Nell’auto che corre verso l’elettrificazione e il rialzo generalizzato delle
masse, c’è un componente che resta decisivo più di ogni software: il pneumatico.
È lì che potenza, peso e sicurezza si traducono in metri di frenata, comfort
quotidiano e controllo reale. Ed è proprio da questo punto di contatto con
l’asfalto che Pirelli rilancia uno dei suoi nomi storici: Scorpion, pensato
espressamente per i SUV moderni e arrivato oggi alla sua terza generazione.
Nato nel 1986 per veicoli “a guida alta” – con il debutto sulla Lamborghini
LM002 – il marchio Scorpion si è evoluto insieme al mercato, fino a diventare
una famiglia trasversale che spazia dall’auto alla moto, passando per l’offroad
e perfino il mondo bici. Ma è sul fronte suv che oggi Pirelli concentra la nuova
sfida tecnologica.
Il nuovo Scorpion ha ottenuto la certificazione TÜV Premium Quality, risultando
primo nei test di frenata su asciutto e di handling sul bagnato, con prestazioni
ai vertici anche in aquaplaning e spazi d’arresto. Ma non è solo una questione
di grip. Tutta la gamma al lancio ottiene la Classe A per aderenza sul bagnato
nell’etichetta europea, abbinata a buoni valori di rumorosità (Classi A/B) e
alla Classe B per resistenza al rotolamento, segno di un equilibrio tra
sicurezza ed efficienza energetica.
Dietro questi numeri c’è un lavoro mirato sulle esigenze tipiche degli sport
utility. Pirelli ha sviluppato una nuova mescola battistrada pensata per
mantenere prestazioni stabili in un ampio range di temperature estive,
migliorando l’aderenza sul bagnato senza sacrificare la durata chilometrica. A
questo si aggiunge una struttura rinforzata per favorire un’usura più uniforme,
fondamentale sui veicoli di massa elevata.
Interessante anche il modo in cui il pneumatico è stato progettato: largo spazio
allo sviluppo virtuale. Gli ingegneri Pirelli hanno simulato oltre venti
combinazioni di mescole e disegni battistrada prima ancora di arrivare ai test
fisici, utilizzando modelli predittivi sulla resa chilometrica e simulatori di
guida per affinare handling e comportamento dinamico. Solo successivamente le
prove su strada hanno confermato i miglioramenti rispetto alla generazione
precedente.
Dal punto di vista costruttivo, la terza generazione Scorpion introduce carcassa
rinforzata, tasselli centrali più larghi e un profilo studiato per distribuire
in modo più uniforme la pressione sull’impronta a terra, riducendo le
deformazioni in spalla. Soluzioni che migliorano precisione di guida, comfort
acustico e stabilità nei trasferimenti di carico tipici dei SUV moderni.
Non manca lo sguardo alla mobilità elettrica. Il nuovo Scorpion è disponibile
anche con tecnologia Elect, sviluppata per veicoli elettrici e plug-in hybrid,
in grado di ridurre la resistenza al rotolamento e aumentare l’autonomia fino al
10% rispetto alle versioni standard, grazie a materiali e strutture specifiche
per coppie elevate e pesi superiori.
La gamma parte con 16 misure tra 18 e 22 pollici, con oltre 40 omologazioni già
in sviluppo insieme ai principali costruttori premium, in continuità con una
famiglia Scorpion che oggi conta più di 300 specifiche approvate dalle Case.
L'articolo Pirelli rinnova Scorpion, ecco la terza generazione di pneumatici per
suv proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Suv
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La prima impressione, guardandola, è che Renault abbia voluto realizzare un auto
“di presenza”, quasi una dichiarazione di intenti. Filante non entra in punta di
piedi: arriva, si prende la scena e dice chiaramente che la Losanga vuole
tornare a contare fuori dall’Europa.
Non è solo una nuova vettura, ma un tassello strategico: un crossover di fascia
alta pensato per mercati internazionali in crescita e per un tipo di clientela
che chiede tecnologia, comfort e status, ma non necessariamente
un’elettrificazione “alla spina”.
Il posizionamento lo raccontano già le dimensioni: 4,92 metri di lunghezza, 1,89
di larghezza e 1,64 di altezza, numeri da D/E-SUV che mettono Filante nel
territorio delle grandi ammiraglie. Il design lavora proprio su questo: suv
nelle proporzioni, quasi coupé nella tensione delle superfici. Il frontale è
scenografico, con una calandra tridimensionale e una firma luminosa pensata
anche per i rituali di accoglienza e congedo (welcome e departure lighting). Al
posteriore l’andamento del lunotto e l’alettone sospeso cercano l’effetto
“filante” senza rinunciare a un’impronta solida. L’obiettivo è evidente:
distinguersi in un segmento pieno di modelli simili.
All’interno l’impostazione è da lounge, con un forte accento su digitalizzazione
e atmosfera. La plancia è dominata da tre schermi da 12,3 pollici riuniti
nell’OpenR Panorama Screen, più un head-up display in realtà aumentata da 25,6
pollici. Renault lavora anche su qualità e comfort acustico – dettaglio
fondamentale nel segmento alto – e su un ambiente “premium” che passa da
illuminazione, materiali e insonorizzazione.
Il cuore tecnico è la scelta della motorizzazione: Filante adotta un Full Hybrid
E-Tech da 250 cavalli, composto da una unità termica 1.5 turbo benzina a
iniezione diretta abbinato a due unità elettriche, batteria compatta e
trasmissione DHT Pro.
La logica industriale è chiara: nei mercati extra-europei l’ibrido è la strada
più rapida per crescere, perché offre consumi ridotti e guida elettrica in città
senza dipendere dall’infrastruttura di ricarica. Renault indica percentuali
elevate di utilizzo in elettrico nella guida urbana e un miglioramento sensibile
dei consumi rispetto a un benzina tradizionale equivalente: al netto dei numeri
da omologazione, il messaggio è che Filante vuole essere “moderna” senza
complicare la vita al cliente.
Sul fronte sicurezza e assistenza alla guida, è disponibile un pacchetto
completo. Oltre 30 ADAS, con funzioni ad alto valore percepito e utili nella
guida reale, dalla gestione avanzata delle manovre ai sistemi di monitoraggio
pensati per il traffico urbano.
Il punto forse più interessante, però, è la geografia del progetto. Filante
nasce e viene prodotta in Corea, nello stabilimento di Busan, e la traiettoria
commerciale dice molto della nuova Renault globale: debutto in Corea del Sud da
marzo 2026, poi esportazione verso alcuni mercati del Sud America e infine
arrivo nei Paesi del Golfo entro l’inizio del 2027. È un modello pensato per
crescere dove la domanda sta salendo e dove l’elettrificazione deve essere
pragmatica, non ideologica.
La nuova nata si inserisce infatti nell’International Game Plan 2027, la
strategia con cui Renault vuole rafforzare la propria presenza fuori dall’Europa
con nuovi modelli e con una quota crescente di veicoli elettrificati. Il metodo
è “market by market”, anche nelle partnership: collaborazioni diverse a seconda
delle aree, con un approccio industriale pragmatico e flessibile.
In questo senso Filante è una vettura bandiera, ma non da vetrina fine a sé
stessa. E’ un’ammiraglia globale pensata per fare volumi, margini e reputazione.
E il segnale è chiaro: Renault non sta semplicemente lanciando un modello, sta
ridisegnando la mappa delle proprie ambizioni.
L'articolo Renault Filante, l’ammiraglia ibrida che segna il ritorno globale
della Losanga – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 2026 si apre sotto il segno di una profonda trasformazione per l’industria
automobilistica globale, alle prese con un’elettrificazione più ponderata e
“digeribile” per il mercato, dando sempre più spazio alle motorizzazioni ibride.
I costruttori sono pronti a lanciare una vasta gamma di novità che spaziano
dalle auto “formato urbano” ai sempre gettonatissimi SUV.
Tra le protagoniste più attese del nuovo anno spicca la Porsche Cayenne
Electric, una sport utility a batteria che affiancherà la versione termica
aggiornata del modello, offrendo potenze che nella variante Turbo raggiungono i
1.156 cavalli, con un’autonomia di circa 650 km e un prezzo d’attacco di 108.922
euro. Decisamente più umana la nuova generazione della Volkswagen T-Roc, che
cresce nelle dimensioni per confermare il suo primato commerciale interno alla
casa tedesca, debuttando con motori turbo ibridi leggeri da 116 o 150 CV a
partire da 33.900 euro.
Ritorno in scena per la Honda Prelude, coupé ibrida compatta dal design filante
e oltre 200 CV di potenza, mentre la Renault Clio si rinnova con un look più
grintoso, abbandonando il diesel a favore di propulsori a benzina, GPL e full
hybrid con prezzi da 18.900 euro. Mercedes risponde con la nuova GLB, che in
primavera debutterà come elettrica pura per poi accogliere varianti ibride
leggere, mantenendo la sua caratteristica versatilità a sette posti. Nel
segmento delle utilitarie, pronta a bissare il successo della Renault 5, ci sarà
la Twingo, che riprende le forme iconiche dell’omonimo modello anni Novanta,
reinterpretandole in chiave elettrica: sarà proposta a un prezzo di 19.500 euro.
Nel frattempo, Dacia si prepara a lanciare un’inedita berlina a cinque porte
lunga circa 440 cm, puntando sulla concretezza del motore 1.8 full hybrid e su
un prezzo inferiore ai 20.000 euro, accompagnata dalla minuscola Hipster, una
citycar elettrica da tre metri pensata per la massima agilità urbana.
Nel segmento premium debutterà la DS N°7, che sostituirà l’attuale DS7 puntando
su versioni elettriche e ibride plug-in prodotte a Melfi. C’è poi la Kia Seltos
(nella foto), che con i suoi 443 cm sbarca nel mercato europeo offrendo motori
turbo e full hybrid. BMW è pronta invece a rinnovare profondamente la sua gamma
con la quinta generazione della X5, caratterizzata dal design Neue Klasse e
motorizzazioni che spaziano dall’ibrido all’elettrico puro della iX5, e con la
nuova Serie 3, che sdoppierà la sua offerta tra piattaforme termiche evolute ed
elettriche i3.
Attesa poi per la Lancia Gamma, berlina rialzata su piattaforma STLA Medium che
sarà disponibile sia elettrica che ibrida, e per la Ferrari Elettrica, la prima
vettura a batteria del Cavallino che, con quattro motori e oltre 1.000 cavalli,
promette di mantenere intatto il coinvolgimento di guida tipico del marchio a un
prezzo superiore ai 400.000 euro.
La transizione verso il futuro passa anche per la Volkswagen ID.Polo, che
inaugura la nuova strategia di nomi elettrici del marchio tedesco offrendo
un’abitabilità simile alla Golf in dimensioni compatte, e per la cosiddetta Fiat
Giga Panda, una crossover da 440 cm che amplierà la famiglia della Grande Panda
con versioni elettriche, ibride e benzina. Kia prosegue la sua offensiva con la
K4, erede della Ceed dal design grintoso e ampio spazio interno, mentre Mercedes
aggiorna la GLA adottando la piattaforma MMA con tecnologia a 800 volt per
ricariche rapide e motori mild hybrid a benzina.
Porsche continua a far sognare gli appassionati con la 718 Boxster, che pur
puntando sull’elettrico manterrà varianti a benzina per i puristi delle
prestazioni. Infine, la nuova Renault Captur chiude il cerchio concentrandosi
esclusivamente su motori termici ed elettrificati, confermando la praticità del
divano posteriore scorrevole per restare protagonista nel segmento dei crossover
compatti.
L'articolo Auto, tra citycar e suv il 2026 sarà l’anno degli ibridi e delle
elettriche d’élite proviene da Il Fatto Quotidiano.
Negli ultimi cinque anni il mercato auto europeo ha cambiato faccia. E no, non è
solo una sensazione: i numeri parlano chiaro. Dal 2020 a oggi i suv sono passati
dall’essere guardati con sospetto (troppo grandi e assetati di carburante) a
dominare senza rivali le classifiche di vendita. Oggi rappresentano il 59% delle
nuove immatricolazioni in Europa, contro il 41% di appena cinque anni fa.
Il segreto di questo successo sta nella trasformazione del concetto stesso di
suv. Costruttori come Volkswagen, Renault, Ford e Toyota hanno rivisto
dimensioni e proporzioni, puntando su modelli più compatti, leggermente rialzati
e dal look solido, ma perfettamente compatibili con la quotidianità urbana
europea. Auto che occupano lo stesso spazio di una vettura tradizionale, ma
offrono una posizione di guida più alta e un’immagine più “avventurosa”.
Non sorprende quindi che nel 2025 gli sport utility più venduti siano Volkswagen
T-Roc (nella foto), Volkswagen Tiguan e Toyota Yaris Cross, modelli capaci di
intercettare un pubblico molto ampio, dalle famiglie ai giovani professionisti.
A perdere terreno sono invece le hatchback, per decenni spina dorsale del
mercato europeo. La loro quota è scesa dal 35% del 2020 al 23,9% del 2025, con
un calo di volumi da 4,2 a circa 2,9 milioni di unità annue. Alcuni modelli
storici continuano comunque a difendersi bene: Renault Clio e Volkswagen Golf
mantengono una base di clienti molto fedele.
Il vero caso di successo, però, è Dacia Sandero. Grazie a un prezzo di partenza
inferiore ai 13.000 euro in mercati chiave come la Germania, la Sandero è
passata dalle 168.000 unità del 2020 a oltre 225.000 previste nel 2025,
candidandosi a chiudere l’anno come modello più venduto in assoluto in Europa
per il secondo anno consecutivo.
Situazione più complessa per le berline, che vedono la loro quota ridursi dal
4,7% al 3,5% nello stesso periodo. I volumi scendono da 565.000 a circa 426.000
unità. A soffrire maggiormente sono modelli come BMW Serie 3 e Mercedes-Benz
CLA, mentre Tesla Model 3 fa storia a sé: con oltre 76.000 immatricolazioni
previste nel 2025, domina il segmento lasciando un distacco superiore alle
37.000 unità rispetto alla CLA. Curiosamente, la Romania resta il Paese europeo
con la più alta incidenza di vendite di berline, pari al 15,4%.
Anche le station wagon continuano a perdere appeal. La loro quota di mercato è
scesa dal 10,2% del 2020 al 7,1% del 2025, penalizzando modelli storicamente
forti come Skoda Octavia e Volkswagen Passat, sempre più spesso sostituiti da
suv di dimensioni simili ma percepiti come più moderni e versatili.
L'articolo Suv padroni del mercato europeo, mentre hatchback e berline perdono
terreno proviene da Il Fatto Quotidiano.
Kia ha presentato la nuova generazione di Seltos, SUV compatto che continua a
rappresentare un modello strategico per il marchio nei principali mercati
globali. L’anteprima, trasmessa online con il tema “The Protagonist”, introduce
un aggiornamento che punta soprattutto su praticità d’uso, connettività e
un’identità estetica più marcata.
Il modello nasce sulla piattaforma K3 e si propone con una serie di
miglioramenti strutturali tutti incentrati sulla qualità di guida: maggiore
rigidità della scocca, migliore isolamento acustico ed equilibrio rivisto del
telaio contribuiscono, secondo Kia, a un comportamento più stabile e
confortevole. Nei mercati che lo prevedono sarà disponibile un motore 1.6 T-GDI
da 180 CV, abbinabile a cambio DCT a sette rapporti o manuale a sei velocità,
con opzione per la trazione integrale e le modalità di gestione del terreno. Dal
2026 la gamma sarà ampliata con una versione full-hybrid dotata di funzione
Vehicle-to-Load e del nuovo sistema di frenata rigenerativa Smart Regenerative
Braking 3.0.
Il design evolve lungo direttrici più nette e robuste. Le dimensioni crescono
fino a 4.430 mm in lunghezza, 1.830 mm in larghezza e 1.600 mm in altezza, con
un passo di 2.690 mm. Il frontale adotta una griglia più ampia con firma
luminosa Star Map e maniglie a scomparsa, mentre il posteriore presenta gruppi
ottici che attraversano il portellone. Le varianti X-Line e GT-Line si
differenziano per finiture e caratterizzazioni specifiche. Durante la
presentazione sono stati introdotti tre nuovi colori, che però non saranno tutti
disponibili per il mercato europeo.
Gli interni sono stati ripensati con una plancia più bassa, maggiore spazio a
bordo e un “impianto” tecnologico aggiornato. Il doppio display panoramico da
12,3 pollici integra strumentazione e infotainment, supportato da aggiornamenti
software OTA, Digital Key 2.0 e un nuovo assistente basato su intelligenza
artificiale generativa. A seconda del mercato sono previsti tetto panoramico,
illuminazione interna personalizzabile e sistemi audio premium, mentre alcuni
contenuti – come i sedili posteriori reclinabili in 24 posizioni o l’impianto
Bose – non arriveranno in Europa. Il bagagliaio offre una capacità di 536 litri
(VDA), accompagnato dal sistema modulare AddGear per una migliore gestione dello
spazio.
Sul fronte della sicurezza, la nuova Seltos introduce una serie di dispositivi
di assistenza alla guida, tra cui il pacchetto Highway Driving Assist 2, il Lane
Following Assist 2, il Forward Collision-Avoidance Assist 2, il Safe Exit
Warning e sistemi dedicati al parcheggio, oltre a un Head-Up Display che
proietta le informazioni principali sul parabrezza.
La produzione parte questo mese in India e proseguirà nel corso del 2026 in
Corea, Nord America, Europa e Cina. Per il mercato europeo il modello sarà
proposto con una dotazione specifica, priva di alcune varianti estetiche,
meccaniche e di comfort previste invece per altri Paesi.
L'articolo Evoluzione Seltos, il suv di Kia cresce in dimensioni, tecnologia e
funzionalità proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La nuova Mercedes GLB non stravolge, ma evolve. Non cerca l’effetto speciale a
tutti i costi, piuttosto lavora per sottrazione e per coerenza, come fanno le
auto nate per durare più di una stagione. Oggi però il passo in avanti è netto:
la GLB entra nel mondo dell’elettrico puro e lo fa con due versioni ben
distinte, 250+ EQ e 350 4MATIC EQ. La prima è capace di erogare 272 cavalli, la
seconda, ne mette a disposizione 354 con la trazione integrale.
In entrambi i casi la batteria è da 85 kWh, con un’autonomia che nel ciclo WLTP
spazia dai 521 a oltre 630 chilometri. La ricarica in corrente continua può
assorbire fino a 320 kW, con un il passaggio dal 10 all’80% in circa 22 minuti.
Numeri che spostano la GLB dal ruolo di semplice SUV urbano a quello di vera
“macinachilometri” elettrica.
Le prestazioni non sono più un tabù, neanche per un’auto con ambizioni
familiari. La 350 4MATIC spinge forte, con quella risposta piena e immediata
tipica dell’elettrico, mentre la 250+ gioca la sua partita sull’efficienza e
sulla fruibilità quotidiana. In entrambi i casi la sensazione è quella di un
progetto pensato per semplificare la vita, non per complicarla: zero ansia da
autonomia, tanta facilità d’uso e una naturale predisposizione ai viaggi veri,
quelli lunghi, senza troppe soste rituali.
Dentro cambia tutto, o quasi: la plancia è dominata dal doppio display
completamente digitale, con un MBUX evoluto, navigazione con realtà aumentata e
servizi online connessi in 5G. Spuntano soluzioni finora inedite per il
segmento: riconoscimento del volto, telecamera per selfie, illuminazione
ambientale avanzata, display dedicato al passeggero e, sugli allestimenti
superiori, head-up display e impianto audio Burmester 3D. L’abitacolo diventa
così più un ambiente digitale che un semplice posto guida, ma senza
quell’effetto astronave forzato che spesso accompagna le elettriche di nuova
generazione. Il bagagliaio resta ampio e pratico, con in più il vano anteriore
dedicato a cavi e ricarica, soluzione semplice ma fondamentale nell’uso
quotidiano.
Anche per questa nuova GLB rimane la possibilità della terza fila di sedili, una
rarità assoluta tra i SUV compatti elettrici. È una scelta che ne racconta bene
l’anima, rivolta alle famiglie che non vogliono salire di taglia ma pretendono
spazio vero.
Sul fronte sicurezza il pacchetto è completo: assistenza alla frenata,
mantenimento di corsia, assistente agli incroci, cruise adattivo DISTRONIC,
telecamere a 360 gradi, funzione di sterzata automatica e perfino il cofano
“trasparente” per le manovre off-road leggere. Tecnologie che fino a pochi anni
fa erano terreno esclusivo delle ammiraglie e che oggi scendono finalmente nel
segmento medio-alto degli elettrici.
Capitolo prezzi, infine. La GLB 250+ EQ da circa 59.400 euro, 64.800 per la GLB
350 4MATIC EQ.
L'articolo Mercedes GLB, il rinnovamento. Elettrica pura con tanta autonomia e
versatilità – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Toyota aggiorna in profondità il suo SUV elettrico bZ4X, introducendo interventi
che puntano a colmare le lacune della prima generazione in termini di autonomia,
prestazioni e comfort. Il modello ora offre due tagli di batteria agli ioni di
litio, da 57,7 o 73,1 kWh, per configurazioni a trazione anteriore o integrale.
La variante con capacità maggiore consente di superare i 560 km dichiarati nel
ciclo WLTP, mentre la ricarica in corrente continua resta fissata a 150 kW, con
tempi attorno ai 28 minuti per passare dal 10 all’80%. Toyota introduce inoltre
il pre-condizionamento della batteria, pensato per migliorare la ricarica in
condizioni ambientali avverse e ridurre le variazioni di performance in inverno,
uno dei punti critici del modello precedente.
Il sistema di propulsione è stato riprogettato: l’e-Axle integra motore,
trasmissione e inverter in un modulo più compatto ed efficiente, con un
incremento netto delle prestazioni. Nella versione a trazione integrale la
potenza raggiunge i 252 kW, rendendo il bZ4X uno dei modelli più performanti del
marchio al di fuori della gamma sportiva GR. L’efficienza beneficia dell’uso di
semiconduttori in carburo di silicio, che riducono le dispersioni energetiche.
Questi miglioramenti dovrebbero tradursi in un vantaggio reale e costante
nell’utilizzo quotidiano, soprattutto su lunghi tragitti autostradali, dove
molti EV mostrano consumi ben più elevati rispetto ai valori omologati.
L’abitacolo è stato rivisto con maggiore attenzione al comfort: nuovo sistema
multimediale da 14 pollici, materiali aggiornati (in parte riciclati),
isolamento acustico migliorato e una console centrale completamente
riprogettata. Anche il design esterno cambia senza stravolgere: frontale più
definito, gruppi ottici aggiornati e affinamenti aerodinamici che cercano di
ridurre consumi e rumorosità. La versione AWD conserva un’identità da SUV
tradizionale, con capacità di traino fino a 1.500 kg e un’impostazione che vuole
mantenere un certo livello di versatilità, elemento non scontato in un mercato
elettrico dove molti modelli privilegiano efficienza e linee filanti a scapito
della praticità.
Nel complesso, il nuovo bZ4X rappresenta un aggiornamento mirato a rendere il
progetto più competitivo in un segmento sempre più affollato e popolato da
modelli che puntano su autonomia elevata ed efficienza. Le modifiche introdotte
sono sostanziali e riguardano sia la parte tecnica sia il comfort a bordo, con
l’obiettivo di offrire un’esperienza più completa e in linea con gli standard
attuali del mercato.
L'articolo Toyota aggiorna il suv elettrico bZ4X. Design incisivo, più potenza e
autonomia – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Non solo più grande, ma anche più “ricca”. Nel senso che, spiega Volkswagen, “il
livello di equipaggiamento è stato aumentato in linea generale”. Vale a dire che
grazie alle dotazioni di serie già la versione d’accesso è “tutt’altro che un
modello base”. Di sicuro in Italia, dove l’entry level, la Trend, non viene
nemmeno importata, il che contribuisce a spiegare il listino che parte da 33.900
euro. Con la seconda generazione della T-Roc, Volkswagen è ambiziosa quanto e
forse più che con la prima, già venduta in due milioni di esemplari. “I nostri
clienti amano la T-Roc e sono convinto che la nuova generazione abbia tutto ciò
che serve per continuare a scrivere questa fantastica storia di successo: un
design moderno, tecnologie innovative, massima qualità e pregio, comandi
intuitivi e un comportamento su strada piacevole ed equilibrato”, sintetizza
Thomas Schäfer, amministratore delegato di Volkswagen.
Il nuovo modello è stato sviluppato per andare incontro alle richieste dei
clienti europei, che chiedono Suv compatti eppure spaziosi e allo stesso tempo
in grado di poter essere guidati in città (11,1 metri di diametro di sterzata),
ma anche di poter venire impiegati per spostamenti più lunghi.
La T-Roc è la prima Volkswagen i cui motori sono esclusivamente elettrificati:
mild hybrid a 48 Volt al lancio e in futuro anche full hybrid. I primi due
sistemi sono basati sul sovralimentato quattro cilindri benzina da 1.5 litri
(eTSI) offerto sia con 116 sia con 150 Cv (l’unità guidata in Portogallo, tra
Lisbona, Palmela, dove la T-Roc viene fabbricata e il cui stabilimento vale il
4,5% dell’intero export lusitano) e Cascais. L’anno prossimo arriveranno anche
il duemila eTSI da 204 Cv e le due declinazioni full hybrid del millecinque, da
136 e 170 Cv. Per la versione più sportiva, la “R” da 333 Cv, ci sarà da
pazientare ancora più di un anno: al momento il debutto è previsto per i primi
mesi del 2027.
Stabile, anche se molto morbida, la T-Roc è comoda e si conferma fluida con la
sua discreta (nel senso che non si fa sentire) trasmissione automatica.
All’occorrenza è anche dinamica: impiega 8,9” per andare da 0 a 100 all’ora e
raggiunge i 212 km/h di velocità massima. Rispetto alla prima generazione è
cresciuta di 9 millimetri in altezza (1,57 metri), di 30 nel passo (2,63) e di
120 in lunghezza (4,37). Ciò nonostante l’aerodinamica è migliorata del 10% con
un Cx di 0,29. Il bagagliaio ha 30 litri di capacità in più e parte da 475
(arriva a 1.350).
I consumi omologati nel ciclo Wltp oscillano tra i 5.5 e 6 l/100 km: al termine
dei 150 chilometri al volante il computer ne ha rilevati 7, uno scostamento
sicuramente dovuto anche al tipo di guida. I cerchi arrivano fino a 20”, mentre
lo schermo “italiano” riservato all’infotainment ha una sola diagonale, quella
da 12.9. Tra le novità dell’armamentario tecnologico si sono il Park Assist Pro
con funzione Memory per posizionare il Suv in modo completamente automatico su
distanze fino a 50 metri e il più evoluto Travel Assist.
L'articolo Volkswagen T-Roc, la prova de Il Fatto.it – Più spazio e tecnologia
alla guida – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Hyundai rinnova la propria offerta nel segmento D con l’arrivo della SANTA FE
Plug-in Hybrid Model Year 2026, un aggiornamento che rafforza ulteriormente i
capisaldi del modello senza snaturarne l’essenza. Dopo l’evoluzione del
powertrain full-hybrid, anche la versione ricaricabile compie un deciso passo
avanti in termini di prestazioni, tecnologia e personalizzazione, incarnando lo
spirito “Open for More” che guida la nuova generazione del brand.
Il cuore del rinnovamento è il powertrain PHEV, che compie un vero salto di
qualità: la potenza complessiva passa infatti da 253 a 288 CV. La configurazione
abbina il motore 1.6 T-GDi a un propulsore elettrico e al cambio automatico a 6
rapporti, con trazione integrale 4WD di serie, pensata per offrire comfort e
sicurezza in ogni condizione.
Sul fronte tecnologico, la SANTA FE Plug-in Hybrid MY26 introduce la Digital Key
2.0, disponibile nei pacchetti Bose & Tech e Calligraphy. Grazie alla tecnologia
NFC, è possibile aprire, chiudere e avviare l’auto tramite smartphone o
smartwatch compatibili, condividendo inoltre l’accesso con fino a 15 utenti. Una
soluzione pensata per un’esperienza sempre più connessa e intuitiva.
Gli interni si arricchiscono di nuove tonalità per la pelle Nappa incluse nel
Calligraphy Pack, ora proposto anche nelle eleganti combinazioni Pecan Brown e
Forest Green, oltre alla classica Black Ink. Un ampliamento dell’offerta che
rafforza il carattere del modello.
La gamma MY26 mantiene invariata la struttura di listino, articolata negli
allestimenti Business ed XClass, entrambi disponibili a 5 o 7 posti e con 4WD di
serie. La versione Business, da 55.800 euro, offre già una dotazione completa
che include doppio display da 12,3”, aggiornamenti OTA, sedili anteriori
riscaldabili, portellone elettrico e un ampio pacchetto di sistemi di sicurezza
Hyundai SmartSense. Al top della gamma, la XClass (da 60.550 euro) aggiunge
cerchi da 20”, sedili ventilati, interni premium e i più avanzati sistemi di
assistenza alla guida, con ulteriori possibilità di personalizzazione tramite i
pacchetti Bose & Tech e Calligraphy.
L'articolo Hyundai Santa Fe, debutta il model year 2026. Aggiornamenti su
motore, dotazioni e gamma proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jeep presenta la nuova Recon 2026, il primo SUV completamente elettrico del
marchio ad essere Trail Rated. Ovvero a possedere una certificazione che attesta
il superamento di una serie di test severi in off-road: si tratta di un marchio
registrato con criteri tecnici precisi e stringenti. Il modello, costruito sulla
piattaforma STLA Large, promette dunque prestazioni e numeri da vero
fuoristrada: 650 cavalli, 840 Nm di coppia istantanea e un’accelerazione 0-100
km/h in 3,7 secondi. L’autonomia varia a seconda degli allestimenti, fino a 450
km (circa 400 km sulle versioni di lancio USA).
Il cuore tecnico è formato da due motori elettrici da 250 kW ciascuno, con
trazione integrale elettrica di serie, differenziale posteriore bloccabile e
rapporti finali specifici per affrontare terreni impegnativi. L’allestimento
Moab, esclusivo per Stati Uniti e Canada, adotta un rapporto posteriore 15:1,
pneumatici da 33 pollici, 24 cm di altezza da terra e modalità Rock dedicata.
Gli angoli off-road sono da vera Jeep: 34° di attacco, 34,5° di uscita e 23,5°
di dosso. La Recon può inoltre guadare fino a 60 cm d’acqua.
Il design celebra l’heritage Jeep con linee robuste, griglia a sette feritoie
illuminata, tetto panoramico o Sky One-Touch e, soprattutto, la libertà
open-air: porte, vetri posteriori e lunotto sono removibili senza attrezzi.
Dentro domina la funzionalità: materiali riciclati, vani intelligenti, frunk da
85 litri, bagagliaio fino a 1.867 litri e un impianto audio Alpine premium di
serie, unico nel segmento.
La tecnologia è protagonista con oltre 66 cm di “superfici” digitali: quadro
strumenti da 12,3”, touchscreen da 14,5”, Uconnect 5, integrazione Alexa e
strumenti dedicati all’off-road come Trails Offroad e la Dynamic Range Mapping
di TomTom. Sono più di 170 i sistemi di sicurezza disponibili.
Prodotta a Toluca, in Messico, la Jeep Recon debutterà a inizio anno in USA e
Canada, con arrivo nei mercati globali previsto nel quarto trimestre del 2026.
Dunque da noi arriverà l’anno prossimo di questi tempi.
L'articolo Jeep Recon 2026, debutta il primo sport utility elettrico Trail Rated
– FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.