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“L’industria dell’intrattenimento mi ha portato all’abuso di sostanze e all’alcolismo. Sono stata masticata e sputata fuori da Hollywood”: lo sfogo virale di una tiktoker
“L’industria dell’intrattenimento mi ha portato all’abuso di sostanze e all’alcolismo e, insomma, a vedere la mia vita andare a rotoli. Mi sento masticata e sputata fuori da Hollywood“. Così in un lungo sfogo su Tiktok, diventato virale, la creator americana Jools LeBron ha raccontato davanti alla telecamera l’ultimo anno della sua vita. La creator ha voluto condividere con i follower la sua lotta contro le dipendenze e la sua fuga dal “sistema Hollywood. Dopo alcuni video, grazie anche ai commenti sotto i suoi contenuti, la tiktoker ha annunciato di voler riprendere in mano la sua vita, determinata a diventare una vera “streamer” e a tornare sobria. La fama è arrivata improvvisamente dopo alcuni video diventati virali e la 32enne ha dichiarato di non essere pronta alla popolarità, alle feste, alle droghe. Un mondo nel quale, appunto, è stata catapultata senza essere preparata. “Sono andata agli eventi – racconta – la gente si ubriacava fino a perdere i sensi. C’erano i miei influencer e celebrità preferite e purtroppo cedo alla pressione dei pari“. Una pressione che l’ha portata ad avere dipendenze da alcol, droghe, shopping e a ricercare l’approvazione maschile. Nella serie di video in cui racconta delle sue dipendenze, LeBron mostra anche tutti i suoi acquisti compulsivi, tra cui un megacomputer da 8000 dollari e una macchina fotografica da 900. L’influencer ha così mostrato l’altra faccia della popolarità mettendoci, letteralmente “la faccia” e ha ricevuto soprattutto commenti di sostegno, tra chi le fa i complimenti per il suo essere vera e altri che condividono il difficile percorso delle dipendenze. L'articolo “L’industria dell’intrattenimento mi ha portato all’abuso di sostanze e all’alcolismo. Sono stata masticata e sputata fuori da Hollywood”: lo sfogo virale di una tiktoker proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col deepfake. Il Governo tedesco agisce
L’opinione pubblica tedesca e spagnola è scandalizzata per una vicenda di cronaca e famigliare che ha come sfortunata protagonista l’attrice e conduttrice Collien Fernandes. La donna era sposata con il collega Christian Ulmen dal 2011. A dicembre 2024 Fernandes ha sporto denuncia proprio contro il coniuge perché era venuta a conoscenza che aveva diffuso le sue foto e i suoi video pornografici, che circolavano sul web da anni, assolutamente falsi e ricreati con l’intelligenza artificiale. Il caso ha scosso così tanto i tedeschi che Der Spiegel ha dedicato una copertina alla vittima con un titolo d’effetto: “Mi hai stuprata virtualmente”. In questi giorni si è acceso il dibattito sulle lacune normative in materia di deepfake. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, – che dedica la copertina al caso – l’uomo avrebbe gestito profili falsi sui social a nome dell’attrice, contattando centinaia di uomini e inviando contenuti sessualmente espliciti senza il suo consenso. La denuncia, presentata in Spagna – ultimo luogo di residenza della coppia – riguarda diversi reati, tra cui usurpazione d’identità, minacce e violenza domestica. Le autorità hanno avviato accertamenti preliminari. Fernandes, da anni vittima della diffusione online di deepfake pornografici, ha definito la vicenda una forma di “violenza sessuale digitale”, denunciando come per lungo tempo le immagini manipolate siano circolate senza che fosse possibile rimuoverle efficacemente. Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio: secondo studi citati dal settimanale, la maggior parte dei contenuti deepfake online ha natura pornografica e colpisce prevalentemente donne, spesso senza strumenti legali adeguati di tutela. La vicenda ha riacceso il confronto politico in Germania. Cdu e Csu hanno chiesto alla ministra della Giustizia, Stefanie Hubig, di presentare rapidamente una legge efficace contro la violenza digitale, mentre l’Spd sostiene la necessità di rafforzare le tutele penali, accelerare le procedure e imporre maggiori obblighi alle piattaforme online. Il governo federale, ha spiegato una portavoce del ministero di Giustizia in conferenza stampa, è al lavoro su un disegno di legge volto a colmare le attuali lacune, con particolare attenzione ai deepfake a sfondo sessuale, e punta a introdurre norme più severe nel breve periodo. L'articolo “Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col deepfake. Il Governo tedesco agisce proviene da Il Fatto Quotidiano.
Intelligenza Artificiale
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Violenza Sessuale
“Anche se si è stipati come sardine in aereo non si può prendere a calci e pugni il sedile davanti”: la lite tra due passeggeri scatena un dibattito sul Web
Nervosismo, calci e spintoni su un aereo di linea per un sedile inclinato. La lite, avvenuta a bordo di un volo Air France, ha visto coinvolte una signora ed una giovane ragazza, di nome Ameera Jauniaux, @ameejau su TikTok. L’accesa discussione è stata ripresa dal cellulare di Ameera, salvo poi finire sui social, diventando virale con 13.4 milioni di visualizzazioni. Ameera stava viaggiando con un’amica. A volo inoltrato, la giovane, con l’intento di riposarsi, si era portata il cappuccio della felpa sulla testa ed aveva collegato il bluetooth delle cuffiette col proprio cellulare. Tutto, o quasi, era pronto per concedersi un riposino. All’appello delle comodità mancava un’ultima cosa, ovvero premere il pulsante per reclinare leggermente il sedile. Ma quest’ultima azione ha mandato su tutte le furie la passeggera che si trovava dietro Ameera che, in preda al fastidio ed alla frustrazione, ha ripetutamente sbattuto le mani contro il sedile inclinato della giovane, allargando le braccia dalla disperazione. Il video, accompagnato dalla didascalia “Il peggior viaggio in aereo”, è stato caricato in rete con il sottofondo di “House” di Charli xcx e John Cale. Ameera ha poi aggiunto scherzosamente: “Penso che morirò in questa casa”, prima di zoomare rapidamente sul volto della donna. In un altro cortometraggio, della durata di quasi un minuto, si vedono Ameera e l’amica che chiedono, alla signora di dietro, di smettere di continuare a spingere in avanti il sedile della giovane creator. E gli assistenti di volo? Secondo quanto riferito da Ameera, l’equipaggio di cabina sarebbe intervenuto ben cinque volte, con l’intento di calmare gli animi. Ma, sfortunatamente, non c’è stato nulla da fare e la tiritera tra le due passeggere è proseguita fino a poco prima dell’atterraggio. Ameera non è rimasta del tutto soddisfatta del trattamento ricevuto dagli assistenti e dalla stessa compagnia aerea. La creator, per lo spiacevole inconveniente, ha riferito che sarebbe stato gradito offrirle o un upgrade o il rimborso del biglietto. Il video ha scatenato un dibattito tra i commenti. C’è chi ha condannato il comportamento esagerato della donna e chi, invece, ha provato a comprenderne la frustrazione. Infatti, i posti a sedere delle compagnie low cost diventano, col passare degli anni, sempre più stretti. Alla base del ragionamento c’è, come spesso accade, una questione economica. Più i posti a sedere sono stretti e più sedili potranno starci in un aereo. Quindi da un lato la compagnia guadagna un po’ di più ma, dall’altro, la comodità del volo potrebbe risultare, per alcuni viaggiatori, più complessa. E il rischio è proprio quello di avere maggiore frustrazione a bordo. A difendere Ameera dall’eccessivo atteggiamento della signora ci ha pensato un utente: “Ma la gente non si rende conto che i sedili degli aerei si reclinano solo di un paio di centimetri? Si comportano come se tu fossi sdraiato in grembo alla persona”. Un’altra, che ha affermato di essere un membro dell’equipaggio di cabina, ha detto: “(…) Tutti hanno il diritto di reclinare il sedile, soprattutto se non è l’ora dei pasti!”. C’è anche chi difende la signora. “A dire il vero, sono dalla parte della signora. Odio sedermi dietro a qualcuno che reclina il sedile. Mi dà meno spazio, non posso usare il tavolino e non riesco a dormire. Non reclinerò mai un sedile di un aereo”, ha scritto un utente. E ancora: “Opinione impopolare: i sedili non dovrebbero reclinarsi in classe economica. È già una scatola di latta. Perdere spazio perché qualcuno davanti a te ha reclinato il sedile è davvero la cosa peggiore”. C’è anche chi ha cercato di comprendere le ragioni di entrambe le passeggere. “Detesto assolutamente quando le persone si reclinano. Siamo già stipati come sardine, non peggioriamo la situazione! Detto questo, la reazione di questa signora è stata fuori controllo – ha specificato l’utente -. Non si può prendere a calci e pugni il sedile davanti. Si può chiedere gentilmente di riportarlo in posizione verticale e, se non lo fa, allora finisce lì”. > @ameejau Worst plane ride #fyp #trending #plane #travel ♬ original sound – > unicornsprinklerz L'articolo “Anche se si è stipati come sardine in aereo non si può prendere a calci e pugni il sedile davanti”: la lite tra due passeggeri scatena un dibattito sul Web proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Aerei
La Finlandia si conferma il Paese più felice al mondo. L’Italia è al 38esimo posto, boom del Costa Rica al 4 posto “per la stabilità e la qualità della vita sociale”
Il rapporto annuale World Happiness Report 2026, che misura il livello di felicità e benessere nei diversi Paesi del mondo, pubblicato dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, incoronato la Finlandia come il Paese più felice al mondo per il nono anno consecutivo. Altri Paesi nordici come Islanda, Danimarca, Svezia e Norvegia si sono classificati tra i primi 10. E l’Italia? Risale, ma si assesta al 38esimo posto. La posizione precedente era 40. Il report ha evidenziato anche che l’uso intenso dei social media contribuisce a un netto calo del benessere tra i giovani, con effetti particolarmente preoccupanti nelle ragazze adolescenti nei Paesi anglofoni e nell’Europa occidentale. Tuttavia, il rapporto evidenzia come le valutazioni della qualità della vita tra gli under 25 negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda siano diminuite nell’ultimo decennio, suggerendo che le lunghe ore trascorse a scorrere i social media siano un fattore chiave di questa tendenza. Una nuova entrata nella top five della classifica è la Costa Rica, che quest’anno è salita al quarto posto dopo essere passata dal 23esimo posto nel 2023. Il rapporto attribuisce questo miglioramento al benessere derivante dai legami familiari e da altre connessioni sociali. “Pensiamo che sia dovuto alla qualità della loro vita sociale e alla stabilità di cui godono attualmente– ha affermato Jan-Emmanuel De Neve, professore di economia a Oxford, direttore del Centro di ricerca sul benessere e co-redattore del World Happiness Report -. L’America Latina in generale ha forti legami familiari, forti legami sociali, un elevato livello di capitale sociale, come direbbe un sociologo, più che in altre aree“. L'articolo La Finlandia si conferma il Paese più felice al mondo. L’Italia è al 38esimo posto, boom del Costa Rica al 4 posto “per la stabilità e la qualità della vita sociale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Finlandia
“Non vado da nessuna parte, preferisco il McDonald’s”: studente italiano non vuole mangiare nella catena di cucina italo-americana Olive Garden. Ma ci finisce lo stesso: la storia
Il racconto di uno studente italiano negli Stati Uniti è diventato virale su TikTok dopo che la sua host mom americana, nonostante le sue proteste, lo ha portato all’Olive Garden, nota catena statunitense di ristoranti “casual dining” specializzata in cucina italo-americana. Alessandro, visibilmente riluttante, ha ripetuto più volte: “Non vado da nessuna parte… solo così sapete,” mentre la madre ospitante, Rhonda, lo incalzava: “Oggi è il tuo giorno fortunato! Andiamo!”. Il ragazzo ha cercato di resistere, proponendo di mangiare al McDonald’s e sottolineando ironicamente: “L’unica cosa italiana che avete è il nome”. Rhonda ha continuato a insistere: “Ti stiamo portando a cena in un posto molto speciale,” trascinandolo dentro tra sospiri e commenti disperati di Alessandro: “Mamma mia! Devo prepararmi mentalmente a questo”. Alla fine, lo studente ha ceduto, pur chiarendo: “È contro la mia volontà. Solo così sapete.” I video pubblicati da entrambi hanno rapidamente fatto il giro dei social, e gli utenti si sono immedesimati nella scena. C’è chi scrive: “Il mio studente italiano in scambio lo odiava”, mentre altri sintetizzano l’esperienza in un commento esilarante: “L’incubo più grande di un italiano”. Alcuni, invece, ricordano come la cucina americana possa sorprendere, e a volte deludere, chi arriva dall’Italia: “Amavo l’Olive Garden fino a quando non ho vissuto in Sicilia per tre anni. Da allora non ci sono più andato”. Tra piatti “italiani” riscaldati e catene di ristoranti veloci, quella che doveva essere una semplice cena si è trasformata in un episodio esilarante e facilmente riconoscibile per chi ha provato a confrontare due mondi gastronomici molto diversi. Come ha raccontato lo stesso Alessandro: “È contro la mia volontà. Solo così sapete”, una frase che riassume perfettamente il contrasto tra le aspettative di uno studente italiano e la realtà della cucina americana. > @alessandro.salimei > > > > @Italiangirl1130 took me to @Olive Garden #foreignexchangestudent #olivegarden > #funnyvideo #foryoupage #america > > ♬ original sound – alessandro.salimei L'articolo “Non vado da nessuna parte, preferisco il McDonald’s”: studente italiano non vuole mangiare nella catena di cucina italo-americana Olive Garden. Ma ci finisce lo stesso: la storia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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America
Il taxi si ferma nel bel mezzo di un incrocio trafficato: il primo viaggio sulla macchina a guida autonoma è da brividi – VIDEO
Quello che doveva essere il primo giro su un taxi a guida autonoma si è rapidamente trasformato in un momento di grande tensione per una donna dell’Arizona e i suoi amici. Josephine Cristine Kaufman ha documentato l’esperienza in un video condiviso tramite Storyful, che mostra il veicolo tentare una svolta a sinistra prima di fermarsi improvvisamente nel bel mezzo di un incrocio piuttosto trafficato. Mentre l’auto rimaneva ferma con i passeggeri a bordo impauriti, gli automobilisti circostanti rallentavano per evitare lo schianto. UNA CORSA DA BRIVIDI “Quindi non è andata bene, 0/10”, ha scritto in seguito Kaufman nella didascalia del video, aggiungendo che il gruppo si era sentito “quasi” in pericolo. Nel filmato si sentono le voci dei passeggeri preoccupate di quel che sarebbe potuto accadere, con uno degli amici di Josephine che si scusa con gli altri automobilisti. Dopo aver condiviso la clip online, Kaufman è tornata nella sezione commenti con un aggiornamento su come è stata gestita la situazione. Ha detto di aver ricevuto un’e-mail dall’azienda che riconosceva l’incidente e prometteva di esaminare l’accaduto. “Questo non è il tipo di esperienza che vorremmo offrire ai nostri passeggeri e stiamo esaminando la questione”, si leggeva nel messaggio, come riporta People. Josephine ha inoltre aggiunto che la compagnia le ha rimborsato il viaggio e le ha comunicato che l’addebito sarebbe stato rimosso dall’estratto conto entro pochi giorni. Sebbene la corsa si sia conclusa senza incidenti, il video ha alimentato il dibattito sulla crescente presenza di veicoli a guida autonoma sulle strade pubbliche. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da @abc7newsbayarea L'articolo Il taxi si ferma nel bel mezzo di un incrocio trafficato: il primo viaggio sulla macchina a guida autonoma è da brividi – VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ostetrica in preda al panico abbandona la sala parto: “Si è fatta prendere dal panico, mio marito ha dovuto far nascere il bambino da solo”
Chi ha visto Grey’s Anatomy o altri medical drama sa che in sala parto possono succedere colpi di scena incredibili. Nella realtà, però, la tensione può trasformarsi in panico vero: lo scorso 21 febbraio, due settimane prima del termine previsto, una donna è entrata in travaglio ed è stata portata d’urgenza all’Oxford University Hospitals. Inizialmente assistita da un’ostetrica esperta e rassicurante, la paziente è stata poi affidata a un’altra operatrice sanitaria inesperta e visibilmente agitata, che poco dopo ha lasciato la coppia da sola in sala parto. In quei quindici minuti di assenza, il marito si è dovuto improvvisare ostetrico: il bambino è nato tra le sue mani, con il cordone ombelicale avvolto intorno al collo. Solo al ritorno dell’ostetrica, accompagnata dalle colleghe, il piccolo era già in braccio alla madre. Secondo il racconto della mamma al “Banbury Gazette“, la nuova ostetrica “ha iniziato a farsi prendere dal panico, mi ha spaventato ed è andata via. Non c’erano letti disponibili in sala parto, quindi abbiamo dovuto aspettare. Hanno iniziato a preparare la stanza e mi hanno detto che avrei potuto partorire lì. All’inizio c’era un’ostetrica adorabile, ma poi è stata sostituita e la seconda sembrava alle prime armi. Non parlava nemmeno con noi, continuava a muovermi. Il battito del bambino cambiava dopo ogni contrazione, cosa normale, ma lei ha iniziato a farsi prendere dal panico e anche io mi sono spaventata”. La coppia ha poi presentato un reclamo formale, denunciando il comportamento dell’operatrice. L’ospedale ha avviato un’indagine interna, assicurando di voler accertare i fatti e di prendere sul serio l’accaduto, sottolineando che quanto successo non riflette gli standard abituali della struttura. IL PADRE EROE IMPROVVISATO Quando ogni secondo conta, un padre può diventare un eroe. Al “Banbury Gazette” ha raccontato con lucidità e tensione quei quindici minuti decisivi, tra paura e adrenalina, durante i quali ha dovuto prendere in mano la situazione mentre l’ostetrica era assente. Dopo il primo allontanamento dell’operatrice è corso a chiamarla, ma lei è uscita di nuovo pochi secondi dopo, lasciandoli soli. Quei quindici minuti sono stati particolarmente critici perché il bambino stava nascendo con il cordone ombelicale avvolto intorno al collo, rendendo la situazione estremamente pericolosa. Il padre ha così dovuto improvvisarsi ostetrico, mantenendo la calma fino al ritorno del personale sanitario. Fortunatamente, il papà è riuscito a gestire la situazione, e il neonato è venuto al mondo sano e salvo, tra lo stupore e il sollievo dei genitori e del personale medico. L'articolo Ostetrica in preda al panico abbandona la sala parto: “Si è fatta prendere dal panico, mio marito ha dovuto far nascere il bambino da solo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Parto Cesareo
“Alla festa di compleanno di mia figlia non è venuto nessuno. Sento di aver fallito”: una madre si sfoga sui social, quello che succede dopo la lascia senza parole
Una città del Texas ha risposto alla richiesta di aiuto di una madre dopo che nessuno si era presentato alla festa di compleanno della figlia di 9 anni. Samantha Chamberlain aveva organizzato una festa in una pizzeria, e la figlia era elettrizzata all’idea, come raccontato a KRIS 6 News. “Era davvero emozionata”, ha detto Chamberlain, “Pensava solo: ‘Avrete finito di decorare prima che arrivino gli ospiti?'”. Dopo 30 minuti dall’inizio della festa, però, non si era presentato ancora nessuno. “Mi sono sentita un po’ come se avessi fallito, e so che non è giusto, ma in un certo senso mi sono sentita come se l’avessi delusa”, ha detto Chamberlain. LA RISPOSTA DEI CONCITTADINI Piuttosto che vedere sua figlia delusa, però, la donna si è subito rivolta ai social chiedendo ai concittadini se volessero prendere parte alla festa. La risposta è stata decisamente positiva. Poco dopo, il locale si è riempito di persone pronte a fare gli auguri alla bimba. Alcune hanno portato anche dei regali per la festeggiata. A quel punto la madre ha iniziato a preoccuparsi di non riuscire a pagare per tutti. Sui social ha voluto comunque ringraziare quanti sono corsi in suo aiuto: “Quando alla fine ho cercato di ringraziare tutti quelli che erano rimasti, ho fatto un errore e ho iniziato a piangere, ma il punto era grazie di cuore, siamo infinitamente grate a tutti coloro che sono passati, che siano rimasti o meno, che hanno contribuito, che hanno aiutato a pulire, tutti voi”, ha scritto. “Il mondo è duro, ma le persone sono buone” è stata la sua conclusione. L'articolo “Alla festa di compleanno di mia figlia non è venuto nessuno. Sento di aver fallito”: una madre si sfoga sui social, quello che succede dopo la lascia senza parole proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Texas
Se non soffrite di vertigini e siete molto allenati potete bere il caffè più insolito del mondo: ecco dove
Soffrite di vertigini? Se la risposta e no, potete ambire a essere protagonisti di un’esperienza al limite. Ma occorre prima rispondere a un’altra domanda: siete allenati? Perché per arrivare a gustarvi un caffè a 70 metri sopra il livello del mare dovrete percorrere una via ferrata con tanto di imbragatura. In Cina c’è un posto dove il coffee break è adrenalinico: si chiama Gushi Cliff Coffee e si trova nel villaggio di Gushi, nella provincia sud-orientale del Fujian. Più che un bar è un’esperienza turistica estrema: per arrivarci bisogna percorrere una breve via ferrata guidata lungo la parete rocciosa e poi sedersi su una piccola panca fissata alla scogliera. È lì che si beve caffè assieme agli altri avventori. COM’È NATA L’IDEA L’idea è nata nel 2024 per attirare visitatori nella zona e trasformare il classico rituale del caffè in una sfida vertiginosa. Il prezzo è di circa 398 yuan (poco più di 50 euro) e comprende attrezzatura di sicurezza, guida, assicurazione e naturalmente la bevanda. Il vero obiettivo però non è tanto (neanche a dirlo) il caffè quanto la foto: il “cliff coffee” è diventato virale sui social cinesi proprio per le immagini spettacolari dei clienti sospesi nel vuoto con la tazzina in mano. L'articolo Se non soffrite di vertigini e siete molto allenati potete bere il caffè più insolito del mondo: ecco dove proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Prima di salire sull’aereo mi hanno fatto comprare un secondo biglietto a causa del mio peso. È stato come ricevere uno schiaffo in faccia”: lo sfogo è virale
A gennaio di quest’anno, Southwest Airlines ha aggiornato la sua politica “Customer of Size”, modificando le modalità di prenotazione dei voli per alcuni passeggeri. Stando alle linee guida, i viaggiatori che potrebbero non rientrare in un singolo posto sono ora tenuti ad acquistare “proattivamente” un posto aggiuntivo. La politica, come riporta People, stabilisce inoltre che la compagnia aerea può decidere, “a sua esclusiva discrezione”, quando sia necessario un secondo posto per motivi di sicurezza, senza specificare misure o criteri specifici, a parte la possibile invasione dei posti adiacenti. LE REAZIONI DEI PASSEGGERI Da quando questa modifica è entrata in vigore, diversi passeggeri hanno riferito le proprie esperienze sui social. Come Erika DeBoer, che doveva viaggiare da Omaha, Nebraska, a Las Vegas il 6 febbraio scorso. La trentottenne ha affermato che, mentre le veniva imbarcato il bagaglio, un dipendente della Southwest le ha comunicato che avrebbe dovuto acquistare un posto extra. Quando ha chiesto spiegazioni, l’addetto le ha risposto che era per la “sicurezza e il comfort” degli altri passeggeri. “La parte che mi colpisce di più sono le parole usate. ‘Sicurezza e comfort’ degli altri passeggeri. Continuavano a ripeterle come robot, senza alcuna attenzione alla situazione reale”, racconta DeBoer. “Non mi sono sentita umiliata, né imbarazzata, né sul punto di piangere. Ero arrabbiata”, sottolinea. “Non provo alcuna vergogna per la mia taglia”. Una volta a casa, DeBoer ha contattato Southwest e ha detto a People che le avevano rimborsato il biglietto extra e il posto in classe superiore, oltre a un buono da 150 dollari, “nella speranza che volassi di nuovo con loro”. DeBoer, tuttavia, è ancora in attesa di una risposta da Southwest per chiarimenti sulla loro politica. LE RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE DI CHI VOLA C’è poi il caso di Grace Simpson, fermata al gate da un supervisore della Southwest che l’aveva identificata come una potenziale “cliente di taglia grande” e le aveva detto che avrebbe dovuto acquistare un posto aggiuntivo. “Gli ho detto che avevo già volato da Norfolk a Baltimora senza problemi, quindi non avrei acquistato un altro biglietto”, ricorda. Alla fine, racconta, il supervisore le ha fornito una carta d’imbarco nuova di zecca, assegnandole un posto vuoto nell’ultima fila dell’aereo senza costi aggiuntivi. “Questo livello di discrezionalità sembra meno legato alla sicurezza e più al giudizio personale e alla discriminazione“. Entrambe le donne sottolineano che la loro delusione nei confronti della politica della compagnia aerea non riguarda tanto l’acquisto di un secondo posto, quanto piuttosto l’assenza di una logistica chiara e coerente su come tale decisione viene presa. Simpson ha anche notato come questa imprevedibilità creasse un’intensa ansia nei “passeggeri obesi”, che molto probabilmente sono già in imbarazzo per il proprio corpo quando volano. DeBoer sottolinea: “Questa mancanza di linee guida può essere assolutamente dannosa per la salute mentale delle persone che lottano con l’immagine corporea e l’ansia da viaggio”, afferma. “Se vogliono una politica ‘customer of size’ va bene e la rispetto, ma devono esserci delle linee guida concrete, oltre alla discrezione di un dipendente che guarda semplicemente qualcuno”. L'articolo “Prima di salire sull’aereo mi hanno fatto comprare un secondo biglietto a causa del mio peso. È stato come ricevere uno schiaffo in faccia”: lo sfogo è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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