L’intenzione dichiarata era invitare a riflettere sui “bambini non nati”,
definiti “vittime innocenti degli aborti, delle guerre, delle disuguaglianze”.
Ma l’effetto della campana installata sulla torre della curia di Sanremo è
soprattutto un aumento della polarizzazione. A due settimane dall’avvio dei
rintocchi delle 20, la campana con inciso il nome del vescovo Antonio Suetta
suona tra polemiche, contestazioni e strumentalizzazioni.
CAMPANA PER I “NON NATI”, SCOPPIA LA POLEMICA
Il centrodestra resta prudente e segue una linea di sostanziale silenzio. La
consigliera di parità della Regione Liguria, Laura Amoretti, invece, si rivolge
direttamente al Papa: “L’iniziativa genera preoccupazione, dolore e
stigmatizzazione rispetto a scelte complesse e sofferte. La funzione delle
istituzioni dovrebbe essere accompagnare, ascoltare e sostenere, non riaprire
ferite e acuire conflitti sociali”.
Le forze di centrosinistra ribadiscono la propria contrarietà, insieme ad
associazioni e collettivi per i diritti civili, che sono già scesi due volte in
piazza. Al netto del circuito “Pro Vita”, tra le realtà cattoliche locali
prevale l’imbarazzo: alcuni referenti contattati da ilfattoquotidiano.it non
scorgono l’utilità dell’iniziativa ma preferiscono non metterci il nome, come il
parroco che richiama un’intervista del presidente della Cei Matteo Zuppi: la 194
è “una traduzione laica importante” che “oggi nessuno mette in discussione”.
Salvatore Menna di Noi siamo Chiesa spiega a ilfattoquotidiano.it le ragioni del
dissenso cattolico: “Il Sinodo ha dimostrato che siamo una comunità con
sensibilità diverse”. E, riprendendo un documento di “Donne per la Chiesa”,
aggiunge: “Sull’aborto la sovranità morale non può spettare a chi – maschio –
per millenni si è arrogato il controllo della generatività. Dov’è l’impegno
della chiesa cattolica per superare la cultura patriarcale e una sessualità
maschile predatoria? Trasformare la vittima in accusata è un rovesciamento
antico. Chiediamo rispetto per la coscienza delle donne, anche quando scelgono o
sono costrette a interrompere la gravidanza”.
ABORTO, LE MANIFESTAZIONI CONTRAPPOSTE: SCENDONO IN PIAZZA FORZA NUOVA E
RADICALI
A difendere apertamente la campana sono i neofascisti ultraconservatori di Forza
Nuova, che annunciano per sabato un presidio a sostegno del vescovo. “Sosteniamo
questa importante battaglia, un popolo che uccide i suoi figli non ha futuro”.
Nello stesso giorno, a pochi passi, alle 15 in piazza Colombo è previsto il
presidio promosso dai Radicali. “Suetta usa la religione come clava ideologica,
ignora che grazie alla 194 sono diminuite morti e sofferenze, è un’indegna
parodia della fede”. Al presidio hanno aderito altre realtà che sovrappongono
alla contestazione della campana lo sdegno suscitato dalla presenza in città di
Forza Nuova. In una nota congiunta firmata da Anpi, Avs, Generazione Sanremo,
Movimento 5 Stelle, Pd, Rifondazione, Arcigay e altre liste civiche, si chiede
anche al vescovo di prendere le distanze da “persone razziste”. La Cgil accusa
Suetta di “colpevolizzare” le donne, imponendo “a un’intera comunità” un
pensiero lontano dall’idea di misericordia. L’associazione Non una di meno
Ponente definisce quella del vescovo locale “un’espressione di quel ritorno al
Medioevo che mai faremo ritornare”. La Rete l’Abuso e l’Uaar propongono una
contro-campana “per le vittime dei preti pedofili”.
IL VESCOVO TIRA DRITTO
Nominato vescovo nel 2014, oggi viene ritenuto uno dei rappresentanti dell’ala
più conservatrice dell’episcopato: “Io benedico questo polverone, anche le
critiche. Sono felicissimo: senza di esse nessuno avrebbe saputo della campana”,
dice Suetta a ilfattoquotidiano.it. “Per me l’ascolto e l’apertura non possono
far accantonare la dottrina”. Al vescovo dell’estremo ponente ligure piace
esprimersi senza peli sulla lingua. Nel 2015 fece una donazione al presidio
permanente No borders: quando gli attivisti vennero colpiti da fogli di via per
avere aiutato migranti a passare in Francia, li definì dei “martiri”. Lo scorso
giugno Suetta ha ricordato che “le frontiere uccidono”. Altre volte si è
scagliato contro “i nuovi dogmi politically correct”, l’”immigrazione
indiscriminata” e il “catastrofismo climatico”. Nel 2022 definì quella di
Giorgia Meloni una vittoria “dell’umanesimo cristiano”.
Quando gli chiediamo se lo imbarazza la solidarietà incassata dagli stessi
nostalgici a cui nel 2019 vietò di commemorare Mussolini, risponde: “Non entro
nel merito politico, ognuno è libero di esprimere pacificamente il proprio
pensiero, anche contrapposto”.
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cattolici, in difesa del vescovo arriva Forza Nuova proviene da Il Fatto
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