Il 2025 è stato un altro anno durante il quale in Italia si è continuato a
morire sul lavoro. Come sempre accaduto pre e post pandemia, quasi 800 persone
hanno perso la vita mentre svolgevano le loro mansioni. Settecentonovantadue,
per l’esattezza: cinque in meno rispetto al 2024, due in più sul 2023 e 13 in
più rispetto al 2019. A certificarlo sono i dati dell’Inail che coprono tutti i
dodici mesi del 2025. Seppur provvisori – le denunce vengono infatti via via
analizzate – indicano anche un leggero calo dell’incidenza ogni 100mila
occupati.
I comparti nei quali si verifica il maggior numero di incidenti mortali restano
l’Industria&servizi e l’Agricoltura, con 674 e 106 casi, rispettivamente in
leggera diminuzione (erano state 686 nel 2024) e in aumento (102 casi nel 2024).
Mentre tra i lavoratori statali si sono registrati 12 decessi, tre in più
rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i settori, si evidenziano
incrementi nelle Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e nel
Commercio (da 58 a 68), mentre leggeri cali si evidenziano nelle Costruzioni (da
156 a 148), nel Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), nelle Attività di
alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e nella Sanità e assistenza sociale (da 17
a 10).
L’Inail ha anche scorporato le denunce di morte per area geografica registrando
aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167), mentre sono calate
le Isole (da 92 a 81), il Nord-Ovest che resta comunque l’area con il maggior
numero assoluto di morti (da 205 a 203) e il Centro (da 155 a 154). Tra le
regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14
entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia
(-18), Lazio (-13), Sardegna (-9) ed Emilia Romagna (-6) dove nel 2024 si
verificò la strage nell’impianto Enel Green Power che provocò 7 decessi.
La diminuzione rilevata nel confronto dei periodi gennaio-dicembre 2024 e 2025 è
legata sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di
lavoro sono passate da 750 a 749, sia a quella femminile (da 47 a 43). Aumentano
le denunce dei lavoratori stranieri (da 176 a 182), in riduzione quelle degli
italiani (da 621 a 610). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle
denunce mortali nella fascia 40-49 anni (da 137 a 148 casi) e 55-64 anni (da 279
a 300) e riduzioni tra gli under 40 (da 143 a 130), tra i 50-54enni (da 133 a
128) e tra gli over 64 (da 103 a 85).
Per quanto riguarda le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto
degli studenti) presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento
dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024 e in riduzione dell’1,4% rispetto al
2023, del 23,8% sul 2022, del 4,1% sul 2021, dell’11,0% sul 2020 e del 9,7% sul
2019, anno che precede la crisi pandemica. Tenuto conto dei dati sul mercato del
lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento
dicembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di
lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si
evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 2.005 denunce di
infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019
alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. Rispetto a dicembre 2024 si ha un
aumento dello 0,2% (da 1.723 a 1.727).
A questi bisogna aggiungere i dati relativi ai casi in itinere e che riguardano
gli studenti. Nel primo caso si sono registrati 99.939 casi, in aumento del
3,2%, di cui 293 con esito mortale. Per quanto riguarda gli studenti, invece, le
denunce sono state 80.871, in aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024.
Delle circa 81mila denunce di infortunio, 1.889 hanno riguardato studenti
coinvolti nei percorsi ‘formazione scuola-lavoro’, in riduzione dell’8,2%
rispetto al 2024. I casi mortali denunciati all’Inail risultano essere otto
contro i 13 del 2024.
L'articolo Incidenti sul lavoro, 792 morti nel 2025: i dati Inail. Tra gli
studenti quasi 2mila infortuni durante l’alternanza proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Inail
Continua la strage sul lavoro. Nei primi undici mesi del 2025, le morti
denunciate all’Inail sono state 1.002. Il dato è quasi invariato rispetto
all’anno prima, a dimostrazione dell’insufficienza degli interventi per
aumentare la sicurezza dei lavoratori. La maggior parte delle vittime, 729
(sette in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima), ha perso la vita
durante l’attività lavorativa, mentre 273 sono morte mentre si trovavano in
itinere, durante il percorso verso il lavoro. Ma anche quest’anno la conta dei
morti ha continuato a salire: “In neanche due settimane, contiamo già otto morti
accertate nei luoghi di lavoro”, commenta il presidente dell’Associazione fra
lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, Antonio Di Bella, ricordando i casi
di Claudio Salamida, morto questa mattina nell’acciaieria 2 degli stabilimenti
dell’ex Ilva di Taranto, e Pietro Zantonini, 55enne “morto a -12 gradi nella
notte tra l’8 e il 9 gennaio” a Cortina D’Ampezzo dove lavorava come vigilante
notturno in un cantiere dei Giochi Milano-Cortina 2026.
L’incidenza dei decessi sul lavoro, in rapporto agli occupati, è stabile
rispetto all’anno precedente. Quello che emerge è un fenomeno persistente in
settori ad alto rischio come l’agricoltura e in alcune attività manifatturiere e
commerciali, dove la fretta e la fatica fanno il gioco di un sistema che spesso
dimentica la sicurezza. Negli 11 mesi considerati la gestione agricoltura passa
da 90 a 102 casi mortali denunciati e il Conto Stato da otto a nove, mentre
l’Industria e servizi scende da 624 a 618. Tra i settori con più decessi
avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività
manifatturiere (da 94 a 108 denunce) e il Commercio (da 51 a 61), per i
decrementi le Costruzioni (da 147 a 133), il Trasporto e magazzinaggio (da 99 a
98), i Servizi di supporto alle imprese (da 37 a 36), le Attività di alloggio e
ristorazione (da 21 a 18) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 9).
Per quanto riguarda le denunce di infortunio degli studenti presentate
all’Inail, i casi mortali risultano essere otto contro i 14 del 2024. L’Inail
spiega che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare
per gli infortuni avvenuti nei percorsi formazione scuola-lavoro, oltre a quelli
con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del
riconoscimento.
Allargando lo sguardo agli infortuni non mortali, negli 11 mesi si contano
476.898: 385.435 in occasione di lavoro (+0,4%) e 91.463 in itinere (+3%). Un
dato in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+0,4%), ma che
resta inferiore ai livelli pre-pandemici e segna una riduzione nel confronto con
gli anni precedenti, in particolare rispetto al 2019 (-9,7%). Rapportando gli
infortuni al numero degli occupati, l’incidenza scende a 1.594 denunce ogni
100mila lavoratori, il 13,7% in meno rispetto a sei anni fa. Nell’industria e
nei servizi si registra un incremento dello 0,5%, mentre l’agricoltura segna un
calo del 2,1%. In crescita anche la percentuale tra i dipendenti pubblici
statali (+1,0%). A livello di comparti produttivi aumentano le denunce nelle
costruzioni (+3,7%), nel commercio (+2,3%), nella sanità e assistenza sociale
(+1,6%) e nei servizi di alloggio e ristorazione (+0,5%). In flessione, invece,
trasporto e magazzinaggio, servizi di supporto alle imprese e manifatturiero.
Dal punto di vista territoriale, le denunce diminuiscono nel Nord-Ovest e nel
Mezzogiorno, mentre crescono al Centro, nel Nord-Est e nelle Isole. Il Lazio fa
segnare l’aumento più marcato (+12,1%), seguito dalla provincia autonoma di
Bolzano, Molise, Sicilia e Basilicata. Tra i cali più rilevanti figurano
Liguria, Trento, Toscana e Campania. Le denunce di infortunio aumentano
soprattutto tra le donne (+2%) e i lavoratori stranieri (+3,5%), categorie che
più di altre sembrano subire le conseguenze di un mercato del lavoro spesso
precario. Per età, si osserva una riduzione nella fascia 40-54 anni e un
incremento tra i lavoratori più anziani, in particolare tra i 55 e i 69 anni. La
fascia che continua a trainare l’aumento dell’occupazione, con ciò che ne
consegue per quanto riguarda la fatica dell’attività quotidiana e la sicurezza.
Per quanto riguarda poi le denunce di malattia professionale, il numero per il
periodo analizzato è di 90.288, 8.617 in più rispetto allo stesso periodo del
2024: un aumento del 10,6%. I dati rilevati confermano i trend in crescita delle
patologie denunciate nei settori Industria e servizi (+11,0%) e agricoltura
(+8,7%) . L’aumento riguarda il Sud (+21,4%), il Nord-Ovest (+14,2%), il Centro
(+7,7%) e il Nord-Est (+6,8%). In calo le Isole (-4,7%). Le malattie più
rilevate sono le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo,
quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite dai tumori e dalle patologie
del sistema respiratorio.
L'articolo Infortuni sul lavoro, Inail: altre 1.002 vittime da gennaio a
novembre 2025. Morti anche otto studenti proviene da Il Fatto Quotidiano.
In Italia si continua a morire di lavoro. Nei primi dieci mesi dell’anno, le
denunce di infortuni mortali (esclusi gli studenti) presentate all’Inail sono
state in totale 889, in aumento rispetto alle 877 dello stesso periodo del 2024.
Il confronto con l’anno scorso evidenzia un aumento dello 0,5% degli incidenti
durante il lavoro (652 casi) e del 3,9% di quelli in itinere, cioè nel percorso
da casa al luogo di lavoro e viceversa (237 casi). Risultano in aumento rispetto
ai primi dieci mesi del 2024 anche le denunce di infortuni sul lavoro ( +0,2% a
quota 350.849) e quelli in itinere (+2,8% a 82.101). Le denunce di malattia
professionale sono infine state 81.494, il 10,2% in più del 2024.
Una nota dell’Inail precisa che “le denunce di infortunio in occasione di lavoro
con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di ottobre
2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 652, tre in più rispetto
alle 649 registrate nel 2024 e una in più rispetto al 2019, 17 in meno sul 2023,
due in meno sul 2022, 163 in meno sul 2021, 206 in meno rispetto al 2020”.
Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 135 a 152) e nel Nord-Est
(da 143 a 149) e cali nel resto del Paese. Tra i settori spiccano per gli
incrementi le attività manifatturiere (da 86 a 98 decessi denunciati) e il
commercio (da 48 a 57).
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro agli occupati,
l’incidenza dei decessi sul lavoro passa da 2,82 decessi denunciati ogni 100mila
occupati Istat di ottobre 2019 a 2,69 del 2025 (-4,6%) e diminuisce dello 0,7%
rispetto a ottobre 2024 (da 2,71 a 2,69). Le denunce di infortunio degli
studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di ottobre
2025 sono state 64.391, in aumento del 4,7% rispetto alle 61.523 del 2024. Delle
oltre 64mila denunce di infortunio, 1.512 hanno riguardato studenti coinvolti
nei percorsi “formazione scuola-lavoro“, in riduzione dell’8,9% rispetto al
2024. I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di ottobre 2025
risultano essere sette contro i 13 del 2024.
L'articolo Aumentano ancora i morti sul lavoro in Italia: in 10 mesi 889 casi.
Crescono le denunce di infortunio al Sud proviene da Il Fatto Quotidiano.