Dal 21 dicembre la Provincia di Massa Carrara ha un nuovo Presidente: il sindaco
di Aulla Roberto Valettini. Col 50,9% dei voti ha vinto le elezioni di secondo
livello, precedendo di poco il candidato del Partito Democratico, Gianluigi
Giannetti, sindaco di Fivizzano fino a due settimane prima suo compagno di
partito. Il 5 dicembre infatti, a sedici giorni dal voto, Valettini è stato
espulso dal Partito Democratico, proprio perché insisteva col candidarsi alla
presidenza della Provincia, nonostante la decisione del partito di Elly Schlein
di schierare Giannetti, noto per aver apostrofato l’assenza di esponenti del
governo alla commemorazione della strage nazifascista di Vinca, agosto 1944, con
un “sono felice di sapere che oggi nessun fascista è presente”. Soprattutto per
questo, dopo la vittoria di Valettini su Giannetti grazie al voto decisivo di
sindaci e consiglieri di centrodestra, deputati e amministratori leghisti e
meloniani hanno esultato a Massa, nella Piazza Aranci sede della Provincia di
Massa Carrara, con un cartello eloquente “Provincia Decomunistizzata“.
A guidarli nell’iniziativa il deputato Andrea Barabotti (Lega), tra gli artefici
dell’operazione Valettini, “la Provincia è decomunistizzata di fatto – spiega a
ilfattoquotidiano.it – perché siamo riusciti a non far vincere una persona come
Giannetti che usa le istituzioni come casa sua. In occasione della
commemorazione della strage di Vinca lo ha fatto in modo vergognoso. Certe cose
con la fascia tricolore, davanti a studenti che sono lì ad ascoltare
un’istituzione, non si possono dire. Confonde il partito con le istituzioni”.
Fino a poche settimane prima però Valettini era aspirante candidato di una
coalizione di quel campo, seppur inviso dal suo partito. Poi come ha fatto a
raccogliere i voti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia? “Abbiamo fatto una
scelta – spiega Barabotti -. Lui (Valettini, ndr) è un cattolico, non di area
Schlein, sul piano valoriale abbiamo qualcosa in comune e a un certo punto ci
siamo chiesti se, sacrificando qualcosa anche noi, avremmo potuto dare alla
provincia una guida diversa. E ci siamo riusciti. Anche perché sono elezioni di
secondo livello”.
Valettini infatti non ha dovuto raccogliere il voto popolare, ma quello di
sindaci e consiglieri comunali del territorio e, oltre a quelli di centrodestra
palesi, i numeri raccontano abbia raccolto anche nelle file dei dem e, pare,
5Stelle. E’ la personalità pontiera di Valentini ad aver vinto o il bisogno
tattico del centrodestra di superare il Partito Democratico provinciale ad ogni
costo? “Sono un cattolico democratico, liberale, aperto al dialogo per sua
natura – risponde Andrea Valettini a ilfattoquotidiano.it -. Non mi riconosco in
posizioni settarie, di non dialogo. Si può e deve dialogare per il benessere
della comunità”.
Ma come farà a governare tenendo insieme la sua maggioranza provinciale, con
esponenti di campi politici così distanti? “Le sensibilità sono un
arricchimento. Ci sono confini di rispetto assoluto della democrazia, aiuto ai
più deboli, attenzione alle fragilità. Sono fermo su questo e non trovo
pregiudiziali da parte del centrodestra su questo. Non c’è negatività su questi
valori. Mi confronterò nelle scelte concrete con quelle che sono le attività
amministrative della provincia. Volto al buongoverno della nostra comunità”.
Un’idea condivisa dal deputato Barabotti (Lega) che sul motivo dell’accordo
vorrebbe unire tatticismo e pragmatismo: “Il dialogo con Valettini nasce
dall’idea che tra amministratori ci capiamo se togli l’ideologia e pensi al bene
del territorio – chiarisce Barabotti a ilfattoquotidiano.it -. Io e il sindaco
di Aulla ci siamo sempre capiti sul lato infrastrutturale e così tra lui e
Amorese (deputato di Fratelli d’Italia, ndr) sul piano culturale ad esempio per
la candidatura di Massa a Capitale della Cultura. L’importante era non far
vincere il Pd e ci siamo riusciti. Ora vedremo governando se abbiamo fatto bene
a sostenere il sindaco di Aulla”.
Ad Aulla però Valettini vuole continuare a governare con la sua maggioranza, di
centrosinistra. E finora ci è riuscito nonostante il diktat della segreteria
provinciale Pd ai consiglieri comunali dem per andare all’opposizione e togliere
la fiducia al sindaco facendolo decadere. I cinque rappresentanti dem hanno
preferito infatti abbandonare il partito e restare in maggioranza. “Uno di
quelli che si è dimesso – spiega il sindaco di Aulla a ilfattoquotidiano.it –
era segretario zonale del Pd. Evidentemente c’è un grosso malessere verso un
partito che non è riuscito ad ascoltare. Mi auguro che il Partito Democratico
voglia accogliere meglio le sensibilità che rappresento, in futuro. Questo
aborrire chi è di centrodestra è assurdo. Gioverebbe un partito democratico
liberale, disposto al dialogo. Per questo non credo il mio allontanamento sia
irreversibile”.
L'articolo Massa Carrara. Espulso dal Pd, batte il sindaco anti-fascista coi
voti del centrodestra e diventa presidente della Provincia proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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I Comuni apuani continuano a riaprire cave dismesse da decenni, ormai
rinaturalizzate, a favore del comparto estrattivo del marmo e a danno delle
economie di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico del
Parco delle Alpi Apuane e delle aree attigue. Dopo il caso Seravezza, dove la
riapertura di alcune cave chiuse e la conciliazione pro-privato di
un’escavazione abusiva sul Monte Altissimo ha attivato la protesta della
comunità locale, il nuovo terreno di scontro tra visioni di sviluppo
territoriale è passato a Massa. Il Comune apuano guidato dalla giunta Persiani
(Lega) ha infatti stabilito la riapertura di sette cave dismesse tramite una
pianificazione urbanistica – i Piani Attuattivi dei Bacini Estrattivi (PABE) –
che è riuscita a garantire ai concessionari dell’estrazione 3,3 milioni di metri
cubi di nuova escavazione pur indicando nelle sue premesse l’obiettivo di
innalzare “la qualità del territorio e dell’ambiente” e il “contrasto di consumo
di nuovo suolo”.
Simbolo della lotta tra interessi contrapposti: la “Cresta degli Amari”, cava
chiusa dal 1980, oggi pendio rinaturalizzato del Parco delle Alpi Apuane nei cui
pressi si sviluppa un’ambita meta di arrampicata sportiva – la falesia
“Campaccio” – che raccoglie ogni anno appassionati da ogni parte d’Italia. Il
Comune di Massa ha deliberato il suo ritorno ad area di escavazione, negando
legittimità alle osservazioni avanzate da chi da anni ha creato economia sulla
tutela e valorizzazione dell’area nel complesso limitrofo Pian della Fioba. Tra
questi l’associazione Aquilegia guidata da Andrea Ribolini che proprio a Pian
della Fioba gestisce l’Orto Botanico della Alpi Apuane “Pellegrini-Ansaldi”,
patrimonio di biodiversità a un chilometro in linea d’aria dalla Cresta degli
Amari, divenuto meta prediletta di studenti e neoleureati da tutta Italia dei
corsi di Scienze della Vita.
“La scelta di riaprire la Cresta degli Amari danneggia undici anni di lavoro di
valorizzazione di Pian della Fioba in ottica turistica. Lavoro portato avanti da
noi, dal rifugio Città di Massa e dalle guide” spiega a ilfattoquotidiano.it
Ribolini che sottolinea come intorno a questa oasi di pace e natura insistano
già altre cinque cave attive. “Mentre invitiamo i turisti a godere del silenzio
del bosco – precisa Ribolini – ci sono momenti che sembra di essere nel cantiere
del Tav per il rumore. Con la riapertura della Cresta degli Amari sarà ancora
peggio e ce la riaprono di fronte”. Quando il sindaco di Massa passò da queste
parti nel 2023, durante la campagna elettorale per il secondo mandato, promise
“lo stralcio della riapertura della cava” ricorda a ilfattoquotidiano.it il
presidente di Aquilegia: “Ora ci sentiamo traditi”, precisa, perché al momento
della delibera finale, Persiani e la sua maggioranza hanno confermato la
riattivazione. Il sindaco di Massa, interpellato da Ilfattoquotidiano.it al
riguardo, non ha risposto alle nostre domande dopo due settimane di rinvii.
La riapertura delle sette cave ripropone inoltre il problema dell’impatto
dell’escavazione sulle sorgenti d’acqua. Ogni riapertura di cava equivale
infatti a un aumento degli sversamenti nei corsi d’acqua dello scarto più
inquinante dell’escavazione del marmo, la marmettola: una fanghiglia biancastra
con metalli pesanti che si deposita negli alvei dei corsi d’acqua, annichilisce
la vita fluviale togliendovi ossigeno e produce effetti nefasti in circostanze
alluvionali. Lo stesso Comune di Massa, nella scheda dedicata alla riapertura
della cava Cresta degli Amari, precisa che l’escavazione autorizzata sia in
“interferenza con le sorgenti d’acqua” di una frazione abitata, quindi
potenziale inquinante di questa, con marmettola. “Arpat ha chiarito da tempo che
il sistema è inquinante – spiega a ilfattoquotidiano.it Nicola Cavazzuti di
Rifondazione Comunista, qui alleata del Movimento 5 Stelle nel Polo Progressista
-, la questione è politica: quanto si vuole continuare a far inquinare per il
profitto di pochi e con un ritorno in termini di occupazione che è crollato del
35% dalla metà degli anni novanta al 2020”.
Nella zona infatti il marmo occupa circa duemila persone, tra escavazione e
lavorazione. Pochi se si considera che il comparto viaggia su utili sul
fatturato intorno al 50%, unici nel panorama manifatturiero. “Si sono persi 800
posti di lavoro a valle e circa 100 a monte negli ultimi 25 anni” chiarisce
Cavazzuti, “mentre il profitto resta ai concessionari: chi lavora otto ore in
cava, lavora le prime due per il proprio salario e le restanti sei per il
profitto dell’azienda che li paga”. Questo nonostante il prodotto venduto sia
quantitativamente sempre meno pregiato: secondo dati Legambiente, il 77%
dell’escavato non sono infatti blocchi di marmo funzionali alla produzione
artistica ed ornamentale, ma ghiaie e detriti, come quelli usati da riempitivo
per la nuova Diga di Genova che erano sulla draga Guang Rong finita contro il
pontile della città di Massa e lì rimasta dal 28 gennaio 2025 a pochi giorni fa.
L'articolo Il Comune a trazione leghista riapre 7 cave di marmo. Rabbia degli
ambientalisti: “Invitiamo i turisti nella natura? Pare di essere nel cantiere
Tav” proviene da Il Fatto Quotidiano.