Sarà “solo” la Coppa di Lega inglese, ma Pep Guardiola aveva tremendamente
bisogno di questo trofeo. Il suo Manchester City ha rialzato la testa battendo
l’Arsenal a Wembley nella finale di Carabao Cup: 2-0, doppietta di Nico
O’Reilly, con primo gol favorito da un erroraccio del portiere Kepa. La squadra
di Arteta sta dominando la premier proprio davanti al City, che in settimana ha
subito anche la stroncatura europea, buttato fuori dalla Champions dal Real
Madrid. Già si parlava di un ciclo al capolinea, chissà che non sia comunque
così. Intanto però Guardiola porta a casa l’ennesimo trofeo, il 19esimo nella
sua gestione al Manchester. E a quest’ultimo il tecnico teneva tantissimo.
La sua tensione è emersa tutta davanti ai microfoni a fine gara. Durante le
interviste post-partita infatti si notavano chiaramente alcuni graffi sul lato
sinistro della testa. Segni che il tecnico spagnolo si provoca grattandosi con
forza la testa rasata durante la partita. Era già successo in passato, ad
esempio dopo una gara di Champions contro il Feyenoord nel 2024: all’epoca il
suo City viveva una crisi ancora più profonda, aveva perso 5 partite di fila e
poi pareggiato 3 a 3 con gli olandesi una partita che pareva in cassaforte.
Adesso invece i graffi sono apparsi dopo una vittoria: segno di quanto Guardiola
stia soffrendo per questo periodo difficile. Dal quale però potrebbe nuovamente
risorgere.
“19 trofei in 10 anni con il Manchester City, nell’era moderna, in Inghilterra e
in Europa. Tanto di cappello a tutta l’organizzazione”, ha rivendicato il
tecnico spagnolo dopo la vittoria contro l’Arsenal. Un mix di orgoglio e di
stizza per le tante critiche ricevute. Anche durante la partita, Guardiola ha
esultato in modo per lui sproposito: dopo il primo gol di O’Reilly ha tirato un
calcio a un tabellone pubblicitario. Dopo il 2 a 0 ha iniziato a correre lungo
la linea laterale, alzando i pugni verso i tifosi. Sempre nel post-partita, ai
microfoni di Cbs Sport gli è stato chiesto il motivo di quei gesti così
eclatanti: “Non siamo gente fatta con l’intelligenza artificiale. Io voglio
esultare”, la lapidaria risposta del tecnico. Anche Guardiola è umano:
celebrazioni e graffi in testa sono lì a dimostrarlo.
L'articolo I graffi in testa e l’esultanza sfrenata, Guardiola esplode per la
vittoria del City: “Non sono fatto con l’intelligenza artificiale” proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Tag - Manchester City
Ciao Italia, si sapeva, ma fa comunque male: con l’eliminazione dell’Atalanta,
travolta da un complessivo 10-2 nella sfida con il Bayern Monaco, il nostro
calcio saluta la Champions. Ai quarti vanno tre spagnole (Barcellona, Real e
Atletico Madrid), due inglesi (Arsenal e Liverpool), una francese (Psg), una
tedesca (Bayern) e una portoghese (Sporting Lisbona). La disfatta del nostro
calcio è certificata anche dal ranking stagionale: siamo quinti dietro
Inghilterra, Spagna, Germania e Portogallo. Questi ottavi di Champions sono
stati i più ricchi di gol di sempre: 68 gol tra andata e ritorno. Ora, sotto con
i quarti: Psg-Liverpool, Real-Bayern, Barcellona-Atletico Madrid,
Sporting-Arsenal.
IN – KANE FA UN GOL D’AUTORE, IMPRESA SPORTING
9 SPORTING
L’impresa record dei portoghesi, che ribaltano lo 0-3 dell’andata con il 5-0 che
spazza via il Bodo Glimt, è il vero colpo grosso dei match di ritorno. Hjulmand
e Trincao sono le star di un gruppo solido.
8 BAYERN
Lo squadrone di Kompany è implacabile: 4-1 all’Atalanta dopo il 6-1 di Bergamo,
un gol d’autore di Harry Kane che è il primo calciatore inglese a firmare 50
reti in Champions, uno spartito d’eccezione ad alta velocità. Il Bayern guarda
sempre più al futuro: contro l’Atalanta esordio del primo 2010 del torneo, il
difensore Filip Pavic, 16 anni e due mesi.
7 BARCELLONA
Il voto corrisponde ai gol rifilati al Newcastle. Quando attaccano, i blaugrana
sono uno spettacolo, ma in difesa continuano a incassare troppo. Sono 17 le reti
al passivo in questa Champions: contro l’Atletico di Simeone questo problema
potrebbe rivelarsi fatale. Anche il Barça pensa al futuro: nel 7-2 agli inglesi,
a segno il 2007 Marc Bernal. Voto 7 anche a Mo Salah: è il primo africano della
storia a firmare 50 gol in Champions.
6 VINICIUS
Doppietta a Manchester, ma il brasiliano riesce ancora una volta a litigare con
il pubblico: perché complicarsi la vita quando non serve?
OUT – ATALANTA FUORI CON DIGNITÀ, CHELSEA SCHIANTATO
5 ATALANTA
Saluta la Champions con dignità, ma resta in ogni caso consegnato agli archivi
il 10-2 rimediato con il Bayern. È stata la migliore italiana ed è un punto a
favore, ma la doppia sfida con lo squadrone tedesco rappresenta l’ennesima
stroncatura al nostro calcio.
4,5 MANCHESTER CITY/GUARDIOLA
L’espulsione di Bernardo Silva spalanca al Real il comodo passaggio ai quarti,
già a buon punto dopo il 3-0 di Madrid. Al netto dell’inferiorità numerica del
ritorno, il City esce male dalla doppia sfida contro i Blancos. Guardiola, con
il suo look da pescatore, sembra già guardare oltre: clamoroso addio a fine
stagione? Domenica, la finale di Coppa di Lega contro l’Arsenal potrebbe
orientare le decisioni di Pep.
4 BODO/NEWCASTLE
I norvegesi tornano sulla terra dopo la scoppola di Lisbona, gli inglesi reggono
un tempo a Barcellona, ma poi spariscono. In Champions non c’è spazio per gli
improvvisatori.
3 CHELSEA
I campioni del mondo sono schiantati dal Psg: 8-2 complessivo e la conferma che
non era Enzo Maresca il problema del Chelsea.
L'articolo The Bold Champions, le pagelle | L’Atalanta (5) esce con dignità, ma
è un’altra stroncatura al nostro calcio. Vinicius (6), doppietta e altro
litigio: perché? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo un inizio di stagione irreale, adesso Erling Haaland sta faticando in zona
gol e il Manchester City ne risente. L’attaccante norvegese ha segnato in
Champions League contro il Real Madrid (un gol inutile, vista la sconfitta per
1-2 e quella per 3-0 all’andata), ma non è riuscito a farlo tre giorni prima,
durante la trasferta di Premier League in casa del West Ham, terminata 1-1.
Colpa di diverse imprecisioni in area, ma anche di difensori – quelli avversari
– che ci hanno letteralmente “messo la faccia” in alcune circostanze.
Come nel caso dello scatto poi diventato virale di Dave Shopland, fotografo che
a marzo ha già scattato quella che si candida a foto calcistica dell’intero
2026. I protagonisti dello scatto sono Erling Haaland e Konstantinos Mavropanos,
difensore del West Ham. Nel momento esatto della conclusione dell’attaccante
norvegese, il pallone calciato con grandissima potenza da Haaland finisce sul
viso del difensore greco, deformandosi in modo impressionante.
Shopland è riuscito a immortalare esattamente il momento dell’impatto del
pallone sul volto di Mavropanos in uno scatto che dà l’idea della potenza del
tiro respinto. Il pallone infatti – nella foto – è come se fosse totalmente
sgonfio, mentre sullo sfondo si intravede il pubblico presente. Accanto a
Mavropanos c’è il compagno Tomas Soucek, che osserva la scena con un’espressione
preoccupata, dovuta probabilmente alla pericolosità dell’azione. Mavropanos è
rimasto a terra dopo la conclusione e l’arbitro ha sospeso temporaneamente il
gioco per permettere allo staff medico del West Ham di intervenire. Dopo alcuni
minuti a bordo campo, il difensore è rientrato in campo stordito, ma comunque in
grado di proseguire il match. Un’azione finita senza gol, ma che ha lasciato uno
scatto che in brevissimo tempo ha fatto il giro del mondo.
L'articolo Haaland calcia, il pallone si deforma sul volto del difensore: lo
scatto impossibile di un fotografo inglese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trentadue reti in otto partite: media quattro a gara. L’andata degli ottavi di
Champions ci ha regalato spettacolo, gol, capolavori, orrori, conferme (Bodo
Glimt) e sorprese (Galatasaray). L’Italia schierava una sola squadra,
l’Atalanta, demolita da un Bayern Monaco che va considerato tra i favoriti per
la conquista del trofeo. Bene i club spagnoli (7 punti su 9), male gli inglesi
(2 su 18) anche se, tranne il Newcastle, raggiunto al 95’ dal Barcellona, erano
tutti impegnati in trasferta. Citazione d’obbligo: gli applausi del pubblico di
Bergamo all’Atalanta superata 6-1.
IN – OLISE E KVARA, DOPPIETTE AD ALTA QUALITÀ
9 VALVERDE
Tripletta fantastica al City di Guardiola, mattatore assoluto di questa tornata.
Nel primo gol, elegante, c’è la collaborazione di Donnarumma. Nel secondo è
chirurgico, nel terzo inventa una giocata (sombrero e tiro al volo) da
fuoriclasse. Tutto in 22 minuti. L’uruguayano sarebbe titolare in tutte le
squadre del pianeta.
8,5 OLISE, KVARATSKHELIA, BAYERN MONACO
Olise e Kvara firmano due doppiette ad alta qualità. Il Bayern concede
spettacolo a Bergamo: 17 tiri, possesso palla 69,2%, dominio assoluto
dell’avversario.
8 BARCOLA, BODO GLIMT, REAL MADRID
Il gol di Barcola è tra i più spettacolari della due giorni europea. Il Bodo
Glimt prenota i quarti rifilando un tris allo Sporting Lisbona e mostrando un
calcio di sostanza: i movimenti all’interno dell’area avversaria fanno girare la
testa agli avversari. I norvegesi non sono più una sorpresa, ma una solida
realtà.
7 ALVAREZ, ATLETICO MADRID
L’argentino è andato via dal Manchester City per giocare e Simeone ringrazia:
timbra sempre il cartellino, anche se alla doppietta collabora il portiere
Kinsky con la seconda topica della sua serata horror. L’Atletico gioca in
Champions come se fosse il cortile di casa: mentalità feroce.
OUT – TUDOR MERITA 2: UN PERCORSO DISASTROSO
5 ATALANTA, DONNARUMMA
Il principale responsabile della disfatta atalantina è Palladino che, al netto
delle assenze pesanti di Ederson, Scalvini, Raspadori e De Ketelaere, sceglie un
modulo discutibile. La squadra lotta fino all’ultimo, trovando un gol pieno di
dignità con Pasalic. Donnarumma ha sulla coscienza l’1-0 del Real – perché tira
indietro la mano in uscita? -, ma si riscatta parando il rigore di Vinicius.
4 MANCHESTER CITY, HAALAND, JORGENSEN, OBLAK
Guardiola esce a pezzi dalla sfida del Bernabeu. E’ tradito da una difesa che
sbaglia tutto, Donnarumma compreso, ma non si possono prendere gol su campo
aperto come capita al City. Haaland è il simbolo della serata da incubo del
City: un fantasma. Jorgensen (Chelsea) e Oblak (Atletico Madrid) partecipano al
festival degli orrori dei portieri: ennesimo errore nella costruzione dal basso.
Stanno diventando troppi, urge una riflessione da parte degli allenatori.
3 KINSKY, TOTTENHAM
Lanciato nella mischia in un Tottenham allo sbando al posto di Vicario, il
portiere céco prelevato dallo Slavia Praga commette due errori madornali e viene
sostituito dopo appena 17 minuti. Il Tottenham è un disastro: rischia la
retrocessione in Premier e solo con un miracolo potrà ribaltare il discorso
qualificazione al ritorno contro l’Atletico Madrid.
2 TUDOR
Quattro partite sulla panchina del Tottenham, altrettante sconfitte. Un percorso
disastroso, ma la gestione di Kinsky supera i confini dell’immaginazione.
L'articolo The Bold Champions | Le pagelle: Valverde (9) titolare in tutte le
squadre del pianeta. Guardiola (4) esce a pezzi: tradito da una difesa che
sbaglia tutto, Donnarumma compreso proviene da Il Fatto Quotidiano.
Rodri è stato denunciato dai suoi vicini di casa. Il motivo? Un drone. Il
centrocampista del Manchester City – vincitore del Pallone d’Oro nel 2024 – vive
in centro a Manchester in un lussuoso attico e di recente in un video virale su
TikTok una donna si è lamentata del fatto che un uomo che all’apparenza sembra
effettivamente lui stava pilotando un drone indirizzato verso il grattacielo di
fronte al suo attico.
In seguito, il The Sun ha pubblicato un articolo in cui afferma che un gruppo di
inquilini si è infuriato per le presunte scenate di Rodri con il suo drone e ha
chiesto al proprio concierge di parlare con il personale che gestisce il
condominio in cui vive il centrocampista a Salford, a Manchester. I tabloid
inglesi riportano che alcuni residenti continuano a temere una violazione della
loro privacy e sono tantissime le lamentele nel gruppo WhatsApp del condominio.
“Vivo con il mio compagno a un piano alto e l’ultima cosa che ti aspetti di
vedere quando guardi la TV è un drone a un metro dalla tua finestra“, ha detto
un inquilino al The Sun. “Mia moglie ne è molto infastidita. Uno dei vantaggi di
vivere così in alto è che nessuno ti nota, ma ora siamo tormentati da Rodri e
dal suo drone”. Per quanto riguarda le normative riguardanti il drone e le
eventuali riprese, è stata presentata una denuncia alla polizia, che ora dovrà
sentire il centrocampista spagnolo.
In una dichiarazione rilasciata al The Sun, la polizia di Manchester ha infatti
confermato di “aver ricevuto una denuncia e che gli agenti stanno svolgendo
delle indagini“. Per poter utilizzare la maggior parte dei droni, chi ne fa uso
deve superare un esame teorico online alla CAA (Civil Aviation Authority) e, a
seconda del drone usato e della tipologia, sono richiesti diversi documenti
d’identità. Inoltre ci sono anche una serie di restrizioni riguardo i luoghi in
cui è possibile far volare i droni e sulle distanze da mantenere dalle persone.
L'articolo “Viviamo agli ultimi piani e c’è il suo drone sempre a un metro dalla
finestra. Mia moglie è infastidita”: Rodri denunciato dai vicini proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Dopo tre pareggi e una cocente eliminazione in FA Cup, il Manchester United
risorge improvvisamente in un pomeriggio di metà gennaio all’Old Trafford: la
banda dei Red Devils, affidata ad interim a Michael Carrick, batte 2 a 0 il City
di Pep Guardiola nel derby. Un risultato sorprendente anche per come è maturato:
lo United, pur lasciando il possesso palla ai rivali, ha di fatto dominato in
quanto a produzione offensiva, con 7 tiri in porta a 1 e addirittura altri tre
gol annullati per fuorigioco ravvisato dal Var. Con questo successo, la squadra
di Carrick si rilancia nella lotta al quarto posto. Soprattutto, però, il City
rischia di dire definitivamente addio alle ambizioni di titolo: l’Arsenal pare
ormai troppo distante.
A decidere il derby di Manchester sono stati nella ripresa i gol di Mbeumo e di
Dorgu (ex Lecce) al 65esimo al 76esimo. Già nel primo tempo, però, lo United
aveva fatto capire di sapersi difendere con ordine ed essere pericoloso in
contropiede, come dimostrano i due gol annullati a Diallo e Bruno Fernandes.
Nella ripresa poi il copione di Carrick – al suo secondo debutto sulla panchina
della United – ha funzionato alla perfezione, mentre le trame di Guardiola si
confermano ancora sterili, come troppo volte accade al City anche in questa
stagione.
Dopo l’esonero choc di Amorim a inizio anno, la stagione del Manchester United
sembrava destinata a un altro tracollo. Ha salutato le due coppe nazionali, FA
Cup e quella di Lega, al primo turno: non succedeva dal 1981-82. Non che la
situazione sia ora cambiata drasticamente: fuori dall’Europa, è condannato a una
stagione in cui l’unico obiettivo possibile è il ritorno in Champions. In questo
senso, il risultato del derby è quanto meno una boccata d’ossigeno e un segnale
di vita incoraggiante.
Carrick, che aveva già allenato il club per tre partite nel 2021 dopo l’esonero
di Ole Solskjaer, è un ex molto amato dal popolo United. Ex centrocampista, tra
i simboli dell’era-Ferguson, 44 anni, ha giocato 464 gare in tutte le
competizioni con i Red Devils tra il 2006 e il 2018. Era senza lavoro da quando
è stato licenziato dal Middlesbrough, club di Championship, lo scorso giugno,
dopo due anni e mezzo alla guida del Boro. Ora ha l’occasione d’oro: se dovesse
centrare il quarto posto, chissà che non possa essere confermato alla guida dei
Red Devils.
L'articolo Clamoroso a Manchester: lo United affidato a Carrick stende il City
di Guardiola proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sotto l’albero, i giocatori del Manchester City troveranno la bilancia: per chi
sgarrerà durante le giornate natalizie, niente Nottingham Forest. La letterina
ai calciatori è stata scritta da Pep Guardiola. “Quando torneranno, dopo tre
giorni di pausa, voglio vedere come si ripresenteranno – le dichiarazioni
rilasciate dopo il 3-0 all’Etihad sul West Ham – Voglio controllare. Immaginate
un giocatore che ora è perfetto, ma che arriverà con tre chili in più. Prima
dell’ultima partita, sono stati pesati. Stavano tutti bene, altrimenti qualcuno
non sarebbe sceso in campo. Stessa storia dopo Natale: chi avrà esagerato,
resterà a Manchester ad allenarsi”.
Non è la prima volta che Guardiola mostra di tenere in grande considerazione il
problema-peso. Fu proprio questa la causa della rottura con il centrocampista
Calvin Phillips, prelevato versando quasi 50 milioni di euro nelle casse del
Leeds: dopo il mondiale 2022 in Qatar, tornò alla corte del Manchester City in
evidente sovrappeso e Pep divulgò la notizia in pubblico. “Io capisco le
esigenze dei calciatori e il legittimo desiderio di trascorrere in famiglia le
vacanze di Natale – la spiegazione di Guardiola -. Per questa ragione ho
concesso, esaudendo una richiesta dei giocatori, un giorno di riposto in più. In
cambio, chiedo però di avere cura del proprio fisico e di non esagerare a
tavola. Il calendario in Inghilterra non concede tregua. Non possiamo
permetterci stravizi”.
Guardiola non è l’unico allenatore a tenere in alta considerazione la questione
peso. Negli ultimi vent’anni, il calcio ha compiuto innegabili passi in avanti
in tema di dieta e di corretta alimentazione. Negli organigrammi di molti club è
apparsa la figura del nutrizionista. Anche i giocatori hanno compreso
l’importanza della cultura del cibo nella loro professione. Cristiano Ronaldo,
Harry Kane, Kevin De Bruyne e Paul Pogba hanno un cuoco personale.
In un’intervista del 2018, il cuoco inglese di De Bruyne, Jonny Marsh, dichiarò:
“De Bruyne mi chiamò perché non sapeva come comportarsi con il menù di Natale.
Spesso i calciatori vivono da soli e non sanno cucinare. Non possono rifugiarsi
sul cibo spazzatura e per questa ragione scelgono cuochi personali”. Mohammed
Salah segue una dieta personalizzata, in cui vegetali, legumi, pollo e yogurt
sono gli alimenti base.
In occasione del Mondiale sudafricano 2010, Fabio Capello fece i conti con il
malumore dei nazionali inglesi che non volevano rinunciare maionese e ketchup.
Capello è stato uno dei primi allenatori sensibile alla dieta. Al Milan e poi al
Real Madrid, Roma, Juventus e Nazionale inglese la bilancia era uno degli
strumenti di lavoro più utilizzati dal tecnico di Pieris. Anche Antonio Conte,
nella sua prima stagione al Chelsea, fu costretto a varare un piano alimentare
che non fu gradito dai calciatori. Francesco Rocca è un coach che ha sempre
tenuto in alta considerazione la questione del peso. Per lui, è una regola di
vita: è il primo a seguire, da oltre quarant’anni, una dieta rigorosa. “Un
tecnico deve essere credibile anche nei comportamenti personali. Come fai a
ordinare ai giocatori di controllare il peso se tu, allenatore, ti presenti
davanti a loro con dieci-quindici chili in eccesso?”.
In un lontano passato, i due Herrera, Helenio e Heriberto, fecero notizia con la
loro attenzione nei riguardi del peso. Parliamo degli anni Sessanta, quando
ancora la figura del nutrizionista non esisteva nella vita comune, immaginarsi
nello sport. Oggi, curare l’alimentazione è prassi più o meno comune. Alcuni
allenatori, come l’argentino Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, sono
ossessionati dal peso. Ottavio Bianchi, tecnico del Napoli dello scudetto
1986-87 e di Diego Armando Maradona, dà ragione a Guardiola: “Fa bene a
controllare i giocatori. Ai miei tempi, il problema di un’alimentazione fuori
controllo riguardava soprattutto i calciatori sudamericani. Tornavano nei loro
paesi per le vacanze di Natale e trascorrevano le giornate a casa dei vari
parenti mangiando e bevendo. Al ritorno si presentavano spesso con diversi chili
in eccesso e questo problema rischiava di compromettere il lavoro dei mesi
precedenti. Nel calcio si vince anche a tavola”.
L'articolo “Chi sgarrerà in tavola a Natale non giocherà”: la dura regola di
Guardiola (e i precedenti da Herrera a Capello) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo quattro vittorie consecutive tra campionato e le varie coppe, il Manchester
City è caduto per 2-1 sul campo del Newcastle nella giornata numero 12 di
Premier League. Una partita in cui dopo un primo tempo noioso, si è sbloccata al
63esimo con il gol di Barnes e tra il 68esimo e il 70esimo ha visto prima il
pareggio di Ruben Dias e poi il secondo gol di Barnes, decisivo per la vittoria
finale. Un match nervoso, intenso e che ha lasciato strascichi anche nel post
partita, con Pep Guardiola nervoso.
L’allenatore dei Citizens – che poche settimane fa ha collezionato la panchina
numero 1000 in carriera – ha infatti avuto un’accesa discussione con Bruno
Guimaraes, calciatore del Newcastle, dopo il fischio finale. Guardiola ha
mostrato una tensione fuori dalla sua consuetudine, sia per l’occasione persa di
avvicinarsi all’Arsenal, sia per alcune decisioni arbitrali contestate.
Ecco perché dopo aver detto qualcosa all’arbitro, ha litigato con Bruno
Guimaraes: il motivo è legato a un’altra discussione, quella tra il
centrocampista brasiliano e Donnarumma per un presunto contatto di gioco falloso
in occasione del gol del Newcastle. Guardiola ha deciso di parlarne con il
diretto interessato, ma in maniera abbastanza animata. E come se non bastasse,
successivamente ha anche discusso con un cameraman.
Il tecnico infatti – all’apparenza visibilmente nervosissimo – mentre usciva dal
campo ha cambiato direzione e si è avvicinato a un cameraman, gli ha spostato la
cuffia da un orecchio e gli ha sussurrato qualcosa. Dialogo non udibile e non
percepibile dal labiale, ma – a giudicare dal linguaggio del corpo –
l’allenatore catalano, si è innervosito perché il cameraman in questione si
sarebbe avvicinato troppo per riprendere il litigio tra l’allenatore e Bruno
Guimaraes, probabilmente esasperato dal momento e dalla sconfitta.
Anche su questo episodio, però, Guardiola ha scelto di non rispondere nel
dettaglio, di non alimentare polemiche e – intervistato a caldo – si è solo
limitato a dire: “Va tutto bene”. Una versione di Guardiola che non si vede
spesso, che ha fatto subito il giro del mondo.
L'articolo Furia Guardiola: prima litiga con Bruno Guimaraes, poi con un
cameraman. Cosa è successo dopo Newcastle-Manchester City proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il calcio dei lustrini e dei grandi palcoscenici è noioso. E non lo diciamo noi
delle Domeniche Bestiali, che altrimenti parrebbe l’acquaiolo che rassicura
circa la freschezza della sua merce, ma ne abbiamo prova provata. Talmente
noioso che se non lo si vuole abbandonare definitivamente bisogna trovare rimedi
per renderlo più interessante e avvincente: giocare a guardie e ladri, per
esempio, introdurre giochi tipo la settimana enigmistica o magari andare ad
assistere alla conferenza di quel parente che non sopporti per insultarlo.
NO PALLONE, ONLY BOSONE
Guardiola è noioso? In molti lo sostengono: il suo tiqui taca sin dai tempi del
Barcellona ha sempre diviso il mondo pallonaro tra chi lo trovava sublime e chi
ne detestava l’effetto soporifero. Si è iscritto a questa schiera evidentemente
Han Willhoft – King, che a 19 anni e dopo essersi affacciato in prima squadra al
Manchester City ha deciso di abbandonare la squadra perché “Era davvero molto
noioso”. E la noia del pallone sarà compensata con gli avvincenti corsi
dell’Università di Oxford.
CARRAMBA!
Strano caso in I categoria veneta, costato 200 euro alla società del Valdalpone
Monteforte: “Riferisce l’A. che un isolato sostenitore della società Valdalpone
Monteforte, dopo averlo insultato per tutta la gara, lo raggiungeva all’auto, si
qualificava come carabiniere, senza però esibire alcun documento, cerava
d’impedirgli di salire in auto. Sollecitato ad allontanarsi, in forza della
qualifica minacciava di denunciarlo il giorno successivo, appena rientrato in
servizio, per farlo perseguire penalmente. Affermava falsamente che era stato
offeso e che erano state prese, durante la gara, decisioni che avevano
compromesso il risultato”.
‘ORCOZZIO
Lo ricordate Luis Rubiales? L’ex numero uno della federcalcio spagnola
condannato per un bacio ad una calciatrice durante la premiazione dei mondiali
del 2023 era ad un convegno per presentare il suo libro “Kull Rubiales” quando
uno spettatore ha dapprima iniziato ad urlargli contro e poi lo ha attaccato
lanciandogli delle uova contro. L’ex presidente gli si è scagliato contro
fermandolo, per precisare che l’assalitore era… Luis Rubiales, suo omonimo e
zio.
LA CHICCA DELLA SETTIMANA
È bello trovare tra i comunicati spesso scarni, a volte sgrammaticati, dei
giudici sportivi qualche chicca letteraria ogni tanto. Questa volta arriva dal
giudice sportivo lombardo, che nello squalificare un calciatore del Cividate
Pontoglio scrive: “Al termine della gara attendeva l’arbitro nel parcheggio
prospicente l’impianto di gioco e lo offendeva pesantemente e gli indirizzava
larvate minacce”. Si stava perdendo per strada col burocratese “prospicente”, si
è riavuto alla grande con le minacce “larvate”. Complimenti.
L'articolo “Lascio il Manchester City, mi annoio. Vado a Oxford”: la curiosa
scelta di un 19enne | Domeniche Bestiali proviene da Il Fatto Quotidiano.