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Byd ATTO 2 DM-i, la prova de Il Fatto.it – Il suv ibrido che sfida tutti – FOTO
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DS N°7, il ritorno del premium alla francese. Elettrificazione, design sofisticato e più comfort – FOTO
‹ › 1 / 5 DS N°7 ‹ › 2 / 5 DS N°7 ‹ › 3 / 5 DS N°7 ‹ › 4 / 5 DS N°7 ‹ › 5 / 5 DS N°7 La prima cosa che colpisce è la firma luminosa. Una linea a V attraversa il frontale e rende la nuova DS N°7 immediatamente riconoscibile. È uno dei segni più evidenti del rinnovamento voluto dalla maison francese per uno dei modelli più importanti della sua gamma. La N°7 prende dunque il posto della DS 7, ed è la prima grande novità di prodotto da quattro anni a questa parte per il marchio premium del gruppo Stellantis. Motivo per cui nel 2025 ha perso terreno, e tenta di ripartire proprio da qui. Rispetto al modello arrivato in commercio nel 2018, si tratta di un’evoluzione netta: dimensioni leggermente maggiori, design aggiornato e nuove soluzioni tecnologiche, soprattutto in tema di elettrificazione. Nell’abitacolo della DS N°7, sicuramente il suo punto forte, tecnologia, comfort e spazio si combinano in modo naturale. L’attenzione alla sostenibilità si estende ai materiali: pelle conciata con foglie di ulivo, tessuti e moquette riciclati, sostituzione del cromo con alluminio e acciaio spazzolato. I sedili anteriori offrono riscaldamento, raffreddamento e funzione massaggio, mentre quelli posteriori possono essere riscaldati e regolati singolarmente per il flusso d’aria. Il grande schermo centrale da 16 pollici con il sistema Iris 2.0, il quadro strumenti digitale da 10 pollici e l’head-up display proiettano informazioni essenziali in modo elegante e mai invasivo. Sistemi come Drive Assist 2.0 e Night Vision, poi, aumentano sicurezza e comfort, mentre le sospensioni attive leggono la strada grazie a una telecamera e regolano automaticamente gli ammortizzatori, garantendo stabilità e comfort anche su superfici irregolari. La lunghezza sale a 4,66 metri (+7 cm rispetto alla generazione precedente), con un passo più lungo di 5 cm che raggiunge i 2,79 metri. L’altezza rimane 1,63 metri e la larghezza 1,90 metri. Le porte posteriori sono state allargate, aumentando del 30% la superficie dei finestrini, e il tetto panoramico opzionale guadagna il 40% di spazio aggiuntivo. Il bagagliaio arriva fino a 560 litri e dispone di un pianale a due posizioni, per una superficie di carico completamente piana con gli schienali 40/20/40 abbattuti. Le proporzioni rimangono equilibrate e, sebbene le linee esterne siano un po’ “cariche”, l’aerodinamica (che deriva come concetto dalla concept Ds Aero Sport Lounge del 2020, ricorda il designer Thierry Metroz) è studiata per ridurre i consumi, con un coefficiente di resistenza Cx di 0,26 e SCx di 0,69 nelle versioni elettriche. Il frontale mostra la nuova identità visiva del marchio, con griglia illuminata Luminascreen e luci Light Blade, mentre il tetto inclinato e lo spoiler posteriore conciliano estetica e funzionalità. Le ruote, dal diametro di 740 mm con cerchi fino a 21 pollici, danno alla vettura un aspetto deciso ma raffinato. La DS N°7 può inoltre essere personalizzata con tetto nero a contrasto o finiture bicolore, e sei colorazioni tra cui il nuovo Verde Seta, il Grigio Palladio e il Blu Topazio. La novità più evidente è l’elettrificazione. La versione E-TENSE FWD Long Range monta una batteria da 97,2 kWh e raggiunge fino a 740 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP. La gamma include anche versioni con batteria da 73,7 kWh (autonomia 543 km) e la potente AWD Long Range con doppio motore da 350 cavalli, che accelera da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi. Tutti i motori elettrici dispongono di funzione boost, che porta temporaneamente la potenza fino a 375 CV nella versione AWD Long Range. Chi preferisce un powertrain ibrido può scegliere la (mild) HYBRID da 145 cavalli, con motore benzina tre cilindri abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a doppia frizione, capace di guidare fino al 50% del tempo in modalità completamente elettrica, con emissioni di CO₂ tra 121 e 127 g/km e consumi di 5,4 l/100 km. Questa la gamma al debutto commerciale, in agenda per ottobre 2026. Più avanti, dovrebbe arrivare anche una versione full hybrid. La DS N°7, infine, nasce e viene prodotta in Europa: batterie e motori sono francesi, mentre l’assemblaggio finale avviene nello stabilimento di Melfi, in Italia. Che rappresenta il secondo mercato mondiale per DS, dopo quello domestico. L'articolo DS N°7, il ritorno del premium alla francese. Elettrificazione, design sofisticato e più comfort – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dacia svela Striker, il nuovo crossover accessibile che punta al segmento C
Dopo aver messo piede nel segmento dei Suv di dimensioni medie con la Bigster, Dacia svela la Striker, un crossover inedito che punta su pragmatismo e accessibilità. La Striker non è solo un nuovo modello, ma il (secondo) pilastro di una strategia commerciale ambiziosa: portare la quota di vendite dei veicoli Dacia nel segmento C dall’attuale quinto a ben un terzo del totale nei prossimi anni. Lunga 4,62 metri, l’ultima arrivata del marchio romeno ha cromosomi da station wagon ma senza rinunciare all’altezza da terra e allo “standing” tipici di una sport utility. Il look è “robusto”, accordato col family feeling di Duster e Bigster, pur introducendo nuovi concetti di stile, specie in coda. La Striker nasce come veicolo multi-energia: la gamma motori – i dettagli tecnici non sono stati ancora rivelati ma dovrebbero ricalcare fedelmente quelli della Bigster – punterà su una versione Ibrida (proposta con trazione anteriore o 4×4) e su una edizione GPL, alimentazione apprezzata in Italia. Insieme a Bigster, Striker formerà una coppia complementare nel segmento C: due personalità distinte unite dalla stessa filosofia del miglior rapporto qualità/prezzo. Dacia ha confermato un prezzo d’ingresso inferiore ai 25.000 euro, rendendo la Striker una soluzione competitiva sia per i clienti privati che per le flotte aziendali. Il debutto in società è fissato per il mese di giugno. L'articolo Dacia svela Striker, il nuovo crossover accessibile che punta al segmento C proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Honda Prelude, la prova de Il Fatto.it – Il laboratorio della coupé granturismo ibrida – FOTO
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Nissan X-Trail, 25 anni di storia e oltre 8 milioni di unità vendute nel mondo
Nel 2026 Nissan X-Trail raggiunge i 25 anni dal lancio commerciale. Presentato nel 2001, il modello è arrivato alla quarta generazione e ha superato complessivamente gli 8 milioni di unità vendute a livello globale. Nato come suv compatto con vocazione fuoristradistica, nel tempo si è evoluto in un crossover hi-tech, mantenendo come elementi distintivi robustezza e versatilità. Il nome richiama le caratteristiche del modello: la “X” rimanda alle attività estreme, mentre “Trail” indica la capacità di affrontare percorsi di diversa difficoltà. Al momento del debutto, Nissan lo propose come alternativa ai tradizionali fuoristrada a trazione integrale, puntando su consumi più contenuti, maggiore maneggevolezza e un posizionamento di prezzo competitivo. Secondo Shinchiro Irie, Program Design Director del progetto, il design semplice e funzionale ha contribuito fin dall’inizio alla diffusione del modello, in particolare tra famiglie e clienti con uno stile di vita attivo e orientato alle attività all’aria aperta. Nel corso delle quattro generazioni X-Trail ha consolidato la propria presenza in numerosi mercati internazionali, ottenendo risultati commerciali significativi in Africa, Oceania, Asia e Sud America. A partire dalla terza generazione il modello è stato introdotto anche negli Stati Uniti con il nome Rogue, dove rappresenta il veicolo Nissan più venduto. L’attuale generazione integra soluzioni di elettrificazione come il sistema ibrido e-POWER e la trazione integrale e-4ORCE, affiancati in alcuni mercati da motorizzazioni mild hybrid. Oggi Nissan X-Trail è commercializzato in 95 Paesi e continua a rappresentare uno dei modelli principali della gamma globale del costruttore giapponese. L'articolo Nissan X-Trail, 25 anni di storia e oltre 8 milioni di unità vendute nel mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Audi RS5, 640 cavalli di potenza ibrida alla spina per berlina e Avant – FOTO
‹ › 1 / 8 AUDI RS 5 AVANT ‹ › 2 / 8 AUDI RS 5 AVANT ‹ › 3 / 8 AUDI RS 5 SEDAN ‹ › 4 / 8 AUDI RS 5 SEDAN ‹ › 5 / 8 AUDI RS 5 SEDAN ‹ › 6 / 8 AUDI RS 5 AVANT ‹ › 7 / 8 AUDI RS 5 AVANT ‹ › 8 / 8 AUDI RS 5 AVANT Audi toglie i veli alla nuova RS5, ora disponibile in versione berlina e station wagon, che ereditano i cromosomi delle precedenti RS4: sotto il corpo vettura “al testosterone”, dotato di parafanghi che sembrano scoppiare per ospitare le carreggiate maggiorate (allargate di 4 centimetri per lato rispetto alla A5 base), si nasconde una meccanica ibrida plug-in, cioè ricaricabile alla spina, che sfiora i 640 cavalli di potenza massima e risulta dall’accoppiata fra un V6 biturbo da 510 CV e un motore elettrico da 177 alimentato da una batteria da 25,9 kWh (col caricatore in AC “accetta” fino a 11 kW, ricaricandosi in circa 2,5 ore ). Numeri “monstre”, messi a terra dalle quattro ruote motrici, con differenziale centrale autobloccante che permette di inviare fino all’85% della coppia motrice al retrotreno. Le prestazioni velocistiche sono da sportiva vera – il canonico zero-cento divorato in 3,6 secondi e la velocità massima di 285 km/h sono lì a dimostrarlo – nonostante il peso complessivo accusi le dimensioni “large” e il carico tecnologico: quello della berlina è di 2.355 kg, quello della giardinetta di 2.370 kg. Se non altro è possibile viaggiare in modalità 100% elettrica per 84 km, magari nel commuting quotidiano, grazie alla spinta del motore elettrico, che è integrato nella trasmissione automatica a otto rapporti con convertitore di coppia. La nuova RS5 Avant ha un bagagliaio da 361 litri di capacità, limitato in profondità dalla presenza della batteria, installata sotto il piano di carico. Da segnalare la presenza di un sistema di torque vectoring elettromeccanico sull’asse posteriore: è composto da un motore elettrico, un pacco ingranaggi e un differenziale convenzionale a bassa percentuale di bloccaggio. È attivo in ogni fase di guida, migliorando stabilità o motricità a seconda dei frangenti. La scocca della vettura è stata irrigidita del 10% rispetto alla A5, rispetto a cui lo sterzo è più diretto. In opzione i freni carboceramici, ideali per l’uso dell’auto su tracciato. Prezzi da 111.500 euro. L'articolo Audi RS5, 640 cavalli di potenza ibrida alla spina per berlina e Avant – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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MG raggiunge il traguardo di un milione di vetture vendute in Europa
Crescita a doppia cifra e forte spinta da elettrico e full hybrid: MG Motor festeggia la milionesima auto immatricolata in Europa, consolidando la propria presenza in 34 Paesi con oltre 1.300 concessionari. Dal ritorno nel Regno Unito nel 2011, il marchio ha costruito un percorso in costante ascesa, superando anche le 300.000 elettriche consegnate grazie al successo della MG4 EV e all’immagine distintiva della roadster Cyberster. Il Regno Unito resta il primo mercato con 386.000 unità complessive, mentre l’Italia è oggi il principale mercato UE e il secondo in Europa. Tornata nel 2021, MG nel nostro Paese ha superato le 50.000 unità nel 2025, con una quota oltre il 3% e una rete capillare di 70 concessionari, circa 150 punti vendita e 140 centri di assistenza. A trainare l’espansione è soprattutto l’Hybrid+, l’“ibrido vero” introdotto nel 2024 su MG3 (nella foto) e oggi protagonista anche su ZS. In Italia le versioni full hybrid rappresentano il 57% del mix, in crescita del 26% sull’anno precedente, portando il brand ai vertici del segmento HEV. Per il 2026 sono attese ulteriori novità di prodotto, a conferma di una strategia che punta su tecnologie accessibili e su un’offerta sempre più ampia tra elettrico e ibrido. L'articolo MG raggiunge il traguardo di un milione di vetture vendute in Europa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Audi Q5 e-hybrid, la prova de Il Fatto.it – L’anello di congiunzione tra elettrico e termico – FOTO
‹ › 1 / 5 AUDI Q5 E-HYBRID ‹ › 2 / 5 AUDI Q5 E-HYBRID ‹ › 3 / 5 AUDI Q5 E-HYBRID ‹ › 4 / 5 AUDI Q5 E-HYBRID ‹ › 5 / 5 AUDI Q5 E-HYBRID L’Audi Q5 e-hybrid è il Suv perfetto per tutti quegli indecisi tra termico ed elettrico che possono spendere almeno 70.000 euro e hanno una wallbox a disposizione a casa o al lavoro. Grazie al suo powertrain ibrido plug-in, infatti, questa Audi è in grado di percorrere fino a 101 km con il motore a scoppio spento, a patto che la batteria da 25,9 kWh sia completamente carica. Per fare il pieno occorrono due ore e mezza, visto che gli accumulatori accettano 11 kW di potenza in corrente alternata. Quando invece vanno a zero, i consumi salgono fino a 7-8 l/100 km, perché la vettura supera di slancio i 22 quintali e il 2.0 TFSI a Ciclo Miller, per quanto efficiente, non può fare miracoli, anche perché si porta dietro il peso del pacco batterie e dei componenti della trazione integrale. La cosa migliore, dunque, è non far mai scendere a zero la batteria, e qui viene in aiuto la modalità Hybrid che, con il navigatore attivo, studia il tragitto e seleziona in automatico i tratti dove conviene guidare in elettrico. Altrimenti il guidatore può forzare il mantenimento del livello di elettricità o addirittura la ricarica in movimento attraverso il motore a benzina. Inoltre può selezionare due livelli di recupero di energia in frenata, disattivarlo o lasciarne la gestione all’auto che anche in questo caso sfrutta i dati della navigazione. Le prestazioni in fase di recupero del sistema di frenata elettroidraulico sono state migliorate, tanto che delle decelerazioni lievi si occupa solo il motore elettrico, agendo da alternatore; in quelle medie e forti, invece, viene chiamato in causa anche l’impianto idraulico. Sulle performance, però, non si discute perché ci sono a disposizione ben 299 cavalli e 450 Nm e infatti l’Audi Q5 e-hybrid passa da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi – parte del merito va al al cambio doppia frizione a 7 rapporti, all’interno del quale si trova l’unità elettrica – e raggiunge i 250 km/h. Volendo c’è anche una versione più potente in cui il sistema ibrido è tarato per esprimere 367 CV e 550 Nm, ma francamente non se ne sente la necessità. Il suv medio di Ingolstadt, che è anche l’Audi più venduta nel mondo, è un’auto molto equilibrata e non c’è bisogno di andare così veloce per godersela. La Q5 e-hybrid è disponibile solo con la trazione integrale quattro, che è quella classica con l’albero di trasmissione e il differenziale centrale, che si attiva solo quando necessario. La vera scelta da fare è quella tra le due carrozzerie disponibili, Suv o Sportback, ed è meramente estetica visto che le dimensioni sono le stesse e la capacità del vano bagagli differisce solo di qualche litro. La strategia di avere due varianti di carrozzeria sullo stesso modello deriva dal fatto che in Europa un’Audi nuova su due è un suv e che anche le sfumature possono fare la differenza. A livello tecnico, invece, non cambia nulla: due dotazioni chiave come lo sterzo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili e l’assetto sportivo sono di serie su entrambe. Come detto il Suv tedesco è divertente da guidare, mentre all’interno c’è tanto spazio, soprattutto grazie al passo di 2,82 metri. L’abitacolo stupisce per il livello di tecnologia con i tre schermi (uno anche per il passeggero) che caratterizzano tutte le Audi di gamma medio-alta. Il sistema di infotainment connesso, basato su Android Automotive, permette l’interazione tra l’intelligenza artificiale (ChatGPT) e l’assistente vocale. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, spiccano l’assistente adattivo alla guida e il sistema di sicurezza proattiva degli occupanti. Il primo gestisce le dinamiche longitudinali e trasversali dell’auto, integra i dati cartografici e le informazioni Car-to-X; il secondo monitora l’imminenza di una collisione avviando misure di protezione preventiva. Infine, a proposito di prezzi il listino della Q5 e-hybrid parte dai 69.150 euro della carrozzeria Suv e sale ai 75.450 della Sportback, che però parte da un allenamento superiore. La prevendita inizierà a giugno e le prime auto arriveranno a novembre. L'articolo Audi Q5 e-hybrid, la prova de Il Fatto.it – L’anello di congiunzione tra elettrico e termico – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Suzuki Across, debutta la versione Plug-in Hybrid. Più efficiente e hi-tech – FOTO
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Omoda 7 SHS-P, la prova del Il Fatto.it – Il comfort high-tech che convince – FOTO
‹ › 1 / 6 OMODA 7 SHS-P ‹ › 2 / 6 OMODA 7 SHS-P ‹ › 3 / 6 OMODA 7 SHS-P ‹ › 4 / 6 OMODA 7 SHS-P ‹ › 5 / 6 OMODA 7 SHS-P ‹ › 6 / 6 OMODA 7 SHS-P Non c’è la neve sulla tangenziale di Milano che scorre di fianco all’Arena Santa Giulia, il palazzo del ghiaccio destinato a ospitare l’hockey delle Olimpiadi invernali. A bordo della Omoda 7 SHS-P scorre lo schermo multimediale, così il passeggero può scipparlo al guidatore e goderselo. Lo schermo che si sposta longitudinalmente è una delle tante chicche edonistico-tecnologiche di questa cinesona del gruppo Chery, sbarcato in Italia nel secondo semestre del 2024 con i due marchi cugini Omoda e Jaecoo, presenti in 64 Paesi. Fondato nel 1997, Chery è uno dei gruppi cinesi dell’auto più “in sintonia”, diciamo così, con il governo di Pechino, ed è strategicamente votato all’export. E’ stato il primo in assoluto a essere autorizzato a puntare sull’estero: quasi la metà dei 2,8 milioni di veicoli venduti nel 2025 sono stati acquistati fuori dai confini della Repubblica Popolare. E i numeri sono destinati a crescere, anche in Italia, dove Omoda & Jaecoo ci hanno messo meno di due anni per superare la soglia psicologica del 2 per cento del mercato, considerata la porta d’ingresso nel giro di quelli che contano. La Omoda 7 SHS-P è una crossover ibrida dall’aspetto moderno, che ambiziosamente punta a essere un po’ slanciata e un po’ massiccia. Ce la fa? Non ce la fa? Andatela a sbirciare in concessionaria e fateci sapere. Il carattere comunque c’è, e pure la stazza, visto che è lunga 4,66 metri. Vista di profilo è abbastanza filante ed è il muso a caratterizzarla decisamente, con la linea dei fari che ricordano gli occhi truccati di una geisha e l’immancabile e ormai “classica” calandra tempestata di esagoni. Salendo a bordo si è accolti da materiali piacevoli al tatto senza essere lussuosi, con una riuscita alternanza di ecopelle e vellutino. Dopo aver smesso di “litigare” con l’eventuale passeggero per la posizione dello schermo scorrevole – innegabilmente, una irresistibile attrazione… – ci si può dedicare alla messa in moto, tramite pulsante, del motore termico di 1,5 litri, da 143 cavalli che collabora con due motori elettrici. Uno da 204 cavalli, spinge la vettura insieme al termico o in solitaria; il secondo recupera energia e ricarica le batterie. Grazie al lavoro “oscuro” del secondo motore, detto anche “secondario”, usando l’auto in città o per tragitti breve si può stare parecchio (in teoria anche sempre) senza dover ricorrere alla spina del plug-in. Come lascia immaginare la sigla SHS-P, la Omoda dispone del sistema Super Hybrid System, dove la “P” finale significa proprio plug-in. Carica di tutto punto, di benza (il serbatoio tiene 60 litri) e di energia elettrica, la casa cinese attribuisce alla crossover un’autonomia totale superiore ai 1200 km. In modalità EV si possono percorrere tra 90 e 128 km: dato confermato dalla nostra pur piccola prova (una cinquantina km circa percorsi nella periferia urbana meridionale di Milano), il display ha detto che abbiamo consumato una 19 kiloWatt/ora per 100 km, che significa una novantina km in puro elettrico. La taratura è morbidosa e fa un po’ rollare la vettura nelle sterzate allegrotte ma la guida della Omoda 7 è ottima per l’approccio relax & zen. Anche con i prezzi l’ultima novità del gruppo Chery prova a conquistare con la tranquillità, stavolta economica. Si parte dai 38.900 euro della versione Pure. Garanzia otto anni o 160 mila km. Una curiosità: tutte le persone che operano al call-center Omoda vengono formate anche guidando le vetture di cui parleranno con la clientela che telefona. Rossi ed esperti, raccomandava Mario Capanna ai suoi studiosi katanga del Movimento Studentesco, citando commosso il presidente Mao. L'articolo Omoda 7 SHS-P, la prova del Il Fatto.it – Il comfort high-tech che convince – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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