Grazia Di Michele con Rossana Casale ha partecipato al Festival di Sanremo 1993
arrivando al terzo posto con la ballad “Gli amori diversi”. Ma l’arrivo sul
palco del Teatro Ariston non è stato dei migliori perché le due cantautrici sono
state accolte da alcuni fischi provenienti dalla platea. Lorella Cuccarini, che
era co-conduttrice della serata con Pippo Baudo, ha cercato di frenare le
proteste, ma anche il conduttore ha voluto stoppare le polemiche.
Una vittoria inaspettata, come ha affermato la Di Michele stessa a “La volta
buona”, condotto da Caterina Balivo su Rai Uno: “Noi in realtà eravamo al
ristorante, non avremmo mai immaginato di arrivare ai primi posti e quindi
eravamo andate a mangiare. Ci vennero a cercare ovunque. Ci chiamarono e ci
dissero ‘Siete arrivate…’ e noi abbiamo attaccato, non pensavamo di essere
arrivate terze”.
L’arrivo di corsa all’Ariston: “Immagina noi balzate sul palco così, con la
puzza di frittura sui vestiti, io avevo il vestito macchiato di mostarda, con i
fischi…”. Ma le proteste erano per il quinto posto di Renato Zero con “Ave
Maria”.
“I suoi fan erano ovunque, la platea era piena di sostenitori e in quella
circostanza fu bravo Pippo Baudo che disse: ‘Loro non c’entrano nulla’”.
Il Festival di Sanremo 1993 ha visto trionfare Enrico Ruggeri con “Mistero”
nella categoria Big, davanti a Cristiano De André (“Dietro la porta”) e,
appunto, il duo Rossana Casale-Grazia Di Michele (“Gli amori diversi”). Tra le
Nuove Proposte il successo di Laura Pausini con “La solitudine”.
L'articolo “Io e Rossana Casale balzate sul palco di Sanremo con i fischi per
Renato Zero arrivato quinto, la puzza di frittura sui vestiti, io avevo il
vestito macchiato di mostarda”: così Grazia Di Michele proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Pippo Baudo
Sanremo potrebbe presto dedicare una statua a Pippo Baudo, il conduttore che più
di ogni altro ha contribuito a costruire l’identità moderna del Festival della
canzone italiana. L’idea è sul tavolo dell’amministrazione comunale e, come
confermato dal sindaco Alessandro Mager, manca solo il via libera definitivo
della famiglia per poter procedere. La notizia è riportata da Repubblica.
Baudo, scomparso lo scorso 16 agosto all’età di 89 anni, ha ideato e diretto ben
13 edizioni del Festival di Sanremo, lasciando un’impronta profonda e duratura
nella storia della manifestazione e della televisione italiana. Proprio per
questo, da più parti è emersa la proposta di ricordarlo in modo permanente nello
spazio urbano della città ligure, seguendo l’esempio di un altro grande
protagonista della tv, Mike Bongiorno, al quale Sanremo ha già dedicato una
statua in via Escoffier, a pochi passi dal teatro Ariston. “Pippo Baudo è stato
un personaggio estremamente importante per la crescita del Festival e vorremmo
ricordarlo volentieri con una statua”, ha spiegato il sindaco Mager a
Repubblica. “Ma è necessario che ci sia condivisione da parte di tutti i
soggetti interessati sull’utilizzo della sua immagine”.
Il primo cittadino ha chiarito che il Comune è pronto a fare la propria parte,
ma che il passaggio formale con gli eredi è imprescindibile. “Per realizzare la
statua dobbiamo per forza essere autorizzati da chi ha titolo per farlo e serve
condivisione”, ha aggiunto. In questo senso, Mager ha già avviato interlocuzioni
dirette con la famiglia: ha parlato con Tiziana Baudo, figlia del conduttore, e
con Dina Minna, storica segretaria e collaboratrice di Baudo, anch’ella tra gli
eredi. Un elemento che ha rallentato l’iter, come ricostruisce Repubblica, è
stato anche il nodo legato all’eredità: fino a poche settimane fa, infatti, la
situazione non risultava del tutto definita tra i due figli del presentatore,
Tiziana e Alessandro, e la stessa Minna.
L’eventuale collocazione della statua non è stata ancora annunciata, ma il
riferimento a via Escoffier e alla statua di Mike Bongiorno suggerisce la
volontà di inserire anche Pippo Baudo in un percorso simbolico legato alla
storia del Festival e ai suoi protagonisti più rappresentativi. Un
riconoscimento che arriverebbe in un momento particolarmente significativo per
la città, alla vigilia di una nuova edizione della kermesse, in programma a
partire dal 24 febbraio.
L'articolo Sanremo pensa a una statua per Pippo Baudo. Il sindaco: “Siamo
pronti, ma serve l’ok della famiglia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Pippo è mancato da più di 4 mesi, ma per me c’è ancora. Sarà mio marito per
sempre“. Katia Ricciarelli ha ricordato Pippo Baudo con parole dolci. La
cantante, in un’intervista esclusiva a Storie al bivio in onda il prossimo 27
dicembre, ha parlato del rapporto con lo storico presentatore, scomparso lo
scorso 16 agosto. “Prima di lui non mi ero mai voluta sposare” ha dichiarato
Ricciarelli, che ha più volte definito Baudo come il grande amore della sua
vita. I due sono stati sposati per ben 18 anni, dal 1986 al 2004. La cantante è
ancora legata all’ex presentatore, tanto da non riuscire a parlare di lui al
passato. “È stato un grande amore, non riesco a parlarne al passato” ha
dichiarato a Monica Setta.
Katia Ricciarelli ha raccontato di aver appreso la morte dell’ex marito dagli
sms ricevuti sul cellulare. “Nessuno mi ha avvisato” ha detto “Ho appreso della
sua morte dai messaggi di condoglianze che mi arrivavano sul cellulare”. La diva
della musica italiana si è precipitata a Roma per la camera ardente. “Volevo
abbracciare una sola persona: la figlia Tiziana, a cui ho voluto molto bene”.
“CI SIAMO AMATI DAVVERO”
Katia ha raccontato il rapporto bellissimo e pudico con l’ex marito: “Non ci
siamo mai baciati per strada”, ha ricordato, “però mi sapeva stare vicino in
modo speciale“. Ricciarelli ha svelato anche una curiosità su Baudo: “Era un
megalomane e quando veniva a teatro a sentirmi cantare voleva quasi salire sul
palco e dirigere l’orchestra!”. L’artista ha raccontato anche di aver intrapreso
una carriera nel cinema grazie proprio a Pippo: “Quando Pupi Avati mi chiese di
fare il cinema avevo fatto solo il film di Zeffirelli ed ero molto dubbiosa. Fu
Pippo a dirmi che ero brava e che ce l’avrei fatta“.
E infine, il discorso gelosia: “Tra i due, la più gelosa ero io”. Ricciarelli ha
raccontato di essere più volte andata su tutte le furie quando scopriva qualche
bigliettino ricevuto da Baudo da altre donne. “Ho fatto mille volte la valigia
fingendo di lasciarlo. Andavo a dormire in albergo a due passi da casa nostra e
aspettavo che mi telefonasse”. E il telefono squillava? “A volte sì, altre volte
tornavo io”. “Ci siamo amati davvero e per me resterà mio marito per sempre“.
Katia Ricciarelli ha concluso ricordando il suo gesto simbolico per le
festività: “Nella mia villa coltivo rose. Il giorno di Natale una la dedicherò a
lui”.
L'articolo “Pippo Baudo è morto da oltre 4 mesi ma per me c’è ancora, sarà mio
marito per sempre. Non ci siamo mai baciati per strada”: così Katia Ricciarelli
proviene da Il Fatto Quotidiano.