenata in discesa e assistenza con
rimorchio. Un equipaggiamento che conferma la natura esplorativa del modello.
La colorazione Dune Gold Matte completa il quadro: un verde-oro opaco che
richiama la costa californiana e l’estetica outdoor del West americano,
arricchito da dettagli in arancione anodizzato e da un abitacolo concepito per
resistere a polvere, sabbia e avventure senza filtri.
L'articolo Hyundai Crater Concept, il fuoristrada del futuro debutta a Los
Angeles – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Hyundai rinnova la propria offerta nel segmento D con l’arrivo della SANTA FE
Plug-in Hybrid Model Year 2026, un aggiornamento che rafforza ulteriormente i
capisaldi del modello senza snaturarne l’essenza. Dopo l’evoluzione del
powertrain full-hybrid, anche la versione ricaricabile compie un deciso passo
avanti in termini di prestazioni, tecnologia e personalizzazione, incarnando lo
spirito “Open for More” che guida la nuova generazione del brand.
Il cuore del rinnovamento è il powertrain PHEV, che compie un vero salto di
qualità: la potenza complessiva passa infatti da 253 a 288 CV. La configurazione
abbina il motore 1.6 T-GDi a un propulsore elettrico e al cambio automatico a 6
rapporti, con trazione integrale 4WD di serie, pensata per offrire comfort e
sicurezza in ogni condizione.
Sul fronte tecnologico, la SANTA FE Plug-in Hybrid MY26 introduce la Digital Key
2.0, disponibile nei pacchetti Bose & Tech e Calligraphy. Grazie alla tecnologia
NFC, è possibile aprire, chiudere e avviare l’auto tramite smartphone o
smartwatch compatibili, condividendo inoltre l’accesso con fino a 15 utenti. Una
soluzione pensata per un’esperienza sempre più connessa e intuitiva.
Gli interni si arricchiscono di nuove tonalità per la pelle Nappa incluse nel
Calligraphy Pack, ora proposto anche nelle eleganti combinazioni Pecan Brown e
Forest Green, oltre alla classica Black Ink. Un ampliamento dell’offerta che
rafforza il carattere del modello.
La gamma MY26 mantiene invariata la struttura di listino, articolata negli
allestimenti Business ed XClass, entrambi disponibili a 5 o 7 posti e con 4WD di
serie. La versione Business, da 55.800 euro, offre già una dotazione completa
che include doppio display da 12,3”, aggiornamenti OTA, sedili anteriori
riscaldabili, portellone elettrico e un ampio pacchetto di sistemi di sicurezza
Hyundai SmartSense. Al top della gamma, la XClass (da 60.550 euro) aggiunge
cerchi da 20”, sedili ventilati, interni premium e i più avanzati sistemi di
assistenza alla guida, con ulteriori possibilità di personalizzazione tramite i
pacchetti Bose & Tech e Calligraphy.
L'articolo Hyundai Santa Fe, debutta il model year 2026. Aggiornamenti su
motore, dotazioni e gamma proviene da Il Fatto Quotidiano.