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Morta a 95 anni Anna Falcone, sorella maggiore del giudice ucciso dalla mafia
È morta a 95 anni Anna Falcone, sorella maggiore del giudice Giovanni Falcone, ucciso il 23 maggio 1992 da Cosa nostra. Prima dei tre fratelli, con la sorella Maria aveva contribuito alla creazione della fondazione intitolata al magistrato. Di carattere riservato, Anna Falcone ha sempre manifestato con discrezione il suo impegno antimafia, con pochi interventi pubblici: di recente ha accettato di incontrare l’ex calciatore Fabrizio Miccoli (condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso) che le aveva chiesto perdono per avere insultato la memoria del fratello (chiamandolo “fango”) in una conversazione intercettata. “Ha chiesto scusa e l’ho perdonato”, ha detto. “La scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, Anna Falcone ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni”, è il messaggio del sindaco del capoluogo siciliano, Roberto Lagalla. “Insieme alla sorella Maria”, ricorda Lagalla, Anna “ha contribuito alla nascita della fondazione Falcone, offrendo un sostegno silenzioso ma fondamentale alla diffusione dei valori di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha incarnato. A nome mio e dell’intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità”. L'articolo Morta a 95 anni Anna Falcone, sorella maggiore del giudice ucciso dalla mafia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La regolamentazione di pm e giudici non necessariamente separata”: la frase integrale di Falcone che Porro ha tagliato in tv
Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone fu ucciso nella strage di Capaci. Due settimane prima, l’8 maggio, aveva partecipato all’Istituto Gonzaga di Palermo al dibattito “Mafia e nuovo codice”, in qualità di direttore degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia. È l’ultimo intervento pubblico di cui resta registrazione integrale. Nel corso dell’incontro Falcone affronta il nodo dell’ordinamento del pubblico ministero. Il passaggio decisivo è una frase che sintetizza con chiarezza la sua posizione sulla distinzione dei ruoli e sul tema, oggi al centro del dibattito politico, della separazione delle carriere: “Un punto mi sembra fondamentale: il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice, non necessariamente separata, e questo non per assoggettarlo all’esecutivo, come si afferma, ma al contrario per esaltarne l’indipendenza e l’autonomia”. È la frase che Nicola Porro, nella puntata di Quarta Repubblica del 17 novembre, ha mandato in onda. Ma, come ha raccontato da Antonio Massari sul Fatto, fermandosi solo alla prima metà, in modo da usarla per attaccare Nicola Gratteri: “Il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice”. Ascoltata in questo modo, la frase suggerisce che Falcone fosse assolutamente a favore della riforma sulla separazione delle carriere. Ma come si può ascoltare nell’audio estrapolato da Radio Radicale, la frase di Falcone continua: “Il pubblico ministero deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice, non necessariamente separata, e questo non per assoggettarlo all’esecutivo, come si afferma, ma al contrario per esaltarne l’indipendenza e l’autonomia”. La parte mancante , “non necessariamente separata”, è proprio quella che definisce la posizione di Falcone sulla struttura dell’ordine giudiziario. Il testo completo dell’intervento del magistrato (si può ascoltare sul sito di Radio Radicale) non lascia margini interpretativi: Falcone distingue le funzioni ma non sostiene la creazione di carriere separate, né un modello che possa collocare il pubblico ministero in un sistema gerarchico esterno all’ordine giudiziario. L'articolo “La regolamentazione di pm e giudici non necessariamente separata”: la frase integrale di Falcone che Porro ha tagliato in tv proviene da Il Fatto Quotidiano.
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