Donald Trump si è preso il Venezuela, vuole prendersi la Groenlandia e, sul
fronte interno, ha trasformato l’Ice, l’agenzia di contrasto dell’immigrazione
illegale, in una sorta di milizia personale. Ma negli Stati Uniti c’è qualcuno
che resiste. Non solo Zohran Mamdani, il sindaco socialista di New York. A
fronte della svolta autoritaria incarnata da Trump, monta una “onda rossa”.
Quella che ha portato un’altra socialista, Katie Wilson, alla guida di Seattle.
Quella che ha riversato nelle piazze il movimento antitrumpiano No King. Quella
che ha indotto Shawn Fain, nuovo leader del sindacato metalmeccanico Uaw, a
lanciare l’idea di uno sciopero generale, pratica finora inesistente negli Stati
Uniti. E sono solo pochi esempi.
“Bandiera rossa alla Casa bianca” è il titolo del nuovo numero di MillenniuM, il
mensile diretto da Peter Gomez, disponibile da venerdì 23 gennaio in librerie
selezionate (trova qui la più comoda per te) e nei principali store online
(Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro).
Un numero prevalentemente fotografico, dove spicca il reportage sugli abusi
dell’Ice dentro i tribunali dell’immigrazione di New York, firmato da Nicolò
Filippo Rosso. Mentre la “onda rossa” è raccontata, nome per nome, da Salvatore
Cannavò, che oltre a essere un giornalista del Fatto è editor per l’Italia di
Jacobin, la rivista di riferimento del nuovo socialismo americano.
I consensi per Mamdani e gli altri crescono sull’onda delle disuguaglianze,
illustrate da un reportage sulla povertà negli Usa firmato da Matt Black,
fotografo di Magnum. Un’ampia infografica elenca i primi 69 miliardari Usa –
guidati naturalmente da Elon Musk, dall’alto del suo patrimonio di 428 miliardi
di dollari – che insieme godono di una ricchezza complessiva pari alla metà meno
ricca (o più povera) della popolazione statunitense, cioè circa 171 milioni di
persone.
Ma l’onda rossa viene da lontano. Nella seconda parte, MillenniuM racconta come
partiti e sindacati di sinistra si diano da fare negli States sin dagli anni
Venti, con conseguenti reazioni al “terrore rosso”, anche prima del maccartismo,
come ricostruisce Roberto Festa. Del resto il Paese simbolo del capitalismo
culla proteste globali anche nel terzo millennio, come mostra una gallery che
abbraccia Seattle, Occupy Wall Street, Black Lives Matters…
Il mensile propone poi le consuete incursioni pop, a partire dal rapporto di
odio-amore degli italiani verso gli americani, da Alberto Sordi a Vasco Rossi
passando per Benigni e Troisi che, nel film Non ci resta che piangere, cercano
di bloccare Cristoforo Colombo prima che salpi alla scoperta dell’America… Il
fotografo Edo Bertoglio, invece, rievoca i suoi anni ruggenti e tossici nella
New York di Basquiat e Keith Haring, intervistato da Gabriele Micciché.
Infine, due chicche. La prima: lo stralunato on the road di due artisti amici di
MillenniuM, Max Papeschi e Arianna Bonucci, che hanno attraversato gli States
con la loro provocatoria mostra “Eau de eau”, tra cibo spazzatura, offerte di
crack e tante sorprese. La seconda: il verbale dell’interrogatorio di Bertolt
Brecht davanti alla Commissione per le attività antiamericane, nel 1947. Fra
reticenze, svicolamenti e velate ironie, l’inquisizione si fa involontario
teatro.
L'articolo Quelli che resistono a Trump: su Millennium la “onda rossa” oltre
Mamdani proviene da Il Fatto Quotidiano.