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Referendum, il cantante Elio al Fatto: “Sono indignato, voterò no. C’è il rischio di una deriva autoritaria”
“Voterò No perché mi sembra che si pongano le basi per arrivare poi a un controllo di tipo autoritario”. A dirlo è Stefano Belisari, in arte Elio, che mercoledì sera, alla Rizzoli di Milano, ha partecipato alla presentazione del libro di Gherardo Colombo “La giustizia italiana in 10 risposte” (ed. Rizzoli) insieme al giornalista del Fatto Quotidiano Mario Portanova. “Mi indigna e mi preoccupa quando sento parlare che con questa norma vogliono cambiare sette articoli della Costituzione” ha spiegato Elio che poi ha aggiunto: “Nordio è un grandissimo sponsor per il no perché spiega esattamente perché loro vogliono il sì: la magistratura va controllata”. L'articolo Referendum, il cantante Elio al Fatto: “Sono indignato, voterò no. C’è il rischio di una deriva autoritaria” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Olly ha vinto Sanremo con l’autotune che serve per correggere le stonature. A questo punto prendiamo venti persone a caso e facciamole cantare… Noi, al Festival con La Terra dei Cachi per merito di Baudo”: parla Elio
Quando Elio-Stefano Belisari parla delle ‘sue’ Storie Tese parte da La terra dei cachi, un pezzo sanremese che ci ricordiamo tutti, e al Corriere della Sera la racconta così: “Baudo ci pressava da almeno due anni. Non ne avevamo nessuna intenzione. Ma, alla fine cedemmo e ci dicemmo ‘Andiamoci con un pezzo bruttissimo‘ e decidemmo di fare la parodia dell’artista impegnato, mettendo insieme tutta una serie di luoghi comuni che sembrava impossibile fraintendere”. Il Festival della ‘svolta’ per la band perché, dice Elio, “dopo la prima esibizione vidi le signore al super che mi guardavano come mai prima“. E su Baudo non ha dubbi: “Un grande uomo di spettacolo. Ancor più coraggioso è stato quando ci affidò il Dopofestival nel 2008. Ci disse di fare quello che volevamo, senza censure preventive o timori di sorta”. Da Baudo e Vessicchio (“È stato l’ultimo grande direttore d’orchestra al Festival. Oggi vanno tutti, basta gesticolare con le braccia”), fino al caso Beatrice Venezi: “Sto tutta la vita con l’orchestra. È un mondo, quello classico, dove fortunatamente ancora ci sono le competenze. In questa vicenda, per quel che vedo, c’è chi invece cerca di far prevalere l’amichettismo sulla competenza“. Gli aneddoti sono tanti ma Elio torna anche a parlare dell’ultimo Festival e della vittoria di Olly che lui aveva criticato per l’uso dell’autotune: “Serve per correggere le stonature. Ma mi ricorda Ben Johnson e il doping a Seul, è esattamente la stessa cosa. A questo punto prendiamo venti persone a caso e facciamole cantare al Festival”. E a proposito di dichiarazioni, a Elio viene chiesto di commentare un botta e risposta con Gue, in cui il primo aveva detto “il 90 % del genere è un assemblaggio di roba altrui” e il secondo ribattuto “deve stare zitto, non sa niente di rap”: “Vorrei essere contraddetto, ma per ora vedo solo un grandissimo scimmiottamento di roba americana”, conferma Stefano Belisari. L'articolo “Olly ha vinto Sanremo con l’autotune che serve per correggere le stonature. A questo punto prendiamo venti persone a caso e facciamole cantare… Noi, al Festival con La Terra dei Cachi per merito di Baudo”: parla Elio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ornella Vanoni? Nessuno in grado di prendere il suo posto. Per me si è fermato tutto a Giorgia e Carmen Consoli, che però hanno entrambe 50anni”: così Elio
Elio di Elio Le Storie Tese continua a girare l’Italia con il suo spettacolo teatrale “Quando un musicista ride” e immancabile si rinnova l’appuntamento con il Concertozzo a Biella il 26 e 27 giugno 2026. Lo show teatrale è concentrato “sulla Milano degli Anni 60 e 70, quella della mia infanzia e della mia adolescenza. Una città caratterizzata, dal punto di vista artistico, da una libertà creativa estrema, tra sarcasmo, ironia e quant’altro: tutto materiale che abbiamo ripreso con gli Elio e le Storie Tese”, ha detto l’artista a Il Messaggero. E ancora: “Crescere allevato da personaggi della caratura di Jannacci, Fo, Gaber è stata una fortuna unica.- ha continuato – Quel repertorio lì, eseguito oggi, suona quasi come roba pensata da qualche estremista pazzo. I migliori ascoltatori sa chi sono? I bambini. Arrivano in sala completamente vergini e non hanno alcun tipo di preconcetto rispetto ai brani di Jannacci, Gaber e gli altri giganti che omaggio. Ridono di quello che si dice sul palco, anche della natura politicamente scorrettissima di certi brani”. Su Ornella Vanoni Elio ha affermato che “è un personaggio che ha segnato profondamente la cultura pop italiana degli ultimi sessant’anni. Insieme a lei lavorammo nel 1997 a un meraviglioso programma Rai, ‘Carosello’, che per motivi misteriosi non fu rinnovato. Sa cosa mi preoccupa della scomparsa di artisti come Vanoni e il grande Beppe Vessicchio? Che non c’è nessuno in grado di prendere il loro posto“. “Per me si è fermato tutto a Giorgia e Carmen Consoli, – ha detto- che però hanno entrambe cinquant’anni. Non vedo ventenni con la stessa fame che aveva all’epoca Ornella Vanoni e la stessa voglia di stravolgere gli schemi. Nella musica italiana di oggi vedo solo un grandissimo conformismo. E poca voglia di faticare. Sembrano le frasi dette dai nonni, ma è così”. “La mia umiliazione massima è stata ascoltare la canzone vincitrice di Sanremo cantata con l’autotune”, ha detto in passato riferendosi a Olly: “E ripeterò ciò che ho detto fino alla morte. L’autotune è un modo sbagliato di usare la tecnologia”. L'articolo “Ornella Vanoni? Nessuno in grado di prendere il suo posto. Per me si è fermato tutto a Giorgia e Carmen Consoli, che però hanno entrambe 50anni”: così Elio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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