Tiziana e Alessandro Baudo saranno al teatro Ariston per la prima serata del
Festival di Sanremo 2026. I figli di Pippo Baudo hanno preso parte alla serata
inaugurale della kermesse canora sedendo in platea per assistere all’omaggio che
Carlo Conti ha preparato per ricordare il conduttore che per tredici volte ha
condotto il Festival. “Già lo scorso anno avevo detto che il mio Festival era
baudiano. Immaginatevi la mia emozione quest’anno che è toccato a me fare il mio
primo Festival senza Pippo Baudo. Era doveroso dedicarlo a Pippo” ha spiegato
commosso Conti nella prima conferenza stampa della settimana sanremese.
I figli di Baudo sono attesi a Sanremo per l’inaugurazione della mostra dedicata
al conduttore da parte della Rai. La mostra, dal titolo “Perché Sanremo è
Sanremo”, ha luogo al Forte Santa Tecla e sarà visitabile fino al primo marzo.
La figlia Tiziana, intercettata dall’ANSA mentre era in arrivo a Sanremo, ha
spiegato l’emozione di partecipare a questa edizione del Festival tributata a
suo papà: “Lo vivrò per la prima volta all’interno dell’Ariston e non dietro le
quinte come ho sempre fatto insieme a papà quando, da bambina, lo accompagnavo
nel backstage e durante le prove”.
In particolare, Tiziana ricorda un luogo del teatro, che Carlo Conti ha deciso
di intitolare per questa edizione proprio a Pippo Baudo: il camerino del
conduttore. “Lì papà trascorreva intere giornate e io con lui. In quel camerino
si mangiava, si facevano riunioni. Lo ricordo molto bene” ha raccontato.
Riguardo, invece, l’inaugurazione della statua che la città di Sanremo vorrebbe
realizzare per Pippo Baudo, la figlia ha confermato che la data
dell’inaugurazione potrebbe essere il 7 giugno, in concomitanza con quello che
sarebbe stato il novantesimo compleanno del conduttore. Questa data era stata
già ipotizzata dal sindaco di Sanremo, Alessandro Mager. Tiziana Baudo ha
fornito, però, anche un’ulteriore suggestione, ovvero la preparazione di una
mostra che omaggi in maniera congiunta il padre e Mike Bongiorno. “Siamo in
contatto con il figlio Niccolò e stiamo discutendo su quando poterla realizzare,
naturalmente con l’ausilio delle teche Rai” ha spiegato.
L'articolo “Vivrò il Festival per la prima volta in platea e non dietro le
quinte come facevo con papà. Passava le giornate in camerino”: Tiziana e
Alessandro Baudo al Festival per ricordare il papà proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Pippo Baudo
Il nome di Cloris Brosca rimane, nell’immaginario collettivo, legato alla figura
della Zingara di Luna Park, il programma di Rai1 che negli anni ’90 conquistò il
preserale con ascolti di 8 milioni di telespettatori. “Ero una dicitrice di
indovinelli in endecasillabi a rima baciata, avevo un’aria molto sussiegosa. Poi
Baudo prese a stuzzicarmi e i nostri siparietti regalarono ulteriore visibilità
al mio personaggio” ricorda Brosca intervistata da Vanity Fair.
L’ESPERIENZA COME ZINGARA
L’attrice ammette come non sapesse davvero leggere i tarocchi, “però mi
attiravano! Pensi che mi proposero di aprire un call center dedicato
all’astrologia. ‘Che te ne importa se non ne sai niente’, mi dissero, come se
andasse bene qualunque corbelleria mi uscisse di bocca”. Il suo personaggio
divenne così famoso che le persone oltre a riconoscerla per strada iniziarono
anche a chiederle i numeri del Lotto. A distanza di tanti anni, Cloris Brosca
riconosce di non essere riuscita a cavalcare l’onda di quel successo quando il
programma terminò. Gli agenti non la aiutarono granché, fa sapere, ma imputa la
colpa al suo “orgoglio luciferino: forse c’era anche un po’ di snobismo da
teatrante di cui non mi rendevo conto”.
COSA È SUCCESSO DOPO “LUNA PARK”
Una volta dismessi i panni della Zingara, l’attrice voleva voltare pagina:
“Meditai persino di rasarmi i capelli a zero (cosa che in realtà ho fatto, anni
dopo) e di partire. Gli ultimi tempi erano stati faticosi: facevamo un’edizione
itinerante, le persone mi toccavano, mi strattonavano… un giorno una ragazza
prendendomi per le unghie finte mi fece proprio male“. A differenza di ieri,
quando non voleva nemmeno sentire parlare di tornare a interpretare quel ruolo,
laddove gliel’avessero proposto, oggi Cloris Brosca accetterebbe “con serenità”,
e chiosa: “E rispolvererei volentieri la mia supponenza (ride, ndr)”.
L'articolo “Ero la Zingara di Rai 1, non sapevo leggere i tarocchi ma la gente
mi chiedeva i numeri del Lotto. Dopo quell’esperienza mi sono rasata a zero e
sono partita”: parla Cloris Brosca proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Un invito all’Ariston ci stava, per chi come me ha passato 18 anni della sua
vita insieme a lui. E sarei stata felice di ricordarlo”. Katia Ricciarelli
commenta così, ai microfoni dell’Adnkronos, le indiscrezioni secondo le quali,
stasera, nel primo appuntamento del Festival che si aprirà con un omaggio a
Pippo Baudo, in platea siederanno i figli del conduttore Tiziana e Alessandro,
“e – sempre a quanto apprende l’Adnkronos – anche l’assistente di Baudo, Dina
Minna, che però non siederà in platea”.
LE PAROLE DI KATIA RICCIAELLI
Ricciarelli continua: “Un invito ci stava non tanto come ex moglie, ma comunque
come un’artista che è stata al suo fianco per tanti anni e poteva ricordarlo
davvero“. L’artista non nasconde la delusione per il mancato invito:
“Onestamente me lo sarei aspettato così come mi aspettavo tante altre cose che
non sono avvenute. Si vede che per loro i 18 anni di vita con Pippo sono
sciocchezze che non contano”. E non risparmia un’ultima bordata, dopo quelle dei
mesi scorsi, all’assistente di Baudo: “Mi sembra tutto molto strano dal momento
che viene invitata la segretaria, avrebbero dovuto avere il coraggio di metterla
vicino ai figli, visto che sono tutti e tre in testamento”.
L'articolo “Mi sarei aspettata un invito a Sanremo per ricordare Pippo Baudo,
invece ci sarà la segretaria, avrebbero dovuto metterla vicino ai figli”: la
‘stoccata’ di Katia Ricciarelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Claudia Gerini avrebbe potuto innamorarsi di Franco Califano? “Assolutamente sì.
Era di una bellezza e di un’eleganza che mi ricordava gli attori hollywoodiani.
Un po’ zingaro, un po’ maledetto, ma in fondo un tenerone”. L’attrice parla così
di Califano, ed è anche attraverso il suo sguardo che prende forma il docufilm
“Franco Califano – Nun ve trattengo“, in onda su Sky Documentaries, e in
streaming su NOW.
L’INCONTRO CON FRANCO CALIFANO
Gerini ha conosciuto per davvero il ‘Califfo’. Un incontro breve ma che ha
lasciato il segno: “Proprio negli studi televisivi di Sky. Ero lì per una
trasmissione e nei corridoi apparve lui” racconta a Vanity Fair. “Me lo ricordo
perfettamente: era molto elegante, indossava uno smoking. Aveva un fascino
unico. Era già avanti con l’età, perché parliamo forse di quattro o cinque anni
prima che se ne andasse. Mi venne incontro e mi disse: ‘Quanto sei bella’,
dandomi un bacio. In quel periodo ero la compagna di Federico Zampaglione, che
aveva collaborato con Franco tante volte, e Califano, con il suo modo un po’
ironico e potente, mi disse: ‘Ma come ha fatto Zampaglione a conquistare una
bella donna come te?’. Era il suo modo di essere affettuoso”.
L’ESPERIENZA A SANREMO
Gerini torna con la memoria anche al 2003, quando è stata una delle
co-conduttrici di Sanremo accanto a Pippo Baudo: “Ci chiamavano ‘le
svallettate’, perché avevamo superato il ruolo della valletta ed eravamo parte
integrante dello show. C’erano dei mini-show, io e Serena Autieri abbiamo
cantato con tutti i big, ho fatto veramente di tutto: ho suonato il basso con i
Negrita, ho ballato il tango, ho recitato pezzi comici… Ho un ricordo
bellissimo, insieme alla grande fatica, perché non si dormiva mai”. E a
proposito del compianto conduttore fa sapere: “Pippo era davvero inarrestabile:
era l’ultimo ad andare via e il primo ad arrivare, non so come facesse. Ero
ammirata dalla sua energia. Ai tempi andavamo anche al Dopofestival, si facevano
le tre e alle otto eravamo di nuovo in piedi tra trucco e parrucco per la
conferenza stampa del mattino”. La settimana sanremese mette a dura prova
chiunque ci lavori, che sia sopra, sotto il palco o dietro le quinte. E infatti
anche Gerini ha pagato il conto. È lei stessa a svelarlo: “L’ultimo giorno mi
venne un febbrone, mi fecero una puntura e via“. Perché the show must go on,
soprattutto al Festival.
L'articolo “A Sanremo io e Serena Autieri eravamo ‘le svallettate’. L’ultimo
giorno mi venne un febbrone, mi fecero una puntura e via”: gli aneddoti di
Claudia Gerini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sembrano diradarsi le nubi che da alcune settimane aleggiavano circa la proposta
del comune di Sanremo di omaggiare Pippo Baudo con una statua a lui dedicata. Un
omaggio che ricalcherebbe quello fatto nei confronti di un altro storico
conduttore della kermesse canora, ovvero Mike Bongiorno, la cui statua è stata
inaugurata nel febbraio 2013, a distanza di più di tre anni dalla sua scomparsa.
Il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, che aveva lanciato la proposta, era in
attesa di una risposta da parte degli eredi di Baudo, i figli Tiziana e
Alessandro e la sua storica assistente Dina Minna.
A “La volta buona” lo scorso 28 gennaio il primo cittadino sanremese aveva,
infatti, spiegato: “Per noi non è un problema giuridico. Noi questa iniziativa
vorremmo adottarla, ma vorremmo che ci fosse il consenso della famiglia. Sarebbe
surreale pensare che il comune di Sanremo inaugura una statua alla memoria di
una figura così importante e che qualcuno dicesse ‘noi non eravamo d’accordo’.
Auspichiamo una condivisione”. Per chiarire la posizione degli eredi di Pippo
Baudo è arrivata una risposta offerta al settimanale “Oggi” dalla storica
segretaria del conduttore: “Ci stiamo lavorando, ma in generale va bene, il
consenso da parte nostra c’è”.
Dina Minna, dunque, avrebbe assicurato la disponibilità dei figli di Baudo a
vedere realizzata una statua che omaggi il padre. Restano da capire i tempi con
cui sarà possibile inaugurarla. Sicuramente è ormai troppo tardi per vederla
nella cittadina ligure per il prossimo Festival di Sanremo, ma il sindaco Mager
avrebbe individuato un’altra possibile occasione in cui presentarla. Sempre ai
microfoni della trasmissione di Caterina Balivo, aveva ipotizzato: “Vedo più
possibile che la statua venga inaugurata in concomitanza con i 90 anni di Pippo
Baudo, che saranno il 7 giugno”. Sulla collocazione, invece, Mager ipotizza di
poterla mettere davanti al teatro Ariston, anche se non esclude che possa finire
vicino a quella di Mike: “Quella è una statua che quotidianamente attrae
l’affetto di coloro che transitano per le vie di Sanremo”.
L'articolo “Ci stiamo lavorando”: Sanremo avrà la statua di Pippo Baudo, la
famiglia dà il via libera alla realizzazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Grazia Di Michele con Rossana Casale ha partecipato al Festival di Sanremo 1993
arrivando al terzo posto con la ballad “Gli amori diversi”. Ma l’arrivo sul
palco del Teatro Ariston non è stato dei migliori perché le due cantautrici sono
state accolte da alcuni fischi provenienti dalla platea. Lorella Cuccarini, che
era co-conduttrice della serata con Pippo Baudo, ha cercato di frenare le
proteste, ma anche il conduttore ha voluto stoppare le polemiche.
Una vittoria inaspettata, come ha affermato la Di Michele stessa a “La volta
buona”, condotto da Caterina Balivo su Rai Uno: “Noi in realtà eravamo al
ristorante, non avremmo mai immaginato di arrivare ai primi posti e quindi
eravamo andate a mangiare. Ci vennero a cercare ovunque. Ci chiamarono e ci
dissero ‘Siete arrivate…’ e noi abbiamo attaccato, non pensavamo di essere
arrivate terze”.
L’arrivo di corsa all’Ariston: “Immagina noi balzate sul palco così, con la
puzza di frittura sui vestiti, io avevo il vestito macchiato di mostarda, con i
fischi…”. Ma le proteste erano per il quinto posto di Renato Zero con “Ave
Maria”.
“I suoi fan erano ovunque, la platea era piena di sostenitori e in quella
circostanza fu bravo Pippo Baudo che disse: ‘Loro non c’entrano nulla’”.
Il Festival di Sanremo 1993 ha visto trionfare Enrico Ruggeri con “Mistero”
nella categoria Big, davanti a Cristiano De André (“Dietro la porta”) e,
appunto, il duo Rossana Casale-Grazia Di Michele (“Gli amori diversi”). Tra le
Nuove Proposte il successo di Laura Pausini con “La solitudine”.
L'articolo “Io e Rossana Casale balzate sul palco di Sanremo con i fischi per
Renato Zero arrivato quinto, la puzza di frittura sui vestiti, io avevo il
vestito macchiato di mostarda”: così Grazia Di Michele proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sanremo potrebbe presto dedicare una statua a Pippo Baudo, il conduttore che più
di ogni altro ha contribuito a costruire l’identità moderna del Festival della
canzone italiana. L’idea è sul tavolo dell’amministrazione comunale e, come
confermato dal sindaco Alessandro Mager, manca solo il via libera definitivo
della famiglia per poter procedere. La notizia è riportata da Repubblica.
Baudo, scomparso lo scorso 16 agosto all’età di 89 anni, ha ideato e diretto ben
13 edizioni del Festival di Sanremo, lasciando un’impronta profonda e duratura
nella storia della manifestazione e della televisione italiana. Proprio per
questo, da più parti è emersa la proposta di ricordarlo in modo permanente nello
spazio urbano della città ligure, seguendo l’esempio di un altro grande
protagonista della tv, Mike Bongiorno, al quale Sanremo ha già dedicato una
statua in via Escoffier, a pochi passi dal teatro Ariston. “Pippo Baudo è stato
un personaggio estremamente importante per la crescita del Festival e vorremmo
ricordarlo volentieri con una statua”, ha spiegato il sindaco Mager a
Repubblica. “Ma è necessario che ci sia condivisione da parte di tutti i
soggetti interessati sull’utilizzo della sua immagine”.
Il primo cittadino ha chiarito che il Comune è pronto a fare la propria parte,
ma che il passaggio formale con gli eredi è imprescindibile. “Per realizzare la
statua dobbiamo per forza essere autorizzati da chi ha titolo per farlo e serve
condivisione”, ha aggiunto. In questo senso, Mager ha già avviato interlocuzioni
dirette con la famiglia: ha parlato con Tiziana Baudo, figlia del conduttore, e
con Dina Minna, storica segretaria e collaboratrice di Baudo, anch’ella tra gli
eredi. Un elemento che ha rallentato l’iter, come ricostruisce Repubblica, è
stato anche il nodo legato all’eredità: fino a poche settimane fa, infatti, la
situazione non risultava del tutto definita tra i due figli del presentatore,
Tiziana e Alessandro, e la stessa Minna.
L’eventuale collocazione della statua non è stata ancora annunciata, ma il
riferimento a via Escoffier e alla statua di Mike Bongiorno suggerisce la
volontà di inserire anche Pippo Baudo in un percorso simbolico legato alla
storia del Festival e ai suoi protagonisti più rappresentativi. Un
riconoscimento che arriverebbe in un momento particolarmente significativo per
la città, alla vigilia di una nuova edizione della kermesse, in programma a
partire dal 24 febbraio.
L'articolo Sanremo pensa a una statua per Pippo Baudo. Il sindaco: “Siamo
pronti, ma serve l’ok della famiglia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Pippo è mancato da più di 4 mesi, ma per me c’è ancora. Sarà mio marito per
sempre“. Katia Ricciarelli ha ricordato Pippo Baudo con parole dolci. La
cantante, in un’intervista esclusiva a Storie al bivio in onda il prossimo 27
dicembre, ha parlato del rapporto con lo storico presentatore, scomparso lo
scorso 16 agosto. “Prima di lui non mi ero mai voluta sposare” ha dichiarato
Ricciarelli, che ha più volte definito Baudo come il grande amore della sua
vita. I due sono stati sposati per ben 18 anni, dal 1986 al 2004. La cantante è
ancora legata all’ex presentatore, tanto da non riuscire a parlare di lui al
passato. “È stato un grande amore, non riesco a parlarne al passato” ha
dichiarato a Monica Setta.
Katia Ricciarelli ha raccontato di aver appreso la morte dell’ex marito dagli
sms ricevuti sul cellulare. “Nessuno mi ha avvisato” ha detto “Ho appreso della
sua morte dai messaggi di condoglianze che mi arrivavano sul cellulare”. La diva
della musica italiana si è precipitata a Roma per la camera ardente. “Volevo
abbracciare una sola persona: la figlia Tiziana, a cui ho voluto molto bene”.
“CI SIAMO AMATI DAVVERO”
Katia ha raccontato il rapporto bellissimo e pudico con l’ex marito: “Non ci
siamo mai baciati per strada”, ha ricordato, “però mi sapeva stare vicino in
modo speciale“. Ricciarelli ha svelato anche una curiosità su Baudo: “Era un
megalomane e quando veniva a teatro a sentirmi cantare voleva quasi salire sul
palco e dirigere l’orchestra!”. L’artista ha raccontato anche di aver intrapreso
una carriera nel cinema grazie proprio a Pippo: “Quando Pupi Avati mi chiese di
fare il cinema avevo fatto solo il film di Zeffirelli ed ero molto dubbiosa. Fu
Pippo a dirmi che ero brava e che ce l’avrei fatta“.
E infine, il discorso gelosia: “Tra i due, la più gelosa ero io”. Ricciarelli ha
raccontato di essere più volte andata su tutte le furie quando scopriva qualche
bigliettino ricevuto da Baudo da altre donne. “Ho fatto mille volte la valigia
fingendo di lasciarlo. Andavo a dormire in albergo a due passi da casa nostra e
aspettavo che mi telefonasse”. E il telefono squillava? “A volte sì, altre volte
tornavo io”. “Ci siamo amati davvero e per me resterà mio marito per sempre“.
Katia Ricciarelli ha concluso ricordando il suo gesto simbolico per le
festività: “Nella mia villa coltivo rose. Il giorno di Natale una la dedicherò a
lui”.
L'articolo “Pippo Baudo è morto da oltre 4 mesi ma per me c’è ancora, sarà mio
marito per sempre. Non ci siamo mai baciati per strada”: così Katia Ricciarelli
proviene da Il Fatto Quotidiano.