Tag - Andrea Scanzi

Scanzi sul Nove: “Le parole di Meloni per il giorno della Memoria? Sconfortante esultare per un piccolo accenno di antifascismo”
“Le parole di Meloni sul fascismo nel giorno della Memoria? Il mio voto è 5, un’insufficienza non grave. Intanto è sconfortante per tutti noi esultare o cercare qualche piccolo accenno di antifascismo da Giorgia Meloni perché c’è un’anomalia, quello che ha detto è inconfutabile ma è anche scontato, banale, però ci stupiamo”. Così Andrea Scanzi, ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi in onda ogni sabato sul Nove, commenta il post pubblicato dalla premier sui social in occasione del 27 gennaio. “La mia insufficienza è dettata da due motivi – spiega – non ho ricordi di affermazioni filmate, immagine molto più forte secondo me dello scritto, soprattutto in tv, dove Giorgia Meloni ci dice in maniera inequivocabile ‘sono antifascista condanno il fascismo’. Non l’ho mai vista. Poi, benissimo ha detto cose inattaccabili, ma come stanno insieme le parole che lei ha scritto il 27 gennaio con l’essere accanto a Orban, a Milei, a Trump, il passare sopra a determinate cose che fanno i suoi alleati i suoi idoli europei?”, si chiede ancora Scanzi che quindi conferma il giudizio. “Ha scritto cose giuste, ma non sono pienamente convinto perché vorrei un presidente del consiglio pienamente antifascista e secondo me lei lo è poco e il suo partito ancora meno”, conclude. Scanzi ha quindi parlato dell’Ice alle Olimpiadi, commentando le parole di Nicola Fratoianni in Aula: “Credo che le sue parole siano inattaccabili, la sua indignazione è anche la mia. Una notizia inizialmente pateticamente negata. Io trovo che la sua indignazione sia sacrosanta, probabilmente siamo ancora una succursale dell’impero americano. E mi permetto di dire che bisognerebbe che tutti gli essere umani fossero sgomenti davanti a ciò che fa l’Ice”T L'articolo Scanzi sul Nove: “Le parole di Meloni per il giorno della Memoria? Sconfortante esultare per un piccolo accenno di antifascismo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giorgia Meloni
TVLoft
Accordi & Disaccordi
Andrea Scanzi
Gaffe di Marco Carrara durante la diretta di “Agorà”: scambia Robert De Niro e Ray Liotta per due iraniani degli anni ’70. Poi le scuse: “Errore dettato dalla fretta”
Robert De Niro e Ray Liotta sono stati scambiati per due uomini iraniani degli anni ’70. Il curioso fatto è accaduto durante la puntata di “Agorà” andata in onda ieri, 14 gennaio. Il conduttore Marco Carrara è stato protagonista di una gaffe. Parlando della situazione in Iran, ha ripreso in diretta una serie di post da X. In uno di questi si vede una fotografia in cui sono ritratte due coppie e uno dei due uomini che tiene in braccio un neonato. La foto, accompagnata dalla descrizione “La mia famiglia in Iran (1977) prima della Rivoluzione islamica”, è in realtà tratta dal film “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese. Carrara non n’è reso conto e la gaffe è andata immediatamente virale sui social. Su Facebook, alcuni utenti hanno sdrammatizzato con battute simpatiche, mentre altri hanno attaccato il conduttore. Un utente ha scritto: “Purtroppo ho assistito in diretta, che tristezza. È pieno di gente incapace. Quanto devi essere ignorante per non accorgerti di nulla? Speriamo che la luna esca dall’orbita…”. Un’altra, invece, ha commentato scrivendo: “Beh effettivamente Ray Liotta ha un fascino persiano“. Andrea Scanzi, è intervenuto sulla questione con un post su Facebook, scrivendo che tutti possono essere ‘vittime’ di una gaffe. Scanzi ha scritto: “Tutti sbagliano, tutti possono sbagliare. Ancor più le trasmissioni quotidiane, che devono ogni giorno inventarsi qualcosa per rendere buona la puntata… De Niro e Liotta me li ricordavo diversi”. Poi il giornalista ha espresso la sua solidarietà a Marco Carrara, sottolineando che è stata una semplice svista e che “ci si fa una risata e finisce lì”. E ancora: “Molta meno solidarietà (e qui non parlo più di Agorà) a chi, nei piani alti, ha trasformato la Rai (cioè il servizio pubblico) in un mezzo disastro continuo, tra censure, propaganda e clima di terrore. L’ennesimo disastro di questo governo di brodi”. LE SCUSE DI MARCO CARRARA Nella puntata di “Agorà” andata in onda oggi, 15 gennaio, Marco Carrara si è scusato per la gaffe. Il conduttore ha dichiarato: “Da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato che bisogna chiedere scusa quando si sbaglia. Quindi voglio scusarmi con il pubblico perché ieri, nella fretta della diretta, ho mostrato un post che era una fake news e, dato che so che quando si sbaglia bisogna ammetterlo, chiedo scusa. Ringrazio il pubblico per le tante segnalazioni, perché mi spingono a essere ancora più rigoroso e attento”. L'articolo Gaffe di Marco Carrara durante la diretta di “Agorà”: scambia Robert De Niro e Ray Liotta per due iraniani degli anni ’70. Poi le scuse: “Errore dettato dalla fretta” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Iran
Televisione
Rai 1
Andrea Scanzi
Agorà
Francesca Albanese intervistata da Scanzi: “Le ispezioni di Valditara nelle scuole? Venga da me, ministro, parli con me”
“Il fatto di avere un ministro che manda le ispezioni punitive nei confronti di docenti e studenti è vergognoso. Ministro Valditara, vieni da me, parla con me”. È con questo affondo diretto che Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, risponde alle iniziative del ministero dell’Istruzione dopo i suoi incontri con studenti e studentesse in alcune scuole toscane. Intervistata da Andrea Scanzi, Albanese respinge l’idea di aver trasformato quegli appuntamenti in comizi politici e denuncia un clima di delegittimazione che colpisce non solo lei, ma chiunque metta in discussione l’operato dello Stato italiano sul conflitto israelo-palestinese. “Mi accusano di corruzione di giovani, cioè non so se si sia mai sentita una cosa del genere”, afferma, rivendicando il diritto di parlare di diritto, etica e Costituzione. La giurista racconta come l’attacco mediatico le abbia provocato ferite personali profonde, soprattutto quando arriva da figure che stimava. “Per me è stato doloroso vedermi criticare da persone di cui avevo stima, come Romano Prodi o Corrado Augias”, dice. Una delusione che, però, si trasforma in consapevolezza: “Alla fine ho capito che nessuno dei due abbia letto niente di ciò che ho scritto”. È qui che, spiega, scatta l’emancipazione: “Non avete diritto di esprimervi sulla mia persona, sul mio lavoro. Della serie: vivo anche con la vostra critica”. Secondo la relatrice Onu, il caso italiano rivela un problema più ampio. “In Italia c’è un problema di sionismo diffuso”, afferma, chiarendo che non si tratta di un fenomeno legato alle comunità ebraiche, ma di un’ideologia che porta “all’oscurantismo rispetto alla condotta dello Stato di Israele”, nonostante i crimini che commette. Albanese nega di aver mai definito fascista il governo Meloni, ma aggiunge che, anche se l’avesse fatto, “non è un crimine”. Ricorda come esponenti della maggioranza “si vantano di essere fascisti” e “criticano più il 25 aprile che le ragioni storiche che l’hanno prodotto”, parlando di una vera e propria “commedia dell’assurdo”. Quanto alle accuse di istigazione alla protesta, chiarisce di non aver mai invitato gli studenti a occupare le scuole, ma di aver riconosciuto il ruolo dei giovani come primi oppositori del genocidio a Gaza, anche attraverso le occupazioni universitarie. “Siete voi, cittadini e cittadine, i guardiani ultimi della legalità”, ribadisce, richiamando l’etica del diritto e il primato della Costituzione come cardini della formazione giuridica in Italia. Albanese rivendica anche la portata dei suoi incontri: oltre diecimila studenti raggiunti in pochi giorni, grazie a collegamenti online che coinvolgono decine e poi centinaia di scuole. “Ma non è colpa mia. Lo facessero pure loro”, osserva, respingendo l’idea che questo possa configurare una colpa o un abuso. Il nodo focale resta però la responsabilità politica. “Io ho detto assolutamente che questo governo è corresponsabile dei crimini che Israele sta commettendo”, afferma senza esitazioni. Una corresponsabilità che, sottolinea, spetta all’autorità giudiziaria valutare nel “quid e nel quantum”, ma che lei fonda su elementi concreti. “Ho portato le prove empiriche di questo nell’ultimo rapporto che ho pubblicato per le Nazioni Unite”, aggiunge, accusando i ministri italiani di non averlo nemmeno letto. Nel mirino c’è il ruolo dello Stato italiano, che a suo dire “primeggia tra i governi occidentali nell’aver garantito supporto politico, diplomatico, economico, finanziario e militare” a Israele, per ragioni prevalentemente ideologiche. Un sostegno che accompagna, nella sua analisi, la trasformazione di Israele “da uno Stato di apartheid che mantiene un’occupazione illegale su Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est in uno Stato genocida”. Da qui la richiesta finale di un confronto pubblico basato sui fatti, non sulle ispezioni e sul “killeraggio mediatico”. “Se hanno qualcosa da dire si confrontassero, rispondessero con i fatti – conclude la giurista – Dimostrare coi fatti che Francesca Albanese si sbaglia: questo è il vostro ruolo in quanto istituzioni”. L'articolo Francesca Albanese intervistata da Scanzi: “Le ispezioni di Valditara nelle scuole? Venga da me, ministro, parli con me” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Francesca Albanese
Governo Meloni
Giuseppe Valditara
Andrea Scanzi
Scanzi e il retroscena sulla “lite” tra De André e De Gregori: “Erano in Canada, Faber girava con un pene finto al posto del naso…”
Nel libro Verranno a chiederti di Fabrizio De André (edito da PaperFirst), Andrea Scanzi ha raccolto alcuni aneddoti sulla vita del cantautore genovese. Uno di questi lo ha raccontato nella diretta con Claudia Rossi e Luca De Gennaro, ospitata da ilFattoQuotidiano.it. Dori Ghezzi, nell’intervista presente nel volume, gli racconta come mai i rapporti tra Faber e Francesco De Gregori, che nel 1975 avevano collaborato alla realizzazione di Volume 8, si raffreddarono improvvisamente. “Erano in Canada, Dori aspettava la sua prima figlia, la seconda di Fabrizio, Luisa Vittoria. Fabrizio era contentissimo perché non lo riconosceva nessuno, per strada, e poteva essere se stesso. Così un giorno ha trovato questa maschera con un pene finto al posto del naso, se l’è messa e lui e Dori hanno iniziato a ridere. De Gregori invece era molto contrariato. E Dori racconta che da lì la loro amicizia si raffreddò notevolmente. A ciò contribuì anche la distanza: Fabrizio viveva in Sardegna, De Gregori stava a Roma”. In libreria e in edicola con il Fatto Quotidiano (prezzo 16,50€) L'articolo Scanzi e il retroscena sulla “lite” tra De André e De Gregori: “Erano in Canada, Faber girava con un pene finto al posto del naso…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Musica
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè
“Il Fatto Quotidiano è libero e coraggioso, abbonatevi per voi, per noi e per la vera libertà di informazione”: l’appello di Scanzi
“Il Fatto Quotidiano è un giornale libero e coraggioso, che non ha paura di niente e di nessuno. Non abbiamo santi in paradiso, né finanziamenti pubblici, e questo ci rende davvero indipendenti. La libertà di informazione è sempre più a rischio. Ed è per questo che abbiamo bisogno del vostro sostegno ora. Se volete bene al Fatto Quotidiano, restateci vicini: abbonatevi, per voi, per noi, per la vera libertà d’informazione”. L'articolo “Il Fatto Quotidiano è libero e coraggioso, abbonatevi per voi, per noi e per la vera libertà di informazione”: l’appello di Scanzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
I nostri video
Andrea Scanzi
Verranno a chiederti di Fabrizo De André. Un dialogo tra Andrea Scanzi, Luca De Gennaro e Claudia Rossi
Martedì 25 novembre alle 17 Andrea Scanzi dialoga con Luca De Gennaro e Claudia Rossi per la presentazione del suo nuovo libro Verranno a chiederti di Fabrizio De André. Un intervento a più voci che mette a fuoco genesi, complessità e percorsi di un autore tanto influente quanto multiforme, attraverso una ricostruzione fatta di testimonianze, studi e materiali inediti. L'articolo Verranno a chiederti di Fabrizo De André. Un dialogo tra Andrea Scanzi, Luca De Gennaro e Claudia Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Libri e Arte
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè
Andrea Scanzi presenta ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’, il suo nuovo libro edito da Paper First
Uno smisurato gesto d’affetto per un artista straordinario. Il ritratto d’amore di un poeta eterno, raffigurato da una delle penne più brillanti del panorama italiano. Un libro che non esce in occasione di anniversari, compleanni, celebrazioni o ricorrenze: De André è universale e senza tempo, non c’è bisogno di aspettare date particolari per parlare di lui. Questa opera ripercorre la sua storia. Sono pagine piene di musica, aneddoti, ricordi, vita, morte, dolori e meraviglie. Tanto il materiale inedito, tante le voci che tratteggiano il musicista genovese: Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Antonello Venditti, Eugenio Finardi, Vasco, Zucchero e molti altri. Andrea Scanzi ha dedicato a Faber la sua laurea in Lettere nel 2000, che non a caso si chiamava Amici fragili (il titolo rimanda a una delle più celebri canzoni di Fabrizio); uno spettacolo teatrale con Giulio Casale, Le cattive strade, che tra il 2013 e il 2015 ha attraversato con successo l’Italia per più di cento date; tanti articoli, tante interviste, tanti sogni. Questo libro suggella il legame profondo tra il musicista e lo scrittore. Per PaperFirst, Scanzi ha già scritto best seller analoghi su Franco Battiato, Giorgio Gaber e Lucio Battisti. All’interno del volume, in esclusiva, ci sono anche due interviste intime e imperdibili a Dori Ghezzi, moglie di Fabrizio, e al figlio Cristiano. Verranno a chiederti di Fabrizio De André è il libro perfetto sia per chi già lo conosce e vuole ritrovarlo, sia per chi vuole scoprirlo una volta per tutte. Nel migliore dei modi. In libreria e in edicola con il Fatto Quotidiano (prezzo 16,50€) L'articolo Andrea Scanzi presenta ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’, il suo nuovo libro edito da Paper First proviene da Il Fatto Quotidiano.
I nostri video
Andrea Scanzi
Fabrizio De Andrè
Post di insulti contro Andrea Scanzi: dirigente toscano di Italia Viva costretto a risarcirlo
Si è chiusa con un accordo transattivo la causa tra Andrea Scanzi e il segretario regionale di Italia Viva in Umbria Massimo Gnagnarini, che nel 2021 aveva pubblicato un post su facebook in cui apostrofava il giornalista del Fatto Quotidiano con insulti irripetibili. Gnagnarini aveva scritto che nel suo quartiere di Orvieto nei confronti di persone come Scanzi “avremmo usato violenza praticandogli ‘la stira’”, sul cui significato sorvoliamo. “Tali parole, degne di misericordia e acume, nonché intrise di intelligenza e democrazia, ebbero una certa eco su alcuni giornali – commenta Scanzi in un post su facebook – Quattro anni dopo, sento di ringraziare sentitamente questo esimio – nonché notissimo – statista per quelle parole. Lui sa perché”. Il procedimento penale per diffamazione era stato archiviato per tenuità del fatto. E’ rimasta in piedi invece la causa civile che si è risolta infine in via stragiudiziale con una transazione. Anche Gnagnarini ha commentato sui social l’esito della vicenda, ammettendo di avere dovuto pagare Scanzi. E sottolineando “che l’accordo transattivo non riconosce né ammette alcuna mia colpa o responsabilità circa l’asserita diffamazione” e definisce le parole usate in quel post su facebook una “critica colorita al tuo stile artistico“. L’esponente politico aggiunge tra l’altro che ha “preferito” pagare “una modesta somma, inferiore alle spese legali che avrei dovuto sostenere per confermare pienamente la mia posizione”. Gnagnarini, di formazione democristiana, nel frattempo è stato “promosso” da dirigente locale di Orvieto a leader regionale dei renziani dopo aver vinto il congresso. Non è nuovo a un linguaggio controverso sui social: si era dovuto dimettere da assessore al Bilancio del Comune orvietano dopo aver scritto che “Ci aveva provato anche zio Adolf a prendere qualche rimedio, politicamente scorrettissimo, ma non gli è riuscito neanche a lui”. L'articolo Post di insulti contro Andrea Scanzi: dirigente toscano di Italia Viva costretto a risarcirlo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Media
Andrea Scanzi
Italia Viva