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“Mi rendo conto che mi restano pochi giorni, non mi arrenderò fino al mio ultimo respiro”: il messaggio del 33enne calciatore ex Chelsea
“Mi rendo conto che mi restano pochi giorni“. Stanno diventando un caso le parole affidate ai social da Lamisha Musonda, calciatore 33enne belga con un passato nelle giovanili del Chelsea, ai tempi di Rafa Benitez, nel 2012. Musonda non ha specificato da cosa sia affetto e quali siano le sue condizioni: “Questi ultimi due anni sono stati particolarmente difficili e impegnativi per me. Con grande tristezza annuncio che sto lottando per recuperare la salute, il che spiega la mia assenza dai social network”, si legge nel post pubblicato su Instagram. Un messaggio che però ha attirato l’attenzione dei media inglesi e anche di tanti tifosi dell’Anderlecht, l’altra squadra per cui ha giocato a livello giovanile, prima di proseguire la carriera tra Belgio e Serie B spagnola. Il primo post di Musonda, corredato dalle sue foto con la maglia del Chelsea, già lascia trapelare una situazione critica: “La vita ha così tanti alti e bassi e nessuno conosce davvero il dolore che stai affrontando. Sono stati due anni duri ed estenuanti per me. Ho dovuto capire che la mia salute è in condizioni critiche e ora sto solo combattendo per sopravvivere“, si legge nel post. Subito dopo ecco il secondo messaggio, questa volta insieme alle foto ai tempi dell’Anderlecht: “Mentre mi rendo conto che mi restano pochi giorni, mi rendo conto anche di avere un sacco di persone al mio fianco e conserverò sempre i ricordi. La vita è dura ma il panorama è grande”. Musonda quindi prosegue: “Il vostro aiuto e le vostre preghiere sarebbero di grande aiuto in questo periodo. Io e la mia famiglia stiamo combattendo e non mi arrenderò fino al mio ultimo respiro“. Poi, riferendosi alle foto che raccontano la sua carriera, aggiunge: “Come potete vedere, sono stato fortunato ad avere una gioventù così bella… e ho ancora così tanto da offrire. Ma ci sono così tante persone meravigliose che vorrei ringraziare di persona. Il fatto che io possa non avere la possibilità di farlo mi dispiace”. Parole che lasciano presagire una condizione davvero critica, anche se per il momento non si sa altro sulla salute del calciatore 33enne. Che poi ha pubblicato un altro post, ringraziando i tifosi per i tanti messaggi di supporto ricevuti: “Vinciamo un giorno alla volta. Vi amo tutti”, conclude il suo messaggio. L'articolo “Mi rendo conto che mi restano pochi giorni, non mi arrenderò fino al mio ultimo respiro”: il messaggio del 33enne calciatore ex Chelsea proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gli articoli contro Trump e sui benefici del sole per i calciatori: chi è Liam Roseinor, l’intellettuale nuovo allenatore del Chelsea
Fare meglio di Enzo Maresca nel suo ultimo anno e mezzo di Chelsea sarà quasi una missione impossibile. Recuperare una situazione in classifica ben al di sotto delle aspettative dovrà essere ordinaria amministrazione. Il compito di Liam Rosenior, il nuovo allenatore del Chelsea dopo l’assai discusso esonero di Capodanno di Enzo Maresca, non sarà semplice. Il giovane coach, 41 anni, al suo terzo incarico da primo allenatore dopo l’Hull City in Championship e lo Strasburgo in Ligue1, non si aspettava questa chiamata. Almeno non di allenare alla sua seconda esperienza in un campionato maggiore la squadra campione del mondo. Che il Chelsea potesse interessarsi a Rosenior era nell’aria, ma sembrava un’ipotesi futura, per costruire un progetto su misura per lui. L’ex coach dello Strasburgo in ogni caso non ha esitato e, anche se non ha ancora avuto l’opportunità di sedersi in panchina – il primo ad interim Calum McFarlane ha infatti guidato i blues nella sconfitta contro il Fulham per 2-1 – dice di avere in mente grandi cose. “Penso che mi abbiano scelto perché la mia idea di calcio si sposa perfettamente con le qualità dei calciatori in rosa, avrò a disposizione tanti calciatori forti e darò a tutti la possibilità di mostrare le loro doti”: si è espresso così il nuovo coach ai microfoni di SkySports nel pre-gara con il Fulham. Durante l’esperienza allo Strasburgo, ora settimo in Ligue1 dopo un ottimo avvio di stagione, Rosenior si è fatto notare per un calcio aggressivo e tecnico e per aver lanciato molti giovani come il 19enne inglese Amo–Ameyaw, il centrocampista francese Nzingoula o il bomber argentino Panichelli che sta incantando il campionato francese a suon di gol e giocate. L’età media della squadra della capitale del Grande-Est francese è tra le più basse in Europa, meno di 22 anni. Anche il Chelsea ha una rosa giovanissima, 23,7 anni (la più bassa d’Inghilterra) e questo faciliterà il primo approccio del tecnico inglese. Ai canali ufficiali del Chelsea ha dichiarato senza troppi giri di parole: “So che questa è un’opportunità gigantesca in questo momento della mia carriera, ma non mi interessa essere l’allenatore del Chelsea. Voglio solamente essere l’allenatore di un Chelsea che vince e dà spettacolo”. Quello che è mancato a Maresca in questa stagione, oltre ai risultati, è stata anche la gestione della comunicazione con Todd Boehly. Rimettere in piedi una stagione dignitosa dopo aver vinto il Mondiale per club da outsider non era facile. I rapporti con la società hanno iniziato ad incrinarsi a fine ottobre dopo alcuni risultati deludenti, ma il culmine è arrivato nel mese di dicembre. Dopo la trasferta di Bergamo, la sconfitta contro l’Atalanta in Champions League, il coach italiano non è riuscito a invertire la rotta. Quello appena trascorso è stato un mese da incubo per il Chelsea che tra coppa, campionato e Champions League ha vinto solo con l’Everton e con il Cardiff. Dal punto di vista comunicativo ci si aspetta invece tanto da Rosenior, che, va detto, non è proprio un perfetto sconosciuto. Non è un segreto che la BlueCo, società di Todd Boehly, sia con-proprietaria, con formulazioni diverse, sia del Chelsea che dello Strasburgo. Quindi, quello del manager inglese lo si può considerare a tutti gli effetti un “trasferimento in casa”. Quanto alla figura di Rosenior, non è solo un allenatore ed ex-calciatore. Negli ultimi anni si è infatti distinto come valido columnist del Guardian. Non ci è dato sapere se riprenderà in mano questa passione che lo ha portato anche oltre i confini del calcio, nonostante il ‘main topic’ della sua attività da editorialista fosse quello. Nei suoi articoli ha trattato, con intuizioni avanguardistiche, dell’evoluzione del calcio dopo il Var, dei metodi per permettere un riposo più sano ai calciatori, dei riferimenti che avrebbe mostrato ai calciatori una volta intrapresa la carriera da allenatore. “Michael Carrick, centrocampista astuto e sottovalutato”, titola uno dei suoi pezzi più letti. O ancora “Perché qualche giorno al sole può essere può essere cruciale per la parte finale della stagione”, descrivendo scientificamente i benefici della vitamina D per il recupero delle energie degli atleti. Tralasciando il pallone, Rosenior ha voluto dire la sua anche in occasione della morte di George Floyd nel luglio del 2020 e di tutte le proteste che ne sono conseguite, che hanno visto il presidente Donald Trump, allora alla fine del suo primo mandato, protagonista di una forte repressione e scherno. Il pezzo è una lettera aperta a Trump che esordisce così: “Lei è il motivo per cui le mie figlie – cittadine statunitensi – mi chiedono: ‘Perché il Presidente odia le persone di colore?’ Lei è il catalizzatore per le generazioni future affinché possano produrre un cambiamento duraturo, non solo nel suo paese ormai corrotto e corrosivo, ma in tutto il mondo, incluso qui nel Regno Unito. Riflette perfettamente le opinioni e l’ideologia di un gruppo di persone che dobbiamo superare e che supereremo”. Il passaggio del coach-columnist dalla Ligue1 alla Premier League non è stato preso come un normale e ben riuscito affare del mercato invernale, almeno in Francia. Non sono mancate le polemiche e le preoccupazioni dei tifosi dello Strasburgo e degli appassionati del calcio francese riassunte dall’Equipe in poche righe: “Per la BlueCo lo Strasburgo è diventato l’ingranaggio interscambiabile di una multinazionale che non si preoccupa della propria identità – e ancora – Rosenior era l’unico che rappresentava la stabilità per questo club, ma di quello a loro non interessa”. Insomma, l’accusa viene mossa contro le multiproprietà che scambiano allenatori come pedine e ciò avviene quasi sempre a favore dei colossi del calcio inglese, il più oneroso e importante al mondo. Ora toccherà a Rosenior dimostrare di non essere solo una pedina, ma di sapersi caricare il Chelsea sulle spalle, anche perché ha firmato un contratto fino al 2032, a dimostrazione di come Boehly creda molto in questa scelta. 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Enzo Maresca dà l’addio al Chelsea: dopo i trionfi in Conference e al Mondiale per club, decisive le tensioni con la dirigenza
I botti di Capodanno al Chelsea sono partiti con mezza giornata di ritardo: un comunicato diramato alle 12.15 orario di Londra ha infatti reso pubblica la separazione “di comune accordo” dei Blues da Enzo Maresca. Un addio annunciato, dopo settimane di tensioni e un dicembre complicato sul piano dei risultati (2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte), ma soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dal tecnico italiano il 13 dicembre a botta calda dopo il 2-0 sull’Everton (“prima di questa gara ho trascorso le quarantotto ore peggiori alla guida di questa squadra”). Parole che avevano come destinatari i dirigenti del club, in particolare il co-proprietario Behdad Eghbali. Maresca, 45 anni, era in carica dall’estate 2024 e si era legato al Chelsea fino al 2029. Nella sua prima stagione al timone dei Blues, ha riportato la squadra in Champions, ha vinto la Conference League e ha trionfato al mondiale per club. Successi che non solo hanno arricchito la bacheca, ma hanno portato nelle casse almeno 150 milioni di euro. Non solo: il lavoro di Maresca ha prodotto la valorizzazione di una rosa – la stima attuale, fonte Transfermarkt, è di 1,18 miliardi di euro – che vanta una media-età di 23,7 anni e ha dato un’impennata importante al settore commerciale, grazie al boom nel mercato statunitense. Un motivo di orgoglio per la proprietà a stelle e strisce dei Blues. Maresca, che ha abbandonato l’agenzia Wasserman e viene ora gestito da Jorge Mendes, saluta il Chelsea dopo 92 partite: il bilancio è di 55 vittorie, 16 pareggi e 21 sconfitte. La percentuale di successi è 59,8%, la settima migliore tra gli allenatori dei Blues in Premier League. Il rapporto con la dirigenza ha iniziato a deteriorarsi dopo l’estate, ma, in realtà, Maresca ha sempre dovuto fare i conti con le frequenti intromissioni nel suo lavoro, in particolare sulla gestione dei giocatori e sul minutaggio concesso a una rosa consistente. L’allenatore italiano si è sempre opposto, trovando l’appoggio da parte dei calciatori: il primo a salutarlo, sui social, è stato lo spagnolo Cucurella. L’infortunio di Cole Palmer, il migliore della truppa – la valutazione del suo cartellino è di 120 milioni di euro -, ha complicato ulteriormente lo scenario. Decisivo nel mondiale americano, Palmer ha finora giocato appena 459 minuti, per un totale di 8 presenze. Il comunicato del Chelsea è un capolavoro di diplomazia: “Con obiettivi chiave ancora da raggiungere in quattro competizioni, tra cui la qualificazione alla Champions League, Enzo e il club ritengono che un cambiamento dia alla squadra rappresenti la migliore possibilità di rimettere in carreggiata la stagione”. Tutto questo alla vigilia della trasferta del 4 gennaio in casa Manchester City, club indicato nei rumors inglesi come prossima destinazione di Maresca dopo l’addio di Pep Guardiola. Il Chelsea sarà guidato all’Etihad da un tecnico ad interim: potrebbe trattarsi dell’ex portiere argentino Willy Caballero. Nella rosa dei nomi del possibile erede di Maresca, spicca quello di Francesco Farioli, assoluto dominatore della scena in Portogallo: il Porto guida il campionato con 46 punti – 15 successi e 1 pareggio – ed è protagonista nelle coppe nazionali e internazionali. E’ stato il Telegraph a suggerire il nome di Farioli: questo giornale ha da sempre un rapporto privilegiato con la dirigenza Blues. Per strappare Farioli ai Dragoni bisogna però pagare una clausola di rescissione di 15 milioni e non va sottovalutato un altro aspetto: lasciare un programma ben avviato come quello del Porto, per imbarcarsi un’avventura in cui è già chiaro che bisognerà fare i conti con una dirigenza ingombrante, appare un rischio. Gli altri coach in pista sono Liam Rosenior (Strasburgo), Andoni Iraola (Bournemouth) e Oliver Glasner (Crystal Palace). Il prescelto avrà la soddisfazione di guidare un club di prestigio, ma anche lunatico e invadente. A Maresca sarebbe stata rimproverata anche la partecipazione al Festival di Trento della Gazzetta dello Sport, in cui rilasciò un’intervista: avrebbe fatto di testa sua, scrive il sito della BBC, senza chiedere il permesso al club. L'articolo Enzo Maresca dà l’addio al Chelsea: dopo i trionfi in Conference e al Mondiale per club, decisive le tensioni con la dirigenza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’Atalanta ora è favorita per un posto tra le prime 8 della Champions: la nuova classifica dopo l’impresa contro il Chelsea
La nuova Atalanta di Raffaele Palladino vola in Europa. In una serata storica, la Dea batte in rimonta i campioni del mondo del Chelsea per 2 a 1. Le reti di Scamacca e De Ketelaere regalano ai nerazzurri tre punti fondamentali per la classifica di Champions League: con questa vittoria, i bergamaschi volano a 13 punti e guadagnano il momentaneo terzo posto, dietro solamente ad Arsenal e Bayern Monaco, davanti anche all’Inter sconfitta dal Liverpool a San Siro. Il paradosso di una stagione cominciata con Ivan Juric in panchina e già condizionata da una situazione disastrosa in campionato: 16 punti in 14 partite, contro i 13 raccolti in Champions in 6 match. In Europa, soprattutto ora che è arrivato Palladino, l’Atalanta pare trasfigurarsi. E ora può sognare una stagione da protagonista. La qualificazione diretta agli ottavi infatti non è più solo una speranza, ma una possibilità realmente concreta. Ai bergamaschi infatti restano da giocare due partite abbordabili: la prima il 21 gennaio in casa contro l’Athletic Bilbao. La seconda il 28 gennaio in Belgio contro l’Union Saint-Gilloise. Fare sei punti è possibile, ma per qualificarsi tra le prime otto ne basteranno sicuramente quattro, forse anche tre. Per questo motivo, ad oggi l’Atalanta è da considerare una delle favorite per un posto agli ottavi. Più sicuramente delle altre italiane, anche dell’Inter, che è ferma a quota 12 punti e deve affrontare Arsenal (in casa) e Borussia Dortmund (in trasferta). LA CRONACA DI ATALANTA-CHELSEA La serata dell’Atalanta a Bergamo contro il Chelsea inizia con due occasioni non concretizzate. Prima Lookman entra in area, prova la conclusione e Sanchez respinge. Poi De Ketelaere pecca di lucidità sulla respinta e manca il vantaggio in maniera clamorosa. Altra grande chance per i nerazzurri al 19′: Lookman ci prova da due passi, ma viene murato da Acheampong. Poi il tiro di De Roon alto sulla traversa. Il Chelsea buca la difesa nerazzurra al 25esimo e passa al primo affondo. James sguscia via sulla sinistra, arriva a fondo campo e mette in mezzo un pallone teso e perfetto per Joao Pedro: il 24enne brasiliano batte Carnesecchi e porta i suoi in vantaggio. Tutto convalidato dopo revisione al Var e Chelsea avanti al termine di un primo tempo intenso e combattuto. Palladino non effettua cambi all’intervallo, ma i nerazzurri entrano in campo con un altro spirito e al 55esimo ecco il pari di Scamacca. Grande iniziativa di De Ketelaere sulla destra, palla morbida per il centravanti azzurro e colpo di testa vincente per l’1-1. È il primo gol in Champions per l’attaccante, che poi ci prende gusto e torna a farsi vedere dalle parti di Sanchez una manciata di minuti dopo. Dopo aver speso tante energie a caccia del gol, l’Atalanta rifiata e si spegne con il passare dei minuti. Il Chelsea non fa nulla per sfruttare il momento e la squadra di Palladino ne approfitta nel finale: all’83esimo De Roon recupera un pallone sulla trequarti e serve De Ketelaere. Il fantasista parte palla al piede, entra in area e scarica un destro rasoterra: due a uno e rimonta completata. Palladino può sorridere per un successo che pesa in termini di morale e, come detto, anche per la classifica. ATALANTA TERZA, LA NUOVA CLASSIFICA DELLA CHAMPIONS 1. Arsenal – 15 pt – Diff. reti +13 – 5 partite 2. Bayern Monaco – 15 pt – Diff. reti +11 – 6 partite 3. Atalanta – 13 pt – Diff. reti +2 – 6 partite 4. PSG – 12 pt – Diff. reti +11 – 5 partite 5. Inter – 12 pt – Diff. reti +8 – 6 partite 6. Real Madrid – 12 pt – Diff. reti +7 – 5 partite 7. Atlético Madrid – 12 pt – Diff. reti +3 – 6 partite 8. Liverpool – 12 pt – Diff. reti +3 – 6 partite 9. Tottenham – 11 pt – Diff. reti +6 – 6 partite 10. Borussia Dortmund – 10 pt – Diff. reti +6 – 5 partite 11. Chelsea – 10 pt – Diff. reti +5 – 6 partite 12. Manchester City – 10 pt – Diff. reti +5 – 5 partite 13. Sporting – 10 pt – Diff. reti +4 – 6 partite 14. Barcellona – 10 pt – Diff. reti +3 – 6 partite 15. Newcastle – 9 pt – Diff. reti +7 – 5 partite 16. Olympique Marsiglia – 9 pt – Diff. reti +3 – 6 partite 17. Galatasaray – 9 pt – Diff. reti 0 – 6 partite 18. Monaco – 9 pt – Diff. reti –1 – 6 partite 19. PSV Eindhoven – 8 pt – Diff. reti +4 – 6 partite 20. Leverkusen – 8 pt – Diff. reti –2 – 5 partite 21. Qarabağ – 7 pt – Diff. reti –1 – 5 partite 22. Napoli – 7 pt – Diff. reti –3 – 5 partite 23. Juventus – 6 pt – Diff. reti 0 – 5 partite 24. Pafos – 6 pt – Diff. reti –3 – 5 partite 25. Union SG – 6 pt – Diff. reti –8 – 6 partite 26. Olympiacos – 5 pt – Diff. reti –7 – 6 partite 27. Club Brugge – 4 pt – Diff. reti –5 – 5 partite 28. Athletic Bilbao – 4 pt – Diff. reti –5 – 5 partite 29. Copenhagen – 4 pt – Diff. reti –7 – 5 partite 30. Eintracht – 4 pt – Diff. reti –8 – 6 partite 31. Benfica – 3 pt – Diff. reti –4 – 5 partite 32. Slavia Praga – 3 pt – Diff. reti –9 – 6 partite 33. Bodø/Glimt – 2 pt – Diff. reti –4 – 5 partite 34. Villarreal – 1 pt – Diff. reti –8 – 5 partite 35. Kairat – 1 pt – Diff. reti –11 – 6 partite 36. Ajax – 0 pt – Diff. reti –15 – 5 partite L'articolo L’Atalanta ora è favorita per un posto tra le prime 8 della Champions: la nuova classifica dopo l’impresa contro il Chelsea proviene da Il Fatto Quotidiano.
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