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The Bold Champions, le pagelle | L’Atalanta (5) esce con dignità, ma è un’altra stroncatura al nostro calcio. Vinicius (6), doppietta e altro litigio: perché?
Ciao Italia, si sapeva, ma fa comunque male: con l’eliminazione dell’Atalanta, travolta da un complessivo 10-2 nella sfida con il Bayern Monaco, il nostro calcio saluta la Champions. Ai quarti vanno tre spagnole (Barcellona, Real e Atletico Madrid), due inglesi (Arsenal e Liverpool), una francese (Psg), una tedesca (Bayern) e una portoghese (Sporting Lisbona). La disfatta del nostro calcio è certificata anche dal ranking stagionale: siamo quinti dietro Inghilterra, Spagna, Germania e Portogallo. Questi ottavi di Champions sono stati i più ricchi di gol di sempre: 68 gol tra andata e ritorno. Ora, sotto con i quarti: Psg-Liverpool, Real-Bayern, Barcellona-Atletico Madrid, Sporting-Arsenal. IN – KANE FA UN GOL D’AUTORE, IMPRESA SPORTING 9 SPORTING L’impresa record dei portoghesi, che ribaltano lo 0-3 dell’andata con il 5-0 che spazza via il Bodo Glimt, è il vero colpo grosso dei match di ritorno. Hjulmand e Trincao sono le star di un gruppo solido. 8 BAYERN Lo squadrone di Kompany è implacabile: 4-1 all’Atalanta dopo il 6-1 di Bergamo, un gol d’autore di Harry Kane che è il primo calciatore inglese a firmare 50 reti in Champions, uno spartito d’eccezione ad alta velocità. Il Bayern guarda sempre più al futuro: contro l’Atalanta esordio del primo 2010 del torneo, il difensore Filip Pavic, 16 anni e due mesi. 7 BARCELLONA Il voto corrisponde ai gol rifilati al Newcastle. Quando attaccano, i blaugrana sono uno spettacolo, ma in difesa continuano a incassare troppo. Sono 17 le reti al passivo in questa Champions: contro l’Atletico di Simeone questo problema potrebbe rivelarsi fatale. Anche il Barça pensa al futuro: nel 7-2 agli inglesi, a segno il 2007 Marc Bernal. Voto 7 anche a Mo Salah: è il primo africano della storia a firmare 50 gol in Champions. 6 VINICIUS Doppietta a Manchester, ma il brasiliano riesce ancora una volta a litigare con il pubblico: perché complicarsi la vita quando non serve? OUT – ATALANTA FUORI CON DIGNITÀ, CHELSEA SCHIANTATO 5 ATALANTA Saluta la Champions con dignità, ma resta in ogni caso consegnato agli archivi il 10-2 rimediato con il Bayern. È stata la migliore italiana ed è un punto a favore, ma la doppia sfida con lo squadrone tedesco rappresenta l’ennesima stroncatura al nostro calcio. 4,5 MANCHESTER CITY/GUARDIOLA L’espulsione di Bernardo Silva spalanca al Real il comodo passaggio ai quarti, già a buon punto dopo il 3-0 di Madrid. Al netto dell’inferiorità numerica del ritorno, il City esce male dalla doppia sfida contro i Blancos. Guardiola, con il suo look da pescatore, sembra già guardare oltre: clamoroso addio a fine stagione? Domenica, la finale di Coppa di Lega contro l’Arsenal potrebbe orientare le decisioni di Pep. 4 BODO/NEWCASTLE I norvegesi tornano sulla terra dopo la scoppola di Lisbona, gli inglesi reggono un tempo a Barcellona, ma poi spariscono. In Champions non c’è spazio per gli improvvisatori. 3 CHELSEA I campioni del mondo sono schiantati dal Psg: 8-2 complessivo e la conferma che non era Enzo Maresca il problema del Chelsea. L'articolo The Bold Champions, le pagelle | L’Atalanta (5) esce con dignità, ma è un’altra stroncatura al nostro calcio. Vinicius (6), doppietta e altro litigio: perché? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fallo su Dumfries e rigore? Non li ho visti, ma mi hanno detto che non c’erano”: Palladino dopo Inter-Atalanta
“Gli episodi? Non li ho visti“. Così Raffaele Palladino a Dazn svia sui presunti errori arbitrali in Inter–Atalanta, terminata 1-1 tra tantissime polemiche per le decisioni dell’arbitro Manganiello. “Sapete che non parlo mai degli arbitri. Mi hanno detto che Marelli ha confermato che non c’erano nessuno dei due e noi ci fidiamo di chi fa questo lavoro”, ha concluso il tecnico del club bergamasco, non commentando più gli episodi più discussi del pomeriggio. Di tutt’altro avviso sono invece i nerazzurri milanesi, che dopo la partita hanno annunciato il silenzio stampa come forma di protesta per le scelte di Manganiello sia in occasione del gol dell’1-1, sia in occasione del mancato fischio in area di rigore per il fallo su Frattesi. Chivu è stato espulso per proteste dopo il gol del pareggio, mentre a fine gara tutti i calciatori hanno accerchiato il direttore di gara per chiedere spiegazioni sulle scelte fatte nei due episodi citati. Palladino ha poi spostato il focus sulla partita, con un punto importante per la sua squadra impegnata nella lotta Champions: “Era una settimana difficile, abbiamo affrontato due corazzate, mi è piaciuta la risposta della squadra, soprattutto dal punto di vista mentale. Potevano esserci strascichi, invece la squadra ha reagito bene, da uomini. Mi è piaciuta l’intensità, c’erano scorie fisiche. Anche lo spirito di chi è entrato mi è piaciuto, questo è un grande gruppo che tira da 4 mesi in cui gli chiedo tanto”. Il tecnico ha poi concluso: “Sudano la maglia, danno tutto con grande impegno, non è facile giocare ogni tre giorni, li voglio ringraziare perché hanno fatto una grande partita. Siamo cresciuti durante la partita, il primo tempo era un’idea nostra rimanere più bassi. Purtroppo non abbiamo sfruttato i contropiedi che l’Inter ci concedeva. Nel secondo sapevo che l’inerzia poteva cambiare e quelli che subentrano danno sempre grande energia. Sono molto soddisfatto, felice, la squadra cresce, la nostra forza è la panchina”. L'articolo “Fallo su Dumfries e rigore? Non li ho visti, ma mi hanno detto che non c’erano”: Palladino dopo Inter-Atalanta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’Inter frena contro l’Atalanta tra le polemiche arbitrali: a San Siro finisce 1-1. Ma i nerazzurri si infuriano con Manganiello
Doveva essere la partita del riscatto post derby per l’Inter di Cristian Chivu, ma i nerazzurri frenano anche contro l’Atalanta. A San Siro finisce 1-1 tra i nerazzurri milanesi e quelli bergamaschi: al gol di Pio Esposito nel primo tempo ha risposto Nikola Krstovic all’83esimo, segnando la rete del definitivo 1-1. A prendersi la scena però – tanto per cambiare in Serie A – sono stati gli episodi arbitrali. Questa volta a protestare è l’Inter, per due possibili momenti chiave: il gol del pareggio dell’Atalanta e un presunto rigore non fischiato per fallo su Frattesi nei minuti finali. Il primo episodio è quello sul gol del pareggio di Krstovic. I nerazzurri hanno protestato a lungo per un presunto fallo di Sulemana su Dumfries sul recupero palla che ha portato alla rete dell’1-1. In questa circostanza Chivu ha protestato a lungo con il direttore di gara ed è stato espulso. Altre proteste furiose dei giocatori dell’Inter sono invece arrivate nei minuti finali, quando dopo una mischia in area, Djimsiti colpisce Frattesi e i nerazzurri chiedono rigore: l’arbitro però fa proseguire. A fine gara caos a centrocampo: Barella, Dumfries e compagni hanno accerchiato l’arbitro Manganiello per chiedere spiegazioni sui due episodi in questione. L'articolo L’Inter frena contro l’Atalanta tra le polemiche arbitrali: a San Siro finisce 1-1. Ma i nerazzurri si infuriano con Manganiello proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’hai detto tu eh, non io”; “Mister, ci sono i valori in campo”: la discussione tra Capello e Palladino post Atalanta-Bayern
L’Atalanta ci credeva, voleva quantomeno tenere tutto aperto dopo la partita in casa. Ma lo strapotere del Bayern non ha consentito alla Dea di giocarsela: 1-6 il finale di un match che nel post ha scatenato anche qualche polemica e acceso qualche discussione. Come quella negli studi di Sky Sport tra Fabio Capello e Raffaele Palladino. L’ex allenatore della Roma ha chiesto: “Palladino, prima della partita hai detto di aver visto 12 partite del Bayern per prepararla: cosa ha cambiato il Bayern per sorprendervi? Oppure li avete studiati male?”, ha domandato con tono provocatorio l’ex tecnico, ora opinionista a Sky. “No, no mister. Noi ci aspettavamo che loro potessero metterci in difficoltà con questi giocatori veloci davanti, con gli attacchi alla profondità. Ma al di là del fatto che l’abbiamo studiata bene o male, come dice lei…”. Fabio Capello però l’ha subito interrotto: “L’hai detto tu, eh, che l’avete studiata attentamente, non lo dico io”. L’allenatore della Dea gli ha replicato con calma: “Mister ci sono dei valori in campo…“. Capello a quel punto ha detto “Ecco, appunto”, puntando il dito contro l’atteggiamento – a suo parere – troppo spregiudicato dell’Atalanta contro il Bayern: “Ah, allora questo è importante, accettare i valori!”. Palladino però ha ribadito che non avrebbe mai pensato di cambiare atteggiamento: “Mister, non cambieremo, non difenderemo a zona. Piuttosto accettiamo il risultato. Stasera abbiamo imparato tanto”. Terminata l’intervista e il battibecco in studio, Capello ha continuato a parlare dell’argomento in studio, non risparmiando critiche a Palladino: “Se tu giochi uomo contro uomo e il tuo avversario è superiore tecnicamente e ti supera costantemente, allora crei dei problemi a tutta la squadra. Questa è stata la difficoltà che ha trovato l’Atalanta”. L'articolo “L’hai detto tu eh, non io”; “Mister, ci sono i valori in campo”: la discussione tra Capello e Palladino post Atalanta-Bayern proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’Atalanta vale per tutte: in Italia non riusciamo più a dare due calci al pallone
L’1-6 incassato dall’Atalanta a Bergamo contro il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi è la quarta batosta oversize rimediata dalle squadre italiane in Champions negli ultimi dieci mesi. Nell’ordine: Psg-Inter 5-0 nella finale del 31 maggio della scorsa edizione, Psv-Napoli 6-2 il 21 ottobre 2025 nella fase eliminatoria, Galatasaray-Juventus 5-2 nel primo round dei playoff il 17 febbraio 2026. Totale 22-5. Una valanga che ha travolto i migliori club del nostro calcio, con l’eccezione di Milan (assente dalle coppe) e Roma (impegnata in Europa League). Tradotto: ai quarti di Champions, tranne nel caso remoto di un suicidio assistito del Bayern, non avremo nessuna squadra a rappresentare l’Italia. Giusto così, questi siamo e questo ci meritiamo. Al netto dalle scelte discutibili di Palladino contro il Bayern (il modulo 4-4-2, difeso a fine match dall’allenatore per la situazione di emergenza causata dalle assenze pesanti di Ederson, Scalvini, De Ketelaere e Raspadori), Fabio Capello, come sempre lucidissimo nelle sue valutazioni, a Champions League Show ha sottolineato l’origine del crollo: “Siamo di fronte a un disastro culturale sportivo che deve farci riflettere. Il problema nasce nei settori giovanili e sale di livello, fino ad arrivare all’apice del sistema. Troppa tattica e poca tecnica. Troppo gioco all’indietro e poca corsa. Oggi il mondo va verso il calcio verticale e noi insistiamo con i passaggi in orizzontale. Gli altri corrono e noi camminiamo. Ribadisco che la madre di tutti i nostri guai è la cosiddetta scuola. Spiegatemi una cosa: come mai nelle altre discipline stiamo raccogliendo medaglie a tutti i livelli e nel calcio, invece, siamo rotolati indietro?”. Ecco il punto, che fa riflettere anche sulla tesi dei giovani italiani pigri, prigionieri del sistema divano/social/computer. A confortare le parole di Capello, ci sono i recenti exploit del nostro sport. Al netto delle medaglie conquistate all’Olimpiade invernale di Milano-Cortina, ecco tre imprese recenti. Sabato scorso, l’Italia del rugby ha ottenuto la prima vittoria contro l’Inghilterra. Stanotte, l’Italia del baseball ha ottenuto un altro successo storico a Houston sugli Usa, nel girone del World Classic. Abbiamo persino vinto un match nei mondiali di cricket, alla prima partecipazione degli azzurri, il 12 febbraio scorso, contro Nepal e poi perso, con onore, contro i soliti inglesi. Stiamo diventando bravi con la palla ovale o con le mazze da baseball, ma non riusciamo più a dare due calci al pallone. L’eliminazione scontata dell’Atalanta significa che in Champions il digiuno raggiungerà quota sedici anni: l’ultimo acuto risale infatti all’Inter mourinhiana, nel 2010. In precedenza, c’era stato il vuoto tra il trionfo del Milan nel 1969 nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax (4-1) e il successo della Juventus contro il Liverpool (1-0) nella tragica notte dell’Heysel, 1985. Un buco che assume proporzioni ancora più inquietanti, se pensiamo che la nazionale ha saltato due mondiali di fila (2018 e 2022) e deve affrontare l’ennesima cayenna dei playoff per cercare di ottenere il passaporto per Usa-Canada-Messico 2026. La semifinale contro l’Irlanda del Nord si giocherà proprio a Bergamo, il 26 marzo, poi, in caso di vittoria, finale contro una tra Galles e Bosnia. Il ct Rino Gattuso, al quale non è stato concesso neppure lo straccio di due giorni di stage, ha cercato di fare spogliatoio a tavola, nelle cene con gli azzurrabili in lungo e largo tra Italia ed Europa. Con la forchetta in mano siamo sempre i numeri uno al mondo, ma con il calcio e il pallone tra i piedi siamo come gli inglesi che bevono il cappuccino mentre mangiano le lasagne. Siamo davvero caduti in basso. L'articolo L’Atalanta vale per tutte: in Italia non riusciamo più a dare due calci al pallone proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“I sogni esistono e vogliamo giocarcela”: l’Atalanta sfida la corazzata Bayern | Dove vedere l’ottavo di Champions
L’Atalanta si prepara a vivere una grande notte europea. A Bergamo arriva il Bayern Monaco per l’andata degli ottavi di finale di Champions League, un banco di prova durissimo per l’unica squadra italiana ancora in corsa. I bergamaschi arrivano all’appuntamento sull’onda dell’entusiasmo dopo la rimonta contro il Borussia Dortmund, ma di fronte troveranno una delle corazzate del calcio europeo: i bavaresi hanno chiuso la fase campionato al secondo posto alle spalle dell’Arsenal e puntano con decisione al trofeo, oltre a inseguire la doppietta con una Bundesliga che stanno dominando, con 11 punti di vantaggio proprio sul Borussia. L’Atalanta torna invece agli ottavi di Champions dopo cinque anni. “È un sogno affrontare il Bayern Monaco, una delle squadre più forti al mondo e forse la più in forma tra i cinque top campionati europei”, ha detto alla vigilia il tecnico dei bergamaschi, Raffaele Palladino. L’allenatore ha ammesso la difficoltà dell’impresa, definendola una sorta di “Mission Impossible”, ma ha ribadito la fiducia nella squadra: “Ho visto i ragazzi molto concentrati, ma allo stesso tempo tranquilli. I sogni esistono e vogliamo giocarcela e metterli in difficoltà”. L’Atalanta si presenta però con diverse assenze pesanti. In difesa mancherà lo squalificato Scalvini, mentre in attacco non ci sarà Raspadori. Restano in dubbio anche Ederson e De Ketelaere, ancora alle prese con il recupero. In avanti spazio a Scamacca, reduce dalla doppietta contro l’Udinese, supportato da Samardzic e Zalewski. A centrocampo toccherà a Pasalic affiancare il veterano de Roon: “Sono rimaste poche le big contro cui non abbiamo giocato, anche loro hanno dei punti deboli e proveremo a sfruttarli”, ha spiegato il croato. Nel Bayern dovrebbe giocare Harry Kane, rimasto a riposo nell’ultima partita di campionato: il centravanti inglese ha segnato otto gol in otto partite di Champions in questa stagione. Tra i bavaresi peserà l’assenza del portiere Neuer: al suo posto giocherà Urbig. DOVE VEDERE ATALANTA-BAYERN MONACO IN TV La partita tra Atalanta e Bayern Monaco si gioca oggi, martedì 10 marzo, alle ore 21 alla New Balance Arena di Bergamo. Il match viene trasmesso in diretta televisiva, previo abbonamento, in esclusiva sui canali Sky Sport: il canale di riferimento è Sky Sport Uno. La gara è visibile anche in streaming attraverso le piattaforme Sky Go e NOW. L'articolo “I sogni esistono e vogliamo giocarcela”: l’Atalanta sfida la corazzata Bayern | Dove vedere l’ottavo di Champions proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Atalanta, ecco la prova: gli applausi e la gloria non bastano, le italiane non possono più permettersi le coppe
Belli gli applausi. Ma la gloria nelle coppe non basta, purtroppo. Prendiamo l’Atalanta: in settimana era stata protagonista di una rimonta storica contro il Borussia Dortmund, che rimarrà negli annali. Di gran lunga la miglior prestazione italiana in Europa quest’anno. Ma cosa le è rimasto di questo capolavoro. Tanti complimenti, sicuramente. Anche un po’ di soldini: nel ricco formato della nuova Champions, il passaggio del turno frutta un bonus di 11 milioni, a cui aggiungere un altro milioncino per l’incasso della prossima gara casalinga. Però a che prezzo: sono molti di più i soldi a cui la Dea rischia ora di dover rinunciare. Il contraccolpo infatti è stato immediato: la squadra ha pagato le fatiche fisiche e forse ancor più mentali in campionato, perdendo addirittura in superiorità numerica contro il Sassuolo. Una sconfitta sanguinosa, che interrompe la striscia di nove risultati utili, in una giornata favorevole visto il pareggio tra Roma e Juventus. L’Atalanta avrebbe potuto ulteriormente accorciare le distanze dal preziosissimo quarto posto e invece scivola a meno sei, in maniera quasi definitiva. L’impresa col Borussia è stata epica, però in Europa la corsa probabilmente si fermerà agli ottavi (quel lato di tabellone pare proibitivo), mentre costerà caro in campionato. Nel momento cruciale, la squadra di Palladino si ritroverà con due gare in più da giocare contro il Bayern Monaco (a cui va aggiunta pure la semifinale di Coppa Italia), che bruceranno inevitabilmente energie preziose per una rimonta in classifica già di per sé complicata vista la partenza ad handicap con Juric. Discorso simile, ma solo con risultato diverso e non a caso, per la Juventus. Anche i bianconeri, sfibrati dallo sforzo titanico in settimana col Galatasaray, sono stati in balia della Roma per quasi 75 minuti. Sono riusciti a salvarsi al 90’, innanzitutto per demeriti altrui (la banda di Gasperini ha letteralmente buttato una vittoria decisiva), e forse anche perché l’eliminazione in Champions, a differenza dell’Atalanta, aveva lasciato rabbia e non appagamento, quantomeno le forze mentali per reagire alla difficoltà. Non cambia di molto la sostanza. La verità è che oggi le coppe sono un lusso che tante squadre in generale, e le italiane in particolare, non possono più permettersi. O sei una corazzata. O giochi un campionato poco competitivo. Oppure il doppio impegno si rivela insostenibile alla lunga, specialmente in un torneo molto livellato come la Serie A. Gli sforzi settimanali possono portare via anche una decina di punti che a meno di vantaggi in classifica abissali e sempre più rari si rivelano alla fine decisivi, qualsiasi sia l’obiettivo. Che si tratti dello scudetto – l’Inter ne sa qualcosa, e infatti l’impressione è che si sia fatta eliminare quasi scientemente anzitempo dalla Champions, per non rischiare il bis dello scorso anno –, o anche solo del quarto posto. In quest’ultimo caso, poi, il paradosso – uno dei tanti del calcio moderno – è che sono le stesse coppe a disincentivare a giocare le coppe, perché per una società arrivare in Champions (e garantirsene i ricavi) è molto più importante di essere competitivi nella coppa a cui ci si è qualificati. Il prossimo esempio lo avremo presto con la Roma. Che all’Olimpico ha sprecato un match point contro la Juventus e adesso dovrà rituffarsi nell’Europa League: un trofeo prestigioso che rappresenterebbe il punto più alto della storia del club a livello internazionale (la Conference meglio non considerarla). E che i giallorossi hanno tutto per vincere, se non sono i favoriti poco ci manca. Però si ritroveranno a giocarsela con la Juve (e forse pure il Como) alle calcagna e il quarto posto mai così a portata di mano: un obiettivo vitale che la proprietà insegue da anni e non può fallire ancora. Contro un avversario, il Bologna agli ottavi, che invece non ha più molto da chiedere al campionato e potrà concentrarsi interamente sulla doppia sfida. Anche lì ci sarà una scelta da fare: puntare a tutto col rischio di non ottenere nulla, o rinunciare a qualcosa. Alla fine da noi contano i risultati, e pazienza per i complimenti. Anche perché poi in Italia (vedi il trattamento riservato all’Inter di Simone Inzaghi) spesso non arrivano manco quelli. X: @lVendemiale L'articolo Atalanta, ecco la prova: gli applausi e la gloria non bastano, le italiane non possono più permettersi le coppe proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Champions League 2026, il tabellone completo dopo i sorteggi: dagli ottavi fino alla finale
Dagli ottavi fino alla finale di Budapest, in programma il 30 maggio 2026. Dopo il sorteggio di Nyon, la Champions League conosce il suo tabellone definitivo: la rotta verso la gloria europea. Per l’Italia è rimasta solo l’Atalanta, unico baluardo del nostro calcio: sfida il Bayern Monaco, una delle favorite. Agli ottavi spiccano anche i big match Real Madrid–Manchester City e PSG–Chelsea, remake della finale del Mondiale per club. Sono tutti nel lato del tabellone nettamente più complesso, quello in cui c’è anche l’Atalanta e il Liverpool. Dall’altra parte sorride invece l’Arsenal, favorita per arrivare in semifinale, sulla carta contro il Barcellona. Tanti rimpianti per l’Inter, che avrebbe affrontato lo Sporting Lisbona. Gli ottavi di finale si giocano a breve: 10/11 marzo l’andata, una settimana dopo il ritorno. I quarti invece sono condensati nella prima metà di aprile: 7/8 e 14/15. Le semifinali si giocheranno il 28 e 29 aprile, con ritorno fissato il 5 e 6 maggio. Poi tre settimane e mezzo fino alla finalissima di sabato 30 maggio: si giocherà alle ore 18 alla Puskás Aréna. CHAMPIONS LEAGUE 2026, GLI OTTAVI DI FINALE Lato “silver”: PSG vs Chelsea Galatasaray vs Liverpool Real Madrid vs Manchester City Atalanta vs Bayern Monaco Lato “blue”: Newcastle vs Barcellona Atletico Madrid vs Tottenham Bodo/Glimt vs Sporting Lisbona Bayer Leverkusen vs Arsenal CHAMPIONS LEAGUE 2026, IL TABELLONE COMPLETO L'articolo Champions League 2026, il tabellone completo dopo i sorteggi: dagli ottavi fino alla finale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Palladino mostra l’asciugamano con il sangue di Krstovic: “Fategli un applauso, guardate qua” | Video
La fronte di Nikola Krstovic, insanguinata e scavata dai tacchetti di Bensebaini, è diventata il simbolo dell’impresa dell’Atalanta, che è riuscita a rimontare un passivo di due gol battendo il Borussia Dortmund per 4 a 1 e conquistando così la qualificazione agli ottavi di Champions. Un video pubblicato proprio dagli account ufficiali del club bergamasco svela come anche il tecnico Raffaele Palladino abbia elogiato l’abnegazione dell’attaccante montenegrino, mostrando a tutta la squadra nello spogliatoio l’asciugamano insanguinato con cui si è asciugato Krstovic dopo la botta. “Voglio fare un grande applauso, fatelo voi, a un giocatore che, guardate qua, si è buttato sull’ultima palla e ha preso calcio di rigore”, ha detto Palladino, mentre la squadra lo ascoltava chiusa in un semicerchio. Poi è partita la festa e l’asciugamano insanguinato è finito anche nella foto di spogliatoio. Krstovic è stato decisivo nell’ultimo minuto di recupero, quando si è avventato su un pallone in area anticipando di testa Bensebaini, che lo ha colpito con lo scarpino. Calcio di rigore assegnato tramite Var, con espulsione per il difensore del Borussia: dagli 11 metri Lazar Samardzic ha realizzato il gol che ha completato la storica rimonta. Krstovic dunque si è sacrificato per il bene comune, rimediando qualche bella ferita sulla fronte, come testimoniano le foto apparse sulle storie di Instagram. “Il mio eroe”, si legge in una di queste postata dal compagno di squadra Charles De Katelaere. Stesso omaggio anche da parte di Samardzic. “Guerriero” ha invece scritto il capitano Marten de Roon. > Coach Palladino on the mic ????????????#AtalantaBVB #UCL #GoAtalantaGo > pic.twitter.com/MSPtPkB0ga > > — Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) February 26, 2026 L'articolo Palladino mostra l’asciugamano con il sangue di Krstovic: “Fategli un applauso, guardate qua” | Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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