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“Io e Rossana Casale balzate sul palco di Sanremo con i fischi per Renato Zero arrivato quinto, la puzza di frittura sui vestiti, io avevo il vestito macchiato di mostarda”: così Grazia Di Michele
Grazia Di Michele con Rossana Casale ha partecipato al Festival di Sanremo 1993 arrivando al terzo posto con la ballad “Gli amori diversi”. Ma l’arrivo sul palco del Teatro Ariston non è stato dei migliori perché le due cantautrici sono state accolte da alcuni fischi provenienti dalla platea. Lorella Cuccarini, che era co-conduttrice della serata con Pippo Baudo, ha cercato di frenare le proteste, ma anche il conduttore ha voluto stoppare le polemiche. Una vittoria inaspettata, come ha affermato la Di Michele stessa a “La volta buona”, condotto da Caterina Balivo su Rai Uno: “Noi in realtà eravamo al ristorante, non avremmo mai immaginato di arrivare ai primi posti e quindi eravamo andate a mangiare. Ci vennero a cercare ovunque. Ci chiamarono e ci dissero ‘Siete arrivate…’ e noi abbiamo attaccato, non pensavamo di essere arrivate terze”. L’arrivo di corsa all’Ariston: “Immagina noi balzate sul palco così, con la puzza di frittura sui vestiti, io avevo il vestito macchiato di mostarda, con i fischi…”. Ma le proteste erano per il quinto posto di Renato Zero con “Ave Maria”. “I suoi fan erano ovunque, la platea era piena di sostenitori e in quella circostanza fu bravo Pippo Baudo che disse: ‘Loro non c’entrano nulla’”. Il Festival di Sanremo 1993 ha visto trionfare Enrico Ruggeri con “Mistero” nella categoria Big, davanti a Cristiano De André (“Dietro la porta”) e, appunto, il duo Rossana Casale-Grazia Di Michele (“Gli amori diversi”). Tra le Nuove Proposte il successo di Laura Pausini con “La solitudine”. L'articolo “Io e Rossana Casale balzate sul palco di Sanremo con i fischi per Renato Zero arrivato quinto, la puzza di frittura sui vestiti, io avevo il vestito macchiato di mostarda”: così Grazia Di Michele proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Devo dare un abbraccio a una donna e voi capite il perché”: Renato Zero bacia Enrica Bonaccorti durante il concerto. Lei risponde: “Mi hai rubato il cuore”
Si sono amati negli Anni 70, poi tutto si è trasformato in una lunga e fortissima amicizia. Renato Zero e Enrica Bonaccorti si stimano e si vogliono bene e il cantautore non ha perso occasione per ribadire ancora la vicinanza all’amica, alle prese con il cancro al pancreas. Durante il secondo dei cinque concerti al Palazzo dello Sport di Roma, ieri 25 gennaio, l’artista ha fermato la musica ed è sceso in platea in direzione della sua grande amica. La conduttrice, accompagnata dalla figlia Verdiana, era seduta in platea quando è stata raggiunta dal cantante che l’ha stretta in un forte abbraccio. Renato Zero, poco prima, aveva parlato dal palco del potere delle donne e di quelle a cui oggi viene tolta voce, con implicito riferimento al recente femminicidio di Federica Torzullo. Poi la canzone ‘Libera’ e la dedica: “Dio ha creato un sacco vuoto, è l’uomo e poi ha fatto Eva”, ha detto tra gli applausi. Subito dopo è sceso in platea, si è avvicinato a Bonaccorti, seduta, senza parrucca: “Devo dare un abbraccio a una donna e voi capite il perché”, ha detto al pubblico. Un riferimento evidente al momento difficile che la conduttrice sta attraversando nella sua battaglia contro il tumore al pancreas. Visibilmente commossa, la 76enne ha risposto: “Questo uomo mi ha rubato il cuore per sempre“. Zero in una intervista a Il Corriere della Sera aveva detto: “Il nostro è stato un percorso meraviglioso, che non teneva conto solo di un’esigenza fisica, era uno scambio continuo di emozioni. Con Enrica non è mai finita, il rapporto si può trasformare, gli attribuisci una carica diversa, che non è solo quella dell’amante. Certe vicinanze non vanno perdute”. L'articolo “Devo dare un abbraccio a una donna e voi capite il perché”: Renato Zero bacia Enrica Bonaccorti durante il concerto. Lei risponde: “Mi hai rubato il cuore” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ci vogliono tutti marziani, tutti uguali, tutti finti”: Renato Zero show a Roma e rende omaggio alle vittime di femminicidio con “Libera” – La scaletta
“Grazie per i vostri visi, per le vostre braccia, per la vostra voce, per le vostre idee, per il fatto di essere come siete, non cambiate. Non dategli retta che vogliono tutti marziani, vogliono tutti uguali, tutti finti, precostituiti. Questa per chi non lo avesse inteso è l ‘ora vera per tutti. Solo su un ‘altra piccola raccomandazione: Non dimenticatemi!”. Con queste parole Renato Zero ha concluso il primo dei cinque concerti, ieri, 24 gennaio, dell’OraZero In Tour al Palazzo dello Sport di Roma, poi altri palasport italiani fino ad aprile, per 30 date in calendario, molte delle quali già sold out. Al centro della scaletta l’ultimo album “OraZero”, eseguito per la prima volta dal vivo, tra temi sociali, fragilità individuali e speranze collettive. In scaletta spazio anche per i grandi successi che hanno segnato la sua inimitabile storia: “No! Mamma, no!”, “Cercami”, Il Carrozzone” per citarne alcune e poi ancora il medley su “Madame”, “Il triangolo”, “Mi vendo”. Non potevano mancare gli evergreen come “Il cielo” e “I migliori anni della nostra vita”. Tra i momenti più applauditi della serata, l’omaggio alle vittime di femminicidio con il brano “Libera”, accompagnato sullo schermo dai loro nomi e da un enorme “Basta” in rosso. E a sorpresa sul finale l’inedito “Resta con me”, dedicato al concetto universale di madre. Sugli schermi anche i video-cameo di Gabriele Lavia e Luca Ward, rispettivamente nel ruolo del “Libero Pensiero” e de “L’Ignoto”. Con Renato Zero la band composta da Danilo Madonia (direzione musicale, tastiere e pianoforte), Lorenzo Poli (basso); Bruno Giordana (tastiere e sax), Rosario Jermano (percussioni), Fabrizio Leo (chitarre), Andrea Maddalone (chitarre), un coro a 8 voci e, con interventi in video, l’Orchestra Piemme Project. L'articolo “Ci vogliono tutti marziani, tutti uguali, tutti finti”: Renato Zero show a Roma e rende omaggio alle vittime di femminicidio con “Libera” – La scaletta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mi sentivo addosso la monnezza, i miei amici dentro alla 500 si rollavano le canne con l’olio indiano. Non riuscivo più a dormire, ho chiesto aiuto a papà”: così Renato Zero
“Grazie alle nostre avventure ‘promiscue’ abbiamo capito l’importanza della differenza, della tolleranza”, così Renato Zero, ospite da Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa” nella puntata di ieri, 16 novembre. Entrato in studio, acclamatissimo dal pubblico che veniva apposta per lui anche “dalla Sicilia, dalla Sardegna”, il cantautore ha parlato del suo nuovo disco, della consapevolezza e l’accettazione di sé e della propria sessualità. L’album, intitolato “L’Ora Zero”, “nasce sull’accensione di questi conflitti terrificanti degli ultimi tempi. Ho cominciato a buttare giù delle idee che erano aderenti ad uno stato d’animo di un abitante del pianeta che vede sgretolarsi tutte queste premesse e promesse di un futuro di pace ed alleanze”, ha spiegato. Renato Zero ha da poco compiuto 75 anni. “Per il compleanno ho preso ‘Renato’ e me lo sono portato a pranzo. Abbiamo fatto pace. Si parlava di trascuratezza perché Renato dice ‘Sono vergine di una scelta che è stata arbitraria di Zero, che ha voluto coinvolge questo Renato e fargli fare chilometri di pentagramma’”, ha detto Zero, che ha poi raccontato qualche divertente aneddoto legato alla sua gioventù. L’artista, come da lui stesso spiegato, non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti. Ma, nonostante ciò, si è trovato più volte vicino a chi (soprattutto) fumava le canne. “C’erano questi miei amici che dentro la 500 si rollavano le sigarette con l’olio indiano. Mi chiedevano se volessi fare un tiro ma, anche se il mio rifiuto era palese, mi sentivo addosso tutta questa monnezza. Tornato a casa il letto mi si risucchiava. Ho chiamato Mimì alle 4 di notte e mi aveva detto: ‘Torna a dormì’. Allora ho messo giù il telefono e il letto mi si risucchiava un’altra volta. Io però non dormivo, quindi ho chiamato mio padre, poliziotto, per raccontargli della canna e lui mi ha portato al Fatebenefratelli dove mi hanno dato 12 gocce di Simpathyl e il letto non mi ha più risucchiato”, ha raccontato Zero. Zero ha ripercorso anche un incidente con Roberto D’Agostino, in cui “fummo colpiti da un’auto sulla nostra Fiat 500. Dopo il colpo sono uscito come un palombaro dal finestrino. Avevo dato un tale capocciata che D’Agostino decise di portarmi all’ospedale. Arrivato in ospedale, vedo D’Agostino che mi fa: ‘Ma ti hanno messo nel reparto delle donne? Ma fagli vedere il pisello a questi!’. Una figura…”. E sul rapporto riscoperto con Loredana Bertè: “Ogni tanto una pausa è necessaria, per non far sì che la stanchezza abbia il sopravvento sull’invenzione. Io e Loredana avevamo un momento di stasi, ci eravamo detti troppo e detti male”. È stato Renato Zero ad allontanarsi per un periodo: “Mi ritenevo un paracadute scomodo. Se sappiamo che c’è sempre l’angelo custode vicino, non facciamo il massimo. Serviva ascoltarsi senza protezioni”. Il famosissimo “triangolo” amoroso è realmente “successo. Per non lasciare lui o lei fuori pensi ‘ma lo faccio entrare?’. Il divertimento, anche scelerato, di una sessualità che ai tempi prometteva una scelta definitiva della nostra anagrafe ma oggi, a furia di tener dentro quello si vorrebbe essere e non si è, si finisce dallo psichiatra”. E ancora: “Il sesso non veniva preso sul serio come oggi, era una forma di evasione allegra. Grazie alle nostre avventure promiscue abbiamo capito l’importanza della differenza, della tolleranza”. Ma “se non hai avuto l’intelligenza e l’astuzia di penetrare negli affetti e nell’amore degli altri, non crescerai bene”, ha concluso il cantautore. L'articolo “Mi sentivo addosso la monnezza, i miei amici dentro alla 500 si rollavano le canne con l’olio indiano. Non riuscivo più a dormire, ho chiesto aiuto a papà”: così Renato Zero proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tosca a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Da bambina vedevo Renato Zero nel mio quartiere. Oggi è uno che se lo chiamo di notte, c’è”
Tiziana Tosca Donati, in arte solo Tosca, è la seconda ospite a La Confessione di Peter Gomez in onda sabato 15 novembre alle 20.20 su Rai 3. “Io so che lei da bambina vedeva Renato Zero nel suo quartiere, e ho letto che sua nonna le diceva: ‘se non fai la brava, ti faccio sposare quello lì'”, ha detto il conduttore alla cantante dopo averle mostrato un’esibizione dell’artista romano ne “Il carrozzone” del 1979. “Io dicevo: ‘faccio la brava, faccio la brava, faccio la brava’ – ha risposto Tosca, nata e cresciuta nelle stesse borgate frequentate da Zero, la Garbatella e la Montagnola – Veniva Renato con una tuta viola con tutte palle davanti, tutti i suoi capelli fonati, scendeva lì con un cappottone…”, ha ricordato l’artista. “So che però oggi siete molto amici. Chi è veramente Renato Zero?”, ha domandato ancora Gomez. “E’ un amico vero, è uno di quelli che se tu lo chiami di notte, lui c’è”, ha concluso la fondatrice di Officina Pasolini, scuola di formazione per giovani artisti a Roma. L'articolo Tosca a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Da bambina vedevo Renato Zero nel mio quartiere. Oggi è uno che se lo chiamo di notte, c’è” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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