L’Europa si prepara al divorzio dagli Stati Uniti di Donald Trump, mentre i
leader del vecchio Continente disegnano il futuro comunicando in “gruppi intimi”
via chat. Secondo la testata Politico, le mire espansionistiche sulla
Groenlandia (nel nome della sicurezza a stelle e strisce) sono state la “goccia
che fa fatto traboccare il vaso”. Il giornalista Tim Ross rivela le mosse dei
leader del Vecchio Continente alla ricerca di una nuova “architettura di
sicurezza europea”, senza l’ombrello della protezione americana. Stando alla
testata, “non è difficile immaginare un futuro post-USA per gli alleati
occidentali”. Il seme della nuova Europa già si scorgerebbe nella Coalizione dei
volenterosi per sostenere l’Ucraina: potrebbe garantire sicurezza militare e
deterrenza al posto della Nato a “trazione” americana.
I leader europei discutono abitualmente con “messaggini” di testo via
smartphone, tanto da creare una chat collettiva chiamata Washington Group, “dal
nome del gruppo di leader europei che lo scorso agosto ha visitato la Casa
Bianca con il presidente ucraino Zelensky”. Secondo Politico, “leader come il
britannico Keir Starmer, il francese Emmanuel Macron e il tedesco Friedrich
Merz, nonché la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il
finlandese Alexander Stubb e l’italiana Meloni si scambiano regolarmente
messaggi, spesso nella stessa chat di gruppo”. Il rischio, quando la diplomazia
si sposta in chat, è azzerare la trasparenza, perché i “messaggini” mai sono
archiviati e sovente si cancellano. Quasi mai viene rivelato il contenuto, a
meno che il destinatario non sia Donald Trump. Del resto proprio oggi il
presidente Usa ha pubblicato su Truth un messaggio inviatogli di Macron: “Non
capisco quello che stai facendo sulla Groenlandia”. Commento dell’Eliseo: “Un
messaggio privato”.
IL CAMBIAMENTO “PERMANENTE” E LA COALIZIONE DEI VOLENTEROSI
“Alti funzionari” Ue – citati da Politico – dipingono la rottura tra le due
sponde dell’Atlantico come un dato di fatto: “L’America di Trump non è più un
partner commerciale affidabile, e ancor meno un alleato affidabile in termini di
sicurezza”. Non ci sarebbe neppure da sperare in un ritorno al passato, qualora
Trump fosse archiviato dal voto degli americani: “C’è un cambiamento nella
politica statunitense e per molti versi è permanente”, ha commentato alla
testata l’alto papavero di un governo europeo. L’esito sarebbe “una radicale
riorganizzazione dell’Occidente, che sconvolgerebbe l’equilibrio di potere
globale. Le implicazioni spaziano dai danni economici transatlantici dovuti
all’aumento delle tensioni commerciali, ai rischi per la sicurezza”. Non tutti i
leader si arrendono al cambiamento e puntano “a salvare il salvabile, mentre la
leader dell’estrema destra italiana, Giorgia Meloni, sta cercando di ricostruire
le relazioni” con gli Usa.
Il problema principale è la sicurezza militare, senza l’appoggio americano
dunque della Nato. Per questo i leader guardano alla Coalizione dei volenterosi:
“Se si considerasse la potenza militare dell’Ucraina, sommata a quella di
Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, tra gli altri, la potenziale potenza
armata della coalizione dei volenterosi sarebbe enorme e includerebbe sia Stati
nucleari che non nucleari”, annota Politico. La nuova alleanza “non escluderebbe
la cooperazione con l’America, ma non la darebbe nemmeno per scontata”. Il piano
per il riarmo europeo punta ad essere pronti entro il 2030. “La coalizione dei
volenterosi è nata per l’Ucraina – ha dichiarato un alto diplomatico a Politico
– Ma ha creato legami molto stretti tra alcune delle persone chiave nelle
capitali. Hanno costruito fiducia e anche la capacità di lavorare insieme. Si
conoscono per nome ed è facile contattarsi e inviare messaggi“.
LA DIPLOMAZIA IN CHAT
Politico svela come le chat siano diventate il luogo di confronto abituale per i
politici europei: “I leader nell’ultimo anno hanno sviluppato una consolidata
routine di scambio di messaggi ogni volta che Trump fa qualcosa di folle e
potenzialmente dannoso”. A questo serve il Washington Group: “Quando le cose
iniziano a muoversi rapidamente, è difficile coordinarsi, e questa chat è
davvero efficace – ha rivelato a Politico una fonte anonima – Dice molto sulle
relazioni personali e su quanto siano importanti”. In chat con il Washington
Group ci sarebbe anche Zelensky. Ma non c’è solo il gruppo dei leader. Anche i
“consiglieri per la sicurezza nazionale di 35 governi sono in contatto regolare,
incontrandosi frequentemente online e di persona”. Con rischi per la
trasparenza.
Basta ricordare il caso dei vaccini in piena pandemia: il tema fu affrontato in
piena pandemia via sms, da Ursula von der Leyen con il ceo di Pfizer Albert
Bourla. La Commissione Ue ha rifiutato la richiesta d’accesso ai contenuti
presentata dal New York Times. Ma la Corte di Giustizia europea ha bocciato il
rifiuto di Bruxelles dando ragione alla testata della Grande Mela. Mentre il
caso più recente è la chat Signal amministrata dall’Alta rappresentante Kaja
Kallas cui partecipano i ministri degli Esteri dei 27: potenzialmente affronta i
dossier più scottanti – Gaza, Ucraina, Groenlandia – ma i governi e il Seae (la
struttura diplomatica della Commisisone Ue) negano l’accesso agli atti.
L'articolo Il retroscena di Politico: “Divorzio Ue-Usa, i Volenterosi al posto
della Nato”. E la diplomazia si sposta sulle chat proviene da Il Fatto
Quotidiano.