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Disagi per chi viaggia in treno: circolazione interrotta a Firenze tra oggi e domani, tutte le misure messe in campo da Rfi
Un intervento strategico per la mobilità di Firenze. Per questo motivo oggi – 24 gennaio – Rfi interrompe la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Rifredi e Campo di Marte per 24 ore, dalle 15 alla stessa ora di domani, 25 gennaio, come comunicato alcuni giorni fa. Con un’inevitabile ripercussione alla circolazione anche dell’Alta Velocità, sia di Trenitalia che di Italo. Il punto è infatti nevralgico per gli spostamenti tra Sud e Nord: di fatto l’Italia dell’Alta Velocità sarà tagliata in due. I lavori del cavalcaferrovia stradale Ponte al Pino – una struttura dell’Ottocento che collega i quartieri centrali a Campo di Marte, Coverciano e le zone collinari – sono considerati come una tappa fondamentale nel percorso di rinnovo e potenziamento della viabilità urbana di Firenze e vengono attuati da Rfi in coordinamento con il Comune. Nello specifico tra oggi e domani verrà installata una nuova passerella pedonale provvisoria. La posa del passaggio pedonale avrà un impatto non indifferente nelle 24 ore di stop alla circolazione. Rete ferroviaria italiana ha messo in piedi un’organizzazione straordinaria per tentare di limitare il più possibile l’impatto dei disagi – che saranno comunque inevitabili per i passeggeri dell’Alta Velocità sia diretti verso Sud che verso Nord – e che potranno ulteriormente essere limitati scegliendo soluzioni di viaggio che “aggirano” l’orario dei lavori. La prima soluzione trovata da Rfi è la riduzione del 50 per cento i treni previsti: la circolazione è garantita con un treno ogni ora per ciascuna direzione. Alcuni collegamenti sono instradati sulla linea Tirrenica, con incrementi dei tempi di percorrenza che potranno arrivare fino a due ore. I restanti convogli sono interrotti nelle stazioni di Firenze Rifredi e di Firenze Campo di Marte: i passeggeri possono usufruire di una navetta per raggiungere l’altra stazione e continuare il loro viaggio. La scelta di limitare il numero dei bus, spiega Rete Ferroviaria Italiana, risponde all’esigenza di evitare ulteriori criticità alla viabilità cittadina, anche perché oggi alle 18 è in programma la partita Fiorentina-Cagliari. Per lo stesso motivo, entrambe le imprese ferroviarie hanno deciso di limitare la vendita dei biglietti per ciascun treno che dovrebbe arrivare a Firenze nelle 24 ore dei lavori. Tutte le modifiche – spiega Rfi – sono state inserite nei sistemi di vendita di Trenitalia e Italo, così da garantire la massima trasparenza per i viaggiatori. A ciò si aggiunge un rafforzamento dell’assistenza al pubblico di Trenitalia: 40 persone sono presenti nelle stazioni e durante i trasferimenti per supportare i viaggiatori e garantire la continuità del servizio in una fase particolarmente delicata per il nodo ferroviario fiorentino. Anche i canali di vendita, conclude Rfi, sono aggiornati. Nei prossimi mesi, sempre a causa dei lavori al cavalcavia in questione, Rfi prevede altre giornate con limitazioni al traffico ferroviario che verranno comunicate in seguito e sempre con anticipo. L'articolo Disagi per chi viaggia in treno: circolazione interrotta a Firenze tra oggi e domani, tutte le misure messe in campo da Rfi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Circolazione ferroviaria interrotta a Firenze tra sabato 24 e domenica 25: tutte le misure messe in campo da Rfi
Un intervento strategico per la mobilità di Firenze costringerà Rfi a interrompere la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Rifredi e Campo di Marte per 24 ore, dalle 15 di sabato 24 gennaio alla stessa ora del giorno successivo. Con un’inevitabile ripercussione alla circolazione anche dell’Alta Velocità, sia di Trenitalia che di Italo. I lavori del cavalcaferrovia stradale Ponte al Pino – una struttura dell’Ottocento che collega i quartieri centrali a Campo di Marte, Coverciano e le zone collinari – rappresentano una tappa fondamentale nel percorso di rinnovo e potenziamento della viabilità urbana di Firenze e vengono attuati da Rfi in coordinamento con il Comune. In particolare tra sabato e domenica verrà installata una nuova passerella pedonale provvisoria, lunga 44 metri e larga circa 3 metri, funzionale ai lavori che seguiranno nei prossimi mesi. La posa del passaggio pedonale avrà un impatto non indifferente sulla circolazione tra le 15 di sabato e le 15 di domenica ma – con anticipo – Rete ferroviaria italiana ha messo in piedi un’organizzazione straordinaria tesa a diminuire il più possibile l’impatto dei disagi – che saranno comunque inevitabili per i passeggeri dell’Alta Velocità sia diretti verso Sud che verso Nord – e che potranno ulteriormente essere limitati scegliendo soluzioni di viaggio che “aggirano” l’orario dei lavori. La prima soluzione trovata da Rfi è la riduzione del 50 per cento i treni previsti: la circolazione sarà garantita con un treno ogni ora per ciascuna direzione. Alcuni collegamenti saranno instradati sulla linea Tirrenica, con incrementi dei tempi di percorrenza che potranno arrivare fino a due ore. I restanti convogli verranno interrotti nelle stazioni di Firenze Rifredi e di Firenze Campo di Marte: i passeggeri potranno usufruire di una navetta – tre batterie da 6 bus ciascuna, più sei autobus di riserva, condivisi tra Trenitalia e Italo – per raggiungere l’altra stazione e continuare il loro viaggio verso la destinazione prescelta. La scelta di limitare il numero dei bus, spiega Rete Ferroviaria Italiana, risponde all’esigenza di evitare ulteriori criticità alla viabilità cittadina, anche perché sabato alle 18 è in programma la partita Fiorentina-Cagliari. Per lo stesso motivo, entrambe le imprese ferroviarie hanno deciso di contingentare la vendita dei biglietti per ciascun treno che dovrebbe arrivare a Firenze nelle 24 ore dei lavori, così da assicurare una gestione sostenibile dei flussi. Tutte le modifiche – fa sapere Rfi – sono state inserite nei sistemi di vendita di Trenitalia e Italo, così da garantire la massima trasparenza per i viaggiatori. A ciò si aggiunge un rafforzamento dell’assistenza al pubblico di Trenitalia: 40 persone saranno presenti nelle stazioni e durante i trasferimenti per supportare i viaggiatori e garantire la continuità del servizio in una fase particolarmente delicata per il nodo ferroviario fiorentino. Anche i canali di vendita, conclude Rfi, sono già aggiornati. Nel corso del 2026, sempre a causa dei lavori al cavalcavia ferroviario Ponte al Pino, Rfi prevede altre giornate con limitazioni al traffico ferroviario che verranno comunicate in seguito e sempre con anticipo. L'articolo Circolazione ferroviaria interrotta a Firenze tra sabato 24 e domenica 25: tutte le misure messe in campo da Rfi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Al buio e coi bagni intasati. Un incubo”: la testimone racconta l’odissea dell’Italo bloccato 8 ore nel tunnel
“Eravamo 460 passeggeri. Siamo stati abbandonati nell’oscurità, senza luce, senza acqua, senza cibo. I bagni straripavano di liquami, costringendo persone disperate a scendere sui binari per espletare i propri bisogni. Gli steward, impotenti e spaventati, non riuscivano a contenere il panico crescente”. Un’odissea, iniziata alle 17.40 di lunedì 1 dicembre. È in quel momento che il treno Italo AV 8920 diretto a Udine viene colpito da un cavo della linea elettrica – un incidente non attribuibile all’azienda – tra Gallese e Orte mentre si trova in un tunnel. Un attimo che scatena il finimondo, perché viene danneggiato un vetro ed è costretto a fermarsi: “Da quel momento, il nostro convoglio è rimasto intrappolato per otto interminabili ore sotto un tunnel, isolato dal mondo. Quello che è accaduto non è stato solo un disservizio: è stata una prova di sopravvivenza”, racconta Valentina Miele, 38enne operatrice aeroportuale, che era a bordo del convoglio insieme alla figlia di 4 mesi e al marito. Erano partiti da Napoli alle 15.35, direzione Treviso. “IN TRAPPOLA CON MIA FIGLIA DI 4 MESI” Invece quel cavo spezzato dà inizio a un’esperienza che, dice, “non avrei mai immaginato di vivere: un viaggio trasformato in un incubo, un dramma collettivo”. Durato otto ore, quanto è servito per trasbordare i 460 passeggeri su un nuovo convoglio di Italo (l’azienda, oltre a scusarsi, ha rimborsato il biglietto e ha emesso un voucher dello stesso importo): “Siamo rimasti intrappolati per un tempo interminabile sotto un tunnel, isolato dal mondo”. Valentina racconta di “neonati, anziani fragili, cardiopatici e una donna incinta” che “hanno vissuto ore di paura e sofferenza”. È toccato anche a lei in prima persona, dovendo gestire una neonata: “Stringevo la mia bambina tra le braccia, nel buio. Era sudata, affaticata e per ore è stata costretta a respirare il fumo di scarico del treno e dei mezzi giunti per l’emergenza”. SOLO DUE BICCHIERI D’ACQUA: “ERAVAMO PRIGIONIERI” Ha deciso di segnalare la vicenda a Ilfattoquotidiano.it, ci tiene a sottolinearlo, per “denunciare pubblicamente la superficialità e l’incapacità di chi avrebbe dovuto garantire sicurezza e assistenza”. Da viaggiatrice e cittadina, dice, “non possiamo accettare che simili episodi vengano archiviati come semplici inconvenienti”. E allora ecco cosa è accaduto, secondo il suo racconto. Innanzitutto la carenza di acqua, un bene primario in queste situazioni: “Nel nostro vagone hanno distribuito solo due bicchieri e due snack di noccioline in otto ore. Ci sono stati passeggeri meno fortunati che non hanno avuto neanche quel poco, poiché il treno era a corto di scorte. Ho sentito personalmente uno steward chiedere al capotreno cosa fare perché non avevano più provviste a bordo da distribuire. La sensazione era quella di essere prigionieri in una galleria, dimenticati da chi avrebbe dovuto soccorrerci”. “NOI AL BUIO IN CONDIZIONI INDEGNE” Proprio i soccorsi, aggiunge, “sono arrivati solo a notte inoltrata, dopo tentativi falliti di aggancio”. Nel mentre i bagni che si intasano e la tensione che cresce: “Siamo rimasti con le porte bloccate nel buio più totale e a fiato corto per molto tempo, perché erano convinti che da lì a poco il treno sarebbe ripartito, ma non è stato così. L’aria era diventata irrespirabile e alcuni passeggeri in rivolta minacciavano di sfondare i vetri”. Alla fine, la decisione di trasferire tutti gli occupanti su un altro treno dopo la mezzanotte: “Ci hanno trasferiti, costringendoci a tornare indietro fino a Roma Tiburtina prima di riprendere la marcia. Ma ormai eravamo esausti, svuotati, traumatizzati”. L’inconveniente, si sa, può capitare. Ma Valentina punta il dito su tutto quello che ne è seguito: “Questa non è solo la cronaca di un guasto tecnico: è la testimonianza di una gestione disumana dell’emergenza, che ha lasciato centinaia di persone in condizioni indegne – afferma – La paura per mia figlia così piccola è stata immane, un dolore che non dimenticherò mai”. L'articolo “Al buio e coi bagni intasati. Un incubo”: la testimone racconta l’odissea dell’Italo bloccato 8 ore nel tunnel proviene da Il Fatto Quotidiano.
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