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De Cataldo a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Con ‘Romanzo Criminale’ potevo cambiare vita o fallire. È andata bene”
“Romanzo criminale? Poteva essere il punto di svolta della mia carriera oppure un fallimento: è andata bene”. Così Giancarlo De Cataldo ospite a La Confessione di Peter Gomez in onda su Rai 3 sabato 31 gennaio alle 20.20. “Avevo 46 anni quando uscì il libro, ma ne avevo 41, 42 quando ho cominciato a scriverlo. Ero convinto di essere uno scrittore che aveva qualcosa da dire, ma non ero ancora stato scoperto“, ha detto l’ex magistrato parlando della genesi del celebre romanzo: “Allora ho detto: ‘butto dentro tutto. Questo libro può essere il punto di svolta della mia carriera e anche della mia vita come scrittore, perché le due cose nel mio caso coincidono, oppure sarà il grande fallimento e ci metterò una pietra sopra’. È andata bene”, ha spiegato l’autore di molti romanzi di successo e anche ex giudice. “Una curiosità – ha domandato Gomez – So che questo libro lo ha scritto sulla lavatrice, è vero?”. “Ho iniziato su una lavatrice perché non avevo lo spazio per uno studio privato nella casa, che è arrivato dopo, ed era l’unica stanza aperta nella quale io potevo anche fumare, perché ero un tabagista accanito“, ha concluso De Cataldo. L'articolo De Cataldo a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Con ‘Romanzo Criminale’ potevo cambiare vita o fallire. È andata bene” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Reggiani a La Confessione di Gomez (Rai 3): “La mia imitazione più riuscita? Sabrina Ferilli. Ha un grande appeal sul pubblico”
“Perché tutti dicono che la Ferilli è la mia imitazione più riuscita? Perché la signora Ferilli ha avuto una grandissima carriera e ha un grande appeal sul pubblico”. Così Francesca Reggiani ospite a La Confessione di Peter Gomez in onda su Rai 3 sabato 31 gennaio alle 20.20. “Ci venne l’idea di fare la Ferilli perché, andando sull’attualità, effettivamente c’è stato un periodo in cui lei rilasciava – perché gliele chiedevano – numerosissime interviste, perché evidentemente andava bene su tutto”. Poi Reggiani, cresciuta dal punto di vista artistico con Gigi Proietti e Serena Dandini, si è calata nei panni dell’attrice romana: “Il famoso ‘Fausto ripensece’, ‘a scala mobbile’, ‘a dieta’, ‘io so’ semplice, al mattino quando me svejo me faccio du’ animelle de coratelle de maiale, co’ la salsiccetta, ‘na peperonata, tutto quanto affogato coi rognoni. So’ semplice. E cozze co’ a nutella, che è a morte sua’”. L'articolo Reggiani a La Confessione di Gomez (Rai 3): “La mia imitazione più riuscita? Sabrina Ferilli. Ha un grande appeal sul pubblico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gomez: “Fake news? Molto pericoloso ciò che sta accadendo in Europa. Chi decide cosa è vero e cosa no?”
“Le fake news sono una fake news. Esistono, ma la loro capacità di influenzare l’opinione pubblica è piccola. Io credo che in questo momento abbiano un’altra funzione. Da una parte servono agli editori per dire ‘venite da noi, leggete le nostre cose che sono più affidabili’. Dall’altra servono alla politica per giustificare la creazione dei ‘tribunali del giusto, del bello e del vero’. Perché quello che sta accadendo in Europa in nome della lotta alle fake news è molto pericoloso. Chi decide cosa è vero e cosa no? Lo abbiamo visto pochi giorni fa col caso Barbero“. È uno dei passaggi dell’intervento del condirettore de il Fatto Quotidiano e direttore de ilFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, ospite alla Camera al convegno organizzato da Barbara Floridia, presidente della Commissione Vigilanza Rai, dal titolo Le sfide dell’informazione. L'articolo Gomez: “Fake news? Molto pericoloso ciò che sta accadendo in Europa. Chi decide cosa è vero e cosa no?” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Le sfide dell’informazione: la diretta dalla Camera con Peter Gomez e Marco Travaglio
Giovedì 29 gennaio alle 15, su iniziativa della senatrice Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, alla Camera si terrà l’incontro “Le sfide dell’informazione”, sono previsti gli interventi di Gian Marco Chiocci (Direttore TG1), Marco Travaglio (Direttore Il Fatto Quotidiano), Giovanni Floris (Conduttore diMartedì, LA7), Veronica Gentili (Conduttore Le Iene, Italia 1), Giorgio Lauro (Conduttore Un Giorno da Pecora, Radio 1), Peter Gomez (Conduttore La confessione, Rai 3), Francesco Oggiano (Giornalista e creator), Francesca Fialdini (Conduttrice Da noi… a ruota libera, Rai 1) e Luisella Costamagna (Giornalista, conduttrice, autrice) L'articolo Le sfide dell’informazione: la diretta dalla Camera con Peter Gomez e Marco Travaglio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bertolino a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Ho debuttato al cinema grazie ad Alberto Sordi. La prima volta mi disse: ‘Mi interessa la tua faccia’”
Era il 1997 quando Enrico Bertolino debuttava sul grande schermo con il film Incontri proibiti, film diretto e interpretato da Alberto Sordi. Ospite a La Confessione di Peter Gomez in onda sabato 24 gennaio alle 20.20 su Rai 3, il comico ha ricordato il primo incontro con questa leggenda del cinema e della romanità: “Mi ha scelto durante un evento a Saint Vincent – ha esordito l’artista – Si chiamava Le Grolle, dove lui andava sempre perché si divertiva molto insieme a Lina Wertmüller e altri come Giancarlo Giannini. Erano la giuria di questo premio, che veniva assegnato e lui mandò Paola Comin, la sua assistente, a dirmi: ‘Il maestro vorrebbe parlarle’ e io andai – ha proseguito il conduttore di Bulldozer – Ero contentissimo che Sordi mi avesse degnato di uno sguardo, invece mi disse: ‘Non mi interessa nulla di quello che hai detto, mi interessa la tua faccia. Hai mai fatto il cinema?’. ‘No maestro, mai’. ‘Ti piacerebbe fare il fidanzato becco della Marini?’. ‘Sì, lo farei, sinceramente”. L’attore ha poi aggiunto: “Quando morì ero a Roma, mi chiamò un amico e mi disse: ‘Vuoi venire al Campidoglio a vedere la camera ardente?’, era l’una di notte. C’era una coda, sulla scala del Campidoglio, e un silenzio totale. Arrivavano signori anziani che davano i fiori per fare il ‘passa fiore’ su in alto. Arrivai in cima alle tre del mattino e incontrai Walter Veltroni che mi disse: ‘Potevi chiedere e venivi su, no?’. La cosa più bella è stata la scala”, ha concluso Bertolino. L'articolo Bertolino a La Confessione di Gomez (Rai 3): “Ho debuttato al cinema grazie ad Alberto Sordi. La prima volta mi disse: ‘Mi interessa la tua faccia’” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ferrario a La Confessione di Gomez (Rai 3): “I discorsi di Trump? Non è improvvisazione, ma minacce. Anche agli alleati”
“L’atteggiamento di Trump non è frutto di improvvisazione. Le sue sono minacce”. Così Tiziana Ferrario ospite a La Confessione di Peter Gomez in onda su Rai 3 sabato 24 gennaio alle 20.20. Dopo aver visto uno stralcio del discorso tenuto in Svizzera dal presidente Usa Donald Trump riguardo le sue mire sulla Groenlandia, l’ex conduttrice del Tg1 ha commentato: “Quello che mi ha colpito è quel ‘we will remember’ (‘noi ce ne ricorderemo’, ndr), perché sono minacce che lui fa ai suoi più stretti alleati, agli europei. Ed è quello che sta facendo da un anno, da quando è tornato alla Casa Bianca. È un discorso sempre minaccioso”. L’ex inviata ha poi rimarcato: “Non importa se poi torna indietro dalle sue minacce, il problema è che sono minacce. È un uomo che dice che bisogna usare la forza e lo fa con chiunque non sia d’accordo con lui, anche, appunto, gli alleati europei”, ha concluso Ferrario. L'articolo Ferrario a La Confessione di Gomez (Rai 3): “I discorsi di Trump? Non è improvvisazione, ma minacce. Anche agli alleati” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quelli che resistono a Trump: su Millennium la “onda rossa” oltre Mamdani
Donald Trump si è preso il Venezuela, vuole prendersi la Groenlandia e, sul fronte interno, ha trasformato l’Ice, l’agenzia di contrasto dell’immigrazione illegale, in una sorta di milizia personale. Ma negli Stati Uniti c’è qualcuno che resiste. Non solo Zohran Mamdani, il sindaco socialista di New York. A fronte della svolta autoritaria incarnata da Trump, monta una “onda rossa”. Quella che ha portato un’altra socialista, Katie Wilson, alla guida di Seattle. Quella che ha riversato nelle piazze il movimento antitrumpiano No King. Quella che ha indotto Shawn Fain, nuovo leader del sindacato metalmeccanico Uaw, a lanciare l’idea di uno sciopero generale, pratica finora inesistente negli Stati Uniti. E sono solo pochi esempi. “Bandiera rossa alla Casa bianca” è il titolo del nuovo numero di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, disponibile da venerdì 23 gennaio in librerie selezionate (trova qui la più comoda per te) e nei principali store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro). Un numero prevalentemente fotografico, dove spicca il reportage sugli abusi dell’Ice dentro i tribunali dell’immigrazione di New York, firmato da Nicolò Filippo Rosso. Mentre la “onda rossa” è raccontata, nome per nome, da Salvatore Cannavò, che oltre a essere un giornalista del Fatto è editor per l’Italia di Jacobin, la rivista di riferimento del nuovo socialismo americano. I consensi per Mamdani e gli altri crescono sull’onda delle disuguaglianze, illustrate da un reportage sulla povertà negli Usa firmato da Matt Black, fotografo di Magnum. Un’ampia infografica elenca i primi 69 miliardari Usa – guidati naturalmente da Elon Musk, dall’alto del suo patrimonio di 428 miliardi di dollari – che insieme godono di una ricchezza complessiva pari alla metà meno ricca (o più povera) della popolazione statunitense, cioè circa 171 milioni di persone. Ma l’onda rossa viene da lontano. Nella seconda parte, MillenniuM racconta come partiti e sindacati di sinistra si diano da fare negli States sin dagli anni Venti, con conseguenti reazioni al “terrore rosso”, anche prima del maccartismo, come ricostruisce Roberto Festa. Del resto il Paese simbolo del capitalismo culla proteste globali anche nel terzo millennio, come mostra una gallery che abbraccia Seattle, Occupy Wall Street, Black Lives Matters… Il mensile propone poi le consuete incursioni pop, a partire dal rapporto di odio-amore degli italiani verso gli americani, da Alberto Sordi a Vasco Rossi passando per Benigni e Troisi che, nel film Non ci resta che piangere, cercano di bloccare Cristoforo Colombo prima che salpi alla scoperta dell’America… Il fotografo Edo Bertoglio, invece, rievoca i suoi anni ruggenti e tossici nella New York di Basquiat e Keith Haring, intervistato da Gabriele Micciché. Infine, due chicche. La prima: lo stralunato on the road di due artisti amici di MillenniuM, Max Papeschi e Arianna Bonucci, che hanno attraversato gli States con la loro provocatoria mostra “Eau de eau”, tra cibo spazzatura, offerte di crack e tante sorprese. La seconda: il verbale dell’interrogatorio di Bertolt Brecht davanti alla Commissione per le attività antiamericane, nel 1947. Fra reticenze, svicolamenti e velate ironie, l’inquisizione si fa involontario teatro. L'articolo Quelli che resistono a Trump: su Millennium la “onda rossa” oltre Mamdani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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