E tra i giornalisti che accolgono il pubblico al Tg1 e l’abbiamo vista anche
alla conduzione di Sanremo: Giorgia Cardinaletti è un volto sui cui la Rai punta
molto. “Non ho ricevuto compenso. – ha detto al Messaggero a proposito del
Festival – Non abbiamo mai parlato di soldi e quindi lo considero come un plus
professionale. D’altra parte ero lì come inviata del Tg1, solo che sabato sono
finita sul palco dell’Ariston”. E sulla ‘c0nvocazione’, arrivata durante il Tg1
e che a molti era sembrata preparata, Cardinaletti smentisce: “Tutto vero,
giuro. L’ha vista la mia faccia? Per un po’ sono rimasta senza parole. Ho anche
pensato che fosse uno scherzo. Non me l’aspettavo proprio. Non finirò mai di
ringraziare Carlo Conti”. Si va anche nel merito della classifica del Festival,
e il suo sarebbe stato un podio diverso: “A me piacevano Tommaso Paradiso,
Ditonellapiaga e Nayt. Però alla fine Sal Da Vinci ha meritato il primo posto:
anch’io appena l’ho sentita ho pensato che avrebbe vinto. È un tormentone nato”.
Per quanto riguarda il futuro, Cardinaletti amerebbe un programma di
infotainment e alla domanda se si veda più vicina a Alberto Matano, Mara Venier
o Milly Carlucci, risponde: “Stimo tutti ma vorrei fare un percorso mio. Certo,
Alberto viene dal Tg1, lo sento più vicino a me”.
“MI VEDO MOGLIE E MADRE”
Per Giorgia Cardinaletti è “difficile immaginarmi fuori da questa azienda”,
forse nemmeno se si trattasse di guadagnare di più: “Mi piace talmente tanto il
mio lavoro che ancora non ci ho pensato a queste cose: ho lo stipendio di un
caposervizio e non guadagno cifre esorbitanti, ma non mi lamento. Detto questo,
se arrivassero offerte le valuterei. Forse mi aiuterebbero anche a crescere un
po’ economicamente”. L’intervista tocca le tappe professionali, da RaiNews24
alla Domenica Sportiva ma si va anche sulla vita privata, per esempio se sul
palco dell’Ariston abbia pensato che due anni fa c’era Cesare Cremonini, suo ex:
“Nooo… Non sono proprio il tipo. Sto vivendo una fase bellissima della mia vita
e sto benissimo così. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere vista a Sanremo
dai miei nonni, quello sì”. Cardinaletti è sentimentalmente legata al collega
Francesco Bechis. E ha le idee chiare: “Amo l’idea della famiglia, che per me è
stata ed è fondamentale, quindi mi vedo moglie e madre. Anche perché mi piace
rendere le persone accanto a me felici. Per le promesse solenni, però, c’è
tempo”.
L'articolo “Per condurre Sanremo non ho ricevuto compenso. Il futuro? Mi vedo
moglie e mamma. E in tv mi piacerebbe un programma di infotainment, Matano ha un
percorso simile al mio”: così Giorgia Cardinaletti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Tg1
“Sanremo? Senz’altro un’esperienza interessante e nuova per me, in un ruolo
bivalente. E soprattutto non sono caduta dalle scale, che mi sembra la cosa più
rilevante”. Inizia con un sorriso e una battuta liberatoria il bilancio di
Giorgia Cardinaletti all’indomani del suo debutto come co-conduttrice della
serata finale del Festival di Sanremo 2026. Un debutto che si è rivelato non
solo una prova di spettacolo, ma una presenza provvidenziale per la direzione
artistica in una giornata in cui la kermesse ha dovuto fare i conti con la
drammatica irruzione della cronaca internazionale.
La giornata conclusiva del Festival è stata irrimediabilmente segnata
dall’apertura di un nuovo scenario di guerra, un evento che ha richiesto
lucidità e prontezza. “Che sarebbe stato un festival diverso l’ho capito
svegliandomi la mattina con l’edizione straordinaria e con questo nuovo
conflitto che si stava aprendo”, ha raccontato la giornalista in un’intervista
all‘Adnkronos.
Sul palco dell’Ariston, Carlo Conti ha saggiamente lasciato a lei il compito di
inquadrare la situazione per il grande pubblico. “Era giusto aprire con una
riflessione, seppur breve, per raccontare un Festival che sta dentro la realtà e
non è una bolla astratta”, ha spiegato Cardinaletti. Il suo ruolo “a metà” è
servito da ponte tra l’intrattenimento e il dovere del Servizio Pubblico di
informare, culminato con l’edizione anticipata del Tg1 che ha portato la cruda
attualità direttamente nella festa della canzone.
Questa veste bivalente, in bilico tra il racconto di ciò che accadeva nel mondo
e la conduzione al fianco di Conti e Laura Pausini, si è rivelata una sfida
stimolante. Alla domanda su un possibile ritorno su quel palco, la giornalista
non chiude le porte: “Da un lato oggi, con le emozioni a caldo, direi che mi
piacerebbe perché è stata un’esperienza diversa ma nelle mie corde.
L’infotainment mi piace, è una chiave che in futuro forse mi piacerebbe
esplorare anche di più”. Nessuna rivoluzione imminente, però, all’orizzonte
professionale: “Al momento questa esperienza non cambierà la mia vita o il mio
mestiere: me la sono vissuta come un’esperienza divertente, ma per adesso si
torna al Tg1 e purtroppo alla guerra“.
La finale di quest’anno passerà alla storia anche per un momento televisivo
inedito: l’investitura in diretta del prossimo conduttore e direttore artistico.
“È vero, era una prima volta anche il passaggio del testimone in diretta”, ha
commentato Cardinaletti. Pur non avendo mai lavorato con Stefano De Martino (“so
solo che è un grande professionista“), la giornalista ha speso parole di grande
apprezzamento per la gestione del momento: “Ho trovato il gesto di Carlo Conti
molto elegante. È chiaro che si apre una nuova fase: in bocca al lupo a Stefano!
Non è un ruolo semplice, ma penso che farà bene perché sa fare molte cose e le
sa fare bene”.
L'articolo “Non sono caduta dalle scale, è la cosa più rilevante. Ora torno al
Tg1 e alla guerra”: così Giorgia Cardinaletti dopo Sanremo 2026 proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Malgrado non sia più in video dal 1993, c’è ancora gente che per strada la
riconosce e la ferma. Lei è Angela Buttiglione, prima donna a condurre il Tg
delle 20 su Rai1 e poi direttore di Rai Parlamento e della TGR. Nel 2009 la
pensione e la decisione di ritirarsi completamente dal video. In una lunga
intervista concessa a Liberoquotidiano.it commenta, a proposito della tv di
oggi: “È raffazzonata, superficiale, nella quale non si controllano più le
notizie. C’è impreparazione professionale”, e aggiunge, a proposito del modo
attuale di fare il tg: “Hanno una conduzione sempre più teatrale, non va bene”.
UNA RAI (E UN’ITALIA) MASCHILISTA
Quando Angela Buttiglione lavorava in Rai non fa mistero che fosse un ambiente
maschilista. Una situazione che si allargava alla società in generale: “In
quegli anni, è così l’Italia ed è così la vita“. Tanti i colleghi famosi con cui
ha avuto a che fare. Uno su tutti Bruno Vespa, del quale dice: “Molto sicuro di
sé, ma permaloso: fin da giovane pretende che la sua bravura venga riconosciuta.
Vive per la televisione e ha una passione enorme per questo mestiere. Il
problema, alla lunga, è che il video rischia di diventare indispensabile nella
tua vita e senza di lui non ti senti più nessuno. Una specie di droga. Se non
prendi le distanze sei fottuto“. Sulla sua strada ha incontrato anche Emilio
Fede: “Con lui conduco molti tg e gli do dei calcioni sotto il tavolo perché si
distrae e fa casino. È un giocherellone, ha altro per la testa pur essendo molto
bravo”.
L’ADDIO AL TG1
Nel 1993 Buttiglione lascia la conduzione del Tg1. Una decisione che motiva
così: “In quel momento sono al giornale delle 20, mentre Lilli Gruber è a quello
delle 13. Essendo brava a fiutare l’aria, scrivo un biglietto e lo metto in
bacheca: ‘Mi rendo conto di diventare un intralcio, lascio libera la conduzione
del Tg1’. Vengo considerata il ‘vecchio, l’antico’”.
IL RAPPORTO CON IL FRATELLO ROCCO
Angela è sorella di Rocco Buttiglione, politico e due volte ministro. Il loro
rapporto da piccoli? “Odio e amore perché mi devo difendere dalla sua
intelligenza: a 14 anni passa da leggere Marx a Tex Willer” dice. La vita
lontano dal video è fatta di gioie condivise con la famiglia: “Leggo molto e sto
con mio marito” spiega ancora la giornalista, “dopo 53 anni di matrimonio ora
possiamo davvero goderci anche le piccole cose, come andare a vedere una mostra,
fare colazione al bar o ammirare una vetrina. E poi mi dedico ai quattro figli e
ai tre nipotini”.
L'articolo “Me ne sono andata dal Tg1 con un biglietto in bacheca. Vespa?
Permaloso. A Fede davo calci sotto il tavolo. La tv di oggi è raffazzonata”:
così Angela Buttiglione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Poco meno di un anno fa Andrea Sempio è stato nuovamente iscritto nel registro
degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. A un anno di distanza,
Sempio ribadisce la propria estraneità ai fatti. Lo fa in un’intervista al Tg1
andata in onda lunedì 16 febbraio nell’edizione delle 20. “Un anno dopo lo
ribadisco, in realtà penso che le verifiche che hanno fatto finora come i
risultati dell’incidente probatorio dimostrino sempre la stessa cosa, la
versione che ho dato io l’altra volta”. Al giornalista che gli chiede come si
senta all’idea che la Procura di Pavia potrebbe chiedere il processo per lui, il
37enne replica: “Di sicuro non sono tranquillo perché in una situazione del
genere nessuno può dire di essere tranquillo. Che ci possa essere una richiesta
di rinvio a giudizio è una cosa che abbiamo messo in conto. Se ci sarà
l’affronteremo”, ma “la richiesta di rinvio a giudizio non è la sicurezza che
poi ci sarà un processo”.
La conversazione si sposta poi sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi,
fidanzato della vittima ai tempi dell’omicidio (era il 2007) e condannato con
sentenza definitiva. “In quello di Chiara c’è anche un video suo con altri
amici, tra cui il fratello, come è finito nel computer di Chiara?” domanda il
giornalista del Tg1. “Credo che a metterlo sul computer saremo stati io e lui
perché il video ce l’avevo io” fa sapere Sempio, che frequentava casa Poggi in
quanto amico di Marco, fratello di Chiara. Sul pc c’era anche un video intimo di
Chiara e Alberto, ed è circolata l’ipotesi che Sempio abbia potuto vederlo.
Ipotesi che lui respinge: “No, né io né nessuno dei miei amici l’ha mai visto“.
“Se incontrasse i Poggi gli direbbe che non c’entra niente?” domanda infine
l’inviato. “Non credo neanche di aver bisogno di dirglielo perché non credo ci
sia il minimo sospetto o dubbio dalla loro parte” conclude Stasi.
L'articolo Garlasco, la verità di Andrea Sempio: “Non ho mai visto il video
intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi, ma non sono tranquillo” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Bianca Maria Piccinino è morta il 20 luglio 2025 a Roma all’età di 101 anni. La
notizia era rimasta riservata per volontà della giornalista stessa. A spiegare
il silenzio è ora la figlia, Paola Ricci, interpellata dall’Adnkronos: “Il
silenzio è stato voluto da lei: per sua decisione non ho divulgato la notizia se
non ai parenti e agli amici più stretti. Immagino che poi sia comunque trapelata
e ormai, a oltre sei mesi dall’accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta
fatica. La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto ‘fare
notizia’, nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano
intervistarla”.
Nata a Trieste il 29 gennaio 1924, Piccinino è stata la prima donna a condurre
il Telegiornale del pomeriggio sul Canale Nazionale, e, dopo la riforma della
Rai, il Tg1 delle 13,30. Il 15 marzo 1976 condusse insieme ad Emilio Fede la
prima edizione del nuovo Tg1. Come ha ricordato Angela Buttiglione quando fu
assunta nel 1969, a 23 anni “eravamo solo due donne al Telegiornale: Bianca
Maria Piccinino ed io”.
Tra le sue telecronache si ricorda quella per il matrimonio di Carlo e Diana il
29 luglio 1981. La crescente notorietà le diede l’opportunità di intervistare
alcuni dei personaggi più iconiche della seconda metà del XX secolo. Le sue
conversazioni abbracciarono un ampio spettro di personalità, da Sophia Loren a
Mikhail Gorbaciov, da Lady Diana a Indira Gandhi, contribuendo a documentare la
storia e la cultura di un’epoca attraverso la lente della moda e della
comunicazione.
Nonostante le richieste di un suo passaggio a Canale 5, Piccinino rimase alla
Rai anche dopo il suo pensionamento nel 1989, curando il settimanale televisivo
“Moda” fino al 1994. Con la fine del rapporto con la Rai ha proseguito come
docente delle Accademie della moda. Nel 2014, per i suoi 90 anni, era stata
insignita dalla sua città natale, Trieste, del premio San Giusto d’Oro.
L'articolo È morta Bianca Maria Piccinino, la prima donna a condurre il
Telegiornale. La figlia: “Ne diamo l’annuncio sette mesi dopo per volontà di
mamma” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Momenti di tensione in casa Rai, dove due giornalisti si contendono le prime
dichiarazioni dell’avvocato difensore di Claudio Carlomagno, accusato del
femminicidio della moglie Federica Torzullo, dopo il suicidio dei suoi genitori.
La scena va in onda in diretta, e per questo senza possibilità di tagli, durante
la puntata odierna di “Storie italiane”. Vito Francesco Paglia, inviato del
programma condotto su Rai 1 da Eleonora Daniele, si trova come tanti altri
colleghi davanti all’istituto penitenziario in attesa dell’uscita dell’avvocato
di Carlomagno, che ha fatto visita al proprio assistito per parlare della morte
dei genitori dell’indagato, trovati impiccati nel giardino della loro casa.
Tutti vogliono essere i primi a raccogliere le dichiarazioni del legale e, si
sa, in certi contesti la prontezza di riflessi è davvero tutto.
TENSIONE TRA I GIORNALISTI DI RAI 1 IN DIRETTA: CHE COSA È SUCCESSO
Ecco quindi che appena l’avvocato scende dall’auto dopo aver varcato i cancelli
di uscita del carcere viene circondato da giornalisti e telecamere per rendere
le proprie dichiarazioni ai cronisti. Tra questi il già citato Paglia, che
riesce a intercettare per primo il legale: “Avvocato siamo in diretta con Storie
italiane, come ha trovato il suo assistito?” gli domanda, ma l’interrogato non
ha modo di rispondere perché viene interrotto da una giornalista del Tg1 che,
rivolgendosi al collega di rete, gli si para davanti redarguendolo: “Scusa…”.
L’inviato di “Storie Italiane” si difende: “Siamo in diretta”, come per
rivendicare non solo il diritto a intervistare per primo l’avvocato, ma forse
anche per allertare la giornalista che tutto quello che avrebbe detto sarebbe
finito dritto dritto nelle case di milioni di telespettatori. “Ho capito,
ragazzi, la correttezza è correttezza” insiste l’inviata del Tg 1. Piccole
scaramucce tra colleghi dovute alla grande risonanza mediatica che i fatti di
Anguillara stanno avendo, dopo che il delitto di Federica Torzullo, come diversi
altri casi di cronaca nera, ha profondamente colpito l’opinione pubblica.
L'articolo “La correttezza è correttezza”, “Siamo in diretta”: il botta e
risposta davanti alle telecamere tra l’inviato di “Storie italiane” e la
giornalista del Tg1 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il mondo del giornalismo è in lutto. È morto all’età di 61 anni Alessandro
Tiberti, “volto e voce di Rai Sport per oltre 30 anni”. La sua scomparsa
avvenuta ieri 5 gennaio, si legge in una nota, “è per tutta la Rai motivo di
profonda tristezza, per la perdita di un giornalista di grandi capacità
professionali e spessore umano. Anche per questo la Rai – che si stringe
affettuosamente ai suoi familiari in questo momento di dolore – lo vuole
ricordare con affetto e riconoscenza, come esempio di giornalismo al quale
continuare a fare riferimento”.
Associazione Giornalisti 2.0 “partecipa con commozione al dolore per la morte di
Alessandro Tiberti, collega e amico, ottimo giornalista, vicecaporedattore della
redazione Sport Olimpici e Paralimpici di Rai Sport”.
“Assunto in Rai nei primi anni Duemila, in oltre 25 anni di professione –
ricorda l’associazione – Tiberti ha ricoperto molti ruoli: caposervizio,
conduttore, telecronista di basket e baseball, inviato e volto di una redazione
in cui la competenza non era mai disgiunta dall’umanità. Nato professionalmente
nel mondo dell’informazione sportiva, era giornalista professionista dal 1993 e
aveva mosso i primi passi nelle radio romane con trasmissioni dedicate al
basket, prima di lavorare per Teleroma 56, Videomusic e Persona tv e poi
approdare a Rai Sport. Attento, preciso, con una cura rara dei particolari,
aveva seguito e raccontato più edizioni dei Giochi Olimpici estivi e invernali,
portando in ogni evento la stessa cifra: affidabilità, stile, spirito di
squadra. Anche fuori dai grandi palcoscenici, il suo lavoro restava
riconoscibile: tra i tanti contributi, aveva firmato servizi per Rai Sport
dedicati ad appuntamenti e storie dello sport italiano”.
“Con Alessandro se ne va un collega che ha saputo essere, ogni giorno, il
compagno di banco che tutti avrebbero voluto avere in redazione: competente,
discreto, leale, sempre pronto ad aiutare chiunque”, dichiara Maurizio Pizzuto a
nome del direttivo di Giornalisti 2.0. “Alla sua famiglia e ai suoi cari va
l’abbraccio del nostro direttivo e di tutta la comunità professionale che oggi
lo piange, con gratitudine per ciò che ha dato al giornalismo sportivo e al
servizio pubblico”.
“Alessandro Tiberti ci lascia a soli 61 anni. Ai figli Lavinia e Gabriele
l’abbraccio commosso di tutti i giornalisti sportivi di Ussi Roma e di Ussi
nazionale”, conclude la nota
L'articolo È morto Alessandro Tiberti, volto e voce di Rai Sport per oltre 30
anni. L’azienda: “Giornalista di grandi capacità professionali e spessore umano”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giorgia Cardinaletti ha un nuovo amore: Francesco Bechis. Romano, classe 1995 e
figlio d’arte sia da parte di mamma – Monica Mondo, volto storico di Tv2000 –
sia dal lato di papà Franco, direttore di Open.online. Attualmente Francesco è
un giornalista de Il Messaggero, posizione raggiunta anche grazie alla laurea e
al master conseguiti presso la Luiss.
Oltre al lato universitario c’è quello lavorativo: junior fellow della
Fondazione De Gasperi e per sei anni anni firma di “Formiche.net”, sito per il
quale Francesco ha scritto di politica e sicurezza. Proprio quest’ultima
esperienza gli è valsa una chiamata a Il Messaggero, testata giornalistica di
cui è entrato a far parte nel 2022 come cronista parlamentare e di governo.
BECHIS TRA LAVORO E VITA SENTIMENTALE
Francesco Bechis si sta affermando nel suo campo. Il 30enne di Roma ha
raccontato da vicino gli sviluppi dei governi Draghi e Meloni. Nel 2024 ha
pubblicato insieme a Giampiero Massolo il libro “Realpolitik“. Tra un reportage
e l’altro Bechis ha trovato spazio anche per l’amore. Il giornalista ha vinto il
Premio Graldi, dedicato all’ex direttore de Il Messaggero, nella categoria under
35.
Come riportato da Adnkronos, Bechis e la Cardinaletti sono stati paparazzati
insieme alla cerimonia. Lei, giornalista 38enne di Fabriano, ha riaperto il suo
cuore dopo la fine della relazione con Cesare Cremonini.
Il cantante ha recentemente rivelato al Corriere della Sera che la relazione con
la conduttrice di Tg1 è stata tra le più importanti della sua vita e che lei è
stata la musa ispiratrice di “Ragazze facili“, l’ultimo brano dell’ex Lunapop.
L'articolo Giornalista, figlio d’arte e otto anni più giovane: chi è Francesco
Bechis, il nuovo fidanzato di Giorgia Cardinaletti proviene da Il Fatto
Quotidiano.