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Elena Santarelli: “Mia mamma ha avuto un infarto, è stata in terapia intensiva. Si è salvata grazie alla prontezza di papà”. La foto dell’abbraccio in ospedale
È un abbraccio che scioglie giorni di tensione quello immortalato nella foto pubblicata da Elena Santarelli sui social. Lo scatto, che ritrae la showgirl stretta alla madre Patty in una stanza d’ospedale, racconta la fine di un incubo iniziato martedì scorso, quando la donna è stata colpita da un infarto. “Finalmente possiamo respirare, mammina”, scrive la conduttrice, svelando ai follower i dettagli di un’emergenza sanitaria gestita fino a ora nel massimo riserbo. LA CORSA IN OSPEDALE E LA TERAPIA INTENSIVA Il malore si è manifestato all’inizio della settimana: “Martedì mia mamma ha avuto un infarto”, ha spiegato Santarelli, ricostruendo la dinamica dei soccorsi. A fare la differenza in quegli attimi concitati è stata la reazione immediata del marito della donna: “Papà l’ha prontamente portata in ospedale a Latina“, ha raccontato la showgirl. Arrivata all’Ospedale Santa Maria Goretti, la signora Patty è stata ricoverata d’urgenza. “Si è fatta qualche giorno di terapia intensiva”, ha aggiunto la figlia, descrivendo ore di attesa e speranza mentre i medici stabilizzavano il quadro clinico. IL TRASFERIMENTO IN CARDIOLOGIA Dopo la paura iniziale, la situazione è migliorata. Il post pubblicato da Elena testimonia il passaggio dalla fase critica a quella del recupero: “Ora l’hanno spostata in cardiologia”. Nell’immagine condivisa, la madre indossa ancora il pigiama rosa della degenza e appare provata ma sorridente, mentre si lascia stringere dalla figlia. “Forza nonna Patty!”, è l’incoraggiamento finale di Elena, accompagnato da un cuore rosso, L'articolo Elena Santarelli: “Mia mamma ha avuto un infarto, è stata in terapia intensiva. Si è salvata grazie alla prontezza di papà”. La foto dell’abbraccio in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A cosa serve davvero l’aspirina e perché non è un farmaco così innocuo come si crede? L’esperto fa chiarezza dopo le parole di Trump
Le parole di Donald Trump, che in un’intervista al Wall Street Journal ha rivelato di assumere da circa 25 anni una dose quotidiana di aspirina maggiore di quella comunemente consigliata dai medici (325 mg al giorno contro la “bassa dose” di ~81 mg), hanno riacceso un tema che va ben oltre il caso personale. L’acido acetilsalicilico è uno dei farmaci più usati al mondo, spesso percepito come innocuo, ma negli ultimi anni la scienza ha rivisto in modo significativo indicazioni, dosaggi e benefici, soprattutto in ambito cardiovascolare. In particolare, le linee guida attuali tendono a privilegiare un uso mirato e a bassa dose per la prevenzione, piuttosto che un’assunzione indiscriminata ad alte dosi senza chiara indicazione clinica. A COSA SERVE L’ASPIRINA NELLA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE? L’aspirina agisce come antiaggregante piastrinico, riducendo la tendenza delle piastrine a formare trombi. Questo effetto è ben documentato e clinicamente utile soprattutto in prevenzione secondaria, cioè in pazienti che hanno già avuto infarto, ictus o altri eventi aterotrombotici. Negli ultimi anni, però, le linee guida hanno ridimensionato il ruolo dell’aspirina nella prevenzione primaria (in chi non ha mai avuto eventi), perché il beneficio assoluto è modesto e spesso bilanciato da un aumento del rischio di sanguinamenti. Oggi si parla di uso selettivo e decisione condivisa tra medico e paziente. LE PAROLE DEL PROFESSOR GIOVANNI NANO L’utilizzo di aspirina in prevenzione primaria, ovvero con un paziente asintomatico e con nessun evento cardiovascolare in anamnesi, è piuttosto controverso – spiega al FattoQuotidiano.it il professor Giovanni Nano, Direttore Uoc Chirurgia Vascolare, Irccs Policlinico San Donato di Milano. Diversi studi hanno dimostrato che non ci sono forti evidenze di maggiori benefici a livello cardiovascolare nei pazienti che assumono aspirina a bassa dose rispetto a quelli che non la assumono. Nonostante ciò, specificatamente nel mio ambito di chirurgia vascolare, l’aspirina in prevenzione primaria viene molto utilizzata, soprattutto nel distretto carotideo. In alcuni casi gli esperti consigliano l’uso dell’aspirina anche in persone che non hanno sintomi, ma presentano un restringimento significativo delle carotidi (oltre il 50%). Per quanto riguarda la prevenzione secondaria, invece, tutti gli studi sono concordi nel dimostrare la netta efficacia di asprina a basse dosi nel prevenire nuovi eventi cardiovascolari. Per esempio diverse ricerche hanno dimostrato che iniziare il prima possibile l’aspirina dopo un evento ischemico (in questo caso cerebrale) riduce il rischio di nuovi eventi fino al 70%. In generale, dopo un evento cardiovascolare, l’uso di farmaci antiaggreganti è considerato uno standard di cura, a prescindere da un intervento chirurgico, perché riduce in modo documentato il rischio di nuove complicanze. Per quanto riguarda l’uso dell’aspirina in prevenzione primaria (quindi con paziente asintomatico) questa non è raccomandata, come prevenzione secondaria ha una forte raccomandazione, indipendentemente dalla gravità dei sintomi. Nessuno studio evidenzia una maggior efficacia dell’aspirina ad alte dosi, piuttosto si presenta un aumento degli effetti collaterali”. COSA SUCCEDE A LIVELLO FISIOLOGICO? QUALI SONO I PRINCIPALI RISCHI? Che succede a livello fisiologico quando l’aspirina agisce come antiaggregante piastrinico? In quali casi questo effetto diventa clinicamente rilevante? “L’aspirina è un inibitore di enzimi che si chiamano Cox-1 e Cox-2 che partecipano in modo fondamentale all’aggregazione piastrinica. Essenzialmente, le piastrine per funzionare, e quindi per far coagulare il sangue e riparare lesioni dei vasi sanguigni, hanno bisogno di ‘aggregarsi’ quindi di legarsi fra di loro in numero sempre crescente per formare un coagulo, che è appunto un insieme di piastrine e di altri fattori. Cox-1 e Cox-2 sono due enzimi senza i quali l’aggregazione piastrinica non è possibile, per cui l’aspirina impedisce alle piastrine di legarsi fra di loro e quindi di formare il coagulo. Quali sono i principali rischi di effetti avversi legati all’uso quotidiano di aspirina ad alte dosi (come 325 mg), soprattutto in pazienti di età avanzata o con comorbidità? “Il principale effetto collaterale dell’aspirina è il danno alla parete gastrica, con insorgenza di gastrite e, nei casi più gravi ulcere peptiche con elevato rischio di sanguinamento. I farmaci della classe dell’aspirina, se assunti ad alte dosi e per lunghi periodi, sono inoltre nefrotossici, diminuiscono quindi sensibilmente la funzionalità renale anche in maniera permanente se non sospesi per tempo. In ultimo va considerato ovviamente l’effetto principale dell’aspirina, l’antiaggregazione, che se troppo elevata, aumenta il rischio di sanguinamento con formazione di ematomi ed emorragie anche spontanee (non post-traumatiche)”. L'articolo A cosa serve davvero l’aspirina e perché non è un farmaco così innocuo come si crede? L’esperto fa chiarezza dopo le parole di Trump proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono morta per sette minuti. Mio padre mi ha rianimato, lo stress mi ha quasi ucciso”: l’incredibile storia di Courtney Stocks
Courtney Stocks, una ragazza di 22 anni, ha raccontato a The Mirror di essere morta per sette minuti a causa di un arresto cardiaco provocato dallo stress. Lo scorso 16 novembre, la giovane ha trascorso del tempo con i genitori che le hanno fatto visita a casa sua. Mentre si trovavano in giardino, Courtney è collassata a terra. Il padre della giovane, Chris Watchorn, ha prontamente soccorso la figlia eseguendo il massaggio cardiaco. Il cuore della Stocks ha smesso di battere per 7 minuti. Sul posto sono arrivati i sanitari che hanno poi trasportato d’urgenza la ragazza al Royal Derby Hospital. Dopo 4 giorni di terapia intensiva, Courtney e la sua famiglia hanno scoperto che la giovane è nata con una malattia cardiaca nota come “disgiunzione dell’anello mitralico”, un ‘anomalia al cuore che può causare un infarto improvviso. La 22enne ha dichiarato di aver sofferto di palpitazioni e vertigini nella settimana precedente l’incidente, attribuendo i sintomi a uno stato d’ansia. Courtney Stocks ha dichiarato che il suo stile di vita è sano: “Ogni mattina cammino 20 minuti per andare al lavoro. Faccio quasi 10.000 passi al giorno, tutti i giorni”. La ragazza ha aggiunto: “Faccio toelettature per cani, quindi ho un lavoro piuttosto fisico e pratico. In passato non ho mai avuto alcun problema di salute. Non andavo dal medico dall’età di otto anni”. Nonostante ciò, il 16 novembre il suo cuore ha smesso di battere per 7 minuti. Courtney ha trascorso 4 giorni in terapia intensiva e, successivamente, le è stato impiantato un defibrillatore per evitare ulteriori arresti cardiaci. “Dato che sono nata con questa patologia, prima o poi sarebbe successo” ha detto la Stocks, consapevole della sua situazione. La ragazza ha individuato una delle cause che ha peggiorato la sua situazione: lo stress per il lavoro. “Torno a casa molto stressata. Credo che questo abbia avuto un impatto negativo”. E ancora: “Attribuivo le palpitazioni all’ansia, mentre erano un sintomo. Avevo spesso capogiri e vertigini”. La ragazza è grata al padre: “Se non fosse stato per lui non sarei qui”. L'articolo “Sono morta per sette minuti. Mio padre mi ha rianimato, lo stress mi ha quasi ucciso”: l’incredibile storia di Courtney Stocks proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il dolore che ho sopportato per 24 ore è stato inspiegabile, potevo morire per una cosa stupida”: a 33 anni l’attore Fraser Olender ha un infarto a causa dello svapo
“Potevo morire per la stupidità di qualcosa di così ridicolo, quindi per favore fatevi un favore e smettete anche voi – di colpo. Non sappiamo abbastanza di queste cose orribili”. È questa la denuncia di Fraser Olender, star del popolare reality show Below Deck. L’attore 33enne ha rivelato sui social di essere stato colpito da un infarto a causa di un’intossicazione da sigaretta elettronica, che lo ha costretto a una settimana di ricovero e di esami a Londra. Come riportato dall’Independent, Olender ha raccontato di essere stato ricoverato d’urgenza a causa di “forti dolori al petto e difficoltà respiratorie”. Dopo numerosi controlli, i medici gli hanno diagnosticato l’EVALI (E-cigarette or Vaping-Associated Lung Injury), una lesione polmonare associata allo svapo, che ha innescato una reazione cardiaca a catena. “Qualunque cosa ci fosse nella mia sigaretta elettronica mi ha causato un vasospasmo coronarico”, ha scritto Olender. Quindi ha spiegato in termini medici la gravità dell’accaduto: “Le arterie che portano il sangue al mio cuore si sono improvvisamente chiuse. Questo spasmo ha ridotto il flusso sanguigno abbastanza da causare un infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) – meglio noto come infarto – non a causa di un blocco, ma perché il mio cuore non riceveva abbastanza ossigeno durante lo spasmo”. L’attore ha descritto un’esperienza di dolore indescrivibile, usandola come monito per chiunque stia pensando di continuare a svapare: “Il dolore che ho sopportato per 24 ore è stato inspiegabile, due cicli di morfina non hanno sortito effetto, e alla fine ho dovuto ricevere il più forte antidolorifico legale da somministrare al pronto soccorso – e quello ha portato il mio dolore solo da 10 a 7″. Olender, che nella serie Below Deck è diventato il primo Capo Steward uomo, ha espresso gratitudine per essere in via di recupero e ha promesso: “Non ho più toccato una sigaretta elettronica da quando è successo e non lo farò mai più“. L’attore ha voluto condividere la sua storia, pur riconoscendo l’assurdità del motivo scatenante, per mettere in guardia il pubblico: “Se questa esperienza può aiutare anche una sola persona a ripensare allo svapo, vale la pena raccontarla… Quello NON è stato carino, nemmeno per la storia. Vi voglio bene, state attenti, mettete la vostra salute al primo posto”. > View this post on Instagram > > > > > A post shared by Fraser (@fraserolender) L'articolo “Il dolore che ho sopportato per 24 ore è stato inspiegabile, potevo morire per una cosa stupida”: a 33 anni l’attore Fraser Olender ha un infarto a causa dello svapo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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