Alla fine a salvare la Costituzione non sono stati i partiti politici, non sono
stati i palazzi del potere, ma sono stati gli italiani. Gli italiani che non si
sono fatti distrarre dal rumore di fondo, dalla propaganda, dalle parole che
venivano ripetute ogni sera in televisione. Gli italiani che hanno capito che
alla base di ogni democrazia c’è un principio semplice: non ci può essere potere
senza controllo. Il Fatto Quotidiano da sempre è stato schierato con la
Costituzione, l’ha difesa. Proprio per questo motivo, non si può essere in balìa
delle maggioranze di turno. Ci sono dei principi più alti che non possono essere
riscritti da Carlo Nordio, quando invece sono stati scritti da personaggi come
Costantino Mortati o Pietro Calamandrei. E qui arriviamo al punto: volevano le
mani libere. Questo sarebbe stato il primo passo per poter occupare totalmente
il potere senza che nessuno potesse dire state violando la legge. E allora hanno
vinto gli italiani, anzi ha vinto la nazione. Lo spirito di questo popolo che è
un popolo che ha 1000 difetti ma che riesce ancora a distinguere il giusto dallo
sbagliato, il bene dal male. I principi contenuti nella Carta sono dei principi
che non possono essere superati dal tempo.
La magistratura deve rimanere indipendente. I pubblici ministeri devono poter
indagare su chiunque. La legge deve essere uguale per tutti. Perché? Perché le
maggioranze cambiano. Oggi governa uno, domani governa l’altro. Ma la cosa
pubblica resta una cosa sola. I soldi che vengono spesi per la cosa pubblica
sono i soldi di tutti gli italiani, di chi ha votato la maggioranza o di chi ha
votato un’altra. E allora bisogna garantirli. E poi bisogna soprattutto
garantire ai nostri figli la possibilità di dare il buon esempio. Ci sono
comportamenti che non sono accettabili. Chiunque li commetta, qualunque casacca
abbia addosso, di qualunque colore politico. E allora questa Costituzione può
essere il nostro faro, perché la giustizia è davvero la cosa su cui si basa uno
Stato che funziona ed è democratico. Perché dà anche a chi è più povero, a chi
non è potente, la garanzia di essere protetto dai soprusi.
L'articolo “Gli italiani hanno salvato la Costituzione. Hanno capito che non ci
può essere potere senza controllo”: Peter Gomez commenta la vittoria del No al
Referendum proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Beirut diventerà come Gaza? Il ministro israeliano Smotrich va preso sul serio
quando lo dice. Stiamo alzando la soglia del tollerabile“. Così Francesca
Mannocchi ospite a La Confessione di Peter Gomez, in onda sabato 21 marzo alle
20.20 su Rai 3, sull’offensiva israeliana nel sud del Libano. “Pochi giorni fa,
in piena notte – ha raccontato la giornalista – una collega inglese mi ha
inviato l’immagine di un palazzo di venti piani in un quartiere residenziale a
ovest di Beirut che veniva giù – dico una frase e poi la correggo – senza che
fosse stato mandato da Israele un ordine di evacuazione”.
L’inviata, vincitrice del David di Donatello per Lirica Ucraina, ha poi
proseguito: “Fermiamoci un secondo, perché neanche se Israele avesse mandato un
ordine di evacuazione per i residenti, dando loro modo di scappare, questo
attacco sarebbe diventato un attacco meno indiscriminato. Senza accorgercene,
stiamo alzando la soglia di quello che riteniamo tollerabile e tutto questo si
appoggia, direbbe un cuoco, su un letto di impunità”, ha concluso Mannocchi, dal
29 marzo a teatro con lo spettacolo “Crescere, la guerra” insieme a Rodrigo
D’Erasmo.
L'articolo Mannocchi a La Confessione di Gomez (Rai3): “Beirut come Gaza?
L’offensiva israeliana in Libano va presa seriamente. Stiamo alzando la soglia
del tollerabile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Se il mio cognome mi ha aiutato? Sono geneticamente raccomandata. Tutti fanno
continuamente paragoni”. Così Caterina Guzzanti ospite a La Confessione di Peter
Gomez, in onda sabato 21 marzo alle 20.20 su Rai 3 sul rapporto con gli altri
attori di casa, Corrado e Sabina. L’artista, che ha esordito nel 1997 con il
“Pippo Chennedy Show”, ha poi proseguito: “Scegliere di seguire un sentiero
tracciato a questo livello dai tuoi fratelli, ti mette anche in difficoltà. Se
qualcuno ha mai fatto paragoni? Tutti, sempre – ha sottolineato l’interprete di
Arianna, mitica assistente alla regia di Renè Ferretti in Boris – sono sempre la
piccola e rimarrò sempre la piccola di casa”, ha concluso Guzzanti.
L'articolo Caterina Guzzanti a La Confessione di Gomez (Rai3): “Se il mio
cognome mi ha aiutato? Sono geneticamente raccomandata. Tutti fanno paragoni con
i miei fratelli” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Affari, politica e clan: l’inchiesta su Delmastro che imbarazza Palazzo Chigi.
Peter Gomez ne parla con l’autore dello scoop Alberto Nerazzini.
L'articolo Affari, politica e clan: l’inchiesta su Delmastro che imbarazza
Palazzo Chigi. Rivedi la diretta con Gomez e Nerazzini proviene da Il Fatto
Quotidiano.
”È vero che milioni di persone perbene voteranno Sì, ma è altrettanto vero che
tutti i mascalzoni – o quasi – faranno lo stesso”. Lo ha detto il direttore de
ilFattoQuotidiano.it e condirettore del Fatto, Peter Gomez, ospite del programma
“Battitori liberi” di Cusano Media Play, commentando la “discesa in campo” per
il Sì di Davide Lacerenza, l’ex titolare della Gintoneria fresco di
patteggiamento a 4 anni e 8 mesi (dopo essere stato arrestato nel marzo del 2025
per detenzione e spaccio di droga e favoreggiamento e sfruttamento della
prostituzione).
“Abbiamo un precedente storico che ce lo dice” ha raccontato Gomez. “Nel 1987 si
votò, in seguito al caso Tortora, il referendum per la responsabilità civile dei
magistrati. Insieme ai milioni di persone oneste che scelsero il Sì, si
schierarono tutte le associazioni criminali. Addirittura il Partito radicale
tesserò i capi della mafia e della ‘ndrangheta. Tutto ciò non significa che chi
vota Sì ha torta, significa semplicemente che negare questo fatto è da scemi”.
Gomez ha risposto anche sul caso Delmastro, scoop proprio de il Fatto: “Sono
sconcertato che si sia cacciato in una storia del genere. Si è associato a
questa ragazza di 18 anni, che non conosceva, di cui aveva conosciuto il padre.
Ma perché non è andato su Google a fare una verifica? Avrebbe scoperto che il
padre era stato condannato per mafia. Io non so se lui ci stia nascondendo
qualcosa, ma sono convinto che avrebbe già dovuto dare le dimissioni. Perché la
politica prevede oneri e onori. E di fronte a una schifezza del genere, ci si
dimette un secondo dopo. E se non lo fai, tu e il tuo partito date un segnale
devastante, perché la criminalità organizzata può pensare di poter fare affari
con la politica senza subire conseguenze”.
L'articolo Caso Delmastro, Gomez: “Si deve dimettere subito. In caso contrario
FdI dà segnale devastante, la criminalità organizzata si sfrega le mani”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La maggioranza degli elettori del Sì saranno certamente brave persone, ma tutti
o quasi i mascalzoni voteranno Sì”. È l’incipit dell’intervento di Peter Gomez,
direttore de ilfattoquotidiano.it e di Fq Millennium, alla maratona “La
Costituzione è nostra” per il No al referendum sulla giustizia, in programma il
22 e il 23 marzo.
Gomez non nasconde l’ironia e parte proprio da un esempio paradossale per
scaldare la platea del No. Racconta di Davide Lacerenza, ex compagno di Stefania
Nobile e titolare de La Gintoneria a Milano, che ha patteggiato una condanna a 4
anni e 8 mesi per sfruttamento della prostituzione e vendita di cocaina e che
pochi giorni fa ha lanciato un appello a favore del Sì ai suoi 280mila follower
su Instagram.
Il direttore del Fatto online cita il caso per sottolineare una convinzione
profonda, già ribadita dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri: “Se tu proponi
un referendum contro “il plotone esecutore di esecuzione della magistratura”,
come ha fatto per esempio la capo di gabinetto del Ministro Nordio, Giusi
Bartolozzi, tutti coloro i quali sono stati condannati o pensano di poterlo
essere, voteranno a favore di quella riforma”.
Gomez richiama poi un precedente storico inquietante. Negli anni Ottanta, dopo
il caso Tortora, l’80% degli italiani approvò un referendum sulla responsabilità
civile dei magistrati, sostenuto dal Partito Radicale e dal Partito Socialista.
Subito dopo, Michele Greco, boss di Cosa Nostra, e Giuseppe Piromalli, capo
della ‘ndrangheta, si iscrissero al Partito Radicale. Nelle zone ad alta densità
mafiosa, Radicali e Socialisti registrarono un’impennata di voti. Gomez smonta
quindi uno degli argomenti più ricorrenti del fronte del Sì: l’idea che i
magistrati non paghino mai per i loro errori.
“Se la Costituzione, prima di essere cambiata per una motivazione del genere,
fosse attuata, se questo problema davvero esistesse, forse qualche soluzione
l’avremmo trovata”, scandisce il direttore. Ricorda che la Costituzione attuale
prevede già due soggetti per l’azione disciplinare: il procuratore generale
presso la Cassazione e il ministro della Giustizia, dotato di una squadra di
ispettori. Eppure, denuncia, il ministro non ha mai attivato davvero questo
strumento, nonostante circa 1700 esposti all’anno contro i magistrati. E quando
serve, aggiunge, il Guardasigilli può persino ricorrere contro le decisioni del
Csm: lo scorso anno lo ha fatto solo sei volte.
Il passaggio più duro arriva sull’architettura della riforma proposta. Gomez
definisce la nuova Alta Corte disciplinare un pasticcio mal scritto: “Hanno
istituito un’Alta Corte di giustizia coi piedi. Si sono dimenticati di
modificare un articolo“. In particolare cita l’articolo 107, che riserva al Csm
il trasferimento o la destituzione dei magistrati. Se l’Alta Corte decidesse di
radiarne uno e il Csm dicesse no, si creerebbe un cortocircuito istituzionale
insanabile.
Il direttore conclude con una scelta irrinunciabile: “Con tutto il bene che
possiamo volere al buon ministro Nordio, io, tra la Costituzione scritta da
Carlo Nordio e quella scritta da Pietro Calamandrei, non ho dubbi: opto per la
seconda“.
L'articolo Referendum, Gomez: “Tra la Costituzione riscritta coi piedi da Nordio
e quella di Calamandrei, scelgo la seconda” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alle 18 torna “Lezioni Americane” con Loretta Napoleoni e Peter Gomez. L’attacco
all’Iran fa sentire i suoi effetti anche sull’economia americana. In alcune aree
del paese la benzina alla pompa è arrivata a costare 6 dollari al gallone, un
prezzo molto superiore a quello a cui sono abituati gli americani. Mentre i
prezzi del combustibile salgono tutti fanno cene e feste per gli Oscar.
L'articolo Lezioni americane: la benzina a 6 dollari, gli effetti della guerra
di Trump. Ne parlano Peter Gomez e Loretta Napoleoni proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Per noi la Costituzione del nostro Paese va realizzata, non va assolutamente né
stravolta né modificata“. Così Maurizio Landini ha dato il via a un dialogo con
il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, moderato dal direttore del
Fattoquotidiano.it, Peter Gomez, in occasione della giornata di confronto
pubblico organizzata a Milano dal Comitato per il No al Referendum sulla
Giustizia.
Facendo gli esempi dell’autonomia differenziata e del premierato, Landini
sottolinea ancora: “Dire oggi che è in gioco la Costituzione è un elemento di
fondo”. Una battaglia, quella della Cgil, per salvaguardare la Costituzione che
prescinde dal colore politico del governo in carica, specifica ancora il
sindacalista: “Noi coerentemente, abbiamo sempre avuto questa posizione. Per noi
la Costituzione non è di destra e di sinistra. La Costituzione viene prima delle
forze politiche ed è l’elemento centrale su cui si fonda la nostra democrazia”.
“Una parte importante della propaganda del sì si basa sul fatto – interviene
Gomez – in parte a torto ma in parte a ragione, che l’organo di autogoverno
della magistratura nella parte che riguarda le punizioni che vengono date ai
magistrati non è efficiente. Ma c’è una cosa che nessuno nota mai: l’esercizio
dell’azione contro i magistrati al CSM può partire o dal Procuratore generale o
dal ministro della Giustizia. E il Ministro della Giustizia che dice che bisogna
cambiare le regole perché i magistrati non intervengono su loro stessi
interviene pochissimo e interviene ancora meno quando ci sono le sentenze tra
virgolette di assoluzione. Perché pensate che nell’ultima legislatura Nordio
solo in sei casi si è appellato contro una decisione del CSM. Questo dimostra
appunto quello che dicevamo prima: quanto sarebbe importante attuare bene le
regole che ci abbia già abbiamo e la Costituzione piuttosto che riscriverle per
lasciarle un’altra volta, ci scommetterei, inattuate”.
“Perché l’ANPI è impegnata in questa campagna? – risponde invece Pagliarulo –
Perché il suo Statuto nell’articolo due prescrive che una delle missioni
dell’ANPI, oggi la più importante, è quella della difesa e dell’attuazione della
Costituzione. E noi siamo molto preoccupati che il meccanismo della separazione,
non tanto delle carriere quanto del Consiglio Superiore della Magistratura e la
nascita dell’Alta Corte, porti a una situazione di elusione progressiva del
controllo di legalità da parte della magistratura nei confronti del Governo”.
Citando alcune frasi di Nordio e Meloni, il presidente Anpi riflette: “Il punto
è se se dobbiamo o meno rassegnarci a una elusione del controllo di legalità
oppure se dobbiamo contrastarlo”. “Ora io però colgo un aspetto che mi ha
colpito di tutta questa vicenda. C’è questa polemica del Governo nei confronti
della magistratura italiana. Prendiamone atto. Però c’è anche una polemica
contro la Corte dei conti, perché la Corte dei conti recentemente aveva avuto
qualcosa da dire a proposito dei bilanci sul ponte dello Stretto. Infatti, il
Governo ha promosso una riforma che sostanzialmente aumenta la possibilità di
controllo del Governo nei confronti della magistratura contabile. Ci fermiamo
qua? No, non è così perché se andiamo avanti ci accorgiamo che ci sono state
delle polemiche pesantissime in merito alla vicenda di Al-Masri, e giù polemiche
contro la Corte penale internazionale. Quello che voglio dire è che in realtà
questo Governo non sopporta l’ingerenza di qualsiasi corte– osserva ancora
Pagliarulo – Penso per esempio alla Corte europea di Giustizia, oltre alla Corte
penale internazionale in merito alla vicenda dei centri per migranti in in
Albania”. “Questo Governo rappresenta un po’ meno del 23% degli aventi diritto –
conclude Pagliarulo – E mi chiedo, che senso ha dal punto di vista di un di una
democrazia sostanziale che un Governo formalmente di maggioranza ma
sostanzialmente di minoranza manometta la Costituzione al punto di cambiarne
sette articoli. Noi invitiamo a votare in un certo modo ma siccome siamo persone
educate ed eleganti, invitiamo a votare no, grazie”
Rivedi l’incontro integrale
La diretta dell’evento si è momentaneamente interrotta, manca quindi una parte
dell’intervento del leader della Cgil Maurizio Landini
L'articolo Referendum, il dialogo con Landini, Pagliarulo e Gomez. “Da quella
dei Conti alla Europea, il governo non sopporta qualsiasi corte. Ecco perché
votare no”. Rivedi l’incontro proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Aldo Cazzullo su Sal Da Vinci e i matrimoni della camorra? Ha fatto una battuta
sbagliata”. Così Maurizio De Giovanni a La Confessione di Peter Gomez, in onda
sabato 14 marzo alle 20.20 su Rai 3, sulla canzone che ha vinto a Sanremo, ‘Per
sempre sì’ e la polemica scatenata dal commento di Aldo Cazzullo sul Corriere
della Sera. “Cazzullo è un meraviglioso intellettuale – ha premsso lo scrittori
di tanti bestseller, dal Commissario Ricciardi ai Bastardi di Pizzofalcone – Noi
forse siamo ipersensibili, ma parlare di camorra a Napoli è una cosa seria, non
è uno scherzo, non è folklore. – ha proseguito l’autore napoletano – E’ una
battuta uscita male, come se io facessi una battuta sul Covid a Bergamo. E’ un
richiamare un dolore, è richiamare una ferita”.
L'articolo De Giovanni a La Confessione di Gomez (Rai3): “Cazzullo su Sal Da
Vinci e la camorra? Ha sbagliato, è come se io scherzassi sul Covid a Bergamo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alle 16 Peter Gomez e Giacomo Salvini analizzeranno e commenteranno le
dichiarazioni di Giorgia Meloni secondo cui “Se vince il No stupratori e
pedofili saranno liberi”
L'articolo Se vince il No stupratori e pedofili saranno liberi? La diretta con
Peter Gomez e Giacomo Salvini proviene da Il Fatto Quotidiano.