La notte più importante del cinema è arrivata. La 98ª edizione degli Academy
Awards – per tutti, gli Oscar – è in programma domenica 15 marzo al Dolby
Theatre di Hollywood, a Los Angeles. A guidare la serata sarà ancora una volta
il comico e conduttore Conan O’Brien, al suo secondo anno consecutivo alla
conduzione. Come di consueto, per il pubblico italiano l’evento si trasforma in
una lunga notte davanti alla tv.
A CHE ORA INIZIANO GLI OSCAR 2026
A causa del fuso orario con la California, in Italia la cerimonia andrà in onda
nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 marzo. La consegna delle statuette
dovrebbe partire verso l’1:00 e proseguire fino alle prime ore del mattino.
Prima della cerimonia ci sarà spazio per il tradizionale red carpet, con
l’arrivo delle star e i primi commenti a caldo.
DOVE VEDERE GLI OSCAR IN TV
In Italia la cerimonia sarà trasmessa in chiaro su Rai 1, negli ultimi anni
diventata la “casa” televisiva della notte degli Oscar. “Oscars – La notte in
diretta”, prenderà il via alle 23.30. Dagli studi Rai di Via Teulada, Alberto
Matano seguirà l’evento insieme a ospiti e protagonisti del mondo del cinema e
del giornalismo: la scenografa premio Oscar Francesca Lo Schiavo, la giornalista
Giovanna Botteri, la conduttrice televisiva Melissa Greta Marchetto, la critica
cinematografica Paola Jacobbi, il critico e docente Stefano Della Casa e il
critico cinematografico Federico Pontiggia. Insieme commenteranno l’assegnazione
delle ambite statuette e i momenti più importanti della serata.
In collegamento dal Dolby Theatre di Los Angeles, l’inviato Mattia Carzaniga
racconterà in tempo reale l’atmosfera della 98° edizione dei prestigiosi premi,
tra interviste dal red carpet e la tradizionale parata di star hollywoodiane.
“Oscars – La notte in diretta” è una produzione della Direzione Intrattenimento
Day Time, disponibile su Rai 1 e su RaiPlay. Gli spettatori avranno la
possibilità di selezionare la modalità lingua originale, per seguire la
cerimonia senza la traduzione simultanea.
COME SEGUIRE LA DIRETTA IN STREAMING
Per chi preferisce tablet, smartphone o smart tv, la cerimonia, come detto, sarà
disponibile anche in streaming gratuito su RaiPlay. La piattaforma proporrà la
stessa diretta di Rai 1 e permetterà di seguire l’evento anche fuori casa,
previa registrazione gratuita al servizio.
L'articolo Oscar 2026, dove vedere la cerimonia in diretta dall’Italia: orario,
tv e streaming della notte delle statuette proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Rai 1
Ivan Zazzaroni, ospite a Ciao maschio nella puntata in onda il 14 marzo alle
17.05 su Rai 1, torna su una vicenda che lo ha segnato professionalmente e
umanamente: quella legata alla malattia dell’amico Siniša Mihajlović. “Non so se
sia stato un errore, ma l’ho pagato tanto” dice a Nunzia De Girolamo. “Quando
Sinisa scoprì la leucemia io scrissi soltanto un messaggio molto semplice:
‘Forza Sinisa, forza guerriero’. Era una cosa sentita, perché eravamo amici da
vent’anni”. Eppure il giorno seguente la situazione degenerò. “Qualcuno sui
social iniziò a dire che avevo sfruttato quella storia per vendere copie del
giornale. Si scatenò una polemica e lui stesso disse che lo aveva scioccato
buttare vent’anni di amicizia per uno scoop. Ma quello non era uno scoop: avevo
scritto solo che non stava bene e che avrebbe fatto degli esami”.
LA VICENDA DELLA MALATTIA DI MIHAJLOVIĆ
Secondo Zazzaroni, quella polemica fu alimentata anche da qualcuno del suo
stesso ambiente professionale. “Un collega del mondo del calcio ha buttato
benzina sul fuoco proprio in un momento in cui Sinisa era comprensibilmente
fragile”. Una vicenda che, ammette nel salotto di De Girolamo, ha lasciato un
segno. “Quella storia l’ho pagata per anni, perché è stata usata spesso contro
di me. Poi con lui si è chiarito quasi subito: ci siamo scritti, ci siamo
mandati dei cuori. Però quella vicenda per me è stata una ferita“.
IL LEGAME CON LA MADRE
Nel corso dell’intervista, il giornalista e direttore del Corriere dello Sport
si apre anche su uno dei dolori più recenti della sua vita: la scomparsa della
madre. “La cosa che mi manca di più sono le telefonate, le abitudini. Viveva a
Bologna e quindi negli ultimi anni ci vedevamo meno, ma avevamo un rapporto
straordinario. È stata una mamma che mi ha amato in modo totalmente acritico:
per lei ero sempre il più bello, il più bravo, il più intelligente”. Tra di loro
c’era un altro rito di cui oggi Zazzaroni sente la mancanza: “Mi chiamava sempre
prima di andare in onda a Ballando. Lo seguiva e mi mandava emoticon
divertentissime: a 85 anni mandava emoji come un bambino di quattro anni, con
leoni e animali. L’ultima volta che l’ho sentita mi ha detto: ‘Ivan, sto
benissimo, sono venti giorni che non sto così bene’. Il pomeriggio mi ha
chiamato mio fratello per dirmi che era morta. In quel momento non ci ho più
visto”.
L'articolo “Mi hanno accusato di aver sfruttato la malattia di Mihajlovic per
vendere copie del mio giornale. Ho pagato quella storia per anni”: lo sfogo di
Ivan Zazzaroni proviene da Il Fatto Quotidiano.
“A un certo punto ho capito che il sistema mi stava stretto. Le persone spesso
cambiano radicalmente quando la loro vita non le soddisfa più”. Nicolas
Vaporidis si racconta a Ciao maschio nella puntata in onda sabato 14 marzo alle
17.05 su Rai 1. Tra i temi principali, l’addio al cinema: “Io avevo cercato nel
cinema qualcosa che riempisse quella spinta verso qualcosa di bello e felice, e
lo è stato per molti anni”. Poi qualcosa è cambiato, e a Nunzia De Girolamo
spiega il momento in cui ha capito che quel mondo, dopo vent’anni, non lo
rendeva più felice come un tempo. Durante il Covid la pausa di riflessione che
gli ha fatto aprire gli occhi: “Quando mi sono fermato ho realizzato con grande
lucidità che forse quel periodo della mia vita era terminato, o comunque non mi
dava più la stessa felicità dei primi anni. Avevo bisogno di fare altro”.
LA PATERNITÀ
Oggi Vaporidis si prepara ad affrontare un’esperienza che gli cambierà
inevitabilmente la vita: diventare padre. “La vivo come un uomo che ancora non
lo sa davvero. Ho un’idea molto chiara di cosa significhi, ma mi manca ancora
quel click di cui tutti parlano, quel momento in cui ti mettono tuo figlio tra
le braccia e capisci davvero che la tua vita è cambiata”.
IL RAPPORTO CON IL PADRE
Con Nunzia De Girolamo, l’attore parla anche della propria infanzia e del
rapporto con la figura paterna. “Sono stato più nipote che figlio. La figura
maschile di riferimento per me è stata mio nonno, che è stato una guida durante
tutta la mia infanzia”. Diverso invece il rapporto con il padre: “Non ho mai
avuto una relazione padre-figlio con lui. Non c’era fisicamente e quella
mancanza mi ha portato a cercare altri riferimenti maschili nella mia vita”.
L'articolo “Il cinema non mi rendeva più felice, ero insoddisfatto. Con mio
padre nessun rapporto, la sua mancanza è stata riempita da mio nonno”: così
Nicolas Vaporidis proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Un vero grande amore”. Ai microfoni de La volta buona interviene l’ex marito di
Enrica Bonaccorti, intercettato fuori dalla camera ardente allestita a Roma
quest’oggi per il pubblico. “Abbiamo fatto la casa insieme” prosegue l’uomo
prima di venire interrotto da Caterina Balivo che dallo studio osserva: “Avete
affrontato anche un momento molto difficile, la perdita di un bambino“. “Sì
quello ci ha segnato” ricorda lui. “Lei aveva fatto questo annuncio in diretta
su Rai1, è andata in camerino e ha avuto subito la minaccia di aborto, è stata
un mese a letto”.
Balivo chiede come le sia stato accanto in quella fase così difficile resa ancor
più triste dalla tempesta mediatica che investì Bonaccorti proprio per
quell’annuncio fatto in diretta televisiva e che tanto indignò ai tempi. “Un
momento terribile” conferma l’ex marito, “l’ho aiutata standole vicino e
portandola in giro per il mondo, viaggiavamo tantissimo. Però l’abbiamo superata
perché siamo stati ancora quasi 5 anni insieme dopo la perdita del bambino”.
IL RACCONTO A VERISSIMO
La stessa Bonaccorti a Verissimo aveva ricordato a proposito di quell’episodio:
“Era il novembre ’86, ero già mamma ed ero rimasta di nuovo incinta. Ero in
trasmissione, non volevo dare troppo spazio a questa cosa e ho pensato di dirlo
un minuto prima di lasciare la parola al Tg1. È stato uno scandalo terribile.
Ero in prima pagina su tutti i giornali. Mi maledicevano, mi accusavano di uso
privato di una televisione pubblica”.
L'articolo “Con Enrica Bonaccorti è stato un vero, grande amore. La perdita del
nostro bambino ci ha segnato, l’ho aiutata portandola in giro per il mondo”: il
ricordo dell’ex marito proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tra gli autori di “Per sempre sì'”, il brano con cui Sal Da Vinci ha vinto il
Festival di Sanremo 2026 c’è anche il figlio Francesco, che racconta la storia
della propria famiglia a “La volta buona”, nella puntata in onda lunedì 9 marzo.
Nei giorni della kermesse erano rispuntate alcune dichiarazioni che Sal aveva
fatto qualche mese prima a Repubblica, cui aveva rivelato che quando Francesco
si era ammalato di meningite e lottava tra la vita e la morte all’età di un anno
e mezzo, lui era pronto a fare un voto: “Pregavo la Madonnina del reparto,
all’ospedale Santobono: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare e mi
hanno chiamato per firmare, dovevano fargli la puntura lombare. E Dio lo ha
salvato”. “L’ho scoperto in seguito perché ero molto piccino quindi
fortunatamente non ho questo brutto ricordo” dice Francesco ospite di Caterina
Balivo a proposito della malattia.
L’INFANZIA DI FRANCESCO DA VINCI
L’infanzia e l’adolescenza non sono state facili per lui e la sorella: “Dura, da
un certo punto di vista ma devo ammettere che [i nostri genitori, ndr] non ci
hanno fatto mai mancare nulla, anche un’attenzione in più per noi era
tantissimo. Dall’esterno si può pensare che siamo cresciuti sotto una campana di
vetro ma non è affatto così”. Alla conduttrice che chiede come fossero le
vacanze di famiglia, Francesco replica: “Non c’erano, era strappare qualche
giornata al mare ai nonni, papà in quel periodo cercava di trovare lavoro ma non
ha mai abbandonato la strada della musica”.
GLI INSEGNAMENTI PATERNI
Il giovane Da Vinci sui dice grato per quel che ha vissuto, “un’adolescenza con
persone che avevano pure meno di me, quindi ho imparato a stare sia con chi
aveva meno che di più. Apprezzavo tanto i ragazzi del quartiere che nutrivano
sempre un sogno. Con loro ho vissuto gran parte della mia vita”. Per il padre
non può che spendere parole d’amore, e dalla sua vicenda professionale spesso in
salita ha imparato molto: “Mi ha insegnato che la gavetta era la cosa più
importante e che non tutto arriva subito, ma attraverso sacrifici, dedizione e
costanza si può raggiungere quello che oggi è arrivato, che non è il premio di
Sanremo, ma il coronamento di una carriera fatta di tanti sacrifici“, conclude.
L'articolo “Non c’erano vacanze, si strappava qualche giornata al mare ai nonni.
Della mia malattia ho saputo dopo perché ero troppo piccolo”: così Francesco, il
figlio di Sal Da Vinci proviene da Il Fatto Quotidiano.
Settimana scorsa ha dato spettacolo con lo smartphone rimasto incastrato nella
tuta, ma anche questa volta Elettra Lamborghini a “Domenica In” non si è
risparmiata. Ospite di Mara Venier nella puntata dell’8 marzo, la cantante si è
raccontata inanellando battute (e qualche gaffe) una dopo l’altra.
Alla conduttrice che le chiede come stia dopo il Festival la cantante risponde:
“Cado a pezzi, non ne posso più, però mi sono divertita come una matta. Io ho la
mia routine salutista: mangiare vegano, allenarmi, andare a cavallo, stare con
mio marito, non sto facendo esattamente quello che vorrei”. “Beh ma Sanremo è
finito” le fa notare Venier, “No Sanremo dura, perché se vuoi stare in
classifica devi andare da un programma all’altro” ribatte Lamborghini. “Non è
come 20 anni fa che una canzone andava da sola… Bisogna spingere le
classifiche”.
“CREDO DI AVERE L’ADHD”
“Se so di essere simpatica? Io mi sento molto normale” continua la voce di
“Voilà”, “però mi è venuto il dubbio che forse ho l’ADHD (Disturbo da Deficit di
Attenzione e Iperattività, ndr), perché mi sono riguardata i miei video e ho
detto: ‘Ma non sono molto normale’, cioè credo di esserlo, però è vero che ho
sempre bisogno di stare in movimento. Finito Sanremo sono stata a casa un giorno
e stavo male. Io devo fare cose”. E ancora: “Che faccio quando sono a casa?
Niente, nell’ultima settimana prima di Sanremo non sono uscita di casa, mangiavo
solo uova perché avevo bisogno di fare fiato”.
L’AMORE CON AFROJACK
La conversazione si sposta poi sul marito Afrojack, con il quale sta da 8 anni.
“Ci siamo conosciuti a un Festival” racconta Elettra, “a me non me ne fregava di
fidanzarmi, ero nella mia ‘era Pem Pem’, io volevo solo sbattere il mio bum bum
ovunque andassi. Lui suonava dopo di me. Io non sapevo neanche chi c***o fosse“.
Tra di loro, almeno da parte di lui, è stato colpo di fulmine. “Il manager ci ha
presentati, e da lì è nato l’amore, però non gliel’ho data subito se è questo
che vuoi sapere, ho aspettato, ne è valsa la pena, anzi è il trucco per
tenerseli stretti”.
LA GAG ‘PICCANTE’ CON MARA VENIER
La padrona di casa chiede cosa l’abbia fatta innamorare di lui: “Ma guardalo!”
risponde Lamborghini con gli occhi dell’amore. “Beh non è che sia tutta ‘sta
meraviglia” la spiazza Mara Venier. Elettra elenca tutte le qualità del
consorte: “Ti assicuro è stupendo dentro e fuori. È buono, fedele, quindi non
inzuppa…”. La cantante dice di fidarsi ciecamente di lui: “Donne che le
corteggiano? No no, non si avvicinano”, e lo stesso vale per lei, che dice di
non avere corteggiatori: “Non me ne frega niente tesoro”, risponde, prima di
dare vita a uno scambio di battute ‘hot’ con la conduttrice. “Tu da quanto sei
impegnata?” chiede Lamborghini, “Io da 26 anni” sono le parole di ‘zia’ Mara,
“Ecco tu vedi lo stesso ‘pippo’ da 26 anni, io da 8, tesoro quello è…” replica
Lamborghini. “Guarda se devo essere sincera non lo vedo più” replica la
presentatrice scoppiando a ridere. “Tesoro a ‘na certa quello è” ribadisce la
cantante.
ELETTRA LAMBORGHINI E IL DESIDERIO DI MATERNITÀ
Infine un passaggio più serio sull’eventuale voglia di maternità: “Credo di
essere un po’ traumatizzata da quel che sta succedendo nel mondo” confida
l’artista, “Forse ti potrei dire che amo talmente mio figlio che in questo
momento non ho il coraggio di metterlo al mondo. Ho bisogno del mio tempo”.
L'articolo “Tu vedi lo stesso ‘pippo’ da 26 anni, io da 8”, “Se devo essere
sincera non lo vedo più”: l’esilarante gag tra Elettra Lamborghini e Mara Venier
a “Domenica In” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Faccio parodie, non imitazioni”. Ubaldo Pantani è un genio comico non
sufficientemente compreso. Dovrebbe condurlo lui, Sanremo. Novello Fregoli. Un
cambio d’abito e di trucco per ogni cantante da annunciare. Prima la parodia di
Carlo Conti modello Il Cantante di Jazz. Poi quella di Laura Pausini con sfoglia
e mattarello per fare i cappelletti. Perfino quella di Lillo con la panza e gli
occhi pallati che cerca di far ridere senza far ridere. Per il 54enne Ubaldo da
Cecina c’è sempre una prateria davanti. Può imitarli, pardon parodiarli, tutti.
Ed anche quando gli vengono maluccio – Pier Silvio Berlusconi che pare non aver
gradito – riesce a cogliere quei due tre dettagli parodici come sfottò che
richiamano immediatamente l’originale: un taglio millimetrico o una mezza
tonalità di colore della giacca, una parrucca rifinita per il meglio (in questo
Crozza con le sue mimetizzazioni alla boia d’un Giuda deve solo imparare). P
antani non vuole dare lezioni morali, appesantire con monologhi politici da
succursale di partito (capito Crozza?), Ubaldo si diverte come un matto
nell’esasperare la matrice. Prendete la parodia di Paolo Del Debbio. Pantani ne
carica l’annoiata protervia fino al parossismo. Attenzione però, non lo giudica.
Lo fa diventare una maschera, magari sguaiata come quella di Mario Giordano dove
si esibisce, Pantani, anche nella riproduzione di tic fisici, movenze,
traiettorie nello spazio televisivo.
Altro giro, altre parodie. Quella degli sportivi gli riescono in maniera
eccelsa. Di Buffon ne dilata la sciagurata irriverenza. Di Spalletti ne richiama
la compressione cranio collo con mano sull’auricolare come in un’istantanea
tiratissima su Sky. Di Allegri ne stira il birignao mostrandone l’assoluta
incomprensibilità (come faranno i giocatori a capire quello che dice, mistero).
Poi certo, la presenza di Pantani a Sanremo 2026 è legata all’oramai sfatta
parodia di Lapo Elkann. Un paio d’anni fa era sublime. Oggi è un disco rotto che
solo Fabio Fazio in quel residuato bellico della risata che è il cosiddetto
“tavolo” fa ripetere come uno stanco domatore di anziani e spelacchiati leoni.
Lapo era stato evocato proprio da Carlo Conti domenica scorsa a Che tempo che
fa. Ovviamente è sbucato Pantani con quella pomposa sicumera elkanniana negli
affari di famiglia che spesso non necessita nemmeno di parodie.
Chissà se l’ex fidanzato di un’altra sincera e volenterosa parodiante come
Virginia Raffaele ci stupirà sul palco dell’Ariston? Qualche cantante in gara
come J-Ax (che ha già parodiato) o nei vulcanici irrefrnabili panni di Sal Da
Vinci? Oppure chi ci vieta un Pantani che carrella su vecchi presentatori del
festival? Amadeus, Bonolis, Fazio! E perché no un soporifero Mattarella con
cuffia e pon pon in testa che mette a letto gli italiani dal suo lettone del
Quirinale? Insomma, Ubaldo stupiscici e divertici tu. Perché Sanremo 2026 è
sprofondo noia.
L'articolo Chi è Ubaldo Pantani co-conduttore della terza serata di Sanremo
2026: da Lapo Elkann ad Allegri e Buffon, tutte le sue parodie più celebri
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ci sono cose che possono avvenire solo a Sanremo, come uno scontro tra Alex
Baudo, figlio del noto conduttore scomparso lo scorso 16 agosto, e Beppe
Convertini. Tutto ha avuto luogo nella puntata odierna di “La Volta Buona”, dove
Caterina Balivo, nel glass studio a Sanremo, ospitava i due sul proprio divano.
Il motivo dell’incomprensione è legato a un omaggio che il figlio di Pippo Baudo
ha voluto tributare a Fausto Leali, anche lui ospite del programma.
COSA È SUCCESSO TRA BEPPE CONVERTINI E ALEX BAUDO
Alex Baudo ha infatti chiesto a Beppe Convertini di cedergli il proprio posto
per mettersi vicino al cantante e intonargli una canzone di Otis Redding per
omaggiare l’animo soul di Leali. Fino a qui nulla di strano, ma quando il figlio
di Baudo è stato interpellato da Balivo circa quello che la conduttrice ritiene
un costume tipicamente italiano, ovvero quello di muovere critiche eccessive e
immotivate, è arrivato l’attacco inaspettato nei confronti di Convertini, nel
frattempo uscito dallo studio. “Questo signore vicino a me di cui non so manco
il nome, mi ha criticato perché ho fatto questo gesto” ha detto Alex Baudo,
generando lo stupore di Balivo che non è riuscita a chi a capire a chi si stesse
riferendo, dal momento che in quel momento di fianco a lui sedeva Jolanda Renga.
LO SFOGO DEL FIGLIO DI PIPPO BAUDO
Chiarito che si trattasse di Beppe Convertini, il figlio di Baudo ha così
spiegato quanto sarebbe successo fuori onda: “Mi ha criticato perché ho fatto
una piccola checca per Fausto Leali. È una cosa bruttissima, che non mi è mai
successa da nessuna parte”. “Se vuoi facciamo tornare Beppe e ne parlate perché
a me dispiace” ha risposto Balivo. Baudo, intravedendo Convertini fuori dal
glass, lo ha invitato a rientrare: “Io sono pronto. Eccolo, ritorna, ritorna,
vieni qua”. Convertini non è però rientrato nello studio sanremese di “La Volta
Buona” e la querelle con il figlio di Pippo Baudo si è così conclusa senza un
chiarimento in diretta tra i due.
L'articolo Scontro in diretta tv tra il figlio di Pippo Baudo e Beppe
Convertini: “Bruttissimo, non mi è mai successo”. Cosa è accaduto a “La volta
buona” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il nome di Cloris Brosca rimane, nell’immaginario collettivo, legato alla figura
della Zingara di Luna Park, il programma di Rai1 che negli anni ’90 conquistò il
preserale con ascolti di 8 milioni di telespettatori. “Ero una dicitrice di
indovinelli in endecasillabi a rima baciata, avevo un’aria molto sussiegosa. Poi
Baudo prese a stuzzicarmi e i nostri siparietti regalarono ulteriore visibilità
al mio personaggio” ricorda Brosca intervistata da Vanity Fair.
L’ESPERIENZA COME ZINGARA
L’attrice ammette come non sapesse davvero leggere i tarocchi, “però mi
attiravano! Pensi che mi proposero di aprire un call center dedicato
all’astrologia. ‘Che te ne importa se non ne sai niente’, mi dissero, come se
andasse bene qualunque corbelleria mi uscisse di bocca”. Il suo personaggio
divenne così famoso che le persone oltre a riconoscerla per strada iniziarono
anche a chiederle i numeri del Lotto. A distanza di tanti anni, Cloris Brosca
riconosce di non essere riuscita a cavalcare l’onda di quel successo quando il
programma terminò. Gli agenti non la aiutarono granché, fa sapere, ma imputa la
colpa al suo “orgoglio luciferino: forse c’era anche un po’ di snobismo da
teatrante di cui non mi rendevo conto”.
COSA È SUCCESSO DOPO “LUNA PARK”
Una volta dismessi i panni della Zingara, l’attrice voleva voltare pagina:
“Meditai persino di rasarmi i capelli a zero (cosa che in realtà ho fatto, anni
dopo) e di partire. Gli ultimi tempi erano stati faticosi: facevamo un’edizione
itinerante, le persone mi toccavano, mi strattonavano… un giorno una ragazza
prendendomi per le unghie finte mi fece proprio male“. A differenza di ieri,
quando non voleva nemmeno sentire parlare di tornare a interpretare quel ruolo,
laddove gliel’avessero proposto, oggi Cloris Brosca accetterebbe “con serenità”,
e chiosa: “E rispolvererei volentieri la mia supponenza (ride, ndr)”.
L'articolo “Ero la Zingara di Rai 1, non sapevo leggere i tarocchi ma la gente
mi chiedeva i numeri del Lotto. Dopo quell’esperienza mi sono rasata a zero e
sono partita”: parla Cloris Brosca proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Avevo 10 anni, in realtà è vero che i bambini si accorgono un po’ di tutto, i
miei genitori sono stati molto bravi a spiegare esattamente quello che stava
succedendo”. Ospite de La volta buona, Jolanda Renga ricorda come i suoi
genitori, Francesco Renga e Ambra Angiolini, abbiano gestito la separazione:
“Non c’è stato niente di improvviso e segreto che noi non potevamo sapere: credo
che sia molto importante costruire questo tipo di dialogo con i figli”, aggiunge
la giovane, facendo riferimento all’esperienza sua e del fratello più piccolo
Leonardo.
L’IMPORTANZA DEL DIALOGO TRA GENITORI E FIGLI
Jolanda spiega che l’annuncio della separazione non è arrivato all’improvviso, e
questo le ha permesso di metabolizzare il processo arrivandoci in qualche modo
preparata: “Non è stato un fulmine a ciel sereno, sarebbe stato molto peggio. Ci
hanno coinvolto con i modi e i toni giusti, è stato importante perché ti
permette di prepararti, poi è proprio anche essere coinvolti in tutta
l’organizzazione dell’assetto futuro della famiglia, che si stava semplicemente
dividendo in due case, ma eravamo sempre un nucleo unico”.
DA BRESCIA A MILANO
Cresciuta a Brescia, Jolanda Renga ammette come non sia stato semplice gestire
la popolarità di mamma e papà: “I miei genitori sono molto amati a Brescia, non
era facile passare inosservata”. Da quando vive a Milano, invece, la situazione
è cambiata: “Lì non gliene frega niente a nessuno, faccio quello che voglio“.
L'articolo “I bambini si accorgono di tutto, non è stato un fulmine a ciel
sereno”: Jolanda Renga ricorda la separazione dei suoi genitori proviene da Il
Fatto Quotidiano.