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“Canzonissima? Ho bisogno di lavorare perché mi autoproduco. Dopo una super litigata con il mio ex fidanzato è nata la canzone ‘Il tuo profumo’”: parla Arisa
La musica è la sua ancora, il luogo dove si sente meno sola e dove ogni ferita trova voce. Lo racconta senza filtri Arisa a La Repubblica, parlando di canzoni, amore e nuove sfide televisive. “L’unica strada che mi abbia mai fatto credere in qualcosa senza sentirmi sola”, confessa, mentre si prepara a partecipare a Canzonissima, in onda da sabato 21 marzo su Rai 1. Prima però ci sono le note del nuovo singolo Il tuo profumo e in primavera l’album Foto mosse, con brani che per lei rappresentano “una conquista”, in un mondo “dove anche le artiste devono superare ogni giorno esami, scetticismi, budget minori con le logiche di sempre. Lo dice anche Sanremo”. E, a proposito del Festival, Arisa non nasconde il suo pensiero su chi guiderà il palco dell’Ariston l’anno prossimo: “Io non ho nulla contro De Martino, anzi, è bravo e farà molto bene. Però sì, sarebbe stato più bello vedere una musicista come Elisa prendere decisioni, e invece per questa rivoluzione dovremo aspettare. È la prova pure che certi equilibri sono difficili da spostare, vince sempre il più forte. Ma non è solo il tema di genere, il problema nella musica”. Sanremo resta un mix di entusiasmo e malinconia per la cantautrice genovese: “A me viene il Mal d’Africa, quando torno da Sanremo. Il Festival è casa mia, finisce quel trambusto: è finito e mi sono sentita sola”. Non manca lo spazio per i sentimenti: “Il tuo profumo” è una canzone sulla gelosia che non è gelosia, ma dolore travestito. Sull’ultimo romantico che ti promette tutto e poi sparisce e tu lo scopri troppo tardi, quando sei già persa dentro. L’ho scritto dopo una super litigata con quello che era il mio compagno. Ci sono donne che nelle relazioni danno tutto, io sono una di quelle, conosco la delusione di quando scopri che al contrario tuo c’è chi si risparmia. Anche se poi rimane il profumo, la passione, e si passa sopra a quasi tutto”. E infine Canzonissima, scelta che per la cantante unisce opportunità e necessità: “È una grande opportunità, un format bellissimo. E poi io ho bisogno di lavorare. Autoproducendomi ogni passo, ormai, mi finanzio solo con le mie mani e ho bisogno di fare tv. Se poi posso andarci a fare musica e a parlare di musica, ancora meglio”. L'articolo “Canzonissima? Ho bisogno di lavorare perché mi autoproduco. Dopo una super litigata con il mio ex fidanzato è nata la canzone ‘Il tuo profumo’”: parla Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Con il clitoride ho un ottimo rapporto. È un pisellino, quando raggiunge il piacere si indurisce. La mia prima volta a 19 anni, ero rimasta l’unica a non averlo ancora fatto”: le confessioni di Arisa
Arisa risponde alle domande ‘piccanti’ di MySecretCase. Amore, affettività, ma anche sesso. “Che rapporto ho con il clitoride? Ottimo, è tutto. Senza di lui non può avvenire niente”, sono le parole dell’artista. “È il centro del piacere femminile, un organo che serve solo al piacere” le dice la sua interlocutrice, “Sì, è un piccolo pisellino” risponde la cantante. “Se voi notate effettivamente quando raggiunge il piacere, non che raggiunge un’erezione di secrezione, ma si indurisce leggermente”. ARISA E L’AMORE La voce de La notte vede una foto di quando era piccola: “Cosa avrei voluto dire sull’amore a questa bimba? Che non ci sarà nessuno che potrà amarla più del principino che ha dentro”. Quindi è la volta di uno scatto che la ritrae adolescente: “E sul sesso? Che il sesso è una cosa molto bella, però è bella solo con chi ami, per me”. LA SUA PRIMA VOLTA Arisa, reduce dal quarto posto a Sanremo 2026 con Magica favola, si apre anche sulla sua prima volta: “A 19 anni, anche io l’ho fatto perché tutte le mie amiche lo avevano fatto da anni e io ero rimasta l’unica a non averlo fatto“. E chiude: “È giusto mandare questo messaggio: ognuno ha i suoi tempi e che è meglio farlo quando vale la pena, con chi vale la pena, che possa farci conservare un bellissimo ricordo perché deve essere una cosa bella”. L'articolo “Con il clitoride ho un ottimo rapporto. È un pisellino, quando raggiunge il piacere si indurisce. La mia prima volta a 19 anni, ero rimasta l’unica a non averlo ancora fatto”: le confessioni di Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Carlo Conti è stato un grande, ha messo insieme tutte teste di ca**o come noi”: l’ironia di Arisa a fine Sanremo
Alla fine dell’avventura sanremese ci si lascia andare. La tensione si allenta e il clima diventa da gita scolaresca. Nel carosello di fine Sanremo, Fedez condivide sui propri social anche un video in cui riprende Arisa che fa un commento molto ironico sulla conclusione dell’esperienza. IL COMMENTO DI ARISA A FINE FESTIVAL “Sono contenta di questo podio pazzesco” dice l’artista, che ha gareggiato all’Arison con Magica favola piazzandosi al quarto posto, “ma soprattutto di questo Sanremo incredibile, Carlo (Conti, ndr) è stato veramente un grande che ha messo insieme tutte teste di c***o come noi“. Parole che hanno fatto ridere di gusto non solo Fedez, ma anche le persone che hanno assistito alla scena. Nè Arisa né Fedez, tra i favoriti di quest’anno, sono riusciti a salire sul podio. Entrambi, però, si sono classificati nella cinquina finale che sabato 28 febbraio ha portato all’elezione del vincitore (Sal Da Vinci) e del secondo e terzo classificato (rispettivamente Sayf e Ditonellapiaga). Video credit: Instagram Fedez L'articolo “Carlo Conti è stato un grande, ha messo insieme tutte teste di ca**o come noi”: l’ironia di Arisa a fine Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ingrassa, sei troppo magra”: è bufera per la frase di Donatella Rettore ad Arisa. La reazione del web: “I commenti sul peso delle persone hanno stufato”
Sta facendo discutere una frase che Donatella Rettore ha detto ad Arisa. È successo a La volta buona, che in questa settimana sanremese trasmette dal glass allestito a pochi passi dal teatro Ariston e che sta dando ampio spazio alla kermesse, ospitando – poco per volta – tutti i protagonisti di questa edizione. In veste di opinionisti ci sono alcuni ospiti fissi, inclusa Rettore, chiamata a commentare il Festival giorno per giorno. Una sua uscita però non è affatto piaciuta al popolo della rete. CHE COSA È SUCCESSO TRA RETTORE E ARISA A “LA VOLTA BUONA” Tra i big che sono stati ospitati da Caterina Balivo a La volta buona c’è anche Arisa, che sin dal debutto lo scorso 24 febbraio sta riscuotendo ampi consensi con Magica favola non solo da parte della sala stampa che l’ha piazzata nella top 5 della prima serata, ma anche delle radio e del televoto dal momento che pure nella classifica parziale di ieri sera è risultata tra le 5 più votate. Un momento magico, appunto, per Rosalba Pippa, che si è sentita rivolgere i complimenti anche da un’icona della musica come Rettore. Che cosa, allora, è andato storto? Nel momento in cui Arisa stava lasciando lo studio dopo l’ospitata a La volta buona, Rettore l’ha abbracciata per salutarla: “Stai bene” le ha detto Arisa congedandosi, e l’artista ha replicato: “Ciao bellissima, anche tu, e ingrassa che sei troppo magra!”. Arisa sembra non aver replicato, preferendo glissare, ma sul web la frase non è passata inosservata. LE REAZIONI DEL WEB Molti utenti, infatti, hanno trovato fuori luogo il commento di rettore. “I commenti sul peso/aspetto fisico delle persone hanno ampiamente stufato!” ha scritto qualcuno, facendosi portavoce del pensiero di molti, mettendo l’accento su quanto, troppo spesso, ci si esprima sulla forma fisica degli altri. L'articolo “Ingrassa, sei troppo magra”: è bufera per la frase di Donatella Rettore ad Arisa. La reazione del web: “I commenti sul peso delle persone hanno stufato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Quando ho giocato al fantacaz…”: la gaffe ‘hot’ di Arisa prima di salire sul palco di Sanremo
A volte basta davvero poco per dare vita, involontariamente, ad una gaffe. È sufficiente che la lingua si incarti su qualche consonante e, voilà, il guaio è servito. Succede anche ad Arisa, che prima di affrontare il palco dell’Ariston – piazzandosi tra l’altro nella top 5 dei più votati dalla sala stampa – si racconta al podcast “Tintoria”. LA GAFFE ‘HOT’ DI ARISA Nel riferire la propria esperienza con il Fantacalcio, la cantante in gara all’Ariston con Magica favola ricorda di quella volta in cui decise di unirsi a una lega organizzata dai compagni di classe trovandosi in un contesto fatto di soli ragazzini amanti del calcio. Fu proprio lei, unica ragazza del gruppo, a vincere, portandosi a casa il premio di 16mila lire. Nel raccontare l’aneddoto l’artista si incarta, e così invece di pronunciare la parola “fantacalcio”, si trova a dire: “La prima volta che ho giocato al fantacaz…“. Capendo dove sarebbe andata a parare di lì a poco, Arisa si ferma cercando di correggersi. “Buona, la teniamo” ironizza uno dei due conduttori del podcast. ARISA IN GARA A SANREMO CON “MAGICA FAVOLA” La canzone con cui Arisa gareggia al Festival affronta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. Magica favola sarà inclusa in Foto Mosse, il suo nuovo album in uscita in primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro. L'articolo “Quando ho giocato al fantacaz…”: la gaffe ‘hot’ di Arisa prima di salire sul palco di Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nelle prime due ore di Festival solo tre voci mi risvegliano: Dargen, Arisa e po…. benedetto Raiplay!
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Poi arriva il giorno, la sera, il momento, e tutto cambia. Mi imprigiona come al solito e come al solito andrà. Nella prima conferenza stampa dell’organizzazione, il giorno prima dell’inizio, è stato detto che il Festival è ormai un fenomeno globale, che le playlist delle canzoni di Sanremo sono le più ascoltate al mondo. È stata definita la “macchina Sanremo”. Parole d’ordine: divertimento, leggerezza, goliardia e buona musica. Il mondo fuori incalza, ma ci sarà qualche riflessione ogni tanto, come la presenza della signora di 105 anni. Ci siamo: supermercato, interno giorno. Una signora sceglie le zucchine toccandole tutte, ovviamente senza guanto, mentre dice alla sua amica con fare distratto e senza guardarla: “L’anno prossimo Sanremo lo presenta Di Martino, hai sentito?”. L’altra: “No, non è maturo. Stanno corteggiando Amadeus”. Prendo due avocado siciliani e scappo a preparare il pranzo: ho il rituale sanremese laico della conferenza stampa di mezzogiorno. L’entusiasmo per ora non è al massimo, ma sono sicura che stasera ci cascherò di nuovo. Già ieri, al momento della sfilata, ho fatto il tifo basandomi sulle simpatie personali. In palestra avevo notato che la mia insegnante indossava le calze di spugna quelle che girano in questi giorni, con i tormentoni di Sanremo. Arrivano le 20 e sono in preda a una delle mie famose, terribili emicranie che nell’arco di venti minuti mi costringe a letto al buio, con un dolore pulsante e una nausea terribile. “Addio Sanremo”, penso, addio attesa e tutto il resto. In salotto la TV è accesa e attraverso un corridoio a gomito arriva il suono lì dove io giaccio in fase di ‘premorte’. Il dolore e la nausea mi impediscono di dormire, ma perdo conoscenza di tanto in tanto. E allora succede qualcosa di inaspettato, una sorte di esperimento davvero sorprendente. Mi risvegliano, nell’arco delle prime due ore di Festival, soltanto tre voci. Dargen D’Amico, di cui mi giunge potenza musicale e ritmo. Mara Sattei, che canta divinamente una canzone con un ritornello potente, dolce e forte. Infine la voce angelica, cristallina, pulita, meravigliosa — anche se mi pare forse un po’ troppo vibrata — di Arisa. In quel momento sorrido. Che miracolo. La riconoscerei tra mille, senza nessun annuncio. Il brano ha un ritornello che sembra la colonna sonora di qualche favola Disney. Il resto lo farà il ‘benedetto’ RaiPlay, i cui contenuti, a partire dalle otto di sera, saranno fruibili nei giorni del Festival senza necessità di avere l’account, per permettere a chiunque, in qualunque parte del mondo, di usufruire delle visione delle serate. Fino a questo punto ignoro ancora tutto. Non un abito, non un’espressione del viso, non l’andazzo della serata; non so come se la stia cavando “Sandokan” dal buon italiano con i congiuntivi corretti. Troverò su WhatsApp i messaggi di mia nipote quasi quattordicenne e del mio buon vicino di casa, con entrambi i quali ogni anno commentiamo in diretta ciò che accade scambiandoci messaggini e che ho lasciato temporaneamente orfani dei miei. Allora, vediamo in ordine sparso: Michele Bravi: adoro la sua voce che a volte è come un graffio. Tommaso Paradiso: rimane fedele a se stesso, brano in linea col suo stile, bello. Patty Pravo: premio longevità. La ammiro, è iconica e tale rimane. Elettra Lamborghini: non riesco a resistere alla simpatia che provo a pelle per lei. Canzone che mi ricorda le ultime di Paola e Chiara. Malika Ayane: ritornello che richiama gli arrangiamenti Italo disco anni Settanta. Chiello: acquisirà maggiore sicurezza nei giorni a venire, non male. Forse impacciato sui tacchi. Fulminacci: ritornello molto orecchiabile. Fedez-Masini: brano melodico che conferma un consolidato sodalizio artistico nato lo scorso anno. La voce di Fedez dimostra qualche minima incertezza e non ha la forza di quella di Masini, ma direi che i pronostici che li danno per vittoriosi potrebbero rivelarsi giusti. Sal Da Vinci: sfodera la melodia elevata all’ennesima potenza. Si conferma. Maria Antonietta e Colombre: quota indie, sostituiscono i Coma_Cose e propongono una canzone leggera nell’accezione positiva del termine. Questo è quanto per oggi. Plauso speciale all’eleganza degli abiti di tutti. L'articolo Nelle prime due ore di Festival solo tre voci mi risvegliano: Dargen, Arisa e po…. benedetto Raiplay! proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’amore mi ha trasfigurata, ho fatto cose che non volevo fare. Ero irriconoscibile. Oggi il principe azzurro sono io e mi voglio più bene”: Arisa a Sanremo 2026
Arisa è in gara al 76esimo Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice. La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. “Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita in primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro. Nella serata dei duetti del Festival, Arisa è insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia. Poi due concerti eventi: il 22 maggio a Roma al Teatro Brancaccio e il 29 maggio a Milano al Teatro Lirico. In quel personaggio delle favole ti identifichi? Biancaneve e i sette nani perché lei affronta delle difficoltà durante la sua adolescenza, però poi arrivano i 7 anni ad aiutarla nel suo fine sogno, che è quello di coltivare il suo amore per il principe. E nel mio caso io degli aiutanti che sono il mio team, che mi aiutano in questo Sanremo per far brillare la mia musica e il mio progetto. Che bambina sei stata? Rosalba è stata una bambina buonissima, tanto ingenua e molto obbediente, nonostante avesse degli sprazzi che potevano sembrare disobbedienza, in realtà era solo curiosità di scoprire le cose nuove. Di base Rosalba è stata una bambina buona che ha imparato, crescendo come il mondo cambi, ma nonostante questo lei in prima persona non è cambiata, lei ha deciso di prendere delle misure, come dire, cautelative nei confronti di quello che la circonda però c’è molto di quella bambina anche nell’adulta di oggi. Come Biancaneve anche oggi cerchi il principe azzurro o l’amore romantico? L’amore romantico è una fortuna, cioè nel senso è una magia che capita veramente in maniera molto rara ed è soprattutto il frutto di impegno, di stabilità, di ideali comuni. Io ho avuto diversi amori, tra virgolette, che alla fine in un modo o nell’altro mi hanno sempre trasfigurata. Mi hanno sempre fatto sentire meno, mi hanno sempre fatto fare, diciamo, cose che non volevo fare… Sono sempre diventata un ‘altra persona. Ora come vanno le cose? Il mio principe azzurro sono io. Mi sono accorta di essere in grado di darmi tutto. Di certo la prossima volta l’amore deve darti qualcosa in più. ma non deve essere sottrazione o sconvolgere gli equilibri. Il titolo del tuo disco è “foto mosse” cosa rappresentano per te queste foto? Le foto che mi rendono felici non sono mai mosse di base, cioè sono sempre nitide ed una cosa che ricerco sempre nella mia vita: la sicurezza, la chiarezza, il fatto di potermi sentire tranquilla in una situazione. le foto mosse sono quelle che mi lasciano sempre un po’ a disagio e sono quelle che non riesci a definire, a decodificare, con cui mi sento scomoda, Quali sono le tue foto “nitide”? Sono sicuramente quelle della mia infanzia, quelle con i miei genitori, quelle di quando ero piccola e stavo con loro e mi sentivo sicuro. Quelle mosse invece? Sono quelle che riguardano un po’ la mia vita adulta. Durante la mia vita adulta ci sono state tante foto mosse, però penso anche con tanta lavoro su noi stessi possiamo sistemare l’obbiettivo per far sì che tornino nitide. Piano piano, è un lavoro lungo ma possiamo riuscirci. L'articolo “L’amore mi ha trasfigurata, ho fatto cose che non volevo fare. Ero irriconoscibile. Oggi il principe azzurro sono io e mi voglio più bene”: Arisa a Sanremo 2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’Inno d’Italia di Laura Pausini? Non l’avrei saputo fare così. Mi sento isolata e a disagio quando mi dicono che ho la voce più bella”: così Arisa
Arisa sarà in gara al 76esimo Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice. “Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro. Nella serata dei duetti del Festival, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia. “Ho sempre amato la canzone di Fiorella e di Ruggeri. – ha affermato durante l’incontro con la stampa -. Amo questa canzone perché è la femminilità delle madri, è la femminilità delle donne che in un certo senso conoscono esattamente la realtà, però vanno dritte per la loro strada. Le chiamo ‘donne comuni’, di cui io mi sento in parte, di farne parte”. Poi la cantante ha affermato di sentirsi a disagio quando le dicono che ha la voce più bella del Festival: “perché credo che questa cosa non faccia altro che crearmi delle antipatie, cioè nel senso che comunque anche quando qualcuno dice ‘Ah, sei la voce più bella d’Italia’, a parte che secondo me non è vero, primo, e seconda cosa mi sento moltissimo in difficoltà perché non fa altro che creare il vuoto intorno a me, quando io in realtà da quando ero bambina volevo essere come gli altri e volevo essere in mezzo agli altri”. E ancora: “Il mio modo di essere mi ha sempre relegata in un posto diverso che mi ha sempre reso un po’ sola”. Infine su Laura Pausini e l’Inno Nazionale alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi: “Quello che ha fatto lei io non l’avrei saputo fare. È un’artista che ha una vocalità incredibile, che ha girato il mondo, che ha espresso la sua grandezza attraverso un canto, un’interpretazione dell’inno unica. Io invece l’ho interpretata come tante altre persone hanno fatto prima. Noi non possiamo pensare a Laura Pausini come un’artista solamente italiana. Lei è una grande artista internazionale e quindi le si può concedere di fare le cose a modo suo”. Arisa dopo il Festival è pronta a tornare live. Le prime date annunciate sono: 22 maggio 2026 a Roma, Teatro Brancaccio e il 29 maggio a Milano, Teatro Lirico L'articolo “L’Inno d’Italia di Laura Pausini? Non l’avrei saputo fare così. Mi sento isolata e a disagio quando mi dicono che ho la voce più bella”: così Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Arisa
“Raccontare la favola del Mulino Bianco, dire che nel nostro ambiente nascono grandi amicizie, no. Io innamorata? Non si sa, non riesco a capirlo”: così Arisa
Arisa è pronta a tornare sul palco del Festival di Sanremo 2026 con il brano inedito “Magica favola”. Durante la presentazione della canzone su Rai Uno ha spiegato il senso delle parole: “Vivo tutto sempre come la prima volta, adesso che manco da qualche anno è ancora più impattante. La canzone parla di una vita che si evolve, però ad un certo punto si ritrova un po’ dell’innocenza infantile della bambina”. A La Repubblica la cantante si è raccontata, come sempre, senza peli sulla lingua: “A domanda rispondo. Non ci sono cose che racconto o non racconto. Se si arriva al discorso non vedo perché non dovrei parlare. Poi ci sono aspetti che tengo per me, ma dire che sono iscritta a un sito di incontri è una cosa innocua… Viene amplificata solo perché sono Arisa, poi chiariamo. Queste app di incontri vengono utilizzate anche per chiacchierare, passare il tempo, esplorare: conosco persone che non sanno chi sono dall’altra parte del mondo”. Il riferimento è alle sue recenti dichiarazioni in merito agli scambi e alle conoscenze grazie all’uso dell’artista di una famosa app di incontri. Io innamorata? “Non si sa, non riesco a capirlo”, chiosa la cantante. I rapporti con le colleghe? “Mi piacciono un po’ tutte, so bene che per le donne fare musica in questo Paese non è facile. L’amicizia è il risultato di tante esperienze fatte insieme, ci sono vari livelli di conoscenza. Per lavoro, c’è chi va da una parte, chi dall’altra. Sono poche le occasioni di incontrarsi. Raccontare la favola del Mulino Bianco, dire che nel nostro ambiente nascono grandi amicizie, no”. Se non è “sincerità” questa… Arisa è stata incoronata tedofora d’eccezione in occasione del passaggio della fiaccola olimpica a Potenza, tappa simbolica del percorso verso i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L'articolo “Raccontare la favola del Mulino Bianco, dire che nel nostro ambiente nascono grandi amicizie, no. Io innamorata? Non si sa, non riesco a capirlo”: così Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Uso le app di incontri. Un danese mi piaceva, ma ero ‘sottona’. Mi piaceva troppo e io ero diventata esagerata, così mi ha lasciata perdere”: lo rivela Arisa
Arisa è stata ospite al podcast di Alessandro Cattelan “Supernova”. La cantante, che parteciperà al prossimo Festival di Sanremo 2026, ha confessa di usare la tecnologia per conoscere nuove persone: “Uso le app d’incontri, ma non mi sono ancora incontrata con nessuno”. L’app scelta dall’artista è Raya. Cattelan per spiegare meglio agli ascoltatori del suo podcast di cosa si trattasse ha riassunto così: “È una sorta di Tinder, ma un po’ più riservato. Con il suo vero nome Rosalba Pippa ha iniziato a esaminare diversi profili: “Dopo un po’ mi scoccio. Chatto più con stranieri e mantenere la conversazione in inglese è difficile”. Ma nel marasma dei profili un ragazzo ha catturato la sua attenzione: “Era di Copenaghen. Sono diventata sottona in dieci secondi. Mi piaceva troppo e io ero diventata esagerata, così mi ha lasciata perdere”. Il discorso poi si è sposato sulla musica e sul concetto di musica “da prateria” che “per me rappresenta un posto per me sicuro perché comunque per esempio sono abituata al grano. La pace per me è il grano, sfrecciare magari anche in macchina e guardare da una parte dall’altra queste distese di grano, È bello anche prateria come concetto di genere”. Ad esempio tra gli esempi musicali di questo genere ci sono “I Feel Good I Feel Fine” di Gisella Cozzo, celebre sigla dello spot della Coppa del Nonno. Poi Arisa ha anche messo nel gruppo “un po’ Miley Cyrus, Elisa ha fatto una bellissima prateria. Poi sul versante della prateria un po più notturna c’è Carmen Consoli. L'articolo “Uso le app di incontri. Un danese mi piaceva, ma ero ‘sottona’. Mi piaceva troppo e io ero diventata esagerata, così mi ha lasciata perdere”: lo rivela Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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