“Le Leggi per contrastare il bullismo e il cyberbullismo ci sono ma è necessario
un percorso attuativo che richiede sforzi e coordinamenti. Non basta sicuramente
un numero telefonico”. A pronunciare queste parole a ilfattoquotidiano.it è
Ernesto Caffo, il presidente dell’associazione che si è fatta conoscere per una
linea di ascolto: nel 2025 ha gestito 181 casi di bullismo e 24 casi di
cyberbullismo. Telefono azzurro da 38 anni è dalla parte dei bambini e dei
ragazzi con i fatti. In queste ore, in occasione della Giornata nazionale contro
il bullismo e il cyberbullismo, ha presentato i dati raccolti nell’ultimo anno.
Le segnalazioni hanno riguardato prevalentemente attacchi legati alle
caratteristiche fisiche, che rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9%
di quelli di cyberbullismo. Seguono le motivazioni di tipo culturale e quelle
legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere (3,5% nei casi di
bullismo e 1% nei casi di cyberbullismo). “Sono percentuali che non rispettano
la realtà. Permane – dice Caffo – un fenomeno sommerso particolarmente
rilevante. Dobbiamo facilitare sempre più i ragazzi che hanno bisogno di aiuto”.
La fotografia del fenomeno scattata dall’associazione aiuta, comunque, a
comprendere la situazione: secondo gli ultimi dati disponibili (giugno 2025),
nel 2023 in Italia il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di
aver subito, nei 12 mesi precedenti, episodi offensivi, aggressivi, diffamatori
o di esclusione, sia online sia offline. Il 21% riferisce di averli subiti più
volte al mese e circa l’8% con cadenza almeno settimanale. I maschi risultano
leggermente più colpiti rispetto alle femmine (21,5% contro 20,5%), con una
maggiore incidenza tra i giovanissimi di 11-13 anni (23,7%). Preoccupa il
trasferimento del fenomeno sul web: circa il 34% degli adolescenti italiani
riferisce di aver subito atti vessatori o molestie online nel 2023.
Caffo punta il suo sguardo anche verso l’intelligenza artificiale, ma resta
contrario all’idea di vietare i social a chi ha meno di sedici anni: “Anziché
vietare dobbiamo fornire ai ragazzi strumenti sempre più adatti alle loro
capacità e competenze. Un giovane, da solo, molte volte non può reagire a un
attacco: per questo dobbiamo lavorare con le scuole”. In questa direzione si
collocano i protocolli d’Intesa sottoscritti da Telefono Azzurro con il
ministero della Difesa e con quello dell’Istruzione e del Merito, finalizzati a
rafforzare prevenzione, educazione e protezione di bambini e adolescenti
consolidando un sistema integrato di intervento. Caffo tira le orecchie alla
scuola colpevole – a sua detta – di essere in ritardo: “Ho fatto innumerevoli
audizioni in Parlamento – sottolinea il presidente – ma manca una politica
complessiva e non ci sono nemmeno persone competenti che possano affrontare la
questione con professionalità”.
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esserne stato vittima – i dati di Telefono Azzurro proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Voleva racimolare qualcosa per compare un regalo di Natale alla sorellina di tre
anni e così ha allestito un improvvisato banchettino davanti a un negozio di
giocattoli: ha messo in vendita libri di scuola usati e disegni da lui
realizzati. Il protagonista di questa storia è Alessio un bambino di 11 ani. La
responsabile del negozio di giocattoli a Mugnano di Napoli, preoccupata
dall’assenza di un adulto, ha chiamato i carabinieri. E ai militari il bambino
ha raccontato la sua storia.
Si era allontanato da casa sfruttando una distrazione del padre. La mamma è
morta e la sua famiglia sta affrontando un momento di difficoltà. Ai carabinieri
ha raccontato che cercava dei soldi per comprare un regalo alla sorellina: non
li aveva chiesti al padre per via del suo andamento scolastico. Così, al bambino
viene l’idea di allestire un banchetto e racimolare una piccola somma dalla
vendita di libri e disegni.
Intanto il padre, non vedendolo più a casa, si era recato alla caserma per
denunciare la scomparsa. Poco dopo raggiunge la pattuglia e ritrova il figlio.
La storia ha commosso la cittadina e gli stessi militari che hanno deciso di
invitarlo in caserma per trascorrere del tempo insieme: alla fine gli hanno
anche consegnato un regalo di Natale e uno anche per la sorellina.
***
Se senti che la situazione a casa è diventata troppo pesante da sopportare, se
hai pensato di allontanarti o se hai solo bisogno di qualcuno che ti ascolti
senza giudicarti, ricorda che non sei solo e che chiedere aiuto è un atto di
coraggio, non di debolezza. Puoi parlare con Telefono Azzurro in qualsiasi
momento chiamando il numero gratuito 1.96.96, attivo tutti i giorni 24 ore su
24, oppure scrivendo in chat direttamente sul sito azzurro.it per trovare un
supporto immediato e protetto. C’è sempre una soluzione possibile e qualcuno
pronto ad ascoltare la tua voce e ad aiutarti a ritrovare la serenità di cui hai
diritto.
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per comprare un regalo di Natale alla sorellina proviene da Il Fatto Quotidiano.