“Lo scorso anno erano stracari e introvabili burro e latte, quest’anno tuorli e
canditi. Il panettone artigianale e, più in generale, i prodotti di alta qualità
nel mondo della pasticceria e del food funzionano molto bene e c’è chi se ne
approfitta”: queste le parole che Matteo Cutolo, pastry chef di Ercolano e
presidente della Federazione internazionale pasticceria, gelateria e
cioccolateria, ha detto a Repubblica.
Perché quest’anno il prezzo del tuorlo d’uovo è salito da 6,50 a 8,50 euro al
chilo e quello dei canditi da 8 euro a un prezzo tra 12 e 14 euro. Materie prime
care, panettoni artigianali cari. Ma è proprio tutto qui? Cutolo mette in conto
anche “chi se ne approfitta” ma spiega che “i prezzi alti arrivano dalle spese
che sono lievitate. Dopo il Covid c’è stato un aumento di almeno +30% solo nel
packaging. A questo si aggiungono l’elettricità e le materie prime. Noi possiamo
aumentare il prezzo finale di non oltre il 5-6%, perché non può pesare tutto sul
cliente finale, il resto dobbiamo ammortizzarlo. Pensiamo che la pasticceria di
base al chilo sta sui 25-30 euro a Nord, e sui 18-24 euro a Sud, dove il gap è
dovuto al costo della vita superiore nella parte settentrionale del Paese”.
Insomma, aumenti reali e anche se c’è “chi ci specula”, il pastry chef conferma
che “il panettone resta il re del Natale” e che “l’artigianale ha superato
l’industriale. La gente ha capito che vale la pena scegliere un panettone
artigianale, soprattutto se deve fare un regalo. Vuole fare bella figura”. Nuove
tendenze di consumo? “Tanti chiedono dolci proteici: a volerli spesso sono
atleti, ma a volte vengono acquistati anche per moda o ignoranza” e poi “il
trend del gluten free è esplosivo. Io ho un laboratorio dedicato dal 2015 e ho
visto questa tendenza letteralmente lievitare. Oggi cresce tantissimo anche il
senza lattosio”.
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quest’anno tuorli e canditi”: il prezzo del panettone artigianale lievita ma è
solo un problema di materie prime? Lo spiega Matteo Cutolo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Ricette di Natale
Le feste sono alle porte e se da una parte c’è la gioia di stare tutti insieme e
condividere le prelibatezze della nostra cucina, ora anche patrimonio
dell’umanità, dall’altra è sempre presente la paura di esagerare e mettere
qualche chilo di troppo durante il periodo natalizio.
Ecco quindi una proposta di menù per Natale ispirato chiaramente alla tradizione
italiana ma alleggerito, pensato per chi vuole godersi le feste senza rinunciare
al piacere della tavola. Un menù che profuma di casa, di ricordi e convivialità,
ma con qualche attenzione in più per il benessere.
Antipasto
Si comincia con delicatezza. Qualche crostino integrale leggermente tostato,
guarnito con ricotta fresca montata al limone ed erbe aromatiche, oppure con
salmone marinato in casa agli agrumi, tagliato sottile. Accanto, una piccola
insalata di finocchi e arancia, croccante e profumata, che rinfresca il palato e
prepara al resto del pranzo.
Primo piatto
La tradizione chiama la pasta ripiena, ma in versione light può diventare una
pasta fresca con ripieno di verdure e ricotta, condita semplicemente con un sugo
leggero di pomodorini o un filo d’olio e salvia. In alternativa, un risotto al
brodo vegetale, mantecato con poco parmigiano e arricchito da radicchio o zucca,
per un piatto caldo e avvolgente ma equilibrato.
Secondi
Qui si gioca sulla semplicità: un arrosto di tacchino o cappone cotto
lentamente, aromatizzato con erbe, limone e spezie, senza intingoli pesanti.
Oppure un filetto di pesce al forno, come orata o branzino, con pomodorini e
olive, che richiama la tradizione della vigilia.
Contorni
Le protagoniste qui sono le verdure di stagione: carciofi al vapore con
prezzemolo, patate al forno con poco olio e rosmarino, oppure un mix di verdure
gratinate con pangrattato integrale.
Dolci
Il classico panettone o pandoro resta, ma servito in porzioni piccole, magari
accompagnato da yogurt greco e frutta fresca, o da una crema leggera alla
vaniglia fatta in casa. Il gusto c’è, senza eccessi.
Piccoli consigli per non appesantirsi troppo
Mangiare lentamente, assaporare ogni boccone e concedersi pause tra una portata
e l’altra. Bere acqua durante il pasto e limitare le bevande zuccherate e
alcoliche.
Nei giorni di festa, provare a bilanciare con pasti più leggeri prima e dopo e
una passeggiata all’aria aperta: fa bene al corpo e allo spirito. il Natale è
soprattutto condivisione, calore e serenità. Sentirsi bene è il regalo più
bello.
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vuole godersi le feste senza rinunce proviene da Il Fatto Quotidiano.
Avete intenzione di regalare un panettone e siete determinati a spendere un bel
po’? Niente paura, se si tratta di panettoni cari carissimi c’è l’imbarazzo
della scelta. Stiamo parlando di chef molto noti e quindi, possiamo dire, di
panettoni firmati. Niko Romito, per esempio, propone il panettone ‘classico’ da
55 euro ma anche la versione ‘special’ da 1,5 chili che costa 150 euro. La
descrizione? “Il cuore del nostro Panettone è il lievito madre naturale, che,
grazie alla sua lenta fermentazione, regala una texture delicata e un aroma
inconfondibile”. Il tocco finale è di mandorla siciliana. Vi sembra un po’
caruccio? Ebbene, si può spendere di più. Alla Gucci osteria di Firenze di
Massimo Bottura con la pasticceria di Filippo Timi, la versione classica costa
60 euro e quella da un chilo 85 euro. “Arricchita con uvetta, scorza d’arancia
candita e note di vaniglia naturale del Madagascar, la creazione di quest’anno è
una versione contemporanea dell’amato dolce della tradizione italiana”, si legge
sul sito. Sarà la vaniglia naturale del Madagascar a far lievitare il prezzo?
Comunque, un panettone classico firmato Carlo Cracco si trova in vendita da
Eataly a 46 euro mentre quello di Iginio Massari ‘viene via’ a 26 euro nella
versione da mezzo chilo (esaurita al momento sul sito) e 49 in quella da un
chilo. C’è poi chi offre versioni molto particolari come Luigi Biasetto che ha
trasformato la sua famosissima torta sette veli (di cioccolato) in un panettone
da 82 euro (nella foto in evidenza). La pasticceria Sal de Risio propone invece
un panettone farcito con gocce di cioccolato e pistacchio e con una sac à poche
di crema al pistacchio siciliano che si trova all’interno della scatola. Costo?
43 euro. Torniamo al cioccolato con il Knamettone: tre cioccolati, arancia
candita e glassa di fondente. Chi lo firma? Ernst Knam e costa 55 euro per un
chilo.
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della scelta: ecco quanto costano quelli di Cracco, Bottura, Knam… proviene da
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