“Quando vedo quel bambino, negli ultimi due anni, nelle immagini sui social, in
televisione, che chiede dov’è sua mamma… sempre penso: che cosa sta pensando?
Penso che quei bambini li abbiamo abbandonati, da soli. Mi immagino che ci
dicano ‘dove siete? Aiutateci’. E ancora non lo abbiamo fatto“. È la parte
iniziale del discorso che l’allenatore Pep Guardiola ha dedicato a Gaza e ai
bambini palestinesi durante l’evento Act for Palestine, a Barcellona.
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abbandonati” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Pep Guardiola
Sotto l’albero, i giocatori del Manchester City troveranno la bilancia: per chi
sgarrerà durante le giornate natalizie, niente Nottingham Forest. La letterina
ai calciatori è stata scritta da Pep Guardiola. “Quando torneranno, dopo tre
giorni di pausa, voglio vedere come si ripresenteranno – le dichiarazioni
rilasciate dopo il 3-0 all’Etihad sul West Ham – Voglio controllare. Immaginate
un giocatore che ora è perfetto, ma che arriverà con tre chili in più. Prima
dell’ultima partita, sono stati pesati. Stavano tutti bene, altrimenti qualcuno
non sarebbe sceso in campo. Stessa storia dopo Natale: chi avrà esagerato,
resterà a Manchester ad allenarsi”.
Non è la prima volta che Guardiola mostra di tenere in grande considerazione il
problema-peso. Fu proprio questa la causa della rottura con il centrocampista
Calvin Phillips, prelevato versando quasi 50 milioni di euro nelle casse del
Leeds: dopo il mondiale 2022 in Qatar, tornò alla corte del Manchester City in
evidente sovrappeso e Pep divulgò la notizia in pubblico. “Io capisco le
esigenze dei calciatori e il legittimo desiderio di trascorrere in famiglia le
vacanze di Natale – la spiegazione di Guardiola -. Per questa ragione ho
concesso, esaudendo una richiesta dei giocatori, un giorno di riposto in più. In
cambio, chiedo però di avere cura del proprio fisico e di non esagerare a
tavola. Il calendario in Inghilterra non concede tregua. Non possiamo
permetterci stravizi”.
Guardiola non è l’unico allenatore a tenere in alta considerazione la questione
peso. Negli ultimi vent’anni, il calcio ha compiuto innegabili passi in avanti
in tema di dieta e di corretta alimentazione. Negli organigrammi di molti club è
apparsa la figura del nutrizionista. Anche i giocatori hanno compreso
l’importanza della cultura del cibo nella loro professione. Cristiano Ronaldo,
Harry Kane, Kevin De Bruyne e Paul Pogba hanno un cuoco personale.
In un’intervista del 2018, il cuoco inglese di De Bruyne, Jonny Marsh, dichiarò:
“De Bruyne mi chiamò perché non sapeva come comportarsi con il menù di Natale.
Spesso i calciatori vivono da soli e non sanno cucinare. Non possono rifugiarsi
sul cibo spazzatura e per questa ragione scelgono cuochi personali”. Mohammed
Salah segue una dieta personalizzata, in cui vegetali, legumi, pollo e yogurt
sono gli alimenti base.
In occasione del Mondiale sudafricano 2010, Fabio Capello fece i conti con il
malumore dei nazionali inglesi che non volevano rinunciare maionese e ketchup.
Capello è stato uno dei primi allenatori sensibile alla dieta. Al Milan e poi al
Real Madrid, Roma, Juventus e Nazionale inglese la bilancia era uno degli
strumenti di lavoro più utilizzati dal tecnico di Pieris. Anche Antonio Conte,
nella sua prima stagione al Chelsea, fu costretto a varare un piano alimentare
che non fu gradito dai calciatori. Francesco Rocca è un coach che ha sempre
tenuto in alta considerazione la questione del peso. Per lui, è una regola di
vita: è il primo a seguire, da oltre quarant’anni, una dieta rigorosa. “Un
tecnico deve essere credibile anche nei comportamenti personali. Come fai a
ordinare ai giocatori di controllare il peso se tu, allenatore, ti presenti
davanti a loro con dieci-quindici chili in eccesso?”.
In un lontano passato, i due Herrera, Helenio e Heriberto, fecero notizia con la
loro attenzione nei riguardi del peso. Parliamo degli anni Sessanta, quando
ancora la figura del nutrizionista non esisteva nella vita comune, immaginarsi
nello sport. Oggi, curare l’alimentazione è prassi più o meno comune. Alcuni
allenatori, come l’argentino Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, sono
ossessionati dal peso. Ottavio Bianchi, tecnico del Napoli dello scudetto
1986-87 e di Diego Armando Maradona, dà ragione a Guardiola: “Fa bene a
controllare i giocatori. Ai miei tempi, il problema di un’alimentazione fuori
controllo riguardava soprattutto i calciatori sudamericani. Tornavano nei loro
paesi per le vacanze di Natale e trascorrevano le giornate a casa dei vari
parenti mangiando e bevendo. Al ritorno si presentavano spesso con diversi chili
in eccesso e questo problema rischiava di compromettere il lavoro dei mesi
precedenti. Nel calcio si vince anche a tavola”.
L'articolo “Chi sgarrerà in tavola a Natale non giocherà”: la dura regola di
Guardiola (e i precedenti da Herrera a Capello) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nove punti su dodici: non è andata male alle squadre italiane nella quinta
giornata di Champions. Riassumendo: vittoria sofferta della Juventus in Norvegia
(3-2 al Bodo Glimt), successo straripante dell’Atalanta a Francoforte, colpo di
frusta del Napoli contro gli azeri del Qarabag, il migliore dei cosiddetti
“peones” del torneo. Classifica: Inter quarta, Atalanta decima e vicina alle
prime otto che andranno direttamente agli ottavi, Napoli 20esimo e Juventus
22esima. Altra abbuffata di gol nelle diciotto gare: 64, media 3,5 a partita. In
testa alla classifica cannonieri, Mbappé, a quota 9.
IN – ARTETA HA MODELLATO UNA CORAZZATA, CON ESTEVAO ABBIAMO VISTO LA LUCE
9 ESTEVAO
Abbiamo visto la luce (Blues Brothers, cit.) Nel 3-0 del Chelsea al Barcellona,
la notte d’autore di questo ragazzo brasiliano, che ha dovuto chiedere persino
il permesso in nazionale ad Ancelotti per fare l’esame per la patente: il gol
rifilato ai catalani è stato un gioiello. Prelevato dal Palmeiras (40 milioni
più bonus), ribattezzato dai tifosi “Messinho” durante il mondiale Under 17,
figlio di un pastore battista, definito da Enzo Maresca un giovane d’altri tempi
perché “è poco social”, Estevao ha stravinto il confronto diretto con Yamal, che
è poi l’esatto contrario, almeno sul piano caratteriale. Sarà una delle stelle
del mondiale: beati il Brasile e Ancelotti che lo ha inserito nella Seleçao in
pianta stabile (11 partite e 5 gol, 18 anni compiuti il 24 aprile).
8,5 ARSENAL
Punteggio pieno in Champions, primato assoluto in Premier con 6 punti di
vantaggio sul Chelsea: domenica lo scontro diretto, se i Gunners faranno il
colpaccio allo Stamford Bridge avranno mezzo titolo in tasca alla fine di
novembre. Dominio assoluto nei calci piazzati – nel tabellino dei marcatori
finiscono spesso i difensori – calcio fluido e in verticale, ripartenze
micidiali: Arteta ha modellato una corazzata. L’apporto di Calafiori non è
indifferente: entra in campo contro il Bayern, superato 3-1, e piazza l’assist
al primo calcio al pallone. Il 2026 sarà l’anno dell’Arsenal? Consultare gli
oroscopi.
8 MBAPPÉ
Poker ad Atene ed è passata la paura del Real, 4-3 in casa dell’Olympiacos, dopo
essersi ritrovato all’inizio in svantaggio. Il francese è già a quota 22 gol in
18 gare stagionali. È l’anima di un Real in cui Vinicius va a intermittenza.
7 ATALANTA
Tre gol in cinque minuti nella tana dell’Eintracht e Palladino festeggia con il
botto la prima vittoria alla guida della Dea. A tratti, si è rivista la banda di
Gasperini. È tornato a sorridere Lookman, con il primo gol e, 33 secondi dopo,
l’assist per il 2-0 di Ederson. Ai microfoni, il nigeriano ha liquidato con
poche parole il tormentone dell’estate: “È il passato, non è stata raccontata la
verità in tutti i particolari, ma ora pensiamo al presente”.
L'articolo The Bold Champions, le pagelle | Inter, Chivu alle prese con gli
stessi difetti di Inzaghi: significa che qualcosa non torna all’interno della
squadra proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo quattro vittorie consecutive tra campionato e le varie coppe, il Manchester
City è caduto per 2-1 sul campo del Newcastle nella giornata numero 12 di
Premier League. Una partita in cui dopo un primo tempo noioso, si è sbloccata al
63esimo con il gol di Barnes e tra il 68esimo e il 70esimo ha visto prima il
pareggio di Ruben Dias e poi il secondo gol di Barnes, decisivo per la vittoria
finale. Un match nervoso, intenso e che ha lasciato strascichi anche nel post
partita, con Pep Guardiola nervoso.
L’allenatore dei Citizens – che poche settimane fa ha collezionato la panchina
numero 1000 in carriera – ha infatti avuto un’accesa discussione con Bruno
Guimaraes, calciatore del Newcastle, dopo il fischio finale. Guardiola ha
mostrato una tensione fuori dalla sua consuetudine, sia per l’occasione persa di
avvicinarsi all’Arsenal, sia per alcune decisioni arbitrali contestate.
Ecco perché dopo aver detto qualcosa all’arbitro, ha litigato con Bruno
Guimaraes: il motivo è legato a un’altra discussione, quella tra il
centrocampista brasiliano e Donnarumma per un presunto contatto di gioco falloso
in occasione del gol del Newcastle. Guardiola ha deciso di parlarne con il
diretto interessato, ma in maniera abbastanza animata. E come se non bastasse,
successivamente ha anche discusso con un cameraman.
Il tecnico infatti – all’apparenza visibilmente nervosissimo – mentre usciva dal
campo ha cambiato direzione e si è avvicinato a un cameraman, gli ha spostato la
cuffia da un orecchio e gli ha sussurrato qualcosa. Dialogo non udibile e non
percepibile dal labiale, ma – a giudicare dal linguaggio del corpo –
l’allenatore catalano, si è innervosito perché il cameraman in questione si
sarebbe avvicinato troppo per riprendere il litigio tra l’allenatore e Bruno
Guimaraes, probabilmente esasperato dal momento e dalla sconfitta.
Anche su questo episodio, però, Guardiola ha scelto di non rispondere nel
dettaglio, di non alimentare polemiche e – intervistato a caldo – si è solo
limitato a dire: “Va tutto bene”. Una versione di Guardiola che non si vede
spesso, che ha fatto subito il giro del mondo.
L'articolo Furia Guardiola: prima litiga con Bruno Guimaraes, poi con un
cameraman. Cosa è successo dopo Newcastle-Manchester City proviene da Il Fatto
Quotidiano.