“L’industria dell’intrattenimento mi ha portato all’abuso di sostanze e
all’alcolismo e, insomma, a vedere la mia vita andare a rotoli. Mi sento
masticata e sputata fuori da Hollywood“. Così in un lungo sfogo su Tiktok,
diventato virale, la creator americana Jools LeBron ha raccontato davanti alla
telecamera l’ultimo anno della sua vita.
La creator ha voluto condividere con i follower la sua lotta contro le
dipendenze e la sua fuga dal “sistema Hollywood. Dopo alcuni video, grazie anche
ai commenti sotto i suoi contenuti, la tiktoker ha annunciato di voler
riprendere in mano la sua vita, determinata a diventare una vera “streamer” e a
tornare sobria.
La fama è arrivata improvvisamente dopo alcuni video diventati virali e la
32enne ha dichiarato di non essere pronta alla popolarità, alle feste, alle
droghe. Un mondo nel quale, appunto, è stata catapultata senza essere preparata.
“Sono andata agli eventi – racconta – la gente si ubriacava fino a perdere i
sensi. C’erano i miei influencer e celebrità preferite e purtroppo cedo alla
pressione dei pari“. Una pressione che l’ha portata ad avere dipendenze da
alcol, droghe, shopping e a ricercare l’approvazione maschile. Nella serie di
video in cui racconta delle sue dipendenze, LeBron mostra anche tutti i suoi
acquisti compulsivi, tra cui un megacomputer da 8000 dollari e una macchina
fotografica da 900.
L’influencer ha così mostrato l’altra faccia della popolarità mettendoci,
letteralmente “la faccia” e ha ricevuto soprattutto commenti di sostegno, tra
chi le fa i complimenti per il suo essere vera e altri che condividono il
difficile percorso delle dipendenze.
L'articolo “L’industria dell’intrattenimento mi ha portato all’abuso di sostanze
e all’alcolismo. Sono stata masticata e sputata fuori da Hollywood”: lo sfogo
virale di una tiktoker proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’opinione pubblica tedesca e spagnola è scandalizzata per una vicenda di
cronaca e famigliare che ha come sfortunata protagonista l’attrice e conduttrice
Collien Fernandes. La donna era sposata con il collega Christian Ulmen dal 2011.
A dicembre 2024 Fernandes ha sporto denuncia proprio contro il coniuge perché
era venuta a conoscenza che aveva diffuso le sue foto e i suoi video
pornografici, che circolavano sul web da anni, assolutamente falsi e ricreati
con l’intelligenza artificiale. Il caso ha scosso così tanto i tedeschi che Der
Spiegel ha dedicato una copertina alla vittima con un titolo d’effetto: “Mi hai
stuprata virtualmente”.
In questi giorni si è acceso il dibattito sulle lacune normative in materia di
deepfake. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, – che dedica la copertina al
caso – l’uomo avrebbe gestito profili falsi sui social a nome dell’attrice,
contattando centinaia di uomini e inviando contenuti sessualmente espliciti
senza il suo consenso. La denuncia, presentata in Spagna – ultimo luogo di
residenza della coppia – riguarda diversi reati, tra cui usurpazione d’identità,
minacce e violenza domestica.
Le autorità hanno avviato accertamenti preliminari. Fernandes, da anni vittima
della diffusione online di deepfake pornografici, ha definito la vicenda una
forma di “violenza sessuale digitale”, denunciando come per lungo tempo le
immagini manipolate siano circolate senza che fosse possibile rimuoverle
efficacemente.
Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio: secondo studi citati dal
settimanale, la maggior parte dei contenuti deepfake online ha natura
pornografica e colpisce prevalentemente donne, spesso senza strumenti legali
adeguati di tutela. La vicenda ha riacceso il confronto politico in Germania.
Cdu e Csu hanno chiesto alla ministra della Giustizia, Stefanie Hubig, di
presentare rapidamente una legge efficace contro la violenza digitale, mentre
l’Spd sostiene la necessità di rafforzare le tutele penali, accelerare le
procedure e imporre maggiori obblighi alle piattaforme online. Il governo
federale, ha spiegato una portavoce del ministero di Giustizia in conferenza
stampa, è al lavoro su un disegno di legge volto a colmare le attuali lacune,
con particolare attenzione ai deepfake a sfondo sessuale, e punta a introdurre
norme più severe nel breve periodo.
L'articolo “Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito
Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col
deepfake. Il Governo tedesco agisce proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nervosismo, calci e spintoni su un aereo di linea per un sedile inclinato. La
lite, avvenuta a bordo di un volo Air France, ha visto coinvolte una signora ed
una giovane ragazza, di nome Ameera Jauniaux, @ameejau su TikTok. L’accesa
discussione è stata ripresa dal cellulare di Ameera, salvo poi finire sui
social, diventando virale con 13.4 milioni di visualizzazioni.
Ameera stava viaggiando con un’amica. A volo inoltrato, la giovane, con
l’intento di riposarsi, si era portata il cappuccio della felpa sulla testa ed
aveva collegato il bluetooth delle cuffiette col proprio cellulare. Tutto, o
quasi, era pronto per concedersi un riposino. All’appello delle comodità mancava
un’ultima cosa, ovvero premere il pulsante per reclinare leggermente il sedile.
Ma quest’ultima azione ha mandato su tutte le furie la passeggera che si trovava
dietro Ameera che, in preda al fastidio ed alla frustrazione, ha ripetutamente
sbattuto le mani contro il sedile inclinato della giovane, allargando le braccia
dalla disperazione.
Il video, accompagnato dalla didascalia “Il peggior viaggio in aereo”, è stato
caricato in rete con il sottofondo di “House” di Charli xcx e John Cale. Ameera
ha poi aggiunto scherzosamente: “Penso che morirò in questa casa”, prima di
zoomare rapidamente sul volto della donna. In un altro cortometraggio, della
durata di quasi un minuto, si vedono Ameera e l’amica che chiedono, alla signora
di dietro, di smettere di continuare a spingere in avanti il sedile della
giovane creator. E gli assistenti di volo? Secondo quanto riferito da Ameera,
l’equipaggio di cabina sarebbe intervenuto ben cinque volte, con l’intento di
calmare gli animi. Ma, sfortunatamente, non c’è stato nulla da fare e la
tiritera tra le due passeggere è proseguita fino a poco prima dell’atterraggio.
Ameera non è rimasta del tutto soddisfatta del trattamento ricevuto dagli
assistenti e dalla stessa compagnia aerea. La creator, per lo spiacevole
inconveniente, ha riferito che sarebbe stato gradito offrirle o un upgrade o il
rimborso del biglietto. Il video ha scatenato un dibattito tra i commenti.
C’è chi ha condannato il comportamento esagerato della donna e chi, invece, ha
provato a comprenderne la frustrazione. Infatti, i posti a sedere delle
compagnie low cost diventano, col passare degli anni, sempre più stretti. Alla
base del ragionamento c’è, come spesso accade, una questione economica. Più i
posti a sedere sono stretti e più sedili potranno starci in un aereo. Quindi da
un lato la compagnia guadagna un po’ di più ma, dall’altro, la comodità del volo
potrebbe risultare, per alcuni viaggiatori, più complessa. E il rischio è
proprio quello di avere maggiore frustrazione a bordo.
A difendere Ameera dall’eccessivo atteggiamento della signora ci ha pensato un
utente: “Ma la gente non si rende conto che i sedili degli aerei si reclinano
solo di un paio di centimetri? Si comportano come se tu fossi sdraiato in grembo
alla persona”. Un’altra, che ha affermato di essere un membro dell’equipaggio di
cabina, ha detto: “(…) Tutti hanno il diritto di reclinare il sedile,
soprattutto se non è l’ora dei pasti!”.
C’è anche chi difende la signora. “A dire il vero, sono dalla parte della
signora. Odio sedermi dietro a qualcuno che reclina il sedile. Mi dà meno
spazio, non posso usare il tavolino e non riesco a dormire. Non reclinerò mai un
sedile di un aereo”, ha scritto un utente. E ancora: “Opinione impopolare: i
sedili non dovrebbero reclinarsi in classe economica. È già una scatola di
latta. Perdere spazio perché qualcuno davanti a te ha reclinato il sedile è
davvero la cosa peggiore”. C’è anche chi ha cercato di comprendere le ragioni di
entrambe le passeggere. “Detesto assolutamente quando le persone si reclinano.
Siamo già stipati come sardine, non peggioriamo la situazione! Detto questo, la
reazione di questa signora è stata fuori controllo – ha specificato l’utente -.
Non si può prendere a calci e pugni il sedile davanti. Si può chiedere
gentilmente di riportarlo in posizione verticale e, se non lo fa, allora finisce
lì”.
> @ameejau Worst plane ride #fyp #trending #plane #travel ♬ original sound –
> unicornsprinklerz
L'articolo “Anche se si è stipati come sardine in aereo non si può prendere a
calci e pugni il sedile davanti”: la lite tra due passeggeri scatena un
dibattito sul Web proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il rapporto annuale World Happiness Report 2026, che misura il livello di
felicità e benessere nei diversi Paesi del mondo, pubblicato dal Wellbeing
Research Centre dell’Università di Oxford, incoronato la Finlandia come il Paese
più felice al mondo per il nono anno consecutivo. Altri Paesi nordici come
Islanda, Danimarca, Svezia e Norvegia si sono classificati tra i primi 10. E
l’Italia? Risale, ma si assesta al 38esimo posto. La posizione precedente era
40.
Il report ha evidenziato anche che l’uso intenso dei social media contribuisce a
un netto calo del benessere tra i giovani, con effetti particolarmente
preoccupanti nelle ragazze adolescenti nei Paesi anglofoni e nell’Europa
occidentale. Tuttavia, il rapporto evidenzia come le valutazioni della qualità
della vita tra gli under 25 negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova
Zelanda siano diminuite nell’ultimo decennio, suggerendo che le lunghe ore
trascorse a scorrere i social media siano un fattore chiave di questa tendenza.
Una nuova entrata nella top five della classifica è la Costa Rica, che
quest’anno è salita al quarto posto dopo essere passata dal 23esimo posto nel
2023. Il rapporto attribuisce questo miglioramento al benessere derivante dai
legami familiari e da altre connessioni sociali. “Pensiamo che sia dovuto alla
qualità della loro vita sociale e alla stabilità di cui godono attualmente– ha
affermato Jan-Emmanuel De Neve, professore di economia a Oxford, direttore del
Centro di ricerca sul benessere e co-redattore del World Happiness Report -.
L’America Latina in generale ha forti legami familiari, forti legami sociali, un
elevato livello di capitale sociale, come direbbe un sociologo, più che in altre
aree“.
L'articolo La Finlandia si conferma il Paese più felice al mondo. L’Italia è al
38esimo posto, boom del Costa Rica al 4 posto “per la stabilità e la qualità
della vita sociale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il racconto di uno studente italiano negli Stati Uniti è diventato virale su
TikTok dopo che la sua host mom americana, nonostante le sue proteste, lo ha
portato all’Olive Garden, nota catena statunitense di ristoranti “casual dining”
specializzata in cucina italo-americana. Alessandro, visibilmente riluttante, ha
ripetuto più volte: “Non vado da nessuna parte… solo così sapete,” mentre la
madre ospitante, Rhonda, lo incalzava: “Oggi è il tuo giorno fortunato!
Andiamo!”.
Il ragazzo ha cercato di resistere, proponendo di mangiare al McDonald’s e
sottolineando ironicamente: “L’unica cosa italiana che avete è il nome”. Rhonda
ha continuato a insistere: “Ti stiamo portando a cena in un posto molto
speciale,” trascinandolo dentro tra sospiri e commenti disperati di Alessandro:
“Mamma mia! Devo prepararmi mentalmente a questo”. Alla fine, lo studente ha
ceduto, pur chiarendo: “È contro la mia volontà. Solo così sapete.”
I video pubblicati da entrambi hanno rapidamente fatto il giro dei social, e gli
utenti si sono immedesimati nella scena. C’è chi scrive: “Il mio studente
italiano in scambio lo odiava”, mentre altri sintetizzano l’esperienza in un
commento esilarante: “L’incubo più grande di un italiano”. Alcuni, invece,
ricordano come la cucina americana possa sorprendere, e a volte deludere, chi
arriva dall’Italia: “Amavo l’Olive Garden fino a quando non ho vissuto in
Sicilia per tre anni. Da allora non ci sono più andato”.
Tra piatti “italiani” riscaldati e catene di ristoranti veloci, quella che
doveva essere una semplice cena si è trasformata in un episodio esilarante e
facilmente riconoscibile per chi ha provato a confrontare due mondi gastronomici
molto diversi. Come ha raccontato lo stesso Alessandro: “È contro la mia
volontà. Solo così sapete”, una frase che riassume perfettamente il contrasto
tra le aspettative di uno studente italiano e la realtà della cucina americana.
> @alessandro.salimei
>
>
>
> @Italiangirl1130 took me to @Olive Garden #foreignexchangestudent #olivegarden
> #funnyvideo #foryoupage #america
>
> ♬ original sound – alessandro.salimei
L'articolo “Non vado da nessuna parte, preferisco il McDonald’s”: studente
italiano non vuole mangiare nella catena di cucina italo-americana Olive Garden.
Ma ci finisce lo stesso: la storia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quello che doveva essere il primo giro su un taxi a guida autonoma si è
rapidamente trasformato in un momento di grande tensione per una donna
dell’Arizona e i suoi amici. Josephine Cristine Kaufman ha documentato
l’esperienza in un video condiviso tramite Storyful, che mostra il veicolo
tentare una svolta a sinistra prima di fermarsi improvvisamente nel bel mezzo di
un incrocio piuttosto trafficato. Mentre l’auto rimaneva ferma con i passeggeri
a bordo impauriti, gli automobilisti circostanti rallentavano per evitare lo
schianto.
UNA CORSA DA BRIVIDI
“Quindi non è andata bene, 0/10”, ha scritto in seguito Kaufman nella didascalia
del video, aggiungendo che il gruppo si era sentito “quasi” in pericolo. Nel
filmato si sentono le voci dei passeggeri preoccupate di quel che sarebbe potuto
accadere, con uno degli amici di Josephine che si scusa con gli altri
automobilisti. Dopo aver condiviso la clip online, Kaufman è tornata nella
sezione commenti con un aggiornamento su come è stata gestita la situazione. Ha
detto di aver ricevuto un’e-mail dall’azienda che riconosceva l’incidente e
prometteva di esaminare l’accaduto. “Questo non è il tipo di esperienza che
vorremmo offrire ai nostri passeggeri e stiamo esaminando la questione”, si
leggeva nel messaggio, come riporta People. Josephine ha inoltre aggiunto che la
compagnia le ha rimborsato il viaggio e le ha comunicato che l’addebito sarebbe
stato rimosso dall’estratto conto entro pochi giorni.
Sebbene la corsa si sia conclusa senza incidenti, il video ha alimentato il
dibattito sulla crescente presenza di veicoli a guida autonoma sulle strade
pubbliche.
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L'articolo Il taxi si ferma nel bel mezzo di un incrocio trafficato: il primo
viaggio sulla macchina a guida autonoma è da brividi – VIDEO proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Chi ha visto Grey’s Anatomy o altri medical drama sa che in sala parto possono
succedere colpi di scena incredibili. Nella realtà, però, la tensione può
trasformarsi in panico vero: lo scorso 21 febbraio, due settimane prima del
termine previsto, una donna è entrata in travaglio ed è stata portata d’urgenza
all’Oxford University Hospitals. Inizialmente assistita da un’ostetrica esperta
e rassicurante, la paziente è stata poi affidata a un’altra operatrice sanitaria
inesperta e visibilmente agitata, che poco dopo ha lasciato la coppia da sola in
sala parto.
In quei quindici minuti di assenza, il marito si è dovuto improvvisare
ostetrico: il bambino è nato tra le sue mani, con il cordone ombelicale avvolto
intorno al collo. Solo al ritorno dell’ostetrica, accompagnata dalle colleghe,
il piccolo era già in braccio alla madre. Secondo il racconto della mamma al
“Banbury Gazette“, la nuova ostetrica “ha iniziato a farsi prendere dal panico,
mi ha spaventato ed è andata via. Non c’erano letti disponibili in sala parto,
quindi abbiamo dovuto aspettare. Hanno iniziato a preparare la stanza e mi hanno
detto che avrei potuto partorire lì. All’inizio c’era un’ostetrica adorabile, ma
poi è stata sostituita e la seconda sembrava alle prime armi. Non parlava
nemmeno con noi, continuava a muovermi. Il battito del bambino cambiava dopo
ogni contrazione, cosa normale, ma lei ha iniziato a farsi prendere dal panico e
anche io mi sono spaventata”.
La coppia ha poi presentato un reclamo formale, denunciando il comportamento
dell’operatrice. L’ospedale ha avviato un’indagine interna, assicurando di voler
accertare i fatti e di prendere sul serio l’accaduto, sottolineando che quanto
successo non riflette gli standard abituali della struttura.
IL PADRE EROE IMPROVVISATO
Quando ogni secondo conta, un padre può diventare un eroe. Al “Banbury Gazette”
ha raccontato con lucidità e tensione quei quindici minuti decisivi, tra paura e
adrenalina, durante i quali ha dovuto prendere in mano la situazione mentre
l’ostetrica era assente. Dopo il primo allontanamento dell’operatrice è corso a
chiamarla, ma lei è uscita di nuovo pochi secondi dopo, lasciandoli soli. Quei
quindici minuti sono stati particolarmente critici perché il bambino stava
nascendo con il cordone ombelicale avvolto intorno al collo, rendendo la
situazione estremamente pericolosa. Il padre ha così dovuto improvvisarsi
ostetrico, mantenendo la calma fino al ritorno del personale sanitario.
Fortunatamente, il papà è riuscito a gestire la situazione, e il neonato è
venuto al mondo sano e salvo, tra lo stupore e il sollievo dei genitori e del
personale medico.
L'articolo Ostetrica in preda al panico abbandona la sala parto: “Si è fatta
prendere dal panico, mio marito ha dovuto far nascere il bambino da solo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una città del Texas ha risposto alla richiesta di aiuto di una madre dopo che
nessuno si era presentato alla festa di compleanno della figlia di 9 anni.
Samantha Chamberlain aveva organizzato una festa in una pizzeria, e la figlia
era elettrizzata all’idea, come raccontato a KRIS 6 News. “Era davvero
emozionata”, ha detto Chamberlain, “Pensava solo: ‘Avrete finito di decorare
prima che arrivino gli ospiti?'”. Dopo 30 minuti dall’inizio della festa, però,
non si era presentato ancora nessuno. “Mi sono sentita un po’ come se avessi
fallito, e so che non è giusto, ma in un certo senso mi sono sentita come se
l’avessi delusa”, ha detto Chamberlain.
LA RISPOSTA DEI CONCITTADINI
Piuttosto che vedere sua figlia delusa, però, la donna si è subito rivolta ai
social chiedendo ai concittadini se volessero prendere parte alla festa. La
risposta è stata decisamente positiva. Poco dopo, il locale si è riempito di
persone pronte a fare gli auguri alla bimba. Alcune hanno portato anche dei
regali per la festeggiata. A quel punto la madre ha iniziato a preoccuparsi di
non riuscire a pagare per tutti. Sui social ha voluto comunque ringraziare
quanti sono corsi in suo aiuto: “Quando alla fine ho cercato di ringraziare
tutti quelli che erano rimasti, ho fatto un errore e ho iniziato a piangere, ma
il punto era grazie di cuore, siamo infinitamente grate a tutti coloro che sono
passati, che siano rimasti o meno, che hanno contribuito, che hanno aiutato a
pulire, tutti voi”, ha scritto. “Il mondo è duro, ma le persone sono buone” è
stata la sua conclusione.
L'articolo “Alla festa di compleanno di mia figlia non è venuto nessuno. Sento
di aver fallito”: una madre si sfoga sui social, quello che succede dopo la
lascia senza parole proviene da Il Fatto Quotidiano.
Soffrite di vertigini? Se la risposta e no, potete ambire a essere protagonisti
di un’esperienza al limite. Ma occorre prima rispondere a un’altra domanda:
siete allenati? Perché per arrivare a gustarvi un caffè a 70 metri sopra il
livello del mare dovrete percorrere una via ferrata con tanto di imbragatura. In
Cina c’è un posto dove il coffee break è adrenalinico: si chiama Gushi Cliff
Coffee e si trova nel villaggio di Gushi, nella provincia sud-orientale del
Fujian. Più che un bar è un’esperienza turistica estrema: per arrivarci bisogna
percorrere una breve via ferrata guidata lungo la parete rocciosa e poi sedersi
su una piccola panca fissata alla scogliera. È lì che si beve caffè assieme agli
altri avventori.
COM’È NATA L’IDEA
L’idea è nata nel 2024 per attirare visitatori nella zona e trasformare il
classico rituale del caffè in una sfida vertiginosa. Il prezzo è di circa 398
yuan (poco più di 50 euro) e comprende attrezzatura di sicurezza, guida,
assicurazione e naturalmente la bevanda. Il vero obiettivo però non è tanto
(neanche a dirlo) il caffè quanto la foto: il “cliff coffee” è diventato virale
sui social cinesi proprio per le immagini spettacolari dei clienti sospesi nel
vuoto con la tazzina in mano.
L'articolo Se non soffrite di vertigini e siete molto allenati potete bere il
caffè più insolito del mondo: ecco dove proviene da Il Fatto Quotidiano.
A gennaio di quest’anno, Southwest Airlines ha aggiornato la sua politica
“Customer of Size”, modificando le modalità di prenotazione dei voli per alcuni
passeggeri. Stando alle linee guida, i viaggiatori che potrebbero non rientrare
in un singolo posto sono ora tenuti ad acquistare “proattivamente” un posto
aggiuntivo. La politica, come riporta People, stabilisce inoltre che la
compagnia aerea può decidere, “a sua esclusiva discrezione”, quando sia
necessario un secondo posto per motivi di sicurezza, senza specificare misure o
criteri specifici, a parte la possibile invasione dei posti adiacenti.
LE REAZIONI DEI PASSEGGERI
Da quando questa modifica è entrata in vigore, diversi passeggeri hanno riferito
le proprie esperienze sui social. Come Erika DeBoer, che doveva viaggiare da
Omaha, Nebraska, a Las Vegas il 6 febbraio scorso. La trentottenne ha affermato
che, mentre le veniva imbarcato il bagaglio, un dipendente della Southwest le ha
comunicato che avrebbe dovuto acquistare un posto extra. Quando ha chiesto
spiegazioni, l’addetto le ha risposto che era per la “sicurezza e il comfort”
degli altri passeggeri. “La parte che mi colpisce di più sono le parole usate.
‘Sicurezza e comfort’ degli altri passeggeri. Continuavano a ripeterle come
robot, senza alcuna attenzione alla situazione reale”, racconta DeBoer. “Non mi
sono sentita umiliata, né imbarazzata, né sul punto di piangere. Ero
arrabbiata”, sottolinea. “Non provo alcuna vergogna per la mia taglia”.
Una volta a casa, DeBoer ha contattato Southwest e ha detto a People che le
avevano rimborsato il biglietto extra e il posto in classe superiore, oltre a un
buono da 150 dollari, “nella speranza che volassi di nuovo con loro”. DeBoer,
tuttavia, è ancora in attesa di una risposta da Southwest per chiarimenti sulla
loro politica.
LE RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE DI CHI VOLA
C’è poi il caso di Grace Simpson, fermata al gate da un supervisore della
Southwest che l’aveva identificata come una potenziale “cliente di taglia
grande” e le aveva detto che avrebbe dovuto acquistare un posto aggiuntivo. “Gli
ho detto che avevo già volato da Norfolk a Baltimora senza problemi, quindi non
avrei acquistato un altro biglietto”, ricorda. Alla fine, racconta, il
supervisore le ha fornito una carta d’imbarco nuova di zecca, assegnandole un
posto vuoto nell’ultima fila dell’aereo senza costi aggiuntivi. “Questo livello
di discrezionalità sembra meno legato alla sicurezza e più al giudizio personale
e alla discriminazione“.
Entrambe le donne sottolineano che la loro delusione nei confronti della
politica della compagnia aerea non riguarda tanto l’acquisto di un secondo
posto, quanto piuttosto l’assenza di una logistica chiara e coerente su come
tale decisione viene presa. Simpson ha anche notato come questa imprevedibilità
creasse un’intensa ansia nei “passeggeri obesi”, che molto probabilmente sono
già in imbarazzo per il proprio corpo quando volano. DeBoer sottolinea: “Questa
mancanza di linee guida può essere assolutamente dannosa per la salute mentale
delle persone che lottano con l’immagine corporea e l’ansia da viaggio”,
afferma. “Se vogliono una politica ‘customer of size’ va bene e la rispetto, ma
devono esserci delle linee guida concrete, oltre alla discrezione di un
dipendente che guarda semplicemente qualcuno”.
L'articolo “Prima di salire sull’aereo mi hanno fatto comprare un secondo
biglietto a causa del mio peso. È stato come ricevere uno schiaffo in faccia”:
lo sfogo è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.