Tag - Firenze

Turista lancia spazzatura dalla finestra del suo Airbnb a Firenze. Quando l’abitante del piano terra gli chiede spiegazioni, la risposta la raggela: “Io pago mille euro per stare qui”
Una cartaccia lanciata dalla finestra di un Airbnb finisce nel giardino di una casa nel centro storico di Firenze. Quando la residente del piano terra sale a protestare con gli ospiti dell’appartamento turistico, uno dei giovani turisti statunitensi risponde con una frase che accende la polemica. Il fatto è avvenuto tre giorni fa ed è stato ripreso con il telefono dalla stessa residente, Caterina. Il video è diventato virale sui social. Nel filmato si vede la cartaccia nel giardino sotto la finestra dell’appartamento affittato ai turisti. La giovane sale a chiedere spiegazioni e il ragazzo prima nega. Poi, quando lei gli ricorda che “non è casa tua” e che bisogna avere rispetto del palazzo, arriva la risposta sprezzante: “Hai pagato mille per questo posto? Io l’ho fatto, non so se l’hai fatto anche tu”. “NON CI HANNO IGNORATI, È GIÀ QUALCOSA” La replica di Caterina è immediata: “Noi paghiamo l’affitto. Ma sei stupido?”. Dopo l’episodio, la ragazza e i suoi coinquilini, tutti studenti e giovani lavoratori, si sono rivolti alla società che gestisce l’Airbnb. “Non ci hanno ignorati, è già qualcosa“. Il video ha riacceso sui social il tema della convivenza sempre più difficile tra residenti e affitti brevi nel centro storico. “Mi sono confrontata con altri fiorentini e si identificano nel mio video perché in tanti hanno vissuto questo tipo di piccole o grandi prevaricazioni“, racconta Caterina. “Non è certo un caso isolato, i palazzi ormai sono pieni di locazioni turistiche. E Firenze, nel suo complesso, è una città vetrina che ha perso ogni equilibrio, è ormai ridotta a un bene di consumo. Così chi compra il ‘servizio Firenze’ finisce per vedere il residente come un elemento di disturbo”. L'articolo Turista lancia spazzatura dalla finestra del suo Airbnb a Firenze. Quando l’abitante del piano terra gli chiede spiegazioni, la risposta la raggela: “Io pago mille euro per stare qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Firenze
Relazione tra un’alunna 16enne e il docente di un istituto del Fiorentino: insegnante sospeso
Scoperta una relazione tra un’alunna sedicenne e un insegnante del suo istituto: la storia, riportata da La Nazione, spiega che la storia è emersa negli scorsi giorni durante una gita scolastica, scoperta dalla madre dell’alunna. La vicenda è interna a uno dei più grandi istituti superiori dell’area fiorentina e l’uomo coinvolto è un docente di lettere. Il quotidiano spiega che la relazione è stata scoperta dalla madre della studentessa grazie ad alcuni messaggi trovati sul telefono della figlia: sms e video che proverebbero un rapporto tra l’alunna e l’insegnante. La madre ha poi segnalato la vicenda alla scuola che ha avviato una prima verifica interna, secondo quanto si apprende. Alcuni dettagli della storia restano ancora tutti da chiarire, ma, secondo il giornale, il docente non è attualmente in servizio e risulta sospeso dall’attività didattica. Da capire se si tratti di un provvedimento disciplinare interno o di una misura temporanea adottata in attesa di accertamenti. Il dirigente scolastico, raggiunto dal quotidiano, non ha voluto confermare o smentire la vicenda, ma ha specificato: “Una questione delicatissima dai contorni ancora tutti da delineare – ha spiegato – Non possiamo che mantenere il massimo riserbo a tutela della ragazza in attesa che termini l’istruttoria a chiarimento della vicenda”. L'articolo Relazione tra un’alunna 16enne e il docente di un istituto del Fiorentino: insegnante sospeso proviene da Il Fatto Quotidiano.
Scuola
Cronaca
Firenze
Ritrovata Elena Rebeca Burcioiu, la 20enne scomparsa da Foggia rintracciata a Firenze dalla polizia: sta bene
Non si avevano più notizie di lei dal 2 marzo scorso. Ma, fortunatamente, Elena Rebeca Burcioiu, la 20enne scomparsa da Foggia sta bene. Di origini rumene, la ragazza è stata ritrovata nella serata di venerdì 13 marzo a Firenze dagli agenti della Polizia di Stato del capoluogo toscano in buone condizioni di salute. La denuncia della sua scomparsa era stata fatta da un’amica e connazionale 38enne con la quale la 20enne era arrivata in Italia pochi mesi fa per lavorare come bracciante. Entrambe però avevano iniziato a svolgere attività di prostituzione lungo la SS16, sulla strada per San Severo, e lì, il 2 marzo, Burcioiu era stata vista l’ultima volta. Nella mattina della scomparsa le due avevano raggiunto Foggia come nei giorni precedenti, provenendo da Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, dove soggiornavano. Secondo una prima ricostruzione, come riporta il Corriere della Sera, sarebbe stata proprio la 20enne ad avvicinare una volante nella zona stadio di Firenze. Burcioiu si è avvicinata e si è presentata dicendo il suo nome: gli agenti hanno poi verificato che fosse effettivamente la ragazza scomparsa La 38enne aveva perso le tracce dell’amica dopo che la 20enne si era allontanata a bordo di un’auto insieme ad un cliente. Il telefono cellulare, poi ritrovato sul ciglio della statale 16 in località Borgo La Rocca, risultava spento. Così, dopo la denuncia, la Squadra Mobile della Questura di Foggia, coordinata dalla Procura, aveva avviato un’indagine, mentre contestualmente, temendo il peggio, partivano le ricerche da parte di tutte le forze di polizia, dei volontari della protezione Civile, della polizia locale e dei vigili del fuoco. In questi giorni sono stati scandagliati pozzi, canali di scolo e casolari abbandonati, utilizzando anche forze speciali, come cinofili e sommozzatori. Al momento sembrerebbe un allontanamento volontario. L'articolo Ritrovata Elena Rebeca Burcioiu, la 20enne scomparsa da Foggia rintracciata a Firenze dalla polizia: sta bene proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Firenze
Mark Rothko a Firenze, ogni quadro sprigiona energia: un’esperienza sensoriale
‹ › 1 / 7 UNTITLED, 1944 ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 2 / 7 LONGSTEAD ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 3 / 7 UNTITLED ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 4 / 7 SELFPORTRAIT ROTHKO ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 5 / 7 UNTITLED 1947 ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 6 / 7 UNTITLED, 1968 ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma ‹ › 7 / 7 UNTITLED, 1969 ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma Ci sono mostre affollate da centinaia di quadri, che chiedono al visitatore uno sforzo fisico eccezionale e mettono a dura prova la capacità mentale di assorbire così tanti stimoli visivi. E ci sono mostre più selettive, meno cariche di oggetti ma ugualmente – e forse più – intense mentalmente ed emotivamente. Questo secondo è il caso della mostra di Mark Rothko, che si apre sabato 14 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze, e resterà visitabile fino al 23 agosto. La mostra riunisce infatti una settantina di opere che impegnano però tutti i grandi spazi del piano nobile del Palazzo. Oltre a queste, altre sette opere sono disposte in due diversi spazi fiorentini, simbolici per l’avventura artistica del pittore – cioè il convento-museo di San Marco e la biblioteca Laurenziana. Rothko, lettone di nascita ma naturalizzato americano, è uno dei pittori più impegnativi, sensoriali e mentali a un tempo, del ‘900. A Parigi, tre anni fa, la Fondazione Luis Vuitton gli aveva dedicato un’altra grande mostra: lì il pubblico aveva a disposizione dei piccoli panchetti distribuiti gratuitamente per sostare davanti a ogni quadro e stabilire così un’intimità meditativa con l’artista e la sua opera. Era una soluzione pratica, ma anche un’indicazione di atteggiamento, un invito ad accostarsi a Rothko nel e con il tempo. La pittura di Rothko, non semplicemente pittura astratta, è una sorta di punto di agglutinazione di esperienze visuali, spirituali, spaziali, che occorre far decantare dentro di sé. Non si può passare come turisti affrettati davanti ai quadri. La posata maestosità di Palazzo Strozzi, del resto, è quasi connaturata a una pittura di grandi dimensioni e al tempo stesso intima, depositaria di scintille di emozioni. Christopher Rothko, figlio di Mark e co-curatore (con Elena Geuna) della mostra, scrive in catalogo che la pittura del padre è una sfida a produrre senso a partire da ciò che vediamo, passando però prima da ciò che sentiamo. In effetti ogni quadro sprigiona un’energia solo dopo qualche minuto di osservazione: i colori sembrano sgorgare dalla profondità, sospingere gli strati che li coprono, addensarsi in una sorta di stratificazione che crea una vera e propria drammaturgia cromatica in cui il tempo si sospende e si accumula. Con la pittura di Rothko, con i suoi gialli accecanti che sembrano sopraffatti dai rossi dei tardi anni Quaranta, o con i successivi quadri dai toni più scuri e freddi – blu, verdi, marroni – che invitano al silenzio e a una relazione meditativa tra opera e osservatore, sembra di entrare in un’altra dimensione. È quel tipo di relazione con l’arte che suscitano i tagli di Lucio Fontana o certi quadri di Matisse, pittore molto amato da Rothko. Una dimensione in cui il visibile si apre all’invisibile, all’ulteriorità che può essere un’esperienza dell’occhio come dello spirito. E che forse fu la lezione che Rothko assorbì dall’arte classica italiana. Rothko non amava viaggiare, eppure venne in Italia tre volte, tra gli anni Cinquanta e i Sessanta. Viaggiò nei luoghi dell’arte, Firenze, Roma, Pompei, Veneto. Soprattutto a Firenze fu colpito dalla pittura quattro-cinquecentesca, dalla ricerca di assoluto che scorgeva nel Beato Angelico, dalla densità d’arte che quella città sa restituire più di altre. Gli accostamenti eccezionali tra cinque quadri di Rothko e cinque affreschi in altrettante celle di San Marco testimoniano quanto la purezza e quasi l’astrazione della costruzione spaziale dell’Angelico si riflettano nei quadri rossi/rosa, solcati da una linea orizzontale, segno della sintesi cercata e voluta da Rothko. E la stessa ricerca di conquista totale dello spazio è nei due quadri disposti alla biblioteca Laurenziana, progettata da Michelangelo nel Cinquecento, come spazio di concentrazione assoluta, chiusura, prigione della mente che non poteva distrarsi né quindi vedere fuori. Anche la pittura di Rothko è una pittura della chiusura, dei sensi e della mente, della loro connessione che, sola, permette di volare al di fuori di se stessi. La mostra di Firenze non è un’antologica nel senso classico, non ci sono per esempio, se non con alcuni studi preparatori, i grandi progetti degli ultimi anni, quelli ora riuniti alla Tate Modern di Londra o alla Rothko Chapel di Houston. Ma proprio per questo è una mostra notevole. Perché è una mostra che nella sua asciuttezza fa pensare. E soprattutto fa sentire: la pittura, il senso dell’arte, l’assoluto. Foto in evidenza tratta dal Palazzo Strozzi Facebook. Foto della gallery fornite dall’ufficio stampa L'articolo Mark Rothko a Firenze, ogni quadro sprigiona energia: un’esperienza sensoriale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Blog
Libri e Arte
Firenze
Mostre
“È uno scandalo” la sorella di Eleonora Guidi uccisa con 24 coltellate. Il femminicida Lorenzo Innocenti è libero
Uccise la fidanzata con 24 coltellate, ma oggi è libero. Lorenzo Innocenti, l’architetto che l’8 febbraio 2025 uccise la compagna Eleonora Guidi a Rufina (provincia di Firenze), al momento non è nelle condizioni di partecipare al processo e non è socialmente pericoloso. L’assassino – dopo il femminicidio con in casa anche il figlio che all’epoca aveva nemmeno due anni – tentò il suicidio gettandosi da una finestra del secondo piano dello stabile, procurandosi gravi lesioni. Dopo le lesioni riportate Innocenti presenta amnesie, deficit del linguaggio e difficoltà nel ragionamento. È quanto stabilito dai periti incaricati dal gip Alessandro Moneti prima dell’udienza prevista per il 25 marzo, come riportato dal Corriere Fiorentino e La Nazione. “La condizione — è quanto sostengono lo psichiatra Rolando Paterniti, la neurologa Antonella Notarelli e il medico legale Beatrice Defraia — potrebbe risultare temporanea e suscettibile di miglioramento a seguito di percorso riabilitativo in un centro specializzato per almeno 12 mesi, dopo i quali si ritiene opportuna una rivalutazione dello stato neuropsicologico“. Pensiero totalmente opposto a quello dei consulenti della famiglia di Eleonora Guidi. “Innocenti ha colpito la povera Eleonora con ben 24 fendenti dimostrativi di inaudita ferocia, per di più in presenza del figlio minore — sostengono al contrario il neurologo Sandro Sorbi, il medico legale Aurelio Bonelli e lo psichiatra Stefano Berrettini — in assenza di alcuna nota patologia neurologica e psichiatrica, siamo di fronte a un soggetto incapace di controllare le sue pulsioni aggressive e, quindi, estremamente pericoloso”, la tesi dei consulenti della vittima. Innocenti è ora ricoverato all’ospedale di Ponte a Niccheri senza alcuna restrizione e secondo quanto riportato da La Nazione verrà rivalutato tra un anno. “Parla, si muove, gira libero in ospedale ma non lo vogliono processare. È uno scandalo. Qualcuno ci dovrà spiegare se d’ora in poi per salvarsi dall’accusa di femminicidio sia sufficiente fare una sceneggiata buttandosi dal balcone” ha dichiarato Elisabetta, sorella di Eleonora, al Corriere Fiorentino. “Dopo la morte di mia sorella abbiamo preso solo calci. A lui non sono stati neppure sequestrati i beni in favore del bambino, nonostante venga sempre fatto dopo i femminicidi quando c’è di mezzo un minore. E non c’è stata ancora neppure la formalizzazione dell’affidamento. Siamo in un limbo insopportabile”. L'articolo “È uno scandalo” la sorella di Eleonora Guidi uccisa con 24 coltellate. Il femminicida Lorenzo Innocenti è libero proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Femminicidi
Firenze
“Condizioni degradanti”, il Tribunale di sorveglianza chiama in causa la Consulta sul carcere di Sollicciano
Il carcere di Sollicciano (Firenze) finisce davanti alla Corte costituzionale. Il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale dopo aver accolto il ricorso presentato dagli avvocati di un detenuto, denunciando le condizioni di “degrado strutturale” dell’istituto penitenziario fiorentino e l’“oggettiva inadempienza” del ministero della Giustizia rispetto alle richieste di intervento avanzate nei mesi scorsi. Poco più di due anni, per esempio, a un detenuto fu concesso uno sconto di 10 mesi sulla pena per le condizioni sopportate in carcere. Una decisione che innescò una lunga serie di ricorsi. IL CASO Al centro della questione c’è la possibilità di rinviare l’esecuzione della pena quando la detenzione avviene “in condizioni contrarie al senso di umanità”. Una misura che oggi la legge consente solo in casi tassativi, in particolare per gravi condizioni di salute. Il Tribunale chiede invece alla Consulta di valutare se il rinvio possa essere applicato anche quando il detenuto è costretto a scontare la pena in condizioni ritenute inumane o degradanti. La vicenda prende le mosse da una decisione dello scorso 4 novembre. In quell’occasione il Tribunale di sorveglianza aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata da un detenuto condannato a 22 anni di reclusione. Contestualmente però aveva imposto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e quindi al ministero della Giustizia, un termine di 80 giorni per intervenire su alcune gravi criticità denunciate nel ricorso. I PROBLEMI DELLA STRUTTURA Tra i problemi segnalati figuravano infiltrazioni d’acqua nelle celle, con la necessità di impermeabilizzare le coperture, l’assenza di acqua calda e la presenza di infestazioni da insetti, roditori e parassiti, che richiedevano interventi di disinfestazione. Gli stessi problemi che avevano spinto il giudice, due anni fa, a concedere lo sconto della pena dopo aver verificato personalmente le condizioni. Secondo quanto rilevato dal Tribunale, allo scadere del termine il ministero non avrebbe però risolto le questioni strutturali. Gli interventi si sarebbero limitati a misure tampone contro la presenza di cimici, mentre per lavori più incisivi sarebbe stata indicata una tempistica di circa quattro anni. Da qui la decisione di rivolgersi alla Corte costituzionale per chiarire se, quando ogni rimedio appare impraticabile, sia possibile sospendere l’esecuzione della pena “per porre fine al perdurante abuso di un trattamento inumano e degradante”. Sul caso è intervenuto anche il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, che auspica una pronuncia della Consulta capace di “fare giustizia” partendo proprio dalla situazione di Sollicciano. Per il parlamentare si tratta del simbolo di un “disastro del sistema carcerario italiano”, segnato da sovraffollamento, degrado e carenze igieniche. Una situazione che, secondo Scalfarotto, sarebbe stata aggravata dalle politiche del governo, con l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento delle pene che hanno portato in carcere migliaia di persone. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, il penitenziario fiorentino è stato oggetto di un sopralluogo della commissione politiche sociali del Comune di Firenze. Dal monitoraggio è emerso un ulteriore peggioramento del sovraffollamento: 583 detenuti presenti a fronte di una capienza di 361 posti, ridotta anche a causa dei lavori in corso in alcune sezioni. Il tasso di affollamento ha così raggiunto il 161 per cento. L'articolo “Condizioni degradanti”, il Tribunale di sorveglianza chiama in causa la Consulta sul carcere di Sollicciano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Diritti
Firenze
Carcere
Consulta
Si addormenta sulla tramvia: 17enne sequestrato e violentato da un 32enne poi arrestato
Un 32enne è stato arrestato a Firenze dalla polizia di Stato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Tutto sarebbe iniziato alle prime luci del 14 febbraio scorso. Un ragazzo 17enne, dopo aver trascorso la notte in compagnia degli amici, era salito su un convoglio della tramvia linea T2, diretto verso casa. Addormentatosi sul finestrino e intontito dall’alcol, è stato preso da un uomo di 32 anni e trasportato fino a un giaciglio di fortuna, dove si sarebbe consumata la violenza. La vittima si era poi svegliata, fuggendo dall’aggressore. A riportare la notizia alcuni testate locali, che raccontano la serata di un giovane, finita in un incubo. L’arrestato è un cittadino marocchino, residente in Italia e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Tutta l’azione dell’aggressore è stata immortalata dalle immagini di videosorveglianza: l’uomo si avvicina al giovane, gli pone alcune domande senza ricevere risposta. Il ragazzo sembra incosciente. Lo prende in spalla e scendono alla fermata del parcheggio scambiatore di Viale Guidoni, poco prima dell’aeroporto. Lo porta poi in un giaciglio di fortuna sotto un vicino cavalcavia e lì si sarebbe consumata la violenza. Il ragazzo dopo poco si sveglia, urla, respinge l’aggressore e riesce a fuggire, chiedendo aiuto al gestore di un impianto di benzina vicino. Poi scatta la denuncia per violenza sessuale su minore. Il presunto colpevole verrà poi rintracciato proprio nel giaciglio sotto il cavalcavia. L’indagato, nel corso dell’udienza di convalida del fermo, ha risposto alle domande del gip del Tribunale di Firenze, Gianluca Mancuso, assistito dall’avvocato Valentina Bertini. L’uomo ha chiesto scusa, dichiarando di aver agito sotto l’effetto dell’alcol. L'articolo Si addormenta sulla tramvia: 17enne sequestrato e violentato da un 32enne poi arrestato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca Nera
Firenze
Violenza Sessuale
A sinistra qualcosa si muove: ci prova Antonella Bundu
“Il grande vuoto, la sinistra che non c’è…”, come cantano con ironia i Baustelle da palchi lontani dal conformismo sanremese, qualcuno tenta di riempirlo. In questi ultimi mesi il fatto politico più evidente nell’invocare il riempimento del vuoto è stata la mobilitazione per la Flotilla e per Gaza messa in piedi da un piccolo ma prezioso sindacato di base, l’Usb, e da un piccolo ma agguerrito partito, Potere al popolo. Ecco sabato 28 febbraio, dalle 10,30 al Teatro Cartiere Carrara (l’ex Teatro Tenda) di Firenze, succede un’altra cosa. Antonella Bundu – silurata dal Consiglio regionale per colpa di una legge elettorale truffa che consente in Toscana a due liste con 20 mila voti in meno di accedere all’assemblea con tre eletti lasciandola fuori – si mette in discussione, direi a disposizione della variegata costellazione di sinistra. Si comincia con un’assemblea, in piena continuità con le tradizioni della sinistra. Quello che mi auguro questa volta possa essere diverso è, però, l’esito. Antonella Bundu è seria, preparata, sempre in prima fila nelle lotte sociali e politiche della sinistra negli ultimi anni. La leadership non sarà mai un valore della sinistra, perché a differenza della destra da questa parte c’è diffidenza per la donna o l’uomo soli al comando. Ma una figura come quella di Bundu, in grado di ergersi a portavoce anche delle differenze, in grado di essere autorevole ed efficace, manca da tempo. Allora domani chi ancora guarda a sinistra con speranza potrebbe provare a stringersi a lei, di persona se dalle parti di Firenze, idealmente se nell’impossibilità di esserci, sperando ci possa essere una seconda occasione e che la tappa del Teatro Tenda sia solo la prima di un percorso che promette di essere interessante. “Pensiamo che sia necessario cambiare radicalmente il modello di sviluppo che vediamo oggi – spiega Antonella Bundu -. Vengono contrapposti i diritti a una vita dignitosa con interessi a rafforzare l’economia di guerra. Per questo motivo ci sembra necessario chiamare a raccolta tutte le realtà che già stanno lavorando per cambiare il sistema attuale, rimettendo al centro i bisogni delle persone. Cercheremo di ricostruire la base per rafforzare e rimettere al centro una vera giustizia sociale”. L'articolo A sinistra qualcosa si muove: ci prova Antonella Bundu proviene da Il Fatto Quotidiano.
Blog
Politica
Firenze
Sinistra
Spedizione punitiva finisce in tragedia: 33enne ucciso a coltellate a Firenze
Le indagini sono ancora in corso, ma si delinea una prima ricostruzione del delitto. Ci sarebbe spedizione punitiva dietro l’omicidio avvenuto nella notte alla periferia di Firenze. Un uomo di 33 anni è morto dopo essere stato accoltellato in un appartamento di via Reginaldo Giuliani, nel quartiere di Rifredi. Altri due uomini, di 30 e 50 anni, sono rimasti feriti in modo grave ma non sarebbero in pericolo di vita. L’episodio, secondo le prime ricostruzioni investigative, sarebbe legato al mondo dello spaccio di droga. Stando a quanto emerso finora, un gruppo composto da tre giovani avrebbe inseguito la vittima a partire dalla zona della stazione di stazione di Firenze Rifredi. L’uomo, nel tentativo di sottrarsi all’aggressione, si sarebbe rifugiato nell’abitazione di un conoscente in via Reginaldo Giuliani. Gli inseguitori sarebbero però riusciti a introdursi prima nel condominio e poi nell’appartamento. All’interno dell’abitazione sarebbe scoppiata una violenta colluttazione, culminata con diverse coltellate mortali inferte al 33enne. Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli inquirenti, a colpire sarebbe stato uno degli uomini coinvolti nella spedizione punitiva. Durante la lite sono rimasti feriti anche altri due uomini presenti nell’appartamento. Entrambi sono stati trasportati d’urgenza al vicino al’ospedale di Careggi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118, che hanno prestato i primi soccorsi e messo in sicurezza l’area. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Andrea Cusani. Secondo indiscrezioni non ancora confermate ufficialmente, tre persone sarebbero state fermate per chiarire ruoli e responsabilità nella vicenda. Gli investigatori dei carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e verificare i possibili collegamenti con un presunto giro di spaccio nella zona di Rifredi. Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore, quando potrebbero arrivare conferme sui provvedimenti adottati e sui contorni dell’inchiesta. L'articolo Spedizione punitiva finisce in tragedia: 33enne ucciso a coltellate a Firenze proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca Nera
Omicidio
Firenze
Il nuovo resort extralusso di Firenze oscura il sole, i cittadini invitano sindaca e assessori a casa: “Venite a vedere coi vostri occhi”
“Sindaca, assessori, consiglieri, venite a casa nostra per vedere con i vostri occhi cosa sta succedendo nel nostro quartiere …”. È l’invito abbastanza insolito che alcuni cittadini di Firenze, residenti di via San Gallo, dove si trova l’ex l’ospedale militare, a due passi da piazza della Libertà e dal centro storico, hanno rivolto agli amministratori e consiglieri di Palazzo Vecchio in vista dell’inusuale “open day” delle loro abitazioni che hanno organizzato per il 28 febbraio. Provocatorio il titolo dell’evento: “Camera con vista sui Cubi in costruzione”. Il riferimento è al celebre film di James Ivory, girato nel 1985 in un albergo della città, protagonista una coppia di amanti, con vista sulle bellezze della città, dal Duomo a Palazzo Vecchio. Oggi invece la vista è su costruzioni che feriscono la bellezza della città. Torri, cubi, studentati. “Noi nel quartiere apriremo le porte delle nostre case a cittadini e amministratori per mostrare quello che le schede tecniche non dicono. Vieni a vedere con i tuoi occhi. La città appartiene a chi la vive”, dicono i cittadini di via San Gallo. Qui la vista degli abitanti è resa impossibile – questa l’accusa – da una torre di 23 metri del resort in via di costruzione al posto dell’ex ospedale militare. Protesta singolare: niente dibattiti sulle carte, niente manifestazioni in piazza, ma invito a casa agli amministratori perché si rendano conto di persona, con i propri occhi della situazione. Francesca Conti, autrice con Ilaria Agostini, del libro Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare, edito da Per un’altracittà, ha condotto un giro per il quartiere di San Gallo una volta vivo e popolare (“Negozi di vicinato, servizi per i residenti, anziane sedute di fronte ai portoni”) e oggi invece in via di repentina trasformazione con attività destinate al turismo e al lusso. Nell’ex ospedale stanno per essere costruiti immobili così alti che impediscono la vista della luce dalle finestre degli abitanti del quartiere. I residenti lamentano la perdita del diritto alla luce e alla privacy. Contro la trasformazione dell’ex ospedale militare è stato presentato dagli abitanti del quartiere un esposto alla magistratura e lanciata questa inedita iniziativa di invitare nelle loro gli amministratori. La vicenda dell’ex ospedale militare è solo una delle tante storie di urbanistica contestata a Firenze. Basti pensare al cubo nero (“Libro Nero sul Cubo nero” è il testo pubblicato da La Firenze che vorrei) spuntato come un fungo sull’ex teatro comunale. La città è sull’orlo di una crisi di nervi. Contro la politica urbanistica di Palazzo Vecchio degli ultimi anni sono scesi in campo comitati civici, i nobili rappresentanti delle famiglie più influenti della città e persino ex assessori e esponenti influenti della sinistra. Da Simone Siliani, ex assessore regionale e comunale, all’ex presidente della Provincia Andrea Barducci. Hanno stilato un lungo documento dall’incipit che suona come un vero e proprio j’accuse nei confronti delle ultime amministrazioni di sinistra: “Gli interessi di ristretti gruppi e l’iniziativa speculativa della grande finanza globale, politicamente sollecitata senza alcuna visione della città, mettono fortemente in discussione l’ambiente urbano, l’abitare, la possibilità di risiedere in città a prezzi sostenibili alle persone comuni e a chi viene qui per studiare o lavorare. Firenze esposta gravemente al turismo dilagante e a trasformazioni che puntano alla residenza e agli studentati di lusso non è la città che vogliamo. Non è la città di tantissimi suoi cittadini che stanno esprimendo in più modi la loro critica”. L'articolo Il nuovo resort extralusso di Firenze oscura il sole, i cittadini invitano sindaca e assessori a casa: “Venite a vedere coi vostri occhi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Firenze