Tag - Fabrizio De Andrè

“Mio nonno Fabrizio De André diceva le parolacce a quattro anni, Paolo Villaggio era adolescente e lo sgridava. Poi sono diventati amici”: parla Alice
Un nonno famosissimo mai conosciuto, canzoni che hanno segnato la vita della famiglia ma anche di tante persone. Il cognome quello di De André portato senza enfasi, perché Alice (figlia di Cristiano) vuol far sentire la sua voce con lo spettacolo “Alice non canta De André“, in scena il 18 aprile a Tempio Pausania (Teatro del Carmine), 15 maggio a Roma (Teatro Off Off) e 27 maggio a Torino (Teatro Gioiello). Il titolo dello spettacolo non nasce proprio a caso: “Quando mi presento e dico che faccio spettacoli, la prima reazione è: ‘Ma quindi canti anche tu?’.- ha raccontato a Il Corriere della Sera – Allora devo ripetere sempre lo stesso ritornello: ‘Mi chiamo De André ma non canto, recito’. Ad un certo punto però ho capito che quella domanda era già uno spettacolo”. E ancora: “Parlo del grande Faber, e lo faccio a modo mio con ironia. Quando si diventa una leggenda poi è un po’ una fregatura perché non si può più ridere e scherzare, e invece mio nonno era un uomo che non amava prendersi troppo sul serio. Non credo che oggi avrebbe apprezzato di essere messo su un piedistallo”. “L’ironia era una sua grande qualità. – ha detto – (…) Per esempio raccontando le parolacce che diceva a quattro anni quando fece amicizia con Paolo Villaggio…E Villaggio che era adolescente lo sgridava. Lui era amico di mio zio Mauro. Si divertivano insieme. Ho scoperto molto di loro quando ho recitato in un film sulla vita di Paolo Villaggio”. L'articolo “Mio nonno Fabrizio De André diceva le parolacce a quattro anni, Paolo Villaggio era adolescente e lo sgridava. Poi sono diventati amici”: parla Alice proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Fabrizio De Andrè
Cristiano De André
“Mi chiamo Alice De André ma non canto. Non è una tradizione di famiglia, non siamo un salumificio. I miei volevano usassi uno pseudonimo”: il monologo a “Le Iene”
Alice De André e il peso di un cognome che può essere ingombrante. Ne parla la diretta interessata in un monologo a “Le Iene”, nella puntata in onda domenica 15 febbraio su Italia 1. La nipote di Faber racconta le difficoltà e i preconcetti vissuti mentre dava forma al proprio percorso, distante da quello del nonno e del padre. “Mi chiamo Alice e nella vita faccio l’attrice, la conduttrice e la comica, spesso in modo involontario. E sono De André. Quando dici De André in Italia non stai solo dicendo un cognome, stai accendendo un cero votivo” dice guardando fissa in camera. “Nipote di Fabrizio, figlia di Cristiano, per molti l’ennesimo prodotto della linea De André & co. Solo che non canto. ‘Ma come? Non canti?’ No, non è una tradizione di famiglia, non siamo un salumificio“. E prosegue: “Dire che sei una De André e non canti è inconcepibile, è come scoprire che il figlio del fornaio è celiaco. Quando hai un cognome sacro la gente ti guarda come se fossi un trailer. ‘Si ok tutto bello ma quando arriva suo nonno?'”. La 26enne spiega che i familiari le avevano suggerito di usare uno pseudonimo. Opzione che la diretta interessata ha scartato dopo averla vagliata: “Perché rinunciare a una cosa così bella? Per paura? Sono De André ma prima di tutto sono Alice e Alice può essere tante cose, ma per impararlo sono dovuta uscire da quella scatola in cui mi hanno voluta mettere, con dentro mandolini, sigarette e vicoli di Genova“. E chiosa: “Adesso posso dire: ‘Sono Alice, piacere, e non canto De André'”. L'articolo “Mi chiamo Alice De André ma non canto. Non è una tradizione di famiglia, non siamo un salumificio. I miei volevano usassi uno pseudonimo”: il monologo a “Le Iene” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Fabrizio De Andrè
Le Iene
Cristiano De André
Scanzi e il retroscena sulla “lite” tra De André e De Gregori: “Erano in Canada, Faber girava con un pene finto al posto del naso…”
Nel libro Verranno a chiederti di Fabrizio De André (edito da PaperFirst), Andrea Scanzi ha raccolto alcuni aneddoti sulla vita del cantautore genovese. Uno di questi lo ha raccontato nella diretta con Claudia Rossi e Luca De Gennaro, ospitata da ilFattoQuotidiano.it. Dori Ghezzi, nell’intervista presente nel volume, gli racconta come mai i rapporti tra Faber e Francesco De Gregori, che nel 1975 avevano collaborato alla realizzazione di Volume 8, si raffreddarono improvvisamente. “Erano in Canada, Dori aspettava la sua prima figlia, la seconda di Fabrizio, Luisa Vittoria. Fabrizio era contentissimo perché non lo riconosceva nessuno, per strada, e poteva essere se stesso. Così un giorno ha trovato questa maschera con un pene finto al posto del naso, se l’è messa e lui e Dori hanno iniziato a ridere. De Gregori invece era molto contrariato. E Dori racconta che da lì la loro amicizia si raffreddò notevolmente. A ciò contribuì anche la distanza: Fabrizio viveva in Sardegna, De Gregori stava a Roma”. In libreria e in edicola con il Fatto Quotidiano (prezzo 16,50€) L'articolo Scanzi e il retroscena sulla “lite” tra De André e De Gregori: “Erano in Canada, Faber girava con un pene finto al posto del naso…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Musica
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè
Scanzi racconta De André: “Cantautori di oggi poco impegnati? Ecco perché Faber resterebbe molto ferito”
Citando un passaggio de La domenica delle salme (“Voi avevate voci potenti/Lingue allenate a battere il tamburo/Voi avevate voci potenti/Adatte per il vaffanculo”) Andrea Scanzi, in libreria con Verranno a chiederti di Fabrizio De André (edito da PaperFirst), ha risposto alla domanda di Claudia Rossi se i cantautori di oggi, in fatto di impegno sociale, siano tali, soprattutto se paragonati a Faber. In quel passaggio de La domenica delle salme, racconta Scanzi, “De André si riferiva proprio ai suoi colleghi, e la canzone è del 1990. Allora descriveva uno stallo intellettuale terrificante, in cui eravamo già tutti morti”. La conclusione è che “De André, oggi, resterebbe molto ferito”. La ragione? “Pensate oggi quello che potrebbe dire, rispetto ad allora siamo calati tanto sia in termini qualitativi sia in termini di coraggio”. E Scanzi, a proposito di Gaza e del genocidio israeliano, ha citato la canzona dell’album Creuze de mä, Sidùn, canzone straordinaria scritta nel 1984. In libreria e in edicola con il Fatto Quotidiano (prezzo 16,50€) L'articolo Scanzi racconta De André: “Cantautori di oggi poco impegnati? Ecco perché Faber resterebbe molto ferito” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Musica
Fabrizio De Andrè
Verranno a chiederti di Fabrizo De André. Un dialogo tra Andrea Scanzi, Luca De Gennaro e Claudia Rossi
Martedì 25 novembre alle 17 Andrea Scanzi dialoga con Luca De Gennaro e Claudia Rossi per la presentazione del suo nuovo libro Verranno a chiederti di Fabrizio De André. Un intervento a più voci che mette a fuoco genesi, complessità e percorsi di un autore tanto influente quanto multiforme, attraverso una ricostruzione fatta di testimonianze, studi e materiali inediti. L'articolo Verranno a chiederti di Fabrizo De André. Un dialogo tra Andrea Scanzi, Luca De Gennaro e Claudia Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Libri e Arte
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè
Andrea Scanzi presenta ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’, il suo nuovo libro edito da Paper First
Uno smisurato gesto d’affetto per un artista straordinario. Il ritratto d’amore di un poeta eterno, raffigurato da una delle penne più brillanti del panorama italiano. Un libro che non esce in occasione di anniversari, compleanni, celebrazioni o ricorrenze: De André è universale e senza tempo, non c’è bisogno di aspettare date particolari per parlare di lui. Questa opera ripercorre la sua storia. Sono pagine piene di musica, aneddoti, ricordi, vita, morte, dolori e meraviglie. Tanto il materiale inedito, tante le voci che tratteggiano il musicista genovese: Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Antonello Venditti, Eugenio Finardi, Vasco, Zucchero e molti altri. Andrea Scanzi ha dedicato a Faber la sua laurea in Lettere nel 2000, che non a caso si chiamava Amici fragili (il titolo rimanda a una delle più celebri canzoni di Fabrizio); uno spettacolo teatrale con Giulio Casale, Le cattive strade, che tra il 2013 e il 2015 ha attraversato con successo l’Italia per più di cento date; tanti articoli, tante interviste, tanti sogni. Questo libro suggella il legame profondo tra il musicista e lo scrittore. Per PaperFirst, Scanzi ha già scritto best seller analoghi su Franco Battiato, Giorgio Gaber e Lucio Battisti. All’interno del volume, in esclusiva, ci sono anche due interviste intime e imperdibili a Dori Ghezzi, moglie di Fabrizio, e al figlio Cristiano. Verranno a chiederti di Fabrizio De André è il libro perfetto sia per chi già lo conosce e vuole ritrovarlo, sia per chi vuole scoprirlo una volta per tutte. Nel migliore dei modi. In libreria e in edicola con il Fatto Quotidiano (prezzo 16,50€) L'articolo Andrea Scanzi presenta ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’, il suo nuovo libro edito da Paper First proviene da Il Fatto Quotidiano.
I nostri video
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè