Il mercato italiano delle due ruote archivia il 2025 con un bilancio dagli
andamenti divergenti. A fronte di una flessione complessiva del 7,5% nelle
immatricolazioni, emergono infatti traiettorie opposte tra le diverse tipologie
di veicoli: gli scooter avanzano, mentre le moto accusano un arretramento
deciso. A certificarlo sono i dati annuali diffusi da Confindustria Ancma
(Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che fotografano un settore
condizionato sia da fattori normativi sia da un contesto economico ancora
instabile.
Nel dettaglio, il comparto chiude l’anno con 345.287 veicoli immatricolati. Gli
scooter registrano una crescita del 5,5% e superano quota 197mila unità. Di
segno opposto l’andamento delle moto, che perdono oltre il 19%, fermandosi a
circa 134mila targhe. Ancora più marcata la contrazione dei ciclomotori, in calo
di quasi un terzo rispetto all’anno precedente.
Il settore ha risentito degli effetti legati all’introduzione della normativa
Euro 5+. La corsa alle immatricolazioni di fine serie avvenuta due anni fa ha
alterato il confronto su base annua: dopo il record storico registrato a fine
2024, l’ultimo mese del 2025 segna un crollo superiore al 60%, con poco più di
11mila veicoli immatricolati. Un risultato che riflette più un effetto
statistico che un improvviso crollo della domanda. Non a caso, se il raffronto
viene esteso al 2023 – considerato un anno “neutro” – il saldo complessivo torna
positivo (+2,2%).
Restano in difficoltà anche le due ruote elettriche. Il segmento chiude con una
contrazione vicina al 16%, penalizzato soprattutto dal calo dei ciclomotori a
batteria. Più contenuta la flessione degli scooter elettrici, che tuttavia non
riescono ancora a invertire la tendenza complessiva. Un segnale che conferma
come la transizione verso l’elettrico proceda con lentezza, nonostante gli
incentivi e l’attenzione crescente alla mobilità sostenibile.
Scenario analogo per i quadricicli, anch’essi in calo, ma con una netta
distinzione tra alimentazioni: i modelli termici crollano, mentre quelli
elettrici limitano le perdite, sostenuti dalle misure di supporto introdotte nel
corso dell’anno. Con un valore complessivo di 14,8 miliardi di euro, una forte
vocazione all’export e oltre 54mila addetti lungo la filiera, il settore delle
due ruote continua comunque a rappresentare un pilastro dell’industria
nazionale.
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in frenata proviene da Il Fatto Quotidiano.