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Pirelli rinnova Scorpion, ecco la terza generazione di pneumatici per suv
Nell’auto che corre verso l’elettrificazione e il rialzo generalizzato delle masse, c’è un componente che resta decisivo più di ogni software: il pneumatico. È lì che potenza, peso e sicurezza si traducono in metri di frenata, comfort quotidiano e controllo reale. Ed è proprio da questo punto di contatto con l’asfalto che Pirelli rilancia uno dei suoi nomi storici: Scorpion, pensato espressamente per i SUV moderni e arrivato oggi alla sua terza generazione. Nato nel 1986 per veicoli “a guida alta” – con il debutto sulla Lamborghini LM002 – il marchio Scorpion si è evoluto insieme al mercato, fino a diventare una famiglia trasversale che spazia dall’auto alla moto, passando per l’offroad e perfino il mondo bici. Ma è sul fronte suv che oggi Pirelli concentra la nuova sfida tecnologica. Il nuovo Scorpion ha ottenuto la certificazione TÜV Premium Quality, risultando primo nei test di frenata su asciutto e di handling sul bagnato, con prestazioni ai vertici anche in aquaplaning e spazi d’arresto. Ma non è solo una questione di grip. Tutta la gamma al lancio ottiene la Classe A per aderenza sul bagnato nell’etichetta europea, abbinata a buoni valori di rumorosità (Classi A/B) e alla Classe B per resistenza al rotolamento, segno di un equilibrio tra sicurezza ed efficienza energetica. Dietro questi numeri c’è un lavoro mirato sulle esigenze tipiche degli sport utility. Pirelli ha sviluppato una nuova mescola battistrada pensata per mantenere prestazioni stabili in un ampio range di temperature estive, migliorando l’aderenza sul bagnato senza sacrificare la durata chilometrica. A questo si aggiunge una struttura rinforzata per favorire un’usura più uniforme, fondamentale sui veicoli di massa elevata. Interessante anche il modo in cui il pneumatico è stato progettato: largo spazio allo sviluppo virtuale. Gli ingegneri Pirelli hanno simulato oltre venti combinazioni di mescole e disegni battistrada prima ancora di arrivare ai test fisici, utilizzando modelli predittivi sulla resa chilometrica e simulatori di guida per affinare handling e comportamento dinamico. Solo successivamente le prove su strada hanno confermato i miglioramenti rispetto alla generazione precedente. Dal punto di vista costruttivo, la terza generazione Scorpion introduce carcassa rinforzata, tasselli centrali più larghi e un profilo studiato per distribuire in modo più uniforme la pressione sull’impronta a terra, riducendo le deformazioni in spalla. Soluzioni che migliorano precisione di guida, comfort acustico e stabilità nei trasferimenti di carico tipici dei SUV moderni. Non manca lo sguardo alla mobilità elettrica. Il nuovo Scorpion è disponibile anche con tecnologia Elect, sviluppata per veicoli elettrici e plug-in hybrid, in grado di ridurre la resistenza al rotolamento e aumentare l’autonomia fino al 10% rispetto alle versioni standard, grazie a materiali e strutture specifiche per coppie elevate e pesi superiori. La gamma parte con 16 misure tra 18 e 22 pollici, con oltre 40 omologazioni già in sviluppo insieme ai principali costruttori premium, in continuità con una famiglia Scorpion che oggi conta più di 300 specifiche approvate dalle Case. L'articolo Pirelli rinnova Scorpion, ecco la terza generazione di pneumatici per suv proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Renault Filante, l’ammiraglia ibrida che segna il ritorno globale della Losanga – FOTO
‹ › 1 / 6 RENAULT FILANTE ‹ › 2 / 6 RENAULT FILANTE ‹ › 3 / 6 RENAULT FILANTE ‹ › 4 / 6 RENAULT FILANTE ‹ › 5 / 6 RENAULT FILANTE ‹ › 6 / 6 RENAULT FILANTE La prima impressione, guardandola, è che Renault abbia voluto realizzare un auto “di presenza”, quasi una dichiarazione di intenti. Filante non entra in punta di piedi: arriva, si prende la scena e dice chiaramente che la Losanga vuole tornare a contare fuori dall’Europa. Non è solo una nuova vettura, ma un tassello strategico: un crossover di fascia alta pensato per mercati internazionali in crescita e per un tipo di clientela che chiede tecnologia, comfort e status, ma non necessariamente un’elettrificazione “alla spina”. Il posizionamento lo raccontano già le dimensioni: 4,92 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,64 di altezza, numeri da D/E-SUV che mettono Filante nel territorio delle grandi ammiraglie. Il design lavora proprio su questo: suv nelle proporzioni, quasi coupé nella tensione delle superfici. Il frontale è scenografico, con una calandra tridimensionale e una firma luminosa pensata anche per i rituali di accoglienza e congedo (welcome e departure lighting). Al posteriore l’andamento del lunotto e l’alettone sospeso cercano l’effetto “filante” senza rinunciare a un’impronta solida. L’obiettivo è evidente: distinguersi in un segmento pieno di modelli simili. All’interno l’impostazione è da lounge, con un forte accento su digitalizzazione e atmosfera. La plancia è dominata da tre schermi da 12,3 pollici riuniti nell’OpenR Panorama Screen, più un head-up display in realtà aumentata da 25,6 pollici. Renault lavora anche su qualità e comfort acustico – dettaglio fondamentale nel segmento alto – e su un ambiente “premium” che passa da illuminazione, materiali e insonorizzazione. Il cuore tecnico è la scelta della motorizzazione: Filante adotta un Full Hybrid E-Tech da 250 cavalli, composto da una unità termica 1.5 turbo benzina a iniezione diretta abbinato a due unità elettriche, batteria compatta e trasmissione DHT Pro. La logica industriale è chiara: nei mercati extra-europei l’ibrido è la strada più rapida per crescere, perché offre consumi ridotti e guida elettrica in città senza dipendere dall’infrastruttura di ricarica. Renault indica percentuali elevate di utilizzo in elettrico nella guida urbana e un miglioramento sensibile dei consumi rispetto a un benzina tradizionale equivalente: al netto dei numeri da omologazione, il messaggio è che Filante vuole essere “moderna” senza complicare la vita al cliente. Sul fronte sicurezza e assistenza alla guida, è disponibile un pacchetto completo. Oltre 30 ADAS, con funzioni ad alto valore percepito e utili nella guida reale, dalla gestione avanzata delle manovre ai sistemi di monitoraggio pensati per il traffico urbano. Il punto forse più interessante, però, è la geografia del progetto. Filante nasce e viene prodotta in Corea, nello stabilimento di Busan, e la traiettoria commerciale dice molto della nuova Renault globale: debutto in Corea del Sud da marzo 2026, poi esportazione verso alcuni mercati del Sud America e infine arrivo nei Paesi del Golfo entro l’inizio del 2027. È un modello pensato per crescere dove la domanda sta salendo e dove l’elettrificazione deve essere pragmatica, non ideologica. La nuova nata si inserisce infatti nell’International Game Plan 2027, la strategia con cui Renault vuole rafforzare la propria presenza fuori dall’Europa con nuovi modelli e con una quota crescente di veicoli elettrificati. Il metodo è “market by market”, anche nelle partnership: collaborazioni diverse a seconda delle aree, con un approccio industriale pragmatico e flessibile. In questo senso Filante è una vettura bandiera, ma non da vetrina fine a sé stessa. E’ un’ammiraglia globale pensata per fare volumi, margini e reputazione. E il segnale è chiaro: Renault non sta semplicemente lanciando un modello, sta ridisegnando la mappa delle proprie ambizioni. L'articolo Renault Filante, l’ammiraglia ibrida che segna il ritorno globale della Losanga – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto, tra citycar e suv il 2026 sarà l’anno degli ibridi e delle elettriche d’élite
Il 2026 si apre sotto il segno di una profonda trasformazione per l’industria automobilistica globale, alle prese con un’elettrificazione più ponderata e “digeribile” per il mercato, dando sempre più spazio alle motorizzazioni ibride. I costruttori sono pronti a lanciare una vasta gamma di novità che spaziano dalle auto “formato urbano” ai sempre gettonatissimi SUV. Tra le protagoniste più attese del nuovo anno spicca la Porsche Cayenne Electric, una sport utility a batteria che affiancherà la versione termica aggiornata del modello, offrendo potenze che nella variante Turbo raggiungono i 1.156 cavalli, con un’autonomia di circa 650 km e un prezzo d’attacco di 108.922 euro. Decisamente più umana la nuova generazione della Volkswagen T-Roc, che cresce nelle dimensioni per confermare il suo primato commerciale interno alla casa tedesca, debuttando con motori turbo ibridi leggeri da 116 o 150 CV a partire da 33.900 euro. Ritorno in scena per la Honda Prelude, coupé ibrida compatta dal design filante e oltre 200 CV di potenza, mentre la Renault Clio si rinnova con un look più grintoso, abbandonando il diesel a favore di propulsori a benzina, GPL e full hybrid con prezzi da 18.900 euro. Mercedes risponde con la nuova GLB, che in primavera debutterà come elettrica pura per poi accogliere varianti ibride leggere, mantenendo la sua caratteristica versatilità a sette posti. Nel segmento delle utilitarie, pronta a bissare il successo della Renault 5, ci sarà la Twingo, che riprende le forme iconiche dell’omonimo modello anni Novanta, reinterpretandole in chiave elettrica: sarà proposta a un prezzo di 19.500 euro. Nel frattempo, Dacia si prepara a lanciare un’inedita berlina a cinque porte lunga circa 440 cm, puntando sulla concretezza del motore 1.8 full hybrid e su un prezzo inferiore ai 20.000 euro, accompagnata dalla minuscola Hipster, una citycar elettrica da tre metri pensata per la massima agilità urbana. Nel segmento premium debutterà la DS N°7, che sostituirà l’attuale DS7 puntando su versioni elettriche e ibride plug-in prodotte a Melfi. C’è poi la Kia Seltos (nella foto), che con i suoi 443 cm sbarca nel mercato europeo offrendo motori turbo e full hybrid. BMW è pronta invece a rinnovare profondamente la sua gamma con la quinta generazione della X5, caratterizzata dal design Neue Klasse e motorizzazioni che spaziano dall’ibrido all’elettrico puro della iX5, e con la nuova Serie 3, che sdoppierà la sua offerta tra piattaforme termiche evolute ed elettriche i3. Attesa poi per la Lancia Gamma, berlina rialzata su piattaforma STLA Medium che sarà disponibile sia elettrica che ibrida, e per la Ferrari Elettrica, la prima vettura a batteria del Cavallino che, con quattro motori e oltre 1.000 cavalli, promette di mantenere intatto il coinvolgimento di guida tipico del marchio a un prezzo superiore ai 400.000 euro. La transizione verso il futuro passa anche per la Volkswagen ID.Polo, che inaugura la nuova strategia di nomi elettrici del marchio tedesco offrendo un’abitabilità simile alla Golf in dimensioni compatte, e per la cosiddetta Fiat Giga Panda, una crossover da 440 cm che amplierà la famiglia della Grande Panda con versioni elettriche, ibride e benzina. Kia prosegue la sua offensiva con la K4, erede della Ceed dal design grintoso e ampio spazio interno, mentre Mercedes aggiorna la GLA adottando la piattaforma MMA con tecnologia a 800 volt per ricariche rapide e motori mild hybrid a benzina. Porsche continua a far sognare gli appassionati con la 718 Boxster, che pur puntando sull’elettrico manterrà varianti a benzina per i puristi delle prestazioni. Infine, la nuova Renault Captur chiude il cerchio concentrandosi esclusivamente su motori termici ed elettrificati, confermando la praticità del divano posteriore scorrevole per restare protagonista nel segmento dei crossover compatti. L'articolo Auto, tra citycar e suv il 2026 sarà l’anno degli ibridi e delle elettriche d’élite proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Suv padroni del mercato europeo, mentre hatchback e berline perdono terreno
Negli ultimi cinque anni il mercato auto europeo ha cambiato faccia. E no, non è solo una sensazione: i numeri parlano chiaro. Dal 2020 a oggi i suv sono passati dall’essere guardati con sospetto (troppo grandi e assetati di carburante) a dominare senza rivali le classifiche di vendita. Oggi rappresentano il 59% delle nuove immatricolazioni in Europa, contro il 41% di appena cinque anni fa. Il segreto di questo successo sta nella trasformazione del concetto stesso di suv. Costruttori come Volkswagen, Renault, Ford e Toyota hanno rivisto dimensioni e proporzioni, puntando su modelli più compatti, leggermente rialzati e dal look solido, ma perfettamente compatibili con la quotidianità urbana europea. Auto che occupano lo stesso spazio di una vettura tradizionale, ma offrono una posizione di guida più alta e un’immagine più “avventurosa”. Non sorprende quindi che nel 2025 gli sport utility più venduti siano Volkswagen T-Roc (nella foto), Volkswagen Tiguan e Toyota Yaris Cross, modelli capaci di intercettare un pubblico molto ampio, dalle famiglie ai giovani professionisti. A perdere terreno sono invece le hatchback, per decenni spina dorsale del mercato europeo. La loro quota è scesa dal 35% del 2020 al 23,9% del 2025, con un calo di volumi da 4,2 a circa 2,9 milioni di unità annue. Alcuni modelli storici continuano comunque a difendersi bene: Renault Clio e Volkswagen Golf mantengono una base di clienti molto fedele. Il vero caso di successo, però, è Dacia Sandero. Grazie a un prezzo di partenza inferiore ai 13.000 euro in mercati chiave come la Germania, la Sandero è passata dalle 168.000 unità del 2020 a oltre 225.000 previste nel 2025, candidandosi a chiudere l’anno come modello più venduto in assoluto in Europa per il secondo anno consecutivo. Situazione più complessa per le berline, che vedono la loro quota ridursi dal 4,7% al 3,5% nello stesso periodo. I volumi scendono da 565.000 a circa 426.000 unità. A soffrire maggiormente sono modelli come BMW Serie 3 e Mercedes-Benz CLA, mentre Tesla Model 3 fa storia a sé: con oltre 76.000 immatricolazioni previste nel 2025, domina il segmento lasciando un distacco superiore alle 37.000 unità rispetto alla CLA. Curiosamente, la Romania resta il Paese europeo con la più alta incidenza di vendite di berline, pari al 15,4%. Anche le station wagon continuano a perdere appeal. La loro quota di mercato è scesa dal 10,2% del 2020 al 7,1% del 2025, penalizzando modelli storicamente forti come Skoda Octavia e Volkswagen Passat, sempre più spesso sostituiti da suv di dimensioni simili ma percepiti come più moderni e versatili. L'articolo Suv padroni del mercato europeo, mentre hatchback e berline perdono terreno proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Evoluzione Seltos, il suv di Kia cresce in dimensioni, tecnologia e funzionalità
Kia ha presentato la nuova generazione di Seltos, SUV compatto che continua a rappresentare un modello strategico per il marchio nei principali mercati globali. L’anteprima, trasmessa online con il tema “The Protagonist”, introduce un aggiornamento che punta soprattutto su praticità d’uso, connettività e un’identità estetica più marcata. Il modello nasce sulla piattaforma K3 e si propone con una serie di miglioramenti strutturali tutti incentrati sulla qualità di guida: maggiore rigidità della scocca, migliore isolamento acustico ed equilibrio rivisto del telaio contribuiscono, secondo Kia, a un comportamento più stabile e confortevole. Nei mercati che lo prevedono sarà disponibile un motore 1.6 T-GDI da 180 CV, abbinabile a cambio DCT a sette rapporti o manuale a sei velocità, con opzione per la trazione integrale e le modalità di gestione del terreno. Dal 2026 la gamma sarà ampliata con una versione full-hybrid dotata di funzione Vehicle-to-Load e del nuovo sistema di frenata rigenerativa Smart Regenerative Braking 3.0. Il design evolve lungo direttrici più nette e robuste. Le dimensioni crescono fino a 4.430 mm in lunghezza, 1.830 mm in larghezza e 1.600 mm in altezza, con un passo di 2.690 mm. Il frontale adotta una griglia più ampia con firma luminosa Star Map e maniglie a scomparsa, mentre il posteriore presenta gruppi ottici che attraversano il portellone. Le varianti X-Line e GT-Line si differenziano per finiture e caratterizzazioni specifiche. Durante la presentazione sono stati introdotti tre nuovi colori, che però non saranno tutti disponibili per il mercato europeo. Gli interni sono stati ripensati con una plancia più bassa, maggiore spazio a bordo e un “impianto” tecnologico aggiornato. Il doppio display panoramico da 12,3 pollici integra strumentazione e infotainment, supportato da aggiornamenti software OTA, Digital Key 2.0 e un nuovo assistente basato su intelligenza artificiale generativa. A seconda del mercato sono previsti tetto panoramico, illuminazione interna personalizzabile e sistemi audio premium, mentre alcuni contenuti – come i sedili posteriori reclinabili in 24 posizioni o l’impianto Bose – non arriveranno in Europa. Il bagagliaio offre una capacità di 536 litri (VDA), accompagnato dal sistema modulare AddGear per una migliore gestione dello spazio. Sul fronte della sicurezza, la nuova Seltos introduce una serie di dispositivi di assistenza alla guida, tra cui il pacchetto Highway Driving Assist 2, il Lane Following Assist 2, il Forward Collision-Avoidance Assist 2, il Safe Exit Warning e sistemi dedicati al parcheggio, oltre a un Head-Up Display che proietta le informazioni principali sul parabrezza. La produzione parte questo mese in India e proseguirà nel corso del 2026 in Corea, Nord America, Europa e Cina. Per il mercato europeo il modello sarà proposto con una dotazione specifica, priva di alcune varianti estetiche, meccaniche e di comfort previste invece per altri Paesi. L'articolo Evoluzione Seltos, il suv di Kia cresce in dimensioni, tecnologia e funzionalità proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mercedes GLB, il rinnovamento. Elettrica pura con tanta autonomia e versatilità – FOTO
‹ › 1 / 6 MERCEDES GLB ‹ › 2 / 6 MERCEDES GLB ‹ › 3 / 6 MERCEDES GLB ‹ › 4 / 6 MERCEDES GLB ‹ › 5 / 6 MERCEDES GLB ‹ › 6 / 6 MERCEDES GLB La nuova Mercedes GLB non stravolge, ma evolve. Non cerca l’effetto speciale a tutti i costi, piuttosto lavora per sottrazione e per coerenza, come fanno le auto nate per durare più di una stagione. Oggi però il passo in avanti è netto: la GLB entra nel mondo dell’elettrico puro e lo fa con due versioni ben distinte, 250+ EQ e 350 4MATIC EQ. La prima è capace di erogare 272 cavalli, la seconda, ne mette a disposizione 354 con la trazione integrale. In entrambi i casi la batteria è da 85 kWh, con un’autonomia che nel ciclo WLTP spazia dai 521 a oltre 630 chilometri. La ricarica in corrente continua può assorbire fino a 320 kW, con un il passaggio dal 10 all’80% in circa 22 minuti. Numeri che spostano la GLB dal ruolo di semplice SUV urbano a quello di vera “macinachilometri” elettrica. Le prestazioni non sono più un tabù, neanche per un’auto con ambizioni familiari. La 350 4MATIC spinge forte, con quella risposta piena e immediata tipica dell’elettrico, mentre la 250+ gioca la sua partita sull’efficienza e sulla fruibilità quotidiana. In entrambi i casi la sensazione è quella di un progetto pensato per semplificare la vita, non per complicarla: zero ansia da autonomia, tanta facilità d’uso e una naturale predisposizione ai viaggi veri, quelli lunghi, senza troppe soste rituali. Dentro cambia tutto, o quasi: la plancia è dominata dal doppio display completamente digitale, con un MBUX evoluto, navigazione con realtà aumentata e servizi online connessi in 5G. Spuntano soluzioni finora inedite per il segmento: riconoscimento del volto, telecamera per selfie, illuminazione ambientale avanzata, display dedicato al passeggero e, sugli allestimenti superiori, head-up display e impianto audio Burmester 3D. L’abitacolo diventa così più un ambiente digitale che un semplice posto guida, ma senza quell’effetto astronave forzato che spesso accompagna le elettriche di nuova generazione. Il bagagliaio resta ampio e pratico, con in più il vano anteriore dedicato a cavi e ricarica, soluzione semplice ma fondamentale nell’uso quotidiano. Anche per questa nuova GLB rimane la possibilità della terza fila di sedili, una rarità assoluta tra i SUV compatti elettrici. È una scelta che ne racconta bene l’anima, rivolta alle famiglie che non vogliono salire di taglia ma pretendono spazio vero. Sul fronte sicurezza il pacchetto è completo: assistenza alla frenata, mantenimento di corsia, assistente agli incroci, cruise adattivo DISTRONIC, telecamere a 360 gradi, funzione di sterzata automatica e perfino il cofano “trasparente” per le manovre off-road leggere. Tecnologie che fino a pochi anni fa erano terreno esclusivo delle ammiraglie e che oggi scendono finalmente nel segmento medio-alto degli elettrici. Capitolo prezzi, infine. La GLB 250+ EQ da circa 59.400 euro, 64.800 per la GLB 350 4MATIC EQ. L'articolo Mercedes GLB, il rinnovamento. Elettrica pura con tanta autonomia e versatilità – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Toyota aggiorna il suv elettrico bZ4X. Design incisivo, più potenza e autonomia – FOTO
‹ › 1 / 6 TOYOTA BZ4X ‹ › 2 / 6 TOYOTA BZ4X ‹ › 3 / 6 TOYOTA BZ4X ‹ › 4 / 6 TOYOTA BZ4X ‹ › 5 / 6 TOYOTA BZ4X ‹ › 6 / 6 TOYOTA BZ4X Toyota aggiorna in profondità il suo SUV elettrico bZ4X, introducendo interventi che puntano a colmare le lacune della prima generazione in termini di autonomia, prestazioni e comfort. Il modello ora offre due tagli di batteria agli ioni di litio, da 57,7 o 73,1 kWh, per configurazioni a trazione anteriore o integrale. La variante con capacità maggiore consente di superare i 560 km dichiarati nel ciclo WLTP, mentre la ricarica in corrente continua resta fissata a 150 kW, con tempi attorno ai 28 minuti per passare dal 10 all’80%. Toyota introduce inoltre il pre-condizionamento della batteria, pensato per migliorare la ricarica in condizioni ambientali avverse e ridurre le variazioni di performance in inverno, uno dei punti critici del modello precedente. Il sistema di propulsione è stato riprogettato: l’e-Axle integra motore, trasmissione e inverter in un modulo più compatto ed efficiente, con un incremento netto delle prestazioni. Nella versione a trazione integrale la potenza raggiunge i 252 kW, rendendo il bZ4X uno dei modelli più performanti del marchio al di fuori della gamma sportiva GR. L’efficienza beneficia dell’uso di semiconduttori in carburo di silicio, che riducono le dispersioni energetiche. Questi miglioramenti dovrebbero tradursi in un vantaggio reale e costante nell’utilizzo quotidiano, soprattutto su lunghi tragitti autostradali, dove molti EV mostrano consumi ben più elevati rispetto ai valori omologati. L’abitacolo è stato rivisto con maggiore attenzione al comfort: nuovo sistema multimediale da 14 pollici, materiali aggiornati (in parte riciclati), isolamento acustico migliorato e una console centrale completamente riprogettata. Anche il design esterno cambia senza stravolgere: frontale più definito, gruppi ottici aggiornati e affinamenti aerodinamici che cercano di ridurre consumi e rumorosità. La versione AWD conserva un’identità da SUV tradizionale, con capacità di traino fino a 1.500 kg e un’impostazione che vuole mantenere un certo livello di versatilità, elemento non scontato in un mercato elettrico dove molti modelli privilegiano efficienza e linee filanti a scapito della praticità. Nel complesso, il nuovo bZ4X rappresenta un aggiornamento mirato a rendere il progetto più competitivo in un segmento sempre più affollato e popolato da modelli che puntano su autonomia elevata ed efficienza. Le modifiche introdotte sono sostanziali e riguardano sia la parte tecnica sia il comfort a bordo, con l’obiettivo di offrire un’esperienza più completa e in linea con gli standard attuali del mercato. L'articolo Toyota aggiorna il suv elettrico bZ4X. Design incisivo, più potenza e autonomia – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volkswagen T-Roc, la prova de Il Fatto.it – Più spazio e tecnologia alla guida – FOTO
‹ › 1 / 4 VOLKSWAGEN T-ROC ‹ › 2 / 4 VOLKSWAGEN T-ROC ‹ › 3 / 4 VOLKSWAGEN T-ROC ‹ › 4 / 4 VOLKSWAGEN T-ROC Non solo più grande, ma anche più “ricca”. Nel senso che, spiega Volkswagen, “il livello di equipaggiamento è stato aumentato in linea generale”. Vale a dire che grazie alle dotazioni di serie già la versione d’accesso è “tutt’altro che un modello base”. Di sicuro in Italia, dove l’entry level, la Trend, non viene nemmeno importata, il che contribuisce a spiegare il listino che parte da 33.900 euro. Con la seconda generazione della T-Roc, Volkswagen è ambiziosa quanto e forse più che con la prima, già venduta in due milioni di esemplari. “I nostri clienti amano la T-Roc e sono convinto che la nuova generazione abbia tutto ciò che serve per continuare a scrivere questa fantastica storia di successo: un design moderno, tecnologie innovative, massima qualità e pregio, comandi intuitivi e un comportamento su strada piacevole ed equilibrato”, sintetizza Thomas Schäfer, amministratore delegato di Volkswagen. Il nuovo modello è stato sviluppato per andare incontro alle richieste dei clienti europei, che chiedono Suv compatti eppure spaziosi e allo stesso tempo in grado di poter essere guidati in città (11,1 metri di diametro di sterzata), ma anche di poter venire impiegati per spostamenti più lunghi. La T-Roc è la prima Volkswagen i cui motori sono esclusivamente elettrificati: mild hybrid a 48 Volt al lancio e in futuro anche full hybrid. I primi due sistemi sono basati sul sovralimentato quattro cilindri benzina da 1.5 litri (eTSI) offerto sia con 116 sia con 150 Cv (l’unità guidata in Portogallo, tra Lisbona, Palmela, dove la T-Roc viene fabbricata e il cui stabilimento vale il 4,5% dell’intero export lusitano) e Cascais. L’anno prossimo arriveranno anche il duemila eTSI da 204 Cv e le due declinazioni full hybrid del millecinque, da 136 e 170 Cv. Per la versione più sportiva, la “R” da 333 Cv, ci sarà da pazientare ancora più di un anno: al momento il debutto è previsto per i primi mesi del 2027. Stabile, anche se molto morbida, la T-Roc è comoda e si conferma fluida con la sua discreta (nel senso che non si fa sentire) trasmissione automatica. All’occorrenza è anche dinamica: impiega 8,9” per andare da 0 a 100 all’ora e raggiunge i 212 km/h di velocità massima. Rispetto alla prima generazione è cresciuta di 9 millimetri in altezza (1,57 metri), di 30 nel passo (2,63) e di 120 in lunghezza (4,37). Ciò nonostante l’aerodinamica è migliorata del 10% con un Cx di 0,29. Il bagagliaio ha 30 litri di capacità in più e parte da 475 (arriva a 1.350). I consumi omologati nel ciclo Wltp oscillano tra i 5.5 e 6 l/100 km: al termine dei 150 chilometri al volante il computer ne ha rilevati 7, uno scostamento sicuramente dovuto anche al tipo di guida. I cerchi arrivano fino a 20”, mentre lo schermo “italiano” riservato all’infotainment ha una sola diagonale, quella da 12.9. Tra le novità dell’armamentario tecnologico si sono il Park Assist Pro con funzione Memory per posizionare il Suv in modo completamente automatico su distanze fino a 50 metri e il più evoluto Travel Assist. L'articolo Volkswagen T-Roc, la prova de Il Fatto.it – Più spazio e tecnologia alla guida – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Hyundai Santa Fe, debutta il model year 2026. Aggiornamenti su motore, dotazioni e gamma
Hyundai rinnova la propria offerta nel segmento D con l’arrivo della SANTA FE Plug-in Hybrid Model Year 2026, un aggiornamento che rafforza ulteriormente i capisaldi del modello senza snaturarne l’essenza. Dopo l’evoluzione del powertrain full-hybrid, anche la versione ricaricabile compie un deciso passo avanti in termini di prestazioni, tecnologia e personalizzazione, incarnando lo spirito “Open for More” che guida la nuova generazione del brand. Il cuore del rinnovamento è il powertrain PHEV, che compie un vero salto di qualità: la potenza complessiva passa infatti da 253 a 288 CV. La configurazione abbina il motore 1.6 T-GDi a un propulsore elettrico e al cambio automatico a 6 rapporti, con trazione integrale 4WD di serie, pensata per offrire comfort e sicurezza in ogni condizione. Sul fronte tecnologico, la SANTA FE Plug-in Hybrid MY26 introduce la Digital Key 2.0, disponibile nei pacchetti Bose & Tech e Calligraphy. Grazie alla tecnologia NFC, è possibile aprire, chiudere e avviare l’auto tramite smartphone o smartwatch compatibili, condividendo inoltre l’accesso con fino a 15 utenti. Una soluzione pensata per un’esperienza sempre più connessa e intuitiva. Gli interni si arricchiscono di nuove tonalità per la pelle Nappa incluse nel Calligraphy Pack, ora proposto anche nelle eleganti combinazioni Pecan Brown e Forest Green, oltre alla classica Black Ink. Un ampliamento dell’offerta che rafforza il carattere del modello. La gamma MY26 mantiene invariata la struttura di listino, articolata negli allestimenti Business ed XClass, entrambi disponibili a 5 o 7 posti e con 4WD di serie. La versione Business, da 55.800 euro, offre già una dotazione completa che include doppio display da 12,3”, aggiornamenti OTA, sedili anteriori riscaldabili, portellone elettrico e un ampio pacchetto di sistemi di sicurezza Hyundai SmartSense. Al top della gamma, la XClass (da 60.550 euro) aggiunge cerchi da 20”, sedili ventilati, interni premium e i più avanzati sistemi di assistenza alla guida, con ulteriori possibilità di personalizzazione tramite i pacchetti Bose & Tech e Calligraphy. L'articolo Hyundai Santa Fe, debutta il model year 2026. Aggiornamenti su motore, dotazioni e gamma proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jeep Recon 2026, debutta il primo sport utility elettrico Trail Rated – FOTO
‹ › 1 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 2 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 3 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 4 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 5 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 6 / 7 JEEP RECON MOAB ‹ › 7 / 7 JEEP RECON MOAB Jeep presenta la nuova Recon 2026, il primo SUV completamente elettrico del marchio ad essere Trail Rated. Ovvero a possedere una certificazione che attesta il superamento di una serie di test severi in off-road: si tratta di un marchio registrato con criteri tecnici precisi e stringenti. Il modello, costruito sulla piattaforma STLA Large, promette dunque prestazioni e numeri da vero fuoristrada: 650 cavalli, 840 Nm di coppia istantanea e un’accelerazione 0-100 km/h in 3,7 secondi. L’autonomia varia a seconda degli allestimenti, fino a 450 km (circa 400 km sulle versioni di lancio USA). Il cuore tecnico è formato da due motori elettrici da 250 kW ciascuno, con trazione integrale elettrica di serie, differenziale posteriore bloccabile e rapporti finali specifici per affrontare terreni impegnativi. L’allestimento Moab, esclusivo per Stati Uniti e Canada, adotta un rapporto posteriore 15:1, pneumatici da 33 pollici, 24 cm di altezza da terra e modalità Rock dedicata. Gli angoli off-road sono da vera Jeep: 34° di attacco, 34,5° di uscita e 23,5° di dosso. La Recon può inoltre guadare fino a 60 cm d’acqua. Il design celebra l’heritage Jeep con linee robuste, griglia a sette feritoie illuminata, tetto panoramico o Sky One-Touch e, soprattutto, la libertà open-air: porte, vetri posteriori e lunotto sono removibili senza attrezzi. Dentro domina la funzionalità: materiali riciclati, vani intelligenti, frunk da 85 litri, bagagliaio fino a 1.867 litri e un impianto audio Alpine premium di serie, unico nel segmento. La tecnologia è protagonista con oltre 66 cm di “superfici” digitali: quadro strumenti da 12,3”, touchscreen da 14,5”, Uconnect 5, integrazione Alexa e strumenti dedicati all’off-road come Trails Offroad e la Dynamic Range Mapping di TomTom. Sono più di 170 i sistemi di sicurezza disponibili. Prodotta a Toluca, in Messico, la Jeep Recon debutterà a inizio anno in USA e Canada, con arrivo nei mercati globali previsto nel quarto trimestre del 2026. Dunque da noi arriverà l’anno prossimo di questi tempi. L'articolo Jeep Recon 2026, debutta il primo sport utility elettrico Trail Rated – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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