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Hillary Clinton sbotta durante la deposizione sugli Esptein files: batte i pugni sul tavolo e se ne va
A pochi giorni dagli interrogatori, sono state diffuse le registrazioni di quanto dichiarato da Hillary e Bill Clinton in merito agli Epstein files. E sta rimbalzando in rete in particolare un filmato in cui l’ex Segretario di Stato Usa si infuria e interrompe la testimonianza dopo che la deputata repubblicana del Colorado Lauren Boebert, no-vax e simpatizzante delle teorie dei complottisti di Qanon, ha pubblicato online una foto dell’interrogatorio, in violazione del regolamento della Camera Usa. Nel filmato diffuso dalla Commissione di Vigilanza della Camera, Clinton reagisce duramente dopo che uno dei suoi avvocati l’ha informata che una sua fotografia scattata all’interno della sala era trapelata e condivisa dall’influencer conservatore Benny Johnson. “Ho chiuso con questa storia, se voi fate così, ho chiuso. Potete accusarmi di oltraggio alla corte da ora in poi”, ha detto Clinton, battendo il palmo della mano sul tavolo prima di alzarsi dalla sedia e interrompere la deposizione, dopo circa un’ora e venti minuti di testimonianza. L'articolo Hillary Clinton sbotta durante la deposizione sugli Esptein files: batte i pugni sul tavolo e se ne va proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Epstein era strano, ma non sapevo degli abusi”: la difesa di Bill Clinton nei video inediti dell’interrogatorio
I video risalgono al 26 e 27 febbraio, quando dalla loro residenza di Chappaqua, nello Stato di New York, l’ex coppia presidenziale si è sottoposta al fuoco di domande della Commissione a guida repubblicana su Epstein e sulla sua complice Ghislaine Maxwell. Hillary, che ha parlato di “fallimento istituzionale” e manifestato irritazione per il fatto di essere sottoposta all’interrogatorio, ha riconfermato, infastidita, di non essere mai stata sull’isola del finanziere pedofilo, così come in nessuno dei suoi uffici o case. Qualche giorno prima dell’intervento davanti alla Commissione, poi, aveva accusato l’amministrazione del presidente Donald Trump di “insabbiamento” sulla gestione dei documenti relativi al defunto molestatore sessuale, che aveva intessuto una fitta rete trasversale di contatti con uomini di potere, case reali, intellettuali da tutto il mondo, specialmente occidentale. Per parte sua, Bill era alle prese con una deposizione più complessa, visto che nei documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia erano incluse anche sue foto potenzialmente compromettenti in una vasca idromassaggio, vicino a una ragazza. Facendo un confronto, la postura di marito e moglie durante l’interrogatorio risulta molto diversa: se da una parte Hillary ha gestito il confronto sempre affiancata dai suoi avvocati ma rispondendo in autonomia a tutte le domande, il marito – con le mani tremanti – è stato più volte accompagnato, anticipato o stoppato dai legali seduti al suo fianco, che hanno anche progressivamente controbattuto alla Commissione, come se si trattasse di un vero e proprio dibattito in aula di tribunale. I video di entrambi gli interrogatori durano circa quattro ore e mezza ciascuno. Per la trascrizione integrale, invece, sarà necessario aspettare ancora. > Bill Clinton is smiling while looking back through old Epstein photos & > nodding over memories???? > > His attorney snatches them out of Bill’s hands. pic.twitter.com/JlF0jFUwQm > > — Star S.⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ (@DominguezH31015) March 2, 2026 > This was the most damning moment. > > You can tell Bill knows he’s been exposed and he’s thinking of a way out and > can’t find one. > > Nancy Mace: “Why would Jeffery Epstein say you like them young?” > > Bill Clinton: “It’s just not true, all of it”pic.twitter.com/8ulw5FOyAE > > — C3 (@C_3C_3) March 3, 2026 L’ex presidente Bill Clinton ha detto di essere stato presentato al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein dal suo ex segretario al Tesoro Larry Summers. “Mi stava chiamando perché un uomo di nome Jeffrey Epstein, che aveva investito una cifra di diversi milioni di dollari nella ricerca sul cervello, era una persona avida di informazioni e voleva passare un po’ di tempo a parlare con me di economia e politica”, ha raccontato Clinton, facendo luce per la prima volta sull’origine del suo rapporto con Epstein, in base al video pubblicato oggi. “Ha detto di avere questo enorme aereo e che avrebbe portato te, il tuo staff, la tua squadra dei Servizi Segreti, chiunque altro volessi portare nei viaggi, sapendo che stavo progettando di creare una rete globale per fornire farmaci salvavita contro l’Aids al maggior numero possibile di persone, il più rapidamente possibile”, ha detto ancora Clinton, parlando della telefonata con Summers, dimessosi nei giorni scorsi dalla docenza ad Harvard per i fatti emersi dagli Epstein files. La deposizione di Bill Clinton ha segnato la prima volta in cui un ex presidente è stato costretto a testimoniare davanti a una commissione del Congresso. “Ha assistito a qualcosa di insolito con Epstein che le avrebbe fatto credere che fosse inquietante?”, gli è stato chiesto. “No, non l’ho mai visto fare nulla che mi facesse sospettare“, ha risposto Clinton, aggiungendo di aver trovato Epstein “strano”. “Mi sentivo amichevole nei suoi confronti, ma lui era, come ho detto nel mio libro, strano. C’era sempre qualcosa che lo tratteneva. E lui, e io, lo capivamo”, ha proseguito l’ex presidente, riconoscendo una fotografia che lo ritrae con Epstein alla Casa Bianca nel 1993. “Ricordo di averlo incontrato per la prima volta quando sono salito sul suo aereo per il primo viaggio con la mia fondazione, credo nel 2002, o giù di lì”, ha detto Clinton. Alla domanda, con il senno di poi, se ci fossero cose a cui aveva assistito che avrebbero potuto suggerire che Epstein stesse trafficando e abusando di giovani donne e ragazze sessualmente, Clinton, dopo una pausa di qualche secondo, ha risposto: “Non credo. Perché Epstein avrebbe detto una cosa del genere?”. In risposta alle domande dei deputati democratici su una foto che lo ritraeva in piscina con una donna il cui volto era stato oscurato, l’ex presidente degli Stati Uniti ha detto di non conoscere la donna e di non aver avuto rapporti sessuali con lei. Ha ricordato che la foto era stata scattata durante un viaggio in Brunei per attività di beneficenza e che diverse persone del gruppo stavano nuotando. Ha anche affermato di non essere a conoscenza del fatto che la giovane donna che apparentemente lavorava come massaggiatrice e gli aveva fatto un massaggio al collo durante un volo fosse in realtà vittima di abusi sessuali. > Hillary Clinton: You have held zero public hearings, refused to allow the > media to attend them, despite espousing the need for transparency. You have > made little effort to call the people who show up most prominently in the > Epstein files. And when you did, not a single Republican… > pic.twitter.com/A4I63u9AD4 > > — Blue Georgia (@BlueATLGeorgia) March 2, 2026 I legislatori di entrambi i partiti hanno affermato che Clinton ha risposto a tutte le domande postegli e che l’ex presidente ha ampiamente negato ogni illecito. La commissione ha chiesto informazioni sulla presenza del nome di Clinton nei registri di volo dell’aereo di Epstein e sui registri delle visite di Clinton alla Casa Bianca, secondo quanto riferito alla Cnn da due fonti a conoscenza della testimonianza. Clinton ha raccontato spontaneamente agli inquirenti della Camera che l’attuale presidente Donald Trump gli aveva detto, durante un torneo di golf all’inizio degli anni 2000, di aver avuto un litigio con Epstein per un accordo su un terreno, secondo quanto riferito alla Cnn da tre fonti a conoscenza della testimonianza. Trump ha poi affermato di non essere più amico di Epstein, ha ricordato Clinton, secondo le stesse fonti. Nella sua dichiarazione di apertura, Clinton ha affermato che “non importa quante foto gli mostriate”, ciò non avrebbe cambiato la sua affermazione di non aver visto nulla di sbagliato e di non aver fatto nulla di sbagliato. Il giorno prima, Hillary Clinton aveva sottolineato di non aver mai incontrato Epstein né di aver avuto contatti con lui, insistendo di non avere informazioni sulle attività criminali del defunto condannato per reati sessuali. “Non so quante volte ho dovuto dire: ‘Non conoscevo Jeffrey Epstein‘”, ha dichiarato ai giornalisti la scorsa settimana. L'articolo “Epstein era strano, ma non sapevo degli abusi”: la difesa di Bill Clinton nei video inediti dell’interrogatorio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Non ho mai incontrato Epstein, sono inorridita dai suoi crimini”, la testimonianza di Hillary Clinton alla Camera
“Era un individuo atroce, ma non è il solo. Non si tratta di un caso isolato, né di uno scandalo politico. È una piaga globale con un costo umano inimmaginabile”. Hillary Clinton, ex Segretaria di Stato, compare davanti alla Commissione di vigilanza della Camera sul caso Jeffrey Epstein. L’ex first lady, ascoltata nella residenza di famiglia a Chappaqua nello Stato di New York, ha preso nettamente le distanze dal finanziere. “Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini. Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa. Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini”. Venerdì sarà l’ex presidente Bill Clinton a essere chiamato. LA POSIZIONE DI BILL CLINTON Se Hillary Clinton sostiene di non aver mai incontrato Epstein, la posizione dell’ex presidente appare più delicata. Secondo stime riportate dalla stampa americana, Bill Clinton avrebbe viaggiato almeno 16 volte sull’aereo privato del finanziere. Tra i documenti pubblicati in passato è inoltre emersa una fotografia che lo ritrae in compagnia di alcune donne in una jacuzzi. Esistono anche immagini che lo mostrano con Ghislaine Maxwell, collaboratrice e partner di Epstein, attualmente detenuta e condannata a 20 anni per complicità nel traffico sessuale di minorenni. Bill Clinton non è stato accusato di alcun reato nel caso Epstein. Un suo portavoce ha più volte ribadito che l’ex presidente avrebbe interrotto i rapporti con il finanziere prima del suo arresto nel 2019 e di non essere mai stato a conoscenza delle sue attività criminali. LE RICHIESTE DELLE VITTIME E IL FRONTE DEMOCRATICO Le sopravvissute agli abusi di Epstein e i loro legali chiedono chiarezza. “Era connesso ad Epstein, è stato il presidente del nostro Paese, le vittime vogliono capire meglio questo legame”, ha dichiarato alla Cnn l’avvocata Jennifer Plotkin. Una posizione condivisa anche da alcuni democratici, in particolare tra le nuove leve del partito. La deputata Rashida Tlaib ha affermato che “le sopravvissute hanno diritto a trasparenza e giustizia” e che chiunque sia connesso a Epstein e non collabori con le indagini, ì”a prescindere dal partito politico”, dovrebbe essere considerato passibile di oltraggio. LA STRATEGIA LEGALE E IL BRACCIO DI FERRO CON I REPUBBLICANI La sede della deposizione è stata oggetto di una trattativa tra i legali dei Clinton — David Kendall e Cheryl Mills — e il presidente della Commissione di vigilanza, James Comer. L’obiettivo era evitare l’immagine di un ex presidente convocato formalmente al Congresso. Il confronto era arrivato a un passo dall’escalation: Comer aveva avviato la procedura per dichiarare i coniugi Clinton in oltraggio al Congresso, dopo il loro rifiuto di ottemperare a un mandato di comparizione giudicato dai loro avvocati “non valido e non applicabile” perché parte, sostenevano, di un piano politico dei repubblicani. Alla vigilia del voto sulla mozione, che avrebbe potuto aprire la strada a incriminazioni penali, l’ex coppia presidenziale ha accettato di testimoniare. L'articolo “Non ho mai incontrato Epstein, sono inorridita dai suoi crimini”, la testimonianza di Hillary Clinton alla Camera proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Epstein Files, è il giorno della testimonianza di Hillary Clinton. Cadono altre teste, da Harvard al Nebraska
Il terremoto degli Epstein files scuote gli Stati Uniti. Il partito repubblicano, i democratici. Il mondo della politica, della finanza. Le elite. L’ultimo terremoto – dopo l’indagine di Npr secondo cui mancano dai file oltre 50 pagine in cui una minorenne accusava Trump di abusi – sono le dimissioni di Larry Summers, ex segretario al Tesoro Usa, che ha lasciato la sua cattedra ad Harvard. Le accuse nei suoi confronti finora non riguardano reati sessuali, ma il profondo legame personale e professionale con Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008. Dal Nebraska, invece, sempre per la corrispondenza e i vari incontri con Epstein che compaiono nei documenti del Dipartimento di Giustizia, l’ex senatore democratico Bob Kerrey si è dimesso dalla presidenza della start-up Monolith, azienda energetica specializzata nella produzione di idrogeno a basse emissioni e di nerofumo, una sostanza utilizzata negli pneumatici e in altri prodotti in gomma. E oggi è il giorno della deposizione di Hillary Clinton, che precede di 24 ore quella del marito Bill, che compare in diverse foto con Epstein e giovani ragazze. Entrambe le testimonianze avverranno a Chappaqua, nella loro residenza privata nella contea di Westchester, a nord di New York. Il deputato repubblicano James Comer, presidente della Commissione per la Vigilanza e la Riforma del governo, aveva già annunciato all’inizio del mese che le deposizioni, videoregistrate, sarebbero avvenute a porte chiuse e in seguito trascritte e pubblicate. Il filmato dovrebbe essere diffuso in base a un accordo che rimanda a quanto accaduto con le testimonianze di Bill Clinton del 1998, quando l’allora presidente dovette rispondere alla giuria su varie accuse di abusi sessuali. Testimonianze poi rese pubbliche il mese successivo. Peraltro è stato proprio Comer a sollevare la questione di un nipote di Maxwell che ha lavorato per Hillary Clinton , scrive il Nyt, “durante la sua campagna presidenziale del 2008 e poi al Dipartimento di Stato. Ma l’avvocato della signora Clinton – scrive il giornale Usa – ha affermato che la signora Clinton non ha mai saputo che il dipendente, Alexander Djerassi, fosse imparentato con la signora Maxwell”. L’ex presidente e l’ex segretario di Stato hanno sempre negato di aver compiuto illeciti nell’ambito del caso Epstein. Bill Clinton però, tra le altre cose, dovrà rispondere del fatto di aver volato quattro volte sull’aereo privato dell’ex finanziere pedofilo nel 2002 e nel 2003. Le sue foto contenute nei fascicoli pubblicati di recente dal Dipartimento di Giustizia hanno mostrato, poi, l’ex presidente in pose potenzialmente compromettenti, in particolare una in cui si trova in una vasca idromassaggio con lo stesso Epstein e una donna. Hillary, da parte sua, ha affermato di non aver mai incontrato Epstein, ma ha ammesso di aver visto la sua complice, Ghislaine Maxwell, ora in carcere. L’ex segretaria di Stato dovrà quindi dimostrare di non aver in alcun modo messo a rischio la sicurezza nazionale. Per i repubblicani, puntare i riflettori sui Clinton avrebbe l’innegabile vantaggio di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal rapporto tra Trump e il discusso finanziere. Ma, secondo quanto riporta il New York Times, da alcuni memo interni dell’Fbi emergono colloqui del 2019 con una donna che si era fatta avanti dopo l’arresto del finanziere pedofilo per denunciare sia lui che Trump. Quattro persone sono state interrogate sulla questione, tuttavia nei documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia c’è il riassunto di un solo colloquio nel quale viene accusato solamente Epstein. Intanto Bill Gates, travolto anch’egli dallo scandalo, si è scusato con lo staff della sua fondazione per la sua frequentazione con Epstein, ammettendo di aver commesso “un errore enorme”. “Non ho fatto nulla di illecito – si è però difeso – e non ho visto nulla di illecito”. Anzi “per essere chiari, non ho mai trascorso del tempo con le vittime, le donne che lo circondavano”, ha aggiunto Gates parlando nel corso di un incontro pubblico tenutosi martedì e la cui registrazione è stata esaminata dal Wall Street Journal. Il magnate ha espresso rammarico per il fatto che il suo rapporto con Epstein abbia influenzato il lavoro della sua organizzazione filantropica. In una bozza di email, tra i documenti pubblicati, Epstein aveva scritto di relazioni extraconiugali di Gates, affermando che il legame con il fondatore di Microsoft andava dall’aiutare Bill “a procurarsi droga per affrontare le conseguenze del sesso con ragazze russe”, al facilitare “i suoi incontri illeciti con donne sposate”. Macigni sulla reputazione di Gates. Infine Larry Summers. L'articolo Epstein Files, è il giorno della testimonianza di Hillary Clinton. Cadono altre teste, da Harvard al Nebraska proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Hillary Clinton accusa Trump di “insabbiamento” sugli Epstein files: “Siete lenti, fateli uscire”
“Fate uscire i fascicoli. Stanno procedendo a rilento”. Ha parlato davanti all’annuale Forum Mondiale a Berlino Hillary Clinton, e alla Bbc ha apertamente denunciato la lentezza del Dipartimento di Giustizia nel rilascio degli Epstein files, la sterminata mole di mail, immagini e video che il DOJ guidato da Pam Bondi ha pubblicato online nelle scorse settimane. Tanti gli omissis così come tanti anche i nomi delle vittime che erroneamente non sono stati oscurati. E molto, moltissimo ancora da capire. Hillary Clinton ha accusato l’amministrazione del presidente Donald Trump di “insabbiamento” sulla gestione dei documenti relativi al defunto molestatore sessuale, che aveva intessuto una fitta rete trasversale di contatti con uomini di potere, case reali, intellettuali da tutto il mondo, specialmente occidentale. Alle accuse però la Casa Bianca risponde che, pubblicando i files, i repubblicani hanno fatto “più per le vittime di quanto abbiano mai fatto i Democratici“. Alla domanda se Andrew Mountbatten-Windsor dovesse comparire davanti a una commissione del Congresso, Hillary Clinton ha risposto: “Penso che chiunque venga invitato a testimoniare debba testimoniare”. Loro, i Clinton, lo faranno. Bill Clinton comparirà davanti il 27 febbraio e Hillary il giorno prima. Sarà la prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti testimonia davanti a una commissione del Congresso da quando lo fece Gerald Ford nel 1983. Nessuno dei due Clinton è stato accusato di illeciti da parte di sopravvissuti agli abusi di Epstein, ed entrambi hanno negato di essere a conoscenza dei suoi reati sessuali all’epoca. I Clinton hanno chiesto che l’udienza si svolga in pubblico anziché a porte chiuse: “Ci presenteremo, ma pensiamo che sarebbe meglio farlo in pubblico”, ha detto Hillary Clinton alla Bbc. “Non abbiamo nulla da nascondere. Abbiamo chiesto ripetutamente la pubblicazione completa di questi documenti. Pensiamo che la luce del sole sia il miglior disinfettante”. L’ex candidata alla presidenza ha sostenuto che lei e suo marito venivano usati per distogliere l’attenzione da Trump. “Guardate questo oggetto luccicante. Avremo i Clinton, persino Hillary Clinton, che non ha mai incontrato quell’uomo”. L’ex segretario di Stato ha affermato di aver incontrato Ghislaine Maxwell, la complice condannata di Epstein, “in alcune occasioni”. Clinton ha parlato degli Epstein files anche nell’ambito della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, aggiungendo che nei documenti vengono rivelate “informazioni molto preoccupanti e davvero orribili”, augurandosi che vengano prodotte “continue pubblicazioni”, anche per conoscere la condotta dei leader occidentali. Pur sottolineando che la presenza del nome di qualcuno sia nei file non significhi che siano stati commessi reati, Clinton ha dichiarato che le informazioni “devono essere totalmente trasparenti” in modo che le persone possano “non solo vedere cosa contengono, ma anche, se opportuno, chiamare le persone a risponderne”. Per quanto riguarda l’ex coppia presidenziale, Bill Clinton ha ripetutamente negato di aver commesso illeciti legati al finanziere pedofilo. Un suo portavoce ha ripetutamente affermato che l’ex presidente ha interrotto i rapporti con Epstein prima che fosse accusato di favoreggiamento della prostituzione nel 2006, e che non era a conoscenza dei suoi crimini. L'articolo Hillary Clinton accusa Trump di “insabbiamento” sugli Epstein files: “Siete lenti, fateli uscire” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bill e Hillary Clinton testimoniano sul caso Epstein: ecco i punti che il Congresso chiede di chiarire
Lord Mendelson, Bill Gates, Sarah Ferguson. E molti altri. Anche l’ultimo rilascio degli Epstein files da parte del Dipartimento di Giustizia ha scosso il mondo della politica, case reali, personaggi del jet set. Senza dimenticare che ha omesso di tutelare alcune vittime – incluse minorenni all’epoca dei fatti – delle quali sono stati pubblicati nomi, foto e video in cui si trovavano nude. Ora anche il nome di Bill Clinton rientra nello scandalo: a quasi trent’anni dal caso Lewinsky – dopo un scontro che va avanti da mesi col presidente della commissione di vigilanza della Camera, James Comer – Bill e Hillary hanno deciso di testimoniare davanti al Congresso. E questa volta le conseguenze della stretta amicizia con il finanziere pedofilo potrebbero essere perfino più gravi per l’ex presidente. Il rischio era troppo grande: l’accusa di oltraggio al Congresso, punibile con un anno di carcere o una multa di 100mila dollari. Oltre all’enorme macchia su una reputazione già messa a dura prova nel 1998 e ora più che mai traballante dopo la pubblicazione degli ultimi documenti sul caso. Files che hanno rivelato maggiori dettagli sui legami tra Epstein e Bill Clinton. Le deposizioni si svolgeranno il 26, l’ex segretaria di Stato, e il 27 febbraio, l’ex commander-in-chief. Sarà la prima volta che un ex presidente americano testimonierà davanti a una commissione del Congresso dai tempi di Gerald Ford nel 1983. I repubblicani vogliono che la testimonianza non abbia limiti di tempo e che sia registrata in audio e in video. Pare che i Clinton abbiano accettato tutte le condizioni ponendone solo una: che i colloqui siano pubblici, per evitare che i repubblicani possano strumentalizzare le loro dichiarazioni. L’ex inquilino della Casa Bianca al momento non è accusato di nessun reato. Peraltro Hillary ha dichiarato di non aver mai parlato né incontrato Epstein. Ma la commissione guidata dai repubblicani chiede maggiore chiarezza su una serie di punti. Oltre alle foto imbarazzanti che ritraggono Clinton in situazioni sconvenienti con ragazze molto giovani, c’è la circostanza che quando era presidente Epstein ha visitato il numero 1600 di Pennsylvania Avenue ben 17 volte. Ci sono poi i registri del jet privato del finanziere che mostrano che Bill ha effettuato quattro voli internazionali nel 2002 e nel 2003. Poco dopo l’arresto di Epstein con l’accusa di traffico sessuale nel luglio 2019, il portavoce di Clinton confermò che l’ex presidente aveva viaggiato a bordo dell’aereo ma solo per viaggi legati alla sua fondazione. La posizione dell’ex presidente si è complicata poi dopo la recente pubblicazione da parte del dipartimento di Giustizia di milioni di pagine di documenti e immagini sul caso. In questi mesi di braccio di ferro con il Grand Old Party l’ex presidente e l’ex segretaria di Stato hanno sostenuto di aver già fornito tutte le “poche informazioni” in loro possesso sul pedofilo morto suicida in carcere, accusando la commissione di “voler mettere in imbarazzo gli avversari politici su ordine di Donald Trump”. L’avvocato della coppia, Angel Ureña, ha sottolineato su X che i Clinton “hanno negoziato in buona fede”: “Voi no. Hanno detto sotto giuramento ciò che sanno ma a voi non importa”, ha attaccato il legale, che sabato aveva giocato l’ultima carta per evitare la deposizione proponendo invece un’intervista di quattro ore a Bill Clinton e una deposizione scritta per Hillary. Ma Comer aveva bocciato l’idea, spiegando di temere che l’ex presidente possa eludere le domande e far trascorrere il tempo senza fornire risposte concrete. L'articolo Bill e Hillary Clinton testimoniano sul caso Epstein: ecco i punti che il Congresso chiede di chiarire proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Epstein files, la Camera accusa i Clinton di oltraggio al Congresso per il rifiuto a testimoniare: aperto un procedimento
La Commissione di Vigilanza della Camera dei rappresentanti Usa ha aperto un procedimento per oltraggio al Congresso contro l’ex presidente Bill Clinton e sua moglie Hillary, candidata alla Casa Bianca per i Democratici nel 2016. L’iniziativa della commissione, guidata dai Repubblicani, nasce dopo il rifiuto dei Clinton a testimoniare sul caso di Jeffrey Epstein (il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019) ed è il primo passo verso una possibile incriminazione penale da parte dal Dipartimento di Giustizia: il reato comporta una multa fino a centomila dollari e nei casi più gravi può prevedere anche una condanna fino a un anno di reclusione. Lo scontro tra i Clinton e il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, va avanti da diversi mesi. Negli Epstein Files pubblicati a dicembre dalla Casa Bianca, infatti, erano presenti alcune foto di Bill Clinton, insieme a quelle di molte altre personalità di potere americane e non solo. Comer aveva minacciato di incriminare i due dopo il rifiuto a testimoniare di qualche settimana fa, giustificato con una lettera aperta in cui la coppia dichiarava: “Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, all’interno o fuori dal Congresso, si renderà conto che state cercando di punire chi ritenete un nemico e proteggere chi ritenete amici”. L’antica amicizia tra Epstein e Trump è ben nota, ma i documenti desecretati hanno allargato il campo dei rapporti del finanziere a personalità distanti dal tycoon, che così ha potuto definire i suoi amici “tutti democratici“. Né l’attuale presidente né i Clinton sono accusati di alcun reato. La richiesta ufficiale dei repubblicani è di “chiarezza” riguardo alle foto dell’ex leader dem con alcune ragazze molto giovani e alle visite – 17, in totale – di Epstein alla Casa Bianca durante il suo mandato. Ai giornalisti fuori dalla commissione Comer aveva dichiarato di avere “solo delle domande”, sottolineando che i democratici “hanno votato insieme ai repubblicani per chiamarlo a testimoniare. Non sono al di sopra della legge. Abbiamo emesso le citazioni in giudizio in buona fede“, ha dichiarato il presidente. “Abbiamo collaborato con loro per cinque mesi e ora il tempo è scaduto“. I Clinton ritengono le citazioni a comparire illegittime e giurano di non essere a conoscenza degli abusi di Epstein, affermando di voler collaborare con la Commissione attraverso dichiarazioni scritte. L'articolo Epstein files, la Camera accusa i Clinton di oltraggio al Congresso per il rifiuto a testimoniare: aperto un procedimento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Caso Epstein, Bill e Hillary Clinton si rifiutano di testimoniare: “Volete solo punire il nemico e metterci in imbarazzo”
Bill Clinton e sua moglie Hillary non testimoniano sul caso Epstein. L’ex presidente degli Stati Uniti – ritratto in varie fotografie con il finanziere pedofilo suicida in carcere nel 2019 – e l’ex first lady si sono rifiutati di deporre davanti alla commissione di Vigilanza della Camera, sfidando il presidente della commissione, il repubblicano James Comer ad incriminarli per oltraggio al Congresso. “Ogni persona deve decidere quando ha visto o sopportato abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e la sua gente, a prescindere dalle conseguenze. Per noi, ora è arrivato quel momento”, hanno scritto i Clinton in una lunga lettera a Comer, ottenuta dal New York Times. “Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, all’interno o fuori dal Congresso, si renderà conto che state cercando di punire chi ritenete un nemico e proteggere chi ritenete amici”, scrive l’ex coppia presidenziale. Il repubblicano ha ripetutamente minacciato di incriminare i Clinton per oltraggio al Congresso se non si fossero presentati per deporre a porte chiuse. Dopo un lungo braccio di ferro, Comer aveva fissato per oggi la scadenza per la comparizione dell’ex presidente e per domani quella dell’ex segretario di Stato nell’ambito dell’inchiesta della commissione, a guida repubblicana, sulla gestione da parte del governo federale dei casi di traffico sessuale legati a Epstein e alla sua complice Ghislaine Maxwell. Ma poche ore prima della scadenza, i Clinton hanno chiarito di non avere alcuna intenzione di presentarsi a Capitol Hill, affermando che le citazioni sono a loro giudizio “non valide e legalmente inapplicabili“. Nella lettera, i Clinton hanno osservato di avere già fornito alla commissione dichiarazioni giurate simili a quelle fornite da altri ex funzionari citati e poi esonerati dal testimoniare in presenza e sostengono di non essere a conoscenza di informazioni rilevanti per l’indagine. L’ex presidente e sua moglie ora si aspettano che saranno pubblicato foto “irrilevanti risalenti a decenni fa nella speranza di metterci in imbarazzo“. Come previsto Comer ha annunciato che la prossima settimana avvierà un procedimento per oltraggio al Congresso contro l’ex presidente e ha minacciato di avviare un analogo procedimento contro l’ex segretaria di Stato, se non si presenterà davanti alla commissione mercoledì, come richiesto. “Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande, ed è per questo che i democratici hanno votato insieme ai repubblicani per chimarlo a testimoniare”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla sala della commissione. L’accusa di oltraggio comporta una multa fino a 100.000 dollari e il carcere fino a 12 mesi. L'articolo Caso Epstein, Bill e Hillary Clinton si rifiutano di testimoniare: “Volete solo punire il nemico e metterci in imbarazzo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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